Parliamo dell’ecosistema globale. Questa coppia di gabbiani credo viva sul tetto della casa vicina da diversi anni. I due partecipano alla vita del pianeta facendo esattamente quello che milioni di anni di evoluzione hanno lentamente loro accordato, tenendo in debito conto le necessità e gli spazi di tutte le altre specie viventi, animali e vegetali. Non sono stupidi, se sono sopravissuti per centinaia di migliaia di anni, tanto cretini non lo possono essere. Non sono cattivi, si fanno i cazzi loro e non scompensano gli equilibri del luogo in cui vivono. Scontato dove voglio arrivare con questo breve preambolo, l’ho già scritto più volte, ma ogni tanto sento di doverlo ripetere a me stesso.
Il Complice ha terminato il profondo lavoro con il quale adesso le webcam trasmettono le immagini su un server virtuale. E’ una razionalizzazione che ho sempre pensato di fare, senza averne i mezzi. Adesso tutte le immagini hanno un nome che le identifica e che è molto più facile richiamare. Sono tornate pubbliche e disponibili a tutti come lo erano le immagini delle Mobotix. Il Complice ha anche corretto errori e ridondanze nelle paginette originali.
Per esempio, questa è l’immagine delle ore 12 (mezzogiorno) di oggi. Si chiama:
www.bascam.it/basap/1200.jpg e sarà sempre così, sovrascritta con una foto con lo stesso nome dopo 24 ore
Mentre prima si sarebbe chiamata qualcosa del tipo
www.stefanome/basa4_J21299727_20260318132439135_TIMING.jpg e dopo 24 ore ne sarebbe arrivata un’altra con un nome diverso, dunque non linkabile da chi avesse voluto farlo.
Chiaro no ? Comunque nell’immagine sopra esposta si vedono Gastone, il cugino bianco ed un cormorano. Il Consulente Biologico, che mi he segnalato la foto, dice che Gastone ha appena pescato. Se lo dice lui, io vedo a malapena Gastone.
Ed ora qualcosa di completamente diverso.
E poi questo
Ho il sospetto che i picchi che si vedono nella foto di sotto comprendano il Cervino, ma non ne sono sicuro.
Non voglio sembrare polemico, ma registro che all’andata il volo da Linate per Londra era in ritardo di due ore, mentre al ritorno era in ritardo di solo 35 minuti, ed era l’unico ad esserlo tra tutti gli altri voli. Tutte le ragioni ed i motivi sono accettati, ci mancherebbe.
I narcisi sono spuntati e ci sono anche dei fiori. Grande successo, penso siano i primi bulbi che ho sperimentato. Adesso devo pensare a come fare qualcosa in grande, buttando via un sacco di soldi per un risultato mediocre.
I due nidi per cinciallegre sono in posizione. Sono esposti a sud, cosa che sarebbe sbagliata se non fosse che quando arriverà il caldo, ci saranno le foglie a fare ombra. Adesso aspetto per vedere se arriverà qualche passero oppure le formiche o forse i calabroni.
Queste tre piantine sono andate nell’angolo tout-venant della Pozzanghera. Si tratta di un acero verde giapponese, sulla sinistra, e di due arbusti di cui mi sono dimenticato il nome un picosecondo dopo che il vivaista me lo ha detto.
Mi sono trattenuto dal fare le solite foto alle margheritine ed ai tarassaco, ma la prossima settimana dovrebbero essercene ancora di più.
Il tiglio sofferente della Pozzanghera è molto sofferente, mi sa che dovrà essere capitozzato e spero che i polloni verso la base possano svilupparsi e formare un cespuglione come in altri casi analoghi.
A partire da oggi, 18 Marzo 2026, dovrebbe iniziare la revisione delle webcam. Pertanto, a partire da quella di Genova – Lido, ci saranno lunghi ed imprevedibili assenze di aggiornamenti, black out e problemi di transito del bolo alimentare attraverso il cardias.
Il Complice infatti sta iniziando a fare quei cambiamenti che dovrebbero portare ad una migliore gestione delle immagini delle webcam, appunto.
Chi accede alle fotografie vedrà foto vecchie, non aggiornate, risalenti al Cretaceo, potrebbe anche vedere immagini di gatti, donne ed uomini nudi, figure allegoriche, narici ed il mio tunnel carpale infiammato.
Mi scuso del disagio. Anzi no, non me ne potrebbe fregare di meno, maledetti scrocconi che guardare le webcam a sbafo. Anzi, dopo queste modifiche sarà molto più facile copiarle, scaricarle, tagliare le scritte ed attribuirsene la paternità.
Avrei potuto costruirmela. Ho tutte le indicazioni; dimensioni, materiale, larghezza del buco. Colto da inarrivabile pigrizia, ne ho trovata una su Amazon, costruita da una ditta tedesca, ha tutte le caratteristiche necessarie ed indispensabili per ospitare nel modo migliore certi passeracei che in questi giorni abbondano a Basaluzzo. Il diametro del buco, che non deve mai essere asservito dal piolo esterno, è determinante per il tipo di pennuto che si vuole trovi dimora. Questo, intorno ai 3 centimetri, è perfetto per le cinciallegre.
Non va messa in pieno sole, possibilmente orientata verso Est. Trovare una collocazione non è difficile. Avevo valutato la possibilità di mettere una fototrappola. Ma a ben pensarci, sticazzi chi me la fa fare.
Ho mandato questa foto a Miriam. Immaginavo pensasse fosse un sex-toy per me ma con un foro troppo grande. Invece mi ha risposto che carino, e poi quando le ho suggerito un uso alternativo, s’è financo offesa.
Mi è comparsa su Facebook la pagina di una signora che è nata ad Alessandria e vive nel Michigan. Fa avanti e indietro ma se non ho capito male, ha il doppio passaporto e si sente a casa sia ad Alessandria che nel Michigan.
Le ho risposto che anch’io ho una forma di bipolarismo tra Italia e USA che sebbene non radicato come il suo, rappresenta pur una tensione soprattutto se orientata al futuro.
Mi ha scritto dicendo ma che bello un altro alessandrino che vive in USA e qui e la e su e giu e sti cazzi in salmì.
Ho replicato che sono pur sempre un turista in USA e non come lei che invece ha passato anni a vivere in USA ed ha davvero una doppia vita.
Avendo colto tra i suoi messaggi e quelli delle persone che la conoscono, una velata perplessità su dove terminare il proprio viaggio, ho voluto significarle il mio punto di vista.
Insomma, le ho fatto una superscazzora, citando elementi che escludo possano aver suscitato alcun interesse, semmai fastidio, alla signora di Alessandria.
Intanto i complottisti delle scie chimiche oggi sono in fibrillazione. Una combinazione di umidità e temperatura fanno durare le scie di condenszione per molti minuti prima che si dissolvano. Il cielo è solcato da tracce che si incrociano, moriremo tutti.
Ma di fango, proprio poco. Io pensavo ci fosse il fango termale, quello abbondante e caldissimo che a Monsummano mi avevano piazzato sulla schiena. Così era scritto nella pubblicià. Il fango c’era, una sorta di scrub estetico che va benissimo per lisciare la pelle, ma non aveva nulla di curativo, anzi, era freddino. Però in Toscana si mangia bene, ci sono delle zuppe di verdura clamorose e siccome vanno giù, è il mio cibo di elezione.
E mentre io mi immergevo nella piscina termale, è comparso Zucchero, il cantante. E’ invecchiato ma ha sempre la stessa pettinatura. L’ho rivisto alla prima colazione, potevo salire in piedi sul suo tavolo con una scopa in mano simulando una chiarra ed urlare a squarciagola “I’ve got the devil in me”. Ma ho scelto un approccio più misurato; gli sono andato vicino e gli ho sussurrato “grazie”. Lui mi ha guardato perplesso e mi ha chiesto “perchè?”. Gli ho risposto “e me lo chiede pure?” Allora gli si è illuminato il volto, un sorriso sincero e mi ha detto grazie e ci siano dati la mano. Spero di avergli fatto piacere. Era solo al tavolo e mentre venivo via ho incrociato la sua compagna che mi aveva visto parlare con il Fornaciari e mi ha fulminato con uno sguardo severo.
Una simpatica ed inoffensiva circolazione ciclonica, una bassa pressione, che ha portato discreti accumuli e che sembra abbastanza ferma.
Una decina di mm nelle ultime ore, un’altra decina due giorni fa, totale 20 millimetri circa di ottima pioggia dalle parti della Pozzanghera. Ovviamente nebbietta e frescolino, d’altronde siamo a Marzo.
In alta valle invece c’è il sole dopo una spolverata di neve notturna. E’ evidente che scrivo cose scontate e banali, che non servono per commentare una foto che si spiega da se. Ma mettere due foto così a cazzo senza scrivere alcunchè mi sembra riduttivo per la mia straordinaria vena lirica & financo poetica a tratti.
Le ghiande di New York credo siano tutte morte, secche o marcite. Non ce n’è UNA che sia spuntata. Forse ho sbagliato a metterle in terra circondate da un composto a base di stallatico secco, non lo so. Anche i fiori campo che avevo messo lo scorso novembre sono invisibili, morti pure quelli o non pervenuti.
Però tra sole e pioggia il prato è verde con innumerevoli margheritine ed i primi fiori colorati autoctoni ivi inclusi i tarassaco, non ti scor dar di me, altri di cui ignoro il nome. I prunus sono fioriti come sempre per primi ed attirano innumerevoli api ed altri suggenti.
Quando Miriam diventa troppo insistente con telefonate ricolme di ansie e mi tartassa in ufficio, in genere interrompo la comunicazione. Allora lei mi manda messaggi WhatsApp anche vocali. Ed io rispondo con immagini nelle quali risalta il mio senso di fastidio e disapprovazione. Potrei limitarmi alla faccia, ma se nella foto si nota casualmente anche la mia prestanza fisica, perchè no?
“… devo farmi vedere da Oxxx (il gastroenterologo) perchè o cago troppo o troppo poco.”
Il Complice ha comunicato che giovedì 12 marzo 2026 inizia il lavoro di riaggiustamento del sito web e delle cartelle che conterranno le immagini delle webcam. Una razionalizzazione molto utile, renderà la vita più facile a tutti.
Ed ora una dettagliata benchè imprecisa e fallace descrizione di quanto penso stia per accadere, me la racconto ad uso e consumo personale e dunque è evidente che al passeggero ignaro tutto quanto segue è la quintessenza del concetto di;
Le vecchie Mobotix possono salvare ogni foto con il come “current.jpg” Ogni foto trascrive la foto che trova e dunque è facile richiamarla per metterla su un sito web tipo Stefanome.it. Nessun accumulo di foto vecchie.
Ma le webcam HIK quando salvano una immagine danno al file un nome che contiene l’identificativo delle webcam (tipo numero di serie) poi data ed ora al centesimo di secondo e poi la parola TIMING. Ecco un esempio del nome di una fotografia qualsiasi;
AB6936815_20260311130915799_TIMING.jpg
Se io voglio mostrare sulla mia paginetta l’ultima foto della webcam, non posso richiamarla con il proprio nome perchè non lo conosco, non so che nome ha perchè come cazzo faccio a sapere al centesimo di secondo quando è stata scattata?
Avevo chiesto ad un free lance web designer trovato casualmente on line di studiare un modo per risolvere il problema. Il ragazzo, in gamba, aveva costruito un sistema con dei programmi che andavano sulla cartella dell’archivio e pescavano l’immagine più recente. Ogni webcam mandava le foto in una cartella che conteneva tutte le foto e il programmino andava a leggere la più recente e la mostrava su stefanome.it.
Ma c’era un secondo inconveniente da risolvere; in un anno a me servono, ossia devo salvare una foto al giorno per ciascuna webcam, un totale di circa 3.300 in 12 mesi. Una webcam scatta una foto ogni 10 minuti, e pertanto;
Le immagini che non mi servono e devo cancellare sono 469.760, una di più una di meno.
Allora il free lance aveva scritto un programmino per ogni webcam che alla mezzanotte cancellava le foto più vecchie di 48 ore. Però Aruba permette su ogni dominio di far girare 5 programmi di cancellazione, non negoziabili. A me ne servono 9.
Ho trasferito il dominio bascam.it da Aruba a OVH. Ho acquistato un server virtuale, che penso sia uno spazio sul quale posso fare delle operazioni che su Aruba non era possibile. Questo spazio in linguaggio tecnico si chiama VPN ed ho già un indirizzo che lo identifica agli occhi del mondo. Il Complice deve scrivere dei programmi ed impostare delle operazioni periodiche tali per cui i problemi verranno risolti ed io dormirò sonni tranquilli. O almeno spero.
Ci sarà certamente un black out delle foto su stefanome.it, mancheranno per qualche giorno, oppure settimana se nel frattempo succede qualcosa di imprevisto, boh, speriamo bene.
La giornata della donna ci è fuggita di mente, ho però visto molti messaggi su alcune chat dove le donne si fanno i complimenti. Va bene.
Passeggiata montana con qualcuno che si lamenta perchè è difficile camminare su una traccia di neve mezza gelata, mezza molla.
Meglio passeggiare per le stradine del paesino di riferimento. Quando Grange Sises venne costruito negli anni settanta, la famigerata famiglia Fiat speculava sullo sviluppo immobiliare di Sestriere. In quel periodo sono stati cotruiti i più grandi e brutti palazzoni di tutta la Val Susa. Grange invece era carina, finta ma vivibile senza traffico. E qualche famiglia-bene decise che valeva la pena acquistare qui. Venne costruito un impianto di risalita che collegava Grange alle piste di Sestriere.
Poi però, dicono le malelingue, il successo di Grange disturbava la Fiat che non aveva consumato ancora ogni centimetro quadrato di Sestriere. Ed allora si sparse la voce che Grange era in procinto di franare a valle, ci furono dei problemi autorizzativi che molti tecnici ed addetti ai lavori non capirono, l’impianto di risalita smise di funzionare, iniziò un certo declino e l’impressione fu che Grange era una speculazione andata a finire male. Una cattedrale nel deserto destinata a desertificarsi, abbandonata e silenziosa, oltre che franante a valle.
Poi dopo che la Fiat aveva massacrato Sestriere, fatto i soldi e portato via le balle altrove, cominciarono i guai per Sestriere. Impianti fermi per gestioni sbagliate da personaggi strani, cambi di mano improvvisi, una fama che si oscura da rinomata Stazione Sciistica a luogo invaso da gente con il panino nella carta stagnola. Qualche negozio che chiude, ristoranti che passano di mano.
Adesso a Grange credo ci sia una certa tranquillità e stabilità, nel senso che i fondamentali sembrano funzionare. Buoni ristoranti, un servizio navetta che più o meno lavora bene, il condominio viene amministrato da una ditta seria. Semmai esiste un problema settimanale di sovraffollamento, ma quei famosi permessi, sospesi per trent’anni, sono arrivati e forse si inizieranno alcuni lavori di viabilità che sono attesi da tutti.
Nel mentre, nella Pozzanghera ci sono i primi tentativi di foglie delle ninfee. Sono piccole, un po’ contorte, direi incerte sul da farsi.
E sotto la pioggia battente, la visita di una coppia di germani. Sono stati li nella zona incolta, che appunto serve da riparo per rane ed altri animali di passaggio. Ho intenzione di aggiungere uno o più cespugli che aumentino il senso di riparo e protezione ai pennuti viaggiatori.
La foto non rende e si fa fatica a vedere bene, ma li dentro c’è una rana. Il coperchio si è rotto e nella fessura si è infilato l’anfibio. Il che mi porta a pensare di aggiungere, nell’angolo incolto della Pozzanghera, alcuni coppi che potrebbero servire da riparo per le rane.
Ormai saranno quarant’anni che ho a che fare con le password. Le scelgo, le salvo, me le scrivo su carta e se sono fuori ufficio mi mando una mail. Le scrivo su un post-it che metto vicino alla tastiera del laptop.
Eppure, fatalmente, ogni tanto, provo ad accedere ad una webcam – per esempio – e la password è sbagliata. Come poco fa per una delle due webcam di Grange. E poi ci sono le tre domande segrete alle quali rispondere se si deve ripristinare la password. Sono sempre tre e c’è una ampia scelta di diverse domande tra cui scegliere ed io scelgo sempre le stesse tre domande, facili facili. Ed invece mi fa una domanda del tipo “il preside della tua scuola superiore?” e non ho la più pallida idea di come cazzo si chiamasse il preside del liceo, dunque dove è stato il mio black out cognitivo, un calo di zuccheri?
L’ultima immagine appena prima del reset. Con mano.
In questi casi bisogna resettare la webcam, riportarla a come era uscita dalla fabbrica. Vuol dire perdere tutti i settaggi, non sono pochi.
E vuol dire aprire uno sportellino messo in una posizione non facile da raggiungere, con due viti minuscole da rimuovere e poi bisogna premere il solito bottoncino per 20 secondi per ripristinare il settaggio di fabbrica. Sporgendomi dal balcone. Fotografia scattata con il telefono perchè da sotto non potevo guardare e non ricordavo dove era il pulsante di reset.
E poi rimettere i settaggi giusti; MAI una volta che vada tutto bene alla prima. Ho anche il “Complice” su WhatsApp ma per far partire lo streaming ci vuole una pazienza certosina. E non funziona ancora.
Seguiranno aggiornamenti.
Aggiornamenti; lo streaming si è rimesso a funzionare perchè il Complice ha preso il controllo del PC, è andato a vedere la configurazione in diretta e si è accorto che c’era un parametro che non era sbagliato, ma funzionava male mettendo a repentaglio la trasmissione.
Non è una scienza esatta. Se in informatica le cose funzionano o meno dipende dall’allineamento dei pianeti e delle mie balle. Da un IP che va meh e se uno non ci pensa non gira un cazzo. Comunque se qualcuno non trova la carta igienica nel gabinetto, dovrebbe provare a modificare i DNS e mettere quelli di Google, sono i più veloci.