Burro di arachidi.

Il burro di arachidi ha un gusto orrendo. Mi fa venire gli incubi nei quali vengo rapito da alieni e devo baciare il buco del sedere di un disgustoso essere viscido, molliccio e trasudante burro di arachidi. Qualcuno sostiene che il burro di arachidi fatto in casa è delizioso. Io credo che solo chi ha le papille gustative in totale corto circuito può dichiarare sinceramente di apprezzare il burro di arachidi. Aprire un post con questa cazzata può sembrare ridondante. Invece è molto ridondante, ma ho 29 gradi in camera e dormire è una impresa. Vorrei avere tra le mani un paio di persone che 13 anni fa avrebbero dovuto seguire la ristrutturazione della casa che stavo per acquistare ponendo particolare attenzione alla coibentazione ed invece si sono fatti seghe a vicenda con dettagli del tutto irrilevanti.

Altro argomento. Oggi ho portato l’auto all’autolavaggio. Effettuo questa operazione 3, forse 4 volte all’anno. In genere vado presso un autolavaggio a Novi Ligure dove il personale è sempre gentile e sorridente. Lascio sempre una buona mancia. Oggi invece sono andato in un autolavaggio a Genova. Mi rendo conto che essere frequentemente critico nei confronti dei miei concittadini può sembrare un luogo comune, una mia presa di posizione forzata. Allora, gli inservienti erano scortesi ed incazzati. Prima che iniziassero con la mia auto, hanno preso per il culo una signora, la quale per nulla intimidita ha fatto notare che erano dei maleducati, ottenendo in risposta altri insulti e frasi ironiche del tipo “quella li la riempirei di schiaffi”. Da zero a dieci quanto meritiamo un Re Travicello ? Risposta: dieci.

Altro argomento. Ma questa sera sono andato a cena sul molo dei magazzini del Cotone. Mi viene in mente una sola parola; magico. Tanta gente in una location straordinaria, gli assets di questa città sono straordinari.

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Fuochi artificiali e musica per l’inaugurazione della nuova vasca dell’Acquario.

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Faccio ammenda.

Qualche giorno addietro mi sono scagliato contro l’AMIU perchè alla fattura allega un bollettino postale e ti dice “o paghi con questo oppure paghi con questo”.  Mesto, ero dunque andato in posta a pagare il bollettino postale facendomi una bella coda.

Quello era relativo alla TARSU, che ora si chiama in altro modo, di Miriam. Oggi ho pagato la mia, scoprendo che la mia banca consente il veloce pagamento di qualsiasi bollettino postale on line con un addebito di €1,40 per operazione. Seduto comodamente nella poltrona in pelle ecologica del mio ufficio nuovo, con vista su Genova e tutta la catena Appenninica, il mare, la Corsica, il Monte Rosa, il Vallo di Adriano, Adriano Vallo, il gatto di Giovanni Rana, la rana di Giovanni Gatto.

Resta il mio disappunto generale sull’AMIU; ma a fronte della loro inelasticità, ci sono coloro che ovviano mettendo l’utente bovino medio come me, nelle condizioni di pagare i loro dirigenti ed operatori senza dover necessariamente andare alla posta.

Altro argomento.  Oggi sono stato seduto in un ufficio in banca per una buona mezz’oretta. Quando mi sono alzato, ho avuto la nota e sgradevole sensazione della palla incollata alla coscia. Succede con questo caldo. Per scollarsela bisogna fare una mossa specifica, appena marcata ma evidentissima nella sua semplicità. Dunque ho dovuto aspettare di essere nelle scale per potermi piegare leggermente sulle gambe sporgendo la gamba interessata verso l’esterno, passarsi la mano sotto i calzoni e riportare la palla verso l’asse centrale. Le palle sono scomode.

Altro argomento.  Ho riprovato a donare il sangue presso un furgone AVIS, ma questa volta non ho potuto perchè devono passare 4 mesi da quando si subisce una endoscopia.

Sticazzi globulari (rossi)

Sticazzi globulari (rossi)

A settembre toccherà al mio colon vivere l’esperienza di un tubo che vi si insinua e dunque mi sa che riuscirò a donare sangue non prima del 2014.

PS. Ho appurato che pare ci si possa prendere l’epatite con una endoscopia. Ecco perchè per 4 mesi non vogliono il mio sangue, potrebbe covare l’infezione. Non sapete cosa vi perdete. Ci rivediamo nel 2014.

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Note to self; mai fare buchi troppo stretti.

Quattro anni fa io mi servivo di una ditta specializzata per mettere gli alberi a dimora. Questa ditta era nata per mano di un tizio molto simpatico e capace e si era accresciuta nel corso del tempo diventando molto nota nella zona. Per qualche tempo era andato tutto bene; ma le ultime piantumazioni erano eseguite da dei dipendenti che, a naso, erano esperti nel mettere alberi a dimora come io so suonare uno strumento a corda (cioè zero).

Due tigli in particolare sembravano, da 4 anni, sofferenti. Avevo chiesto ad esperti che mi avevano paventato la presenza di malattie incurabili, muffe, insetti, parassiti, depressione e ansia, sindrome di Peter Pan. Qualche giorno fa ho chiesto agli uomini di fatica di tirar fuori le piante ed ecco la sorpresa. Quando quei peracottai di lavoranti avevano piantato i due tigli, avevano scavato un buco che era delle medesime dimensioni della zolla di terra delle piante. Questo approccio del culo serve per fare più in fretta, portare via l’acciuga prima del tempo per poi andare a farsi i cazzi propri altrove. Questi improvvisati non hanno accertato – come avrebbero dovuto – che la terra intorno al buco è argillosa e dura come una pietra. Lo scavo avrebbe dovuto essere stato molto più largo, riempito di terra smossa ed ammendata con sabbia e terriccio in modo da consentire alle radici di iniziare lo sviluppo e permettere alla pianta di ambientarsi. Non solo le radici non erano cresciute di un centimetro, ma il terreno intorno era impermeabile, non drenava l’acqua piovana o irrigua e dunque le radici erano spesso immerse nell’acqua, rischiando di marcire.

Sticazzi piantumati

Sticazzi piantumati

Adesso i due tigli sono stati reimpiantati nello stesso punto, ma con un buco ben più grande riempito di terra migliore. Spero che sopravvivano. Metterò foto a Settembre. La morale di questa nota è plurima. Se hai una ditta e prendi molto lavoro perchè sei bravo, non assumere lavoranti teste di cazzo oppure controlla che il lavoro che fanno sia fatto a regola d’arte e non con il culo. Mai dare per scontato che una ditta rinomata faccia il lavoro come si deve. Mai fare buchi troppo stretti, piccoli, angusti. MAI.

 

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Righicam 3 – Centro; back to business.

Grazie ad Andrea Zambelli che in 24 ore mi ha fatto avere il POE a casa, questa si che è assistenza post vendita. Io ero fuori Genova e dunque la sosta si è protratta qualche giorno di più, ma adesso la Righicam 3 sembra funzionare regolarmente. Dico sembra e sottolineo sembra per non attirarmi la sfiga che colpisce chi canta vittoria troppo in fretta e poi si trova a scontare il danno e la beffa. Dunque posso affermare che in questo preciso istante la webcam centro funziona, ma nulla impedisce che tra pochi minuti si bruci di nuovo, o venga colpita da un fulmine, un asteroide, la cometa di Halley, il carrello di un 747, un piccione suicida.

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Bella questa.

Webcam del Comune in Piazza De Ferrari. L’ho scoperta oggi.

Clicca proprio qui.

Aggiornamento. Il sito del comune è stato per qualche ora off line, adesso è tornato operativo, cose che succedono. Ci terrei poter suggerire a chi gestisce la webcam di modificare un paio di parametri nel menù del setup per migliorare la qualità cromatica della foto. Si tratta di una Mobotix, da anni ne gestisco almeno 8, mie o di persone che le hanno installate ma sono io a dare un occhio che funzionino regolarmente. Questo per dire che qualcosina ho imparato. Ma come faccio a comunicare con chi di dovere ? Tempo addietro, quando mi ero rivolto a loro invitandoli a mettere delle webcam, le risposte erano state un po’ vaghe. Poi hanno finalmente messo delle webcam, perdipiù Mobotix.

Allora, metto su questo muro di bit le mie indicazioni:

  1. Nel Menu SETUP, capitolo EXPOSURE SETTINGS, cambiate la voce BACKLIGHT CORRECTION dal valore di default che è 4, portatelo a 6.
  2. Nel menu SETUP, capitolo COLOR SETTING, voce WHITE BALANCE, il default è AUTOMATIC WB. Cambiatelo in OUTDOOR.

Naturalmente bisogna fare delle prove, vista l’esposizione della webcam meglio in tarda mattinata. Il risultato si vede in tempo reale e dunque non è difficile, se non piace si può cambiare in qualsiasi momento o lasciare come prima.

Chissà se qualcuno leggerà queste righe e se si, chissà se le classificherà come “sticazzi, fatti i cazzi tuoi” oppure proverà a metterle in pratica e se si, chissà se il risultato sarà di suo gradimento.

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Fan-cool.

Cioè “fancul”. L’ho fotografato in autostrada presso un’area di servizio. Il messaggio completo è “fanculo che ti presto la mia macchina”.

Fanculo lo dici a tua sorella.

Fanculo lo dici a tua sorella.

Idee per le prossime campagne: “Tattacchialcaz” che te le faccio provare. “Vacaghèr” che ti accompagno dal dentista.

Altro argomento. Non sopporto più chi fuma in mia presenza. Una volta il fumo in presenza di altre persone era normale, oggi non lo tollero. Qualche giorno fa sono stato a casa di non-fumatori e quando siamo usciti nelle scale per andare via, ‘sti stronzi che sono usciti con me si sono accesi immediatamente la loro fottuta sigaretta, abbiamo sceso le scale a piedi ed io ero nella loro scia di fumo di merda. Fan Cool ignoranti e diseducati.

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B come “Belin la righicam centro non funziona”.

La webcam Centro ha smesso di trasmettere il 20 Luglio 2013 dopo le ore 14:20. Me ne accorgo perchè la foto non viene aggiornata, perchè non riesco ad accedervi da remoto e poi perchè sono molto intelligente.

Non sono a Genova e dunque non posso accertare la natura del guasto, spero che sia l’alimentatore elettrico; ho già scritto al solertissimo, precisissimo, puntualissimo fornitore che mi ha già spedito per corriere superveloce un POE. Tutti sanno cosa è un POE.

Nel caso non fosse il POE da sostituire, forse si è interrotto il cavo tra webcam e router oppure, nella peggiore delle ipotesi, s’è fulminata la webcam. O un colpo di vento l’ha fatta volare. Un rapace l’ha divorata scambiandola per una marmotta. Una strega l’ha trasformata in un bollitore per uova.

Altra webcam. A quella di Basaluzzo oggi ho sostituito la plastichetta che protegge l’obiettivo. Trattandosi di plastichetta, ancorchè tedesca, dopo qualche anno si ingiallisce e rende i tramonti più romantici, gli autunni più colorati. Ma non va affatto bene e dunque da oggi colori brillanti senza nuances urinarie. Adesso vediamo quanto dura questa. Sticazzi polipropilenici.

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A come Pioppi.

Ecco i miei ultimi arrivati che stanno per affrontare la prima vera ondata di caldo dell’estate 2013. Ricordo che verso metà Giugno alcune impareggiabili beline mediatiche avevano predetto “l’anno senza estate”. Ignoranti & scemi!

pioppi

Fatto sta che i 30 pioppi cipressini messi a dimora qualche mese fa stanno benone. Non vorrei attirarmi una gufata, ma insomma, così per il momento è. Il segreto ? Acqua. Ho steso un tubo di polietilene che costa poco e poi gocciolatori a ciascuna pianta. Appena la terra si secca ed io me ne accorgo, attacco la pompa dal pozzo che irriga le piante. Quante ne ho perse prima di utilizzare questo semplice accorgimento e sticazzi irrigui. D’ora in poi tutte le future piantumazioni avranno il proprio tubo che in un attimo si allaccia al pozzo e salva la vita alle giovani piante.

Il bosco autoctono sta bene. Gli olmi muoiono ad uno ad uno ma ci sono acacie e querce in quantità, entrambe molto prolifiche, che riempiranno le nicchie apertesi dopo gli olmi.

Chi ha paura di addentrarsi nel bosco ?

Chi ha paura di addentrarsi nel bosco ?

 

 

 

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Diana Strinati Baur & Acqui Terme

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Con due coppie di amici abbiamo incontrato Diana che presentava il suo libro True Vines ad Acqui Terme. Lei è una persona realmente ricca di interessi e di risorse. Il libro, che ho letto un anno fa, è davvero molto bello.

Nella sua presentazione ha raccontato che circa due anni fa, mentre era al Bennet di Acqui, reparto verdura, dal nulla le è piombato in testa il pensiero di “cosa mi succederebbe se improvvisamente mio marito scomparisse ed io mi ritrovassi qui da sola.” Quando poi ha raggiunto il reparto Macelleria aveva già costruito la trama del romanzo, nei minuti che seguirono dimenticò che aveva un carrello con la spesa, salì in auto e tornò a casa dove Michael, suo marito, si rese conto che per cena non ci sarebbero stati che avanzi del giorno prima.

Quando la lettura è terminata, le ho chiesto se secondo lei anch’io, forse, se entro nel reparto verdura della Bennet di Acqui potrei venir folgorato dall’dea di scrivere un libro di successo. Mi sono astenuto dal chiederle se c’è stato un particolare ortaggio che ha innescato il processo mentale, ovviamente avrei potuto dar la stura ad una serie di banali, grossolane considerazioni sui cetrioli e sul loro potere nel sollecitare la fantasia femminile al pari di come il termine “patata” attizza fatalmente la rudimentale mente maschile.

La serata è stata piacevolissima. C’era un fotografo serio che si aggirava tra i presenti e questa foto che segue è copiata pari pari da Internet, spero di non infrangere alcun copyright e nel caso, sticazzi.

diana2

Diana in primo piano, si intravede poco dietro Michael, il suo simpaticissimo marito, è quello che sta per colpire con un pugno sulla testa quel tizio con i capelli brizzolati.

Nei links di questa patacca-di-blog sono riportati quelli del suo Bed & Breakfast e di un altro blog molto più serio che tiene lei. Ce ne fossero tante di persone così…

Nella foto si vede bene Micha che sta per colpire sulla testa quel tizio che pare gli abbia detto “il vino che ci hai dato sapeva di tappo e tu sei un nazista”. Micha gli avrebbe risposto “zitto tu spaghetti che siete dei voltafaccia”. A quel punto Micha ha trascinato il tizio nella vicina sorgente sulfurea ed ha cercato di annegarlo. E’ intervenuta la proprietaria della libreria che ha colpito ripetutamente Micha con lo Zingarelli  fino a farlo desistere nei suoi intenti. Poi i due si sono chiariti; il vino era molto tanninico e non sapeva di tappo e Micha è un liberale.

Alla faccia del declino nel quale l’Italia sta precipitando in caduta libera, le strade pedonali erano piene di gente, i ristoranti avevano i  tavolini tutti occupati, c’era una sfilata di moda, una band che suonava proprio bene, una deliziosa brezza asciutta e tiepida, insomma una bella serata in una cittadina ben tenuta, curata, che attira i turisti. Quest’autunno torno ad Acqui a fare i fanghi per il mio collo che va sempre peggio. Sticazzi cervicali.

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Autodifesa.

I tigli quest’anno hanno giovato di una primavera molto piovosa che si è protratta oltre la media. Dunque ne hanno approfittato per mettere su molte foglie, ossia energia per lo sviluppo dei rami nuovi e delle radici. Adesso che inizia a fare caldo sul serio e non piove da alcune settimane, l’autodifesa dalla disidratazione consiste nel perdere le foglie interne, quelle che non prendono sole ma comunque traspirano. In molte foglie il processo comprende il riassorbimento parziale della clorifilla da parte dei rami, così non viene sprecata. Quest’utima affermazione è totalmente inventata, potrebbe – anzi è – una balla totale. Però suona bene e dunque conclude degnamente una dissertazione che spero sia quantomeno realistica.

Le venature verdi sono belle.

Le venature verdi sono belle.

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