Vento, portami via con te.

vento

Ostro intenso, come talvolta capita da queste parti. Rami caduti, anche qualche albero di acacia si è spezzato, ho dovuto rinforzare gli ormeggi ad alcune giovani piante, stamattina invece c’è calma e sticazzi. E 9,4° centigradi, fa freddino eccheccavolo, meno male che sta spuntando il sole.

Sole, per l'appunto.

Sole, per l’appunto.

Aggiornamento vento. anche la domenica è stata ventosa. Ho anche evitato la discussione con un amico che sostiene, senza ridere, che il Libeccio altro non sarebbe che il Maestrale che rimbalza sulla Corsica e picchia contro la Liguria. In realtà il Libeccio è davvero un derivato del Maestrale del Golfo del Leone, ma non che rimbalza sulla Corsica, suvvia.

vento2

Addendum: ecco una mappa interessante che conservo perchè non si sa mai. Il Libeccio che valica gli Appennini e si spinge sulla Pianura Padana per una ventina di km, poi sparisce.

libeccio

Avevo delle perplessità sulla dinamica dei fluidi applicata alla meteorologia, dunque ho chiesto spiegazioni ad un amico, meteorologo vero, non quelle patacche di imbonitori talvolta sensazionalisti che si vedono in televisione o si leggono sui giornali, Lorenzo Catania è il suo nome e ci conosciamo da tempo grazie alle frequentazioni su forum di meteorologia. Ecco la sua risposta:

“Succede questo: innanzitutto il Libeccio ne farebbe a meno di doversi fare la salita lungo il crinale dell’Appennino, perché dispendioso dal punto di vista energetico. Però la massa d’aria che arriva da dietro spinge parecchio, e quindi in qualche modo deve comunque salire per poi rovesciarsi sul versante emiliano e romagnolo. Qui, una volta finita la caduta rallenta un po’ e continua la sua corsa verso il centro della depressione (lontana, a nord delle Alpi) viaggiando verso il Veneto e poi il Friuli.
Quello che succede tra basso Piemonte e Liguria di centro-ponente è invece in larga parte dovuto ad un altro effetto: nelle ore centrali del giorno la Pianura Padana si scalda, l’aria diventa instabile e tende a salire verso l’alto, quindi la pressione al suolo tende a calare. Allora viene richiamata aria da sud per colmare il vuoto (difficile farlo da nord oggi, perché comunque a nord delle Alpi c’è una bassa pressione, e si andrebbe contro la Fisica), ed ecco che quindi dalla metà della mattinata in poi il Libeccio riesce a traboccare dall’Appennino Ligure verso il basso Piemonte e il Pavese, per poi estendersi anche ad altre zone mano a mano che ci si addentra nel pomeriggio.
Ma anche in questo caso il vento arriva in caduta dall’Appennino, e quindi è stabile. Lungo il fronte di contatto tra le due masse d’aria comunque l’aria in arrivo dal mare – che è umida nonostante la tenue caduta dalle montagne – viene forzata a salire in alto per l’instabilità della massa d’aria che si trova davanti. E quindi la traccia al suolo viene a mancare improvvisamente.”

Grazie Lorenzo, sei davvero bravo ed esauriente.

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Consigli per chi guida.

Mi rivolgo alla guidatrice di una Fiat 500 color panna che ieri sera nel traffico caotico di Corso Buenos Aires ho lasciato passare così che si potesse inserire arrivando da via Santa Zita. E’ stato, da parte mia, un gesto gentile, però tu stavi parlando al telefono e dunque non mi hai degnato di un semplice gesto di ringraziamento. Stronza. Sappi almeno che la prossima volta, nella remota possibilità che ti incontri di nuovo, col cazzo che ti lascio passare. Ma non è finita qui;  quanto guidi, ficcati il cellulare in qualsiasi orifizio disponibile se non riesci a guidare e parlare al telefono contemporaneamente.  Per tutto Corso Buenos Aires non hai superato i 20 Km/h,  concentrata com’eri a chiacchierare con qualche altra bagascia di tua amica. Anzi aspetta, sarò più specifico; considerando che ci sono diversi maschietti al volante altrettanto stronzi che fanno come te, lascia che siano loro a mettersi il cellulare nel culo – come stavo per suggerirti inizialmente. Tu invece spingitelo in profondità nella figa. E poi pensa al traffico, bagascia e stronza.

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Reasons to be cheerful.

Una canzone di Ian Dury & The Blockheads di qualche anno fa. Non solo; bisogna cercare le  ragioni per essere ottimista ed in questo caso dico meno male che qualcuno arriva da lontano e trasmette ancora oggi incoraggianti e motivati segni di stima verso Genova e, udite udite, i Genovesi. Nonostante che i genovesi in genere di questi segnali se ne strabattano la ciolla.

L’ultima più recente visita di Di Mackey a Genova.

Non so quanti genovesi la conoscano, credo pochi perchè Di è una persona riservata che non cerca pubblicità. Non è la prima persona straniera che arriva casualmente a Genova dopo aver girato mezzo mondo e se ne innamora perdutamente. E non è la prima turista che, dopo essersi innamorata di Genova, inizia a tessere una relazione con la città, trova una sistemazione temporanea ed appena può lascia marito e figli an Anversa, scappa ed arriva qui e, non ultimo, orienta una parte del proprio mestiere a portare persone a Genova per fotografarla, per girare per le strade e conoscerla. Persone che sistematicamente se ne innamorano.

Diana non è una turista per caso; affitta un piccolo appartamento nei vicoli, ed è nei vicoli che conosce persone, negozianti con i quali lega e scopre aspetti del carattere dei genovesi che nessuno si aspetta; open minded, helpful, joyful, ossia tutto il contrario del “pessimismo e fastidio” di cui siamo così stupidamente orgogliosi.

Io sono ipercritico, oltre che iperacido ed ipersospettoso sui miei concittadini. Per cui quando una visitatrice straniera mi dice che le persone che forniscono informazioni in quel piccolo ufficio turistico di fronte al Comune in via Garibaldi parlano un ottimo inglese, sono molto preparate e forniscono un eccellente servizio, mi si allarga il cuore. Come quando mi racconta che, arrivando in aeroporto e scoprendo che ci sono poche alternative al costoso taxi per arrivare in centro, trova una persona che sta smontando dal proprio turno di lavoro e la accompagna perchè intanto andava da quella parte, ebbene quando sento queste cose perchè non sentirsi un briciolo orgogliosi ?

Teoria interessante; non è che i genovesi, nel cui DNA c’è la vita di rendita per le posizioni acquisite, in questi tempi di crisi scoprono che essere gentili con i forestieri è intelligente ed utile ? Oltre all’effetto collaterale di conoscere persone interessanti, scambiare opinioni sulla vita che vanno oltre alle banalità dei giornali.

Mi onoro di far parte di quel gruppetto di genovesoti che ha stretto amicizia con questa viaggiatrice che a Genova ha trovato qualcosa che spesso noi stessi autoctoni non riusciamo nemmeno ad intuire.

Ciò detto, basta con queste puerili ed ingenue manifestazioni di ottimismo del cazzo. Torno ipercroridrico e chi non ci crede può andare a cagare sulle ortiche.

Altro argomento. Trovandomi di corvèe a Basaluzzo, non trovando meglio da mangiare in casa mi sono preparato un piatto con l’intero contenuto di un vasetto di acciughe sott’olio ed una scatoletta di germogli di soia. C’è chi dice che i germogli di soia fanno schifo. A me piacciono, hanno un gusto delicato, l’esatto contrario delle acciuge sott’olio per le quali in  paragone mi viene in mente una definizione del tipo “un esplosione di sapidità in bocca”. Anche se questa definizione potrebbe essere applicabile ad una fellazio praticata ad un atleta dopo che ha corso una maratona.  Personalmente non intendo verificare la fattispecie e sono molto felice con le classiche acciughe, o sardine.

GAFOM

Tutto questo per dire una volgarità gratis ma anche per dire che l’accoppiata germogli di soia e acciughe è dietetica e molto gustosa ed infine chi non apprezza i germogli di soia e/o le acciughe è un cazzone, magari ha altre qualità ma in sede di acciughe è un cazzone.

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Update trafila nuovo telefono.

Queste sono note a mio uso e consumo personale, il cui contenuto è estremamente inutile e potenzialmente dannoso al resto della popolazione umana.

Questo si applica fino alla fine, per tutta la durata del post.

Questo si applica fino alla fine, per tutta la durata del post.

Detto questo, il 4 aprile scorso, ossia 40 giorni fa salvo arrotondamenti, avevo stipulato un contratto per la fornitura della linea telefono più ADSL a Fastweb in quanto nel mio futuro ufficio c’era la fibra ottica di Fastweb. Oggi ho telefonato dando disdetta al contratto. La signorina del call center non ha battuto ciglio, pertanto sono sciolto dal vincolo di fare il contratto con Fastweb. Almeno SPERO, motherfucker di fornitore. La decisione è giunta dopo che qualche ora fa una signorina certamente gentile ma con istruzioni fumose mi aveva chiesto di contattare la Alpitel, ditta che svolge il servizio in subappalto per conto di Fastweb, e spiegare a loro che avrebbero dovuto contattare il coordinatore del condominio e depositare il nome del tecnico che avrebbe installato il mio telefono. Ma scherziamo ? Ci sono decine di utenze Fastweb in quel condominio eccheccazzo devo insegnar loro la banale procedura che dovrebbero conoscere a memoria ? E con chi parlo; con un tecnico che mi dice che devo contattare il commerciale, che mi dice che devo contattare l’amministrativo, che mi dice che devo contattare il tecnico e così via.

fastcazzo

 

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Città Medievale.

  • Location; una serata conviviale in cui un personaggio parla ed altri ascoltano e fanno domande.
  • Audience;  imprenditori, professionisti e qualche politico.
  • Speaker; un forestiero che ricopre un posto importante in ambito genovese.

Cosa ho ascoltato e cosa ho capito, somma tra parole dette e non dette:

  • Genova è una citta medievale, nel senso che è divisa tra fazioni come i Guelfi ed i Ghibellini. Il loro beneficio privato prevale su qualsiasi considerazione di “bene pubblico” o senso del dovere verso i cittadini. A costo di fare danni irriparabili come è accaduto ed accade ancora perchè questi individui hanno molto potere.
  • La classe dirigente genovese evade sistematicamente ogni forma di decisione.
  • Il sindaco sarà sicuramente onesto ma ha ideologie spaventosamente arretrate e su temi scottanti ed irrisolti la sua incompetenza è disarmante.
  • Gli Erzelli sono una bufala immobiliare. E’ stato finalmente accompagnato alla porta uno dei più biechi attori di questa farsa di provincia, adesso sarebbe opportuno far funzionare l’area.
  • Chissà se quando è stata progettata e costruita la torre della Capitaneria di Porto qualcuno ha ipotizzato tutti gli scenari che sarebbero potuti capitare. Non certamente la possibilità che fosse colpita da un asteroide, ma se ci passano davanti 6.500 navi all’anno forse un guasto meccanico combinato con altri fattori umani si poteva tenere in conto. Forse allora la torre sarebbe stata costruita 10 metri all’interno del molo, quando basta e avanza per evitare che una nave la speronasse. Ma è solo una ipotesi; forse l’analisi avrebbe concluso che NO, non c’erano rischi di sorta e dunque sarebbe stata costruita nell’identico posto, lasciando che la fatalità più imprevedibile togliesse comunque la vita a nove persone in pochi istanti, perchè così era scritto.

Sicuramente ho capito male. Ma perchè, perchè, mi domando io mi incazzo ancora quando sento questi discorsi ? Dovrei battermene il belino, il mio lavoro non dipende da Genova, potrei andare a vivere in qualsiasi parte del mondo e Genova potrebbe dissolversi senza tangermi, eppure mi incazzo sempre.

Al nostro brillante primo Cittadino dedico una prosa di Giuseppe Giusti “il Re Travicello”.

Al Re Travicello
piovuto ai ranocchi,
mi levo il cappello
e piego i ginocchi;
lo predico anch’io
cascato da Dio:
oh comodo, oh bello
un Re Travicello!
Calò nel suo regno
con molto fracasso;
le teste di legno
fan sempre del chiasso:
ma subito tacque,
e al sommo dell’acque
rimase un corbello
il Re Travicello.
Da tutto il pantano
veduto quel coso,
«È questo il Sovrano
così rumoroso? »
(s’udì gracidare).
«Per farsi fischiare
fa tanto bordello
un Re Travicello?
Un tronco piallato
avrà la corona?
O Giove ha sbagliato,
oppur ci minchiona:
sia dato lo sfratto
al Re mentecatto,
si mandi in appello
il Re Travicello».
Tacete, tacete;
lasciate il reame,
o bestie che siete,
a un Re di legname.
Non tira a pelare,
vi lascia cantare,
non apre macello
un Re Travicello.

Altro argomento. C’è un telecomando che mi detesta, ma la verità potrebbe essere peggiore. Io premo questo telecomando, il led si accende, mantengo premuto il tasto per un paio di secondi, forse tre. Il cancello non si apre. Passo il telecomando a Miriam, preme il medesimo tasto ed immediatamente il cancello si apre. Percorriamo una rampa di accesso, adesso si deve aprire un portone basculante. Premo un altro pulsante, lo premo una seconda volta, poi una terza ed il portone non risponde. Passo nuovamente il telecomando a Miriam, preme il pulsante ed il portone si apre. Lei ride, sua madre – presente occasionale – anche.

Io non credo che il telecomando sia dotato di una forma di riconoscimento del dito ed il mio non gli piace. C’è una spiegazione logica e banale. La So.CREM alla quale mi sono associato qualche giorno fa, possiede un satellite geostazionario sopra Genova. Pochi lo sanno, ma è dotato di un laser capace di incenerire una persona. E’ plausibile che loro abbiano interpretato male le mie volontà testamentarie di essere cremato DOPO la mia morte. Forse ho barrato la casella sbagliata sul modulo, magari ho chiesto di essere incenerito ASAP (As Soon As Possible, al più presto possibile) e loro stanno prendendo le misure per beccarmi alla prima occasione. Ecco perchè il telecomando non risponde, il mio campo elettrico è alterato, ho già una traccia magnetica indotta da un raggio specifico del satellite che prima o poi consentirà di sparare un raggio laser ed incenerirmi. Devo ricordarmi di andare dalla SO.CREM e verificare cosa accidenti ho compilato.

Zot !

Zot !

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Tempo brutto.

Vorrei disquisire sulla terribile combinazione di pioggia, freddo fuori stagione, fase premestruale, scadenza IVA, Ritenuta di Acconto che si prepara a partire dal prossimo Mercoledì. Però ho scoperto che se tengo il laptop sulla scrivania leggermente ruotato in senso antiorario, riesco a leggere meglio perchè la mia postura subisce l’effetto della mia scogliosi, dunque così facendo gli occhi sono alla stessa distanza dal monitor e non devo tenere la testa leggermente ruotata. La mia vita assume un significato diverso. Io tendo ad essere preciso e geometrico, dunque vedere il bordo della tastiera non perfettamente parallelo con quello della scrivania, un tempo mi avrebbe disturbato non poco. Invece adesso non ci faccio quasi caso.

Poesie. Da qualche parte ho letto un resoconto su tutti i cantanti che maggiormente usano le più tipiche parole nelle canzoni, come ad esempio “cuore/amore”. Chissà chi si è preso la briga di fare una statistica così. L’occasione è ghiotta per comporre una poesia, le metriche sono totalmente disattese ma così l’effetto è più moderno.

Amore,
amore amore amore,
io ti darei il mio cuore,
ma prima vorrei parlarti del tuo odore.
Non so se sia causato dal sudore
ma dopo un po’ che sono con te mi viene un malore.
Fossi in te andrei da un dottore
anche se l’acqua della vasca dopo di te ha un tal colore
che mi vien da chiederti; ma la patata
te la sei mai lavata ?

 

Ci sarebbe anche l’imperdibile collezione di volgarità poetiche che terminano con il suffisso –ano. Un’altra volta forse.

Update Meteo. Dovrei salvare le mappe di previsione, gli spaghetti, le GFS, le elaborazioni LAMMA ed altri cazzi per il periodo che va da Mercoledì ad oltranza. Per un appassionato meteo come sono (ero) io, una configurazione come quella prevista (a metà maggio perdipiù) è un evento particolare ed i vari previsori cominciano timidamente a manifestare una certa preoccupazione per la sempre più concreta possibilità che si sviluppino temporali autorigeneranti dalle nostre parti. Inizia la roulette dell’autorigenerante; collocarli con precisione è possibile solo a 24 ore di distanza, adesso ne mancano almeno 72. Due punti a distanza di 5 km tra loro possono vedere 20 o 200 millimetri di pioggia in 3 ore, la differenza che passa tra qualche modesto allagamento locale e lo straripamento di grossi torrenti con i danni a persone e cosa che ne conseguono. Speriamo bene, va bene l’inno alla pioggia ma speriamo anche di non strafare.

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Inno alla pioggia

Sia nel mio cortiletto genovese che nello sconfinato feudo basaluzzese, annoto che quest’anno gli alberi sono rigogliosissimi. I getti sono in alcuni casi ben oltre i 30 centimetri di estensione, le foglie sono grosse e piene, uno spettacolo. Ovviamente si tratta degli effetti delle copiose piogge di questo inverno che proseguono nella primavera ormai inoltrata. Ed anche Maggio, dicono, sarà piovoso. Sono contento; l’impianto radicale degli alberi messi recentemente a dimora cresce rapidamente nella terra umida cercando di star dietro al prorompente sporgersi dei nuovi rami. Bene.

Altro Argomento. Due giorni fa ricevo il seguente email:

  • Da: X. Messaggio: Amore, potresti mandare il fax del pdf alla Jolly?

Non sapevo che la mia amica X sapesse mandare una mail. Anzi ero incerto sul fatto che fosse in grado solo che accendere un computer ed orientare la tastiera nel modo corretto. In effetti qualche incertezza deve avere, se manda a me un messaggio che è ovviamente indirizzato ad un altra persona. In sequenza, a distanza di pochi minuti, mi arriva una smentita del tipo:

  • Da: X. Messaggio: Scusami Stefano, era per il mio fidanzato. a presto. X

Ma io sono troppo efficiente e dunque le rispondo cosi:

  • Da: Stefano. Messaggio: Ma certo, lo faccio subito! Lo piego a cono, me lo metto nel culo e glielo sparo direttamente a casa. 10 minuti in lavatrice, poi lo stira ed è pronto. Ma poi… chi cazzo è ‘sta Jolly?

A 50 anni sentirmi dire “… il mio fidanzato” mi suona un po’ strano. Il tempo delle mele, edizione con gli interpreti che contano 35 anni in più dai 15 del copione originale. Dopo la mia risposta, non ho ricevuto ulteriori comunicazioni da X. Aggiornamento. Orrore, ho incontrato X e mi ha detto che non è stata lei a scrivermi quella mail, tantomeno ha ricevuto mail da me neglle ultime settimane. Allora ho controllato meglio il mittente; un terribile caso di omonimia. Credo che la persona che ha ricevuto la mia risposta non abbia proprio capito che si trattava di un equivoco e quel messaggio non fosse destinato proprio a a lei ma ad una persona con stesso nome, cognome. Ho il sospetto che sia rimasta prima allibita, poi non so. Naturalmente le ho scritto subito spiegando l’errore e scusandomi. Per forza non avevo ricevuto alcuna risposta. Miriam ha detto che mi sta bene, così imparo.

Altro argomento. Dopo la visita cardiologica al Baluardo (sticazzi con la mitralica prolassata) ho fatto un giro allo Slow Fish al Porto Antico. Location molto migliore del precedente Palasport. Esperienza alimentare divina, grande folla. Ho fatto incetta di Bottarega sarda in vari formati e qualità. Invece di mantenere l’Ilva solo per poter contare su un bacino di voti certi e concentrati, invece di prendere per il culo gli operai convincendoli che nella vita non potranno mai fare altro se non gli operai in altoforno, investiamo nel turismo, nel cibo di qualità e nelle poche altre cose che comunque sappiamo fare benissimo, probabilmente meglio di qualsiasi altra comunità al mondo (design, moda, cultura e poco altro). Vaffanculo a chi potrebbe fare programmazione in questo paese ed in questa città e non lo fa.

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“Ma figurati se…”

Oggi non riesco a smettere di pensare ad una nave in avaria che nel buio della notte, alla velocità di neppure 3 nodi, cioè con una lentezza esasperante, si appoggia silenziosamente ad una costruzione alta 50 metri abbatendola con 9 persone che muoiono simultaneamente.  Facilmente, qualcuna di queste 9 persone avrà avuto modo di vederla avvicinarsi, ma non ha pensato a scappare pur avendone probabilmente il tempo mettendosi così in salvo. Probabilmente avrà pensato “ma guarda che manovra del belino sta facendo quello, figurati se… ma no, certo che si ferma”. E invece no, era giunto il tuo momento.

Volevo raccontare una stronzata che mi è capitata oggi, ma proprio non ne ho voglia, magari domani.

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Ho un leggero sintomo allergico

Miriam sta guardando una roba in televisione da ansia, ma questo è nulla in confronto a quando le mostrerò questo:

Dal sito del Dr. BOLI

Dal sito del Dr. BOLI

Il terribile sito del Dr. Boli!

Addendum: non ci ha creduto, ormai mi conosce.

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Cenere ed altre priorità

A testa china e determinato nelle mie intenzioni, mi sono recato nella sede della società che si occupa di cremazioni. Mi aspettavo qualcosa di ampolloso e tremendamente complesso; immaginavo la necessità di portarmi 5 testimoni che recitano i “Sepolcri” su una gamba sola, documenti su documenti, prove di resistenza, commissioni, mesi di attesa. Invece in 5 minuti di orologio ho fatto tutto. Un modulo prestampato nel quale ho dettato la volontà testamentaria, ho pagato €100 a forfait ed ho la mia tessera.

I miei nipoti un giorno mi saranno grati, spero anche mia moglie. Le mie ceneri sono molto più facili da trasportare rispetto a tutto l’insieme. Poi l’urna può anche cadere per terra e così anche quel piccolo ricordo verrà disperso nell’universo.

Ho visto su Youtube una straordinaria conferenza di scienziati tenutasi lo scorso 6 di Aprile in una università americana. Uno di loro ha affermato che è certo che ciascuno di noi umani nel corso della sua vita avrà respirato almeno un atomo di qualsiasi suo predecessore (ecco il link http://www.youtube.com/watch?v=_J4QPz52Sfo ). Se finisco in cenere facilito il lavoro non solo ai miei congiunti ma anche a madre natura. Confesso che sono uscito molto soddisfatto e sollevato, come dopo aver pagato un debito o aver estinto un mutuo.

Ho chiesto come faranno ad attivarsi nel momento della mia dipartita; mi hanno detto che devo informare i miei famigliari cosicchè potranno avvisare la società di pompe funebri che avviseranno la So.Crem. Visto che devo pubblicizzare la cosa in famiglia, ho mandato subito un SMS a Miriam:

“Ho dato disposizioni testamentali che intendo essere cremato, dopo morto s’intende. Poi eventualmente chiederò ai famigliari cosa vorrei fosse fatto delle mie ceneri, anzi, ho già una idea.”

Miriam mi ha risposto “Ma belin!”. L’idea è quella – credo illegale – di spargere le mie ceneri in un bosco. Tornerò sull’argomento.

Altre cazzate più serie in serie.

  • Fastweb ed il mio prossimo ufficio. Sono scomparsi nel nulla. Allora sono entrato in un negozio Fastweb dove mi ha accolto una graziosa ragazza. Contrariamente allo stereotipo maschilista che vede la bellezza femminile inversamente proporzionale a qualsiasi altra manifestazione intellettiva del genere, questa fanciulla ha capito il problema ed ha chiamato un ufficio pre-qualcosa. L’ufficio pre-qualcosa però non sapeva un beato cazzo della mia situazione, ma le ha fatto dire che mi avrebbero chiamato da li a 10 minuti. Sono passate tre ore e nessuno mi ha chiamato. Vaffanculo. Anzi, sticazzi & vaffanculo.
  • Mentre ero in attesa alle poste per ricaricare la posta-mat, è arrivata una signora con un cagnetto al guinzaglio. La signora conosceva un signore che ha salutato, quest’ultimo si è rivolto al botolo chiamandolo per nome ed ha chiesto alla signora come stava. “Aveva i calcoli renali, non è stato molto bene. Abbiamo visto tre veterinari e tutti mi hanno detto che dovevano operarlo. Invece mio marito, che veterinario non è, ha deciso di curarlo ed ora sta benissimo”. Quando i due si sono salutati, la signora si è avviata sul marciapiede, ha fatto quattro passi ed il cane si è irrigidito ed è caduto secco. La signora non se n’è accorta ed ha proseguito trascinandosi al guinzaglio un cane bello e morto. (no, non è andata a finire così, ma sarebbe stato spiritoso, per me, non per lei e neppure per il cane)
  • Vorrei segnalare alla spettabile AMIU di Genova che sulla scala che porta al “Bruco” che attraversa viale Emanuele filiberto duca d’aosta (oddio, i reali dei miei scroti) da e per corte Lambruschini, da qualche giorno c’è un assorbente femminile (usato). Lo so che l’AMIU spera sempre che dopo un certo numero di giorni la spazzatura non rimossa prenda vita e vada da sola a Scarpino, ma a Genova ci sono signore che sui gradini di una scala all’aperto si cambiano l’assorbente e forse sarebbe meglio rimuoverlo prima che la notizia si sparga e altre nobildonne imitino questa magnifica abitante della Superba.
  • Mentre compivo i miei pellegrinaggi, ho incrociato una gran bella ragazza, conscia della propria bellezza al punto che ostentava una importante scollatura e dei jeans che sembravano dipinti sulle sue sinuose curve. Ma passandole vicino ho potuto cogliere la sua còcina genovese che a confronto il Gabibbo sembra la Regina d’Inghilterra. Peccato, da come si muoveva sembrava voler dire “guardami” ma da come parlava avrebbe potuto dire “però non ascoltarmi”. Belandi mea.
  • Questo risale a qualche giorno fa, Ho percorso un tratto di autostrada con un veicolo che non aveva il telepass (un carro armato dotato di missili nucleari). Non odiate quelli che quando prendono il biglietto al casello ci mettono 10 minuti a ripartire ? Cosa cazzo facciano non lo so. Forse ripongono il biglietto nel portafoglio, questo in una busta con le bolle, questo in una cassaforte con tripla combinazione, poi si rimettono le scarpe, si aggiustano i capelli. A quel punto si accorgono di essere lenti e tra i coglioni ed infatti guardano invariabilmente nello specchietto retrovisore e vedono i fumi dalle mie narici. Questi bastardi hanno la coda di paglia, sanno di farsi arrogantemente i cazzi loro a discapito di chi segue. Io non mi attacco mai al clacson, ma forse dovrei farlo. Comunque a quel punto premono la frizione, aspettano ancora qualche secondo che i dischi si scollino per evitare di grattare e poi introducono quella cazzo di marcia e ripartono. Meno male che ho il telepass sulla mia autovettura, ora che ci penso, questi individui saranno mica pagati dalla Società Autostrade ? O dalla So.Crem ?
  • Sono stato per 10 minuti ad aspettare una persona all’incrocio tra Via Ettore Vernazza e via 5 Dicembre. In dieci minuti di osservazione del traffico ho augurato un mal di pancia plurigiornaliero a numerosi concittadini che guidano come stronzi, arrestano la propria auto dove vogliono ostruendo il traffico per comprare un giornale o per far scendere o salire una persona, pedoni che attraversano la strada non sulle strisce obbligando gli automobilisti ad inchiodare. Insomma, una bella lotta tra mentecatti. PS: apettavo questa persona sul mio SUV Hummer bloccando tre corsie su due. Ma che cosa avevano da suonare tutti, avevo le doppie frecce. E suonatevi i maroni!

 

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