Mi riallaccio.

Al post precedente.

Questa è l’immagine che la Brignolecam mostra questa mattina 17 Giugno accedendo da remoto con il servizio di DNS dinamico. Adesso aspetto che quelli di Aruba inizino il balletto asserendo che è “colpa mia” se non riesce a trasmettere. Eventualità che non posso negare a priori, ma cazzus, loro magnuscano sul server, oppure mi dicono di cambiare qualche parametro che non mi sono sognato di notte, e la situazione torna normale.

L’Upupa un istante prima di atterrare sulla grondaia, con il suo verme per il piccolo. “Ella aveva nel becco un insetto, la cena dei suoi rondinini“; mi vengono in mente queste frasi di poesie strazianti che fanno (o facevano) imparare a memoria ai bambini, che poi sono diventati come me.

Credo che questa sia una Ghiandaia. Una Ghiandaia che perde la memoria è un toccasana per i boschi. Trovo spesso piantine di querce, noccioli ed anche noci in posti dove la ghianda o la nocciola non posso essere arrivati li naturalmente, per il vento o un ruscello di acqua un movimento tellurico. E’ facile che ce li abbia portati una ghiandaia, li ha nascosti a diversi centimetri sotto il terreno e questi sono germogliati. Come sempre, mi sono inventato tutto perchè talvolta eccedo in autostima, ma privo del supporto didattico e neuronale necessario e metto su cose che al 99% dei casi è pura invenzione, uno studioso si metterebbe a ridere o mi inseguirebbe con un corpo contundente in mano. Ho già scritto queste cose ? Si, la volta scorsa e tutte le precedenti volte che ho messo su una foto di una ghiandaia.

Il Cons.Bio è addestrato e fa foto ad oggetti che si muovono a velocità notevoli. Questa è la rondine che, in attesa di essere presa a fucilate e cadere nei rovi mentre va al nido a portare l’insetto ai rondinini, beve nella Pozzanghera.

E per concludere, una bella foto dello strato di alghe filamentose della Pozzanghera. La foto sarebbe venuta bene se non fosse per questo sgradevole insetto rosso, portatore di chissà quali malattie mortali, dotato di un micidiale rostro sulla testa che usa per afferrare le prede ed ucciderle lentamente. E probabilmente è anche portatore del COVID-15-16-19.

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L’upupa.

Il Consulente Biologico si è lungamente appostato nel punto giusto e l’upupa, che ormai non teme la nostra presenza più di tanto, si è lasciata fotografare.

Qui sopra è appena atterrata sulla tettoia e probabilmente aspetta di verificare che non ci siano predatori nelle vicinanze che possano individuare i piccoli. Questa osservazione è inventata di sana pianta e non ha alcun supporto scientifico; ogni tanto infatti si appoggia proprio sulla grondaia ed imbocca il piccolo in un secondo, salcazzo perchè.

La mamma dopo qualche secondo si decide a nutrire il piccolo che aspetta sotto i coppi. Qui se ne vede uno solo, anche perchè ce ne sta uno solo, ma quando raramente si sente pigolare, sembra ce ne sia più di uno. Saranno in fila dietro e si danno i turni ? Oppure ce n’è uno solo e quello che sento è l’eco sotto i coppi. O le mie capacità uditive stanno deteriorandosi.

Un piccolo che aspetta. Il posto è angusto, sicuramente non ha ancora avuto modo di allargare le ali, mi aspetto che uno dei prossimi giorni escano allo scoperto. E con le ali anchilosate invece di prendere il volo cascherà sull’erba, mentre io sto arrivando con il trattorino per tagliare l’erba. Che brutta fine.

La madre riparte. Sfiora i tronchi degli alberi in un veloce volo radente vicino al suolo, a volte si ferma invece nel prato proprio sotto il nido. Sono in realtà un acuto osservatore, soprattutto quando sono sotto la tettoia con una birra e le Cipster.

Ho corredato le bellissime foto con dei commenti davvero del cazzo, ma se non scrivo qualcosa tra le foto, risultano troppo attaccate. Effettivamente ho delle linee divisorie che uso alla bisogna, ma sono oggettivamente tristi.

In alternativa potrei inserire una linea divisoria con disegnati dei cazzettini sorridenti.

Intanto, la webcam di Brignole è di nuovo bloccata. O meglio, funziona ma il server rifiuta di accettare la foto. E’ la terza identica volta che accade da quando è in funzione, l’ultima, lo scorso 21 Aprile. Ho scritto di nuovo all’assistenza. Sono gentile come sempre, ma la cosa sta diventando troppo frequente. Ma cosa cazzo fate ?

Altra zanzara, altra abrasione perchè quando mi prude così forte, mi gratto senza ritegno ed arrivo a sanguinare. Se non mi viene il tetano, è tutto patrimonio immunologico.

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Che bello piove.

Questa è una foto scattata dal cellulare cinese, ero sotto la tettoietta Zen dove mi rifugio per stare con me stesso e le carpe. E le rane. Sette millimetri di pioggia sono appena decorosi, ma in tempi sospetti come è Giugno, sono manna dal cielo.

Ed ora un quesito botanico. Due Tigli acquistati nello stesso vivaio, messi a dimora nello stesso momento, a 4 metri l’uno dall’altro. Quello a sinistra è pieno di fiori, ricolmo direi, attira tantissime api ed anche qualche burdiglione grande come un criceto, di quelli che se ti pungono vai al pronto soccorso gonfio che non entri dall’ingresso e ti danno il cortisone sul marciapiede. Quello a destra al contrario non ha un fiore che è uno, sembra una specie diversa, forse una qualità diversa, eppure quando li ho sistemati erano identici ed il primo anno sembravano perfettamente uguali. Ma quest’anno uno ha tanti fiori, l’altro no. Di Tigli in questa fila ordinata ce ne sono 11. Questi nella foto sono gli opposti estremi, ma gli altri sono equalmente divisi tra esemplari con tanti fiori, pochi fiori, nessun fiore. Ho provato a cercare qualche informazione sia sul testo di Tecnica Bancaria che Stenografia Per Ipodotati ma non ho trovato informazioni utili.

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Le rondini.

Ecco qualche fotografia i cui soggetti sono già stati visti & rivisti in versioni più o meno uguali nel corso degli anni.

Questa NON è una rondine.
Dettaglio della Pozzanghera, vicino alle ninfee è meno Fangosa. NON ci sono rondini neppure qui.

Si può notare la bordura di fiori di campo che fanno da orlo alla Pozzanghera Fangosa. E cosa cazzo c’entrano le Rondini ? Queste foto sono il risultato di una mancata fotografia ad un gruppetto di giovani rondini che si erano appoggiate sulla staccionata del “cerchio inutile”. Le rondini non scendono a terra perchè non riuscirebbero più ad alzarsi in volo (ho studiato tecnica bancaria). Che si siano posate su una staccionata alta poco più di un metro da terra vuol dire che sono giovani ed imprudenti. (questo lo dico io, inventato in questo momento).

Insomma, oltre alle rondini sulla staccionata ce n’erano altre che volteggiavano garrule e felici (mi auguro per loro) ed in particolare quelle posate non sembravano notare la mia presenza ad una quindicina di metri di distanza. Avevo con me le cesoie ed i guanti ma in quel momento avrei voluto avere la macchina fotografica. Con fare calmo, passo lento e rassicurante sono tornato a casa, ho preso la macchina e sono tornato dove ero prima, con passo altrettanto circospetto, ma le stronzette se n’erano voltate via.

In questa immagine NON ci sono rondini.

Ho comunque scattato la foto che avrei scattato con le rondini, senza le rondini, e già che avevo la macchina fotografica ho scattato anche le foto poco sopra, tanto per fare qualcosa.

In questa ultima foto, senza le rondini, si possono notare la Q4 e la Q5, un paio di Acacie nella loro griglia di ferro, un piccolo segmento circolare del cerchio inutile.

Siamo a metà Giugno ma erba e fiori sono quelli di fine Aprile, grazie a questo tempo clemente non freddo e financo piovosetto.

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Grazie.

Un piccolo imprevedibile rigenerante che da Savona si estende proprio sull’Ovadese e Basaluzzo ne beneficia con qualche quarto d’ora di pioggia moderata.

Io mi siedo su una panchina appena protetta dalla tettoia ed assisto silenzioso e rapito. E’ Giugno e piove con 16 gradi scarsi; devo stare molto attento a non prendermi neppure un minimo raffreddore perchè se per sbaglio tiro su con il naso e Miriam mi sente, finisco segregato in un armadio, mi viene passato il cibo ad orari prestabiliti e posso uscire solo per andare velocemente in bagno, passo così almeno due settimane, il tempo per appurare che non ho il COVID-19.

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I tagli proseguono.

Olmi, specie arbicola a rischio estinzione ? Non lo so, ma qui si continuano ad ammalare con regolarità e la loro popolazione decresce costantemente. Sembrano sanissimi, un giorno noti alcuni rami secchi generalmente in punta, dopo 10 giorni l’albero è completamente secco. Ho già raccontato questa storia ogni volta che devo tagliare un Olmo. E poi quando lo tagli vedi il fungo nero che ha invaso il tronco, probabilmente inizia nel midollo centrale e poi si allarga nel legno verso la corteccia. Ad un certo punto l’albero non ce la fa più ed inizia a seccare.

Purtroppo il bosco che in questo momento sta scomparendo, composto in buona parte da Olmi, è sul versante della collina a SUD- SUD OVEST e devo cercare di rimpiazzare le piante tagliate con alberi che spero crescano e riempano i buchi, ma l’esposizione è orrenda e gli alberi fanno una fatica boia ad attecchire. Che palle.

Ho perso troppi alberi perchè la corteccia esposta a sud è seccata. Ho elaborato una teoria non supportata da alcuna nozione scientifica o didattica, fa parte del mio modestissimo bagaglio di tentativi campati per aria di far durare gli alberi messi a dimora con tanta fatica. Se copro il tronco per i primi due periodi estivi con dei sacchi di iuta, la pianta ha più possibilità di sopravvivere. In dettaglio, queste piante hanno poche radici rispetto alla chioma, ma hanno vissuto per anni in un vaso super irrigato. Adesso nel terreno le radici si scordano così tanta acqua, anche le innaffiature frequenti non riproducono le condizioni in vaso dal vivaio, dunque la linfa non riesce più a salire abbondante ed il tronco si asciuga dal lato del sole.

Sono stracerto di aver scritto le stesse cose e messo una foto identica dell’albero che c’era prima di questo, mezzo morto ed ora spostato in una zona ombrosa del vicino bosco.

Ogni tanto la webcam di Brignole regala foto suggestive come questa.

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Tre foto serie.

E venuto a trovarci il Consulente Biologico & Signora. Sono i primi amici che vediamo di persona a distanza di voce dal 10 Marzo scorso. Quasi tre mesi. E’ stata una giornata eccezionale, quasi normale.

Oltre al dono di tenerci compagnia (dovrei approfondire l’eccelsa qualità della Torta di Verdura però non mi è capitato l’uovo e dunque soprassiedo), ha fatto la posta alla fauna locale ed ha immortalato l’Upupa che ha nidificato nella grondaia, un coniglio selvatico che abita nelle rose e l’immancabile Pozzanghera.

Ed ora due immagini più modeste, quasi mediocri, truccate male.

Perchè la serata si accende di temporali. Per il momento uno ci liscia verso nord ed uno (quello nella foto, il classico orografico del Gorzente) ci sfila a sud.

Fulmine discount caduto presumibilmente tra San Cristoforo e Gavi. Qui non si può capire perchè la foto è scalercia, ma si vedeva bene la grandinata in corso nella parte arretrata del cumulo.

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Fumo.

L’ostro manda il fumo del forno a legna verso nord, la Tramontana lo manda verso sud. Oggi c’era un EST-canchefugge ed il fumo ha invaso la casa e lo spazio di fronte all’ingresso. Allora ho scattato questa immagine che a pensarci bene è inquietante.

L’upupa che ha fatto il nido sotto una fila di coppi nella tettoia. Questa mattina dalla finestra ho osservato bovinamente l’attività in corso senza dedicarvi troppi neuroni ma ho notato un certo meccanismo che non mi attendevo e che non comprendo. Ci sono due upupe che si alternano per nutrire i piccoli, o almeno così pensavo. Però la U1 arriva con un verme nel becco e saltella sulla tettoia senza arrivare dai piccoli. Arriva la U2 a sua volta con qualcosa nel becco ma invece di nutrire i piccoli, scaccia la U1 che vola via, poi la U2 va dai piccoli e lascia il boccone, poscia riparte subito. Inizialmente ho pensato a madre e padre che nutrono i mocciosetti, ma allora perchè una delle due scaccia l’altra ? Ho ipotizzato una storia strappalacrime; una delle due è la madre, anche l’altra aveva i piccoli da qualche parte nelle vicinanze ma sono stati uccisi e mangiati da qualche predatore. Ora il suo istinto materno la porta a cercare cibo per i piccoli che sente pigolare anche se non sono i suoi. La madre naturale non vuole perchè se ne fotte delle fiabe di Andersen e la allontana. Ci sarebbe da scrivere una storia da mettere su un bel libro colorato e traumatizzare intere schiere di bambini che da adulti diventerebbero degli asociali, psicotici bipolari con disturbi della personalità anche severi.

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TIM sala BIM.

Due settimane fa mi telefona una solerte addetta del call center di Tim il futuro in linea. Come sottofondo, bambini urlanti. La ragazza è gentile ha un accento del centro-sud, mi chiede come vanno le cose da noi e ci siamo messi a fare due chiacchiere sul COVID. Lei lavora da casa, i bambini sono delle iene e spera che tutta questa faccenda prima o poi finisca. Mi propone una offerta che non posso rifiutare; la fibra a Basaluzzo. “Avete la centrale a 300 metri”. Le provo a dire che sono perplesso sulla possibilità di avere la fibra nel mezzo dei prati, anche in presenza di cavi tradizionali che pendono inerti dai pali da anni e non sono mai riuscito a far intervenire un tecnico per sistemarli. Immagino che la ragazza cerchi velocemente sul manuale cosa cazzo rispondermi ed infine trova un bel “lo segnali ai tecnici quando vengono per consegnarle il router”.

Mi chiede di fissare già un appuntamento ma non posso rispondere e dunque mi dice che mi arriverà una mail, un sms per fissare data e ora. Da quel momento in poi mi arrivano 4 mail e 3 SMS ed almeno altre 2 telefonate dal 187 che insistono nel fissare un appuntamento perchè da questo dipende il budget della società, il risultato economico e la quotazione in borsa. Fisso l’appuntamento per ieri, ore 9.

Ieri, ore 9; giunge una telefonata di un tecnico trafelato che non mi trova, è a fianco di un campo sportivo che so benissimo dov’è ma lui è perso. Gli dico che deve proseguire per almeno 2 km. Mi dice “come due km ? Io ho segnato che lei abita qui vicino”. Per farla breve, dopo qualche minuto mi richiama dal cancello di casa e mi manifesta il suo disappunto perchè chi lo ha mandato li non capisce niente e che a quella distanza dalla centrale la fibra da vicino me la posso scordare, deve annullare l’ordine. Adesso sono curioso di ricevere la prossima telefonata che mi ripropone la fibra a 25 euro al mese, tutto incluso, cosi posso vedere Tim Vision o come cazzo si chiama.

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Tempi moderni.

June 2, 2020

To All Unit Owners and Residents:

Please be advised that Governor Cuomo has extended the curfew hours from 8:00 pm to 5:00 am and this will be throughout and including June 7
th.

The building will be staffed throughout as normal and Leka will continue to be present to support staff should the need arise. 

If you will need to be out between the hours of 8:00 pm and 5:00 am, please make sure that you have proper identification, take proper precautions and stay safe.

Non bisogna dare alcunchè per scontato; questo avviso del condominio a New York è surreale. No, il termine è sbagliato. E reale ed incredibile. Midtown Manhattan sembra una zona di guerra, negozi che offrono una borsa a $2.000 dollari e scarpe a $1.500 sono chiusi da pannelli di legno, alcuni sono stati razziati, altri temono possa succedere. Il tempio del capitalismo e del lusso chiuso alle 8 di sera con la polizia che pattuglia le strade deserte in assetto anti sommossa. (Leka è il resident supervisor, il capo della squadra di portieri).

Noi qui non stiamo meglio, ma siamo abituati agli eccessi al punto che non ci facciamo più caso, accettiamo tutto e di più, senza fiatare. Anni, decenni di duro lavoro per arrivare a farci trattare da sottosviluppati e farci ridicolizzare dai paesi confinanti.

Stasera niente foto e niente elementi ironici perchè vaffanculo. Circa 8 millimetri di pioggia anche se con tanto vento, diversi rami a terra, mi accontento.

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