Il 64.

La linea 64 è un autobus che parte da piazza Manin ed arriva alla stazione sommitale della funicolare del Righi. Non scende, sale soltanto ed infatti ci sono un paio di migliaia di autobus stipati sui prati perchè non è stato previsto il viaggio di ritorno. E’ stato un errore di una trentina di anni fa, quando hanno stampato l’orario si sono dimenticati di scrivere le corse di ritorno. Dato che a Genova in particolare nessuno ammette di aver fatto un errore quando dovrebbe rendere conto ai cittadini – mi sembra che ai tempi ci fosse Cerofolini – gli autobus arrivano in cima alla collina e poi non possono fare altro che posteggiare. Per fortuna il 64 è un autobus piccolo, altrimenti non riuscirebbe a passare nelle strade tortuose e strette. Averlo davanti con il motorino quando si sale non è peggio che avere un qualsiasi mezzo pesante, ma ieri sera l’autobus era in fin di vita. Non solo emetteva una colonna di fumo nero come quella di un piroscafo a carbone o petrolio, ma procedeva ad una velocità non superiore i 30 Km./h. Sembrava che da un momento all’altro si dovesse fermare, o esplodere, prendere fuoco. Era inquietante, faceva anche il rumore di 10.000 asciugacapelli al massimo della potenza.

Il 64 Manin-Righi in una foto di servizio.

Il 64 Manin-Righi in una foto di servizio.

alfoge

 

E poi ho scoperto una tessera di mio padre di quanto avrà avuto una decina di anni. Non l’avevo mai vista, per quanto ne so non era affatto appassionato di gioco del pallone, o forse lo era ma poi si è scocciato di soffrire. Credo abbia nascosto o quantomeno si sia dimenticato della tessera che per almeno 80 anni è rimasta al buio di un classificatore. Fino a questa mattina. Da notare che in quegli anni i ciclisti non erano ancora stati inventati. Non ne bastava una sola di squadra di misci a Genova, ce ne volevano due. Potrei fondare il “Righi”, così Genova potrebbe vantare tre squadre e giocare il Terby invece del Derby. Quest’ultima considerazione è troppo sofisticata per essere presa in considerazione seriamente. Io comunque rimetterei i fasci littori al bollino del CONI. O i fasci bolloni ai littini del PONY. Ma esiste ancora il CONI ? Me Cojoni !

 

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Bisognerebbe dare una mano al gattile di Quarto.

Premesso che sono un gattofilo & gattaro…

Tutto ciò premesso, sono “amico” su facebook del Gattile di Quarto e due giorni fa ho letto che ci sono dei bei problemi, dunque ho contattato una delle responsabili, o volontarie del Gattile – Monica – e mi sono fatto spiegare cosa sta succedendo.

Qui descrivo come l’ho capita.

Anni addietro alcuni gestori dell’area eressero dei prefabbricati per ospitare le gabbie, l’infermeria e la zona di sosta per i volontari. Ovviamente senza chiedere permessi e dunque commettendo un abuso edilizio. Dopo diversi annosi tira-molla tra Gattile e Comune, gli attuali volontari hanno ricevuto la scorsa settimana dal Comune di Genova l’ordine di demolire le baracche abusive entro il 31 Dicembre. Devono ripristinare la zona a verde e poi, eventualmente, presentare un progetto che preveda la sistemazione di nuovi prefabbricati per ospitare i gatti ed i volontari. Monica non ha trovato opposizione preconcetta da parte del Comune, ma il Gattile non può certo rimanere in questo stato di incertezza giuridica e precarietà strutturale, altrimenti i gatti oggi ospitati entrereanno a breve nella catena alimentare urbana perchè a Dicembre tutti i gatti sani o malati, piccoli o grandi, si troveranno all’aperto e senza neppure una recinzione che impedisca loro di andarsene, trovando morte abbastanza sicura sotto una macchina o sotto il treno o per fame.

L’idea che mi sono fatto è che i volontari del Gattile in questo momento hanno un urgente ed assoluto bisogno di:

  1. Un professionista, architetto o geometra, che veda le carte relative al “Piano regolatore” e dunque interagisca con gli uffici del Comune per capire lo status giuridico dell’area, i diritti e doveri di coloro che volontariamente gestiscono il Gattile.
  2. Un progetto di riqualificazione dell’area dopo la demolizione degli attuali manufatti, nuove aree e nuovi ricoveri, nel rispetto delle normative urbanistiche ed igienico sanitarie che esistono in merito.
  3. Presentare il progetto al Comune di Genova e discuterlo per la finale approvazione.

Mi rendo conto che i problemi di questa cittadina piena di avviliti & invidiosi siano ben maggiori che quattro scemi di gatti, però mi spiace rimanere con le mani in mano.

Intanto mi sono appuntato queste righe, e questa sera ci penso su mangiando coniglio in umido, o almeno qualcosa che gli assomiglia.

Link al sito web del Gattile di Genova Quarto.

 

 

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Qui nessuno vi chiede password.

Tranne il mio sito che ogni tanto, sospetto a mezzo di una webcam, chiede una password. A me succede ma è una cosa talmente inaspettata che magari capita solo a me per chissà quale interferenza elettrica con il mio scaldabagno.

Fate finta di niente.

Fate finta di niente.

Però ho notato che succede ad altri siti contenenti link a webcam della Mobotix. Per fortuna provando ad utilizzare la password per accedere, non si accede ad un bel cazzo di nulla.  Meglio così. Ho il fastidioso sospetto che ci sia dietro un complotto ordito dalla Merkel in persona (La Mobotix è tedesca) e chi fornisce password sbagliate viene colpito da un virus influenzale che agisce soprattutto sull’intestino. Così il PIL italiano scende e lo spread sale e più italiani mangiano Wurstel. Chi vuole può provare ad accedere fornendo user name e password, utilizzando per esempio insulti casuali e sperando che compaia il sito del ministero del tesoro che vi regala un bonus da spendere in escort per due anni a trombata illimitata. Nella vita non si sa mai.

Altro Argomento. Ho il colesterolo alto, ma non altissimo; così dicono le analisi del mio sangue. Per festeggiare ho ordinato un container di raclette da mangiarsi in una settimana. Ho anche il valore del volume delle piastrine troppo basso, tale che sembrerebbe indice di una incipiente leucemia. Ma ce l’ho da anni e dunque credo sia genetico. La prima volta che lo notai, andai a cercare on line per vedere se c’erano indicazioni e lessi di avere pochi mesi di vita. Qualcuno s’è sbagliato, oppure io sono morto da anni e questo blog non esiste; sono uno di quei fantasmi che vagano in un mondo a metà strada e che aspettano da secoli che succeda qualcosa che li liberi, ad esempio che questa giunta prenda una posizione chiara sul terzo valico ferroviario. Posso aspettare ancora un migliaio di anni, quando Genova sarà sommersa dal mare e staremo tutti a discutere sul nuovo canale veloce che unisce il mar Ligure al mare Adriatico che per allora lambirà Torino. NO CAV (Canale Alta Velocità) che i milanesi se la facciano a nuoto.

Altro Argomento. E’ ripartita la Rapacam. Ho chiesto al Comune di Rapallo se potevano cortesemente staccare la corrente al quartiere, contare fino a dieci che così facendo si sarebbe resettata la webcam automaticamente.

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Chiodini 2

chiodini

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Pfm 11 Ottobre 2013

 

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Basabrina.

Primi freddi e comunque sia, sticazzi.

Primi freddi e comunque sia, sticazzi.

In realtà non sono certo che si tratti della prima piccola brinata, però la temperatura è fredda e forse lo permetterebbe:

Dal sito dell'ARPA Piemonte

Dal sito dell’ARPA Piemonte

 

Ma soprattutto…

 

Accendete le casse!!

Da quando c’è WhatsApp me ne mandano a decine. E’ bello avere amici così che pensano a me…

 

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Chiodini.

  • Io:
sent via WhatsApp

sent via WhatsApp

  • Miriam: cosa è ?
  • Io: chiodini, ne ho appena finita una bulaccata con i ditalini lisci. Buonerrimi!
sent via WhatsApp

sent via WhatsApp

  • Miriam: Buoni ! (ndr. in realtà non li mangerebbe nemmeno sotto tortura, non si fida di me quando vado per funghi e poi li mangio)
  • Io: in casa fa caldo, pensa che sto sudando e tremando dal caldo. A meno che tra i funghi ce ne fosse stato qualcuno velenoso.
  • Io: e c’è un drago in giardino che sta mangiando i tigli e Nerone su una biga che taglia l’erba. Ci sarà mica stato anche qualche fungo allucinogino ?
  • Io: ho finito il nocciolato Novi, ti rendi conto ? E’ gravissimo.
  • Io: Scommetto che non mi rispondi perchè sei al telefono con la mamma. Potrei chiederle se andiamo insieme a fare lo Zumba Dance a Brignole.
  • Miriam; vedo la Mammina più tardi nel pomeriggio.
  • Io: come sta Zoppas ? (ndr a sua madre fa male un ginocchio)
  • Miriam; è una rompipalle.

Aggiornamento. Sono ancora vivo, cosa tutt’altro che scontata quando si mangiano i funghi. Io adoro i chiodini e sono davvero qualcosa che nei negozi non si trovano. Nel tratto di prato di fronte a casa ce ne sono tantissimi, una bella sorpresa in quanto erano anni che non ne vedevo. Oggi ne ho presi solo uno su tre di quelli che vedevo, tagliando il gambo con le forbici in modo da conservare la radice, che se non sbaglio è un buon metodo per garantire la continuità della fungaia. Poche ore fa sono venuti 8 mm di pioggia, domani conto di raccogliere ancora un po’ di chiodini e condividerli con amici sabato sera. Sono molto generoso. Tuttavia mi rendo conto che tutto questo è estremamente STICAZZI.

Interessante. Dico, la storia dei chiodini.

Interessante. Dico, la storia dei chiodini.

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Asfaltano la strada del Righi.

Da qualche giorno sono iniziati i lavori di riasfaltatura della strada che passa sotto casa. Prima hanno scarificato il vecchio asfalto, rendendo molto più dinamica la guida con una motoretta. Poi hanno iniziato a riasfaltare e, ieri sera, sono arrivati quelli dell’AMGA per fare uno scavo nel manto appena finito. Tempismo perfetto. Un piccolo scavo che per fortuna non inficia il lavoro di riasfaltatura che ci voleva proprio. Forse se l’asfalto fosse stato un po’ più rugoso avrebbe reso meno arduo percorrere la strada quando piove, intanto se nevica ed accumula la strada è impercorribile nemmeno ad asfaltare con il velcro.

Mi segno la data della riasfaltatura per capire quanto durerà il lavoro fatto; intanto l’AMGA ha già segnato il nuovo terreno come un cane fa la pipì sui muri. Poi arriverà l’ENEL, la Telecom Paella, qualche Acquedotto – tutti a fare scavi, buchi, perforazioni ed infine, dulcis in fundo, arriveranno quelli dell’ASTER. Durante la guerra di diceva “Ciù abelinòu che trèi de l’UNPA”. Oggi credo si possa sostituire l’Unione Nazionale Protezione Antiaerea aggiornando la frase con acronimi attuali.

Clcca per avere qualcosa di più largo da vedere.

Clcca per avere qualcosa di più largo da vedere.

Altro Argomento. Pecetto di Valenza questa mattina. Bello scatto della webcam.

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Gli effetti devastanti del gatto.

Nuvola, il gatto appena adottato da una coppia di amici, ha già iniziato a provocare quella notevole serie di conseguenze note a chiunque abbia adottato un micio. Gli amici probabilmente non se ne rendono conto, ma le loro abitudini, il loro comportamento la loro vita sta rapidamente cambiando per colpa del gatto. Osserviamo attentamente la seguente immagine:

Immagine arrivata via whatsapp o come minchia si chiama

Immagine arrivata via whatsapp o come minchia si chiama

Il primo sintomo evidente che il gatto si stia inesorabilmente impossessando dei miei amici è che mangiare per loro non è più come prima. Non solo perchè il gatto si metterà ovunque riuscirà a creare più disturbo possibile mentre c’è chi cerca di terminare un pasto, ma anche perchè imporrà schemi sempre più bizzarri. Ad esempio; chi  in condizioni normali, orientate e consapevoli e non ha gatti in casa, usa anche il coltello per mangiare il riso ?

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UM Genovesi

Unità di misura genovesi, Fabrizio Casalino le elenca come segue:

(tratto dalla sua pagina di Facebook)

casali

++++++++++++++

Tanti anni fa la mia vita si incrociò con quella di una signora che, a bordo della sua autovettura, aveva fatto una manovra talmente irrazionale e pericolosa che non ero neppure arrabbiato, ero anzi così sorpreso per essere sopravissuto ad un mancato impatto, che avevo guardato la medesima in silenzio, allargando le braccia come per dire “sono basito, l’entità della sua inettitudine alla guida è talmente overwhelming che non ho parole“.

Costei in tutta risposta al mio silenzio iniziò a sbraitare, ovviamente addebitandomi la colpa per la quasi-collisione nella quale io, sul motorino, avrei subito la sorte peggiore. Ho lasciato che la sua sfuriata si esaurisse, stava riprendendo fiato per la seconda ondata ma la fermai dicendole, a bassa voce e guardandola negli occhi con la voce  e l’espressione preoccupata di un medico che ti dice “lei dovrebbe proprio smettere di mangiare così tanto formaggio”:

Lei avrebbe davvero tanto bisogno di una corba di belino duro

e me ne sono andato null’altro proferendo, lasciandola ammutolita. Ero giovane e forse non avrei dovuto ricorrere a questo volgare e maschilista luogo comune. Ma forse avevo ragione.

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