Il Polpettone

Una delle specialità di mia suocera è il polpettone. Lo fa con il riso ed è generalmente molto buono. Ma la preparazione non è costante bensì oscilla periodicamente da una ricetta base ad una versione che diventa “super”.

L’evoluzione ciclica parte dalla versione normale, ossia un polpettone tradizionale fatto con buoni ingredienti e con buone intenzioni, ma presto la preparazione cambia. Quando la Carla infatti ha la percezione che Miriam stia dimagrendo o mangi poco o sia nervosa per motivi ormonali, la ricetta e la preparazione subisce graduali cambiamenti.

Centro studi polpettone

Centro studi polpettone

Come meglio illustra il grafico qui a fianco, nella parte inferiore della sinusoide il polpettone ha valori normali di calorie per unità di misura e peso specifico. Ma quando la Carla decide che Miriam ha bisogno di un plus energetico, la prima cosa che succede è l’incremento sensibile della percentuale di formaggio (notoriamente molto più calorico delle verdure) e dunque da polpettone di verdure il prodotto vira in polpettone di formaggio e verdure. Anche le verdure cambiano in rapporto alla presunta necessità di extra energie. Le cipolle prendono il sopravvento insieme alle patate, mentre i fagiolini regrediscono ed anche il colore del polpettone cambia da un tradizionale verdognolo ad un inquietante grigio/giallo.

Ma non solo; anche il peso specifico del polpettone viene incrementato aumentando la pressione che la Carla esercita sul composto prima della cottura. Quando la pressione delle mani non basta, la Carla si siede sul polpettone contenuto in una vaschetta di alluminio in modo che la consistenza diventi ancora più pesante. Se non bastasse, la Carla scende in strada con la vaschetta di alluminio, aspetta pazientemente il 33 alla fermata e, quando arriva e si ferma per lasciar scendere i passeggeri, appoggia il contenitore davanti alla ruota posteriore e nel momento in cui il 33 riparte, esercita sul polpettone una pressione di diverse decine di kg per centimetro quadrato. Il risultato è un polpettone che pesa come una batteria da camion ed ha altre caratteristiche che lo rendono energetico come una pila atomica.

Prima di partire per il fine settimana basaluzzese, puntuale arriva il polpettone nella propria confezione in alluminio anticollasso. Da solo nutrirebbe un esercito per una settimana, noi in due dobbiamo finirlo in poco più di 48 ore. In genere quando il polpettone ha raggiunto un valore di 200 grammi per centimetro cubo, Miriam sbotta e decide di boicottare il polpettone chiamando sua madre per le conseguenti recriminazioni.

Il polpettone successivo sarà velocemente tornato alle caratteristiche originali e per un paio di settimane sarà a livelli ben al di sotto della soglia di pericolo.

 

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One Response to Il Polpettone

  1. Roberto says:

    Ah!, se le popolazioni autoctone del nord-america (i pellerossa, per semplificare) avessero avuto questa cultura alimentare non avrebbero dovuto inventarsi schifezze come il pemmicam. E magari sarebbero stati più tonici e, soprattutto, arrabbiati, tanto da non farsi sopraffare dai bianchi invasori. Ecco come la culinaria avrebbe potuto cambiare la storia di un popolo. Purtroppo per loro così non è stato ed ora loro sono stati praticamente estinti (leggi: epurati) e gli hamburgher hanno invaso il globo terracqueo. Quindi il polpettone della Carla, miscela di ingredienti dal numero atomico elevato, in questo caso ha ragione di essere, se non altro come panzer divisionen contro il nemico gastro-invasore. Con buona pace dei partigiani che si immoleranno per lui.

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