Varie mattiniere.

nebbia

Varie mattiniere suona davvero orrendo. La nebbia alta di avvezione che copre il mar Ligure occidentale risparmia il centro ed i quartieri di Levante a Genova. Tecnicamente potrebbe essere chiamata nebbia ma è uno strato di strati alti, intorno ai 1000 metri, dunque chiamarla nebbia confonde chi pensa che la nebbia sia solo al suolo. Questa convinzione in effetti non è sbagliata. Insomma cazzo non è nebbia ma nuvole alte che però non corrispondendo ad alcuna bassa pressione potrebbero essere ascritte ad un fenomeno collegato alla circolazione di aria dall’alto verso il basso che ad una certa quota incontra aria più fredda e dunque condensa. Tutto chiaro.

nebbia1

La Righicam Ponente mostra bene lo strato di nuvole sul quale ho masticato per bene i maroni poc’anzi.

Questo dato di assoluta banalità mi ricorda che oggi è Venerdì e stasera porto via l’acciuga alla volta di Basaluzzo, dove passerò un fine settimana a fare cose davvero inutili delle quali però darò ampio risalto in questo blog del cazzo.

Solo per generare il riquadro.

Solo per generare il riquadro.

Intanto la webcam di Rapallo è ripartita. Prego.

Miriam nel frattempo mi ha telefonato in ufficio chiedendomi che tempo farà nelle prossime 48 ore. GFS vede pioggia, LAMMA no. La temperatura potrebbe essere stazionaria, ma dipende molto dalla eventuale copertura nuvolosa. E i modelli hanno tra loro pareri discordanti. Alla fatidica domanda “come mi devo vestire” ho risposto con il classico “vestiti da bagascia tirolese” ma Miriam vuole sapere se deve vestirsi da pioggia. “Metti le scarpe con la mescola più morbida” non è una risposta sufficiente. “Arrangiati” è la mia chiosa finale.

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Della stupidità.

Nell’acqua che beviamo in Liguria c’è pochissimo iodio. Non lo dico io, lo dice la OMS da decenni ma il rapporto pare sia stato sempre snobbato dalle autorità sanitarie italiane. La mancanza di iodio nel sangue della madre durante la gravidanza ha effetti sul feto; inconfutabili sono le prove di laboratorio. Il bambino non nasce totalmente rincoglionito, ma un po’ meno intelligente di come sarebbe stato se la madre avesse assunto dal cibo e dall’acqua dosi normali di iodio. Con il passare delle generazioni però gli effetti cominciano a diventare visibili. D’altronde quale altra popolazione può eleggere un proprio rappresentante che imbocca gli svincoli autostradali contromano e quale altra poco avveduta congrega geografica può sistematicamente respingere ogni possibilità di fare affluire benessere da fuori ?

Il relatore di stasera non ha parlato direttamente della stupidità, ha parlato della fondamentale importanza dello iodio nel sangue, di cosa succede se manca e dove in Italia ce n’è di meno. La platea ha tratto le inevitabili conclusioni, tra cui il sottoscritto che però in quanto Ligure, cioè stupido, sicuramente ha capito fischi per fiaschi e dunque tutto ciò che ho detto è frutto di un mio stupido fraintendimento.

In termini globali, indipendentemente dalla questione dello iodio Ligure, mi consola il fatto che nulla va sprecato. Chi ha soldi pronti ad essere investiti semplicemente li investe altrove. Il porto tagliato fuori dai traffici fa la gioia dei livornesi e la paura dei commercianti locali fa la gioia del Basso Piemonte che con l’Outlet (doveva venire inizialmente in val Polcevera) ha scoperto una miniera d’oro. Ai liguri diversamente acuti manca un apporto di sangue normale perchè i foresti in Liguria vengono solo per qualche breve vacanza, gli extracomunitari raramente si accoppiano con i locali, noi autoctoni siamo costretti ad accoppiarci tra di noi e ci riproduciamo creando future generazioni sempre meno intelligenti. Prima o poi qualcuno ci conquisterà senza neppure combattere, i Liguri si saranno estinti e forse la Liguria vedrà un nuovo periodo d’oro. Con nuovi abitanti che arricchiranno la propria dieta con iodio, mica scemi.

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Vuoi un pollaio, parla col mondo.

Ho deciso di fare il grande passo e munire il latifondo di Basaluzzo di un pollaio per avere uova fresche. Ho cercato su Internet. Mi domando cosa avrei fatto senza Internet, ho trovato una ditta vicino a Brescia che vende pollai prefabbricati cari come il fuoco ma che le recensioni su “Io e il mio pollaio” ed anche sul forum “Galline Ovaiole e frittate trendy” assicurano che i pollai prefabbricati di quella ditta sono molto ben costruiti e duraturi.

Chiamo la ditta che due settimane fa mi aveva fatto un preventivo; chiedo del Sig. Enrico. Resto in attesa per qualche minuto e poi sento un “pronto!!” che sembra tirato fuori da Il Padrino o da un romanzo di Andrea Camilleri.

“Buongiorno sig. Enrico, sono Menada, mi ha fatto un preventivo la settimana scorsa e volevo fare l’ordine, se lei mi manda la fattura con un IBAN io le faccio il bonifico e lei mi spedisce il materiale”.

Silenzio, dopo dieci secondi mi riparla l’autore del pronto siciliano e mi dice:

“ma veramente anch’io sono un cliente, mi hanno messo in attesa, ma lei che pollaio prende ? Le hanno fatto un preventivo ? Che cosa le hanno fatto ?”

Dopo aver riso e dopo aver scambiato le reciproche desiderata sulla produzione di uova, decidiamo in interrompere la conversazione. Richiamo. Questa volta mi risponde un bresciano DOC, gli chiedo “con chi mi fa parlare questa volta ?” ed il tizio si spertica in una serie di POTA maledicendo quel centralino che probabilmente ha messo in comunicazione dei perfetti sconosciuti da tutto il mondo, a loro spese. Enrico è occupato al telefono con una bagascia tedesca che voleva parlare con il fidanzato guatemalteco tramite una clinica di chirurgia estetica in Brasile. Questo lo dico io. Ho lasciato il mio numero di ufficio al collega di Enrico che provandomi a chiamare si metterà invece in contatto con l’ambasciata russa in Nuova Zelanda ed in conferenza con il siciliano di prima, quello che nel pollaio da 16 galline ne voleva mettere 20 ed a me chiedeva se secondo me andava bene lo stesso. Si, se sono galline nane.

 

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Imparando ad usare il drone.

Questa mattina ho dedicato una carica della batteria per impratichirmi (20 minuti circa).

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Premessa; far volare un drone (d’ora in avanti Dr) non è un gioco per adulti. Invece è un gioco da bambini moderni che nascono oggi con i neuroni pronti ad organizzarsi e gestire il volo di un drone con estrema facilità. Io al contrario  mi rendo conto di essere vecchio e di fare una fatica boia con i comandi. Riesco a far sollevare verticalmente il Dr (hoovering) ma appena provo a dirigerlo da qualche parte, la richiesta di interazione neuronale aumenta, se sbaglio a manovrare il joystick di un millimetro, Dr si muove in modo repentino, io vado in overflow di informazioni ed il Dr non viene più gestito correttamente. A quel punto generalmente parte per la tangente velocissimo e si schianta o contro la parete o al suolo.

Fare un Selfie è difficile perchè la posizione del drone rispetto al comando è con la webcam sul retro. C’è un bottone che serve per far girare il drone su se stesso ed un altro bottone per scattare foto. Ma far ruotare il drone su se stesso richiede una considerevole dose di funzione neuronale, dunque riesco a tenere il drone immobile in aria, lo faccio girare su se stesso, scatto la foto e poi mi ritrovo che i comandi sono invertiti, dunque mi parte nella direzione opposta a dove mi aspetto che vada, il mio neurone si spaventa ed il drone si schianta.

La foto sopra mi ricorda che la webcam è orientata per fare foto verso il basso, come se stessi facendo una ripresa aerea, ma si può orientare più orizzontale. Dunque se voglio fotografarmi ne devo regolare l’angolo di ripresa.

Dr in genere quando è totalmente privo di controllo va ad infilarsi nei posti più inaccessibili dell’ufficio, è la sua vendetta nei confronti di un manovratore scadentissimo.

Ecco Dr in una foto pescata da Google.

dr

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Un bagonetto, I suppose,

botto

Nessun incendio o splosione o invasione dei droidi. Un insetto – almeno credo sia un insetto – staziona sulla lente conferendo un vago senso di trash movie sulla distruzione del quartiere di Albaro-Quarto.

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Nel frattempo, ed a proposito di droni, questa è la prima foto che ho scattato con il drone da metà altezza in ufficio. Ho ancora molta strada da fare prima di poter dire che controllo il mezzo, ma nei prossimi giorni farò pratica. Sticazzi e 4 eliche.

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Il Comandante…

… dei Vigili del Fuoco di Alessandria è cambiato recentemente, e noi a Basaluzzo siamo diventati improvvisamente dei “…pericoli per l’incolumità pubblica“. Non dico a caso, sto quotando quanto ricevuto per notifica del Comune di Basaluzzo, il quale aveva ricevuto una comunicazione che evidentemente manifestava come il nostro impianto a bombolone del gas in mezzo ad un cazzo di niente potesse esplodere radendo al suolo diversi comuni confinanti. La normativa non è cambiata, ma l’interpretazione si, dunque il nuovo Comandante ha disposto che il nostro impianto ha bisogno di una seconda valvola di intercettazione del gas, perchè una non basta. Il nostro impianto è stato costruito 5 anni fa a regola d’arte da una ditta che lo fa di mestiere da trent’anni, ma adesso ci vuole una seconda valvola come se il nostro impianto di riscaldamento domestico di una villetta monofamigliare nel mezzo di diversi km quadrati di bosco ceduo, campi coltivai e prati si fosse trasformata in un impianto industriale. Potenza delle interpretazioni ad personam.

Cazzo ti lamenti ? E mettine 10 di valvole del culo.

Cazzo ti lamenti ? E mettine 10 di valvole del culo.

Mentre commentavo con gli operai che stavano facendo il lavoro, lungo e poco utile, che se il nuovo Comandante una sera mangia troppa cipolla la mattina dopo ci troviamo tutti a doverci fare installare una valvola di intercettazione nel culo, si sono presentati due cani.

 

 

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Erano proprio amici. Randagi ? Forse. Uno aveva una specia di pettorina ma non escludo l’avesse da tanto tempo. Non erano malnutriti o malpresi, anzi giocavano e si rincorrevano, ci sono corsi incontro saltando e scodinzolando appena li abbiamo chiamati.

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Quello più anziano si è allontanato in direzione Pasturana mentre il più giovane è rimasto ad osservare, poi si è meritato una fetta di formaggio ed infine s’è dileguato.

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Drone.

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Me ne sono comperato uno. Costa €150 ed è in grado di alzarsi fino a 2 km scattando foto ad alta risoluzione o riprendendo un filmato. Il negoziante mi ha tenuto mezz’ora per spiegarmi i rudimenti del volo, lo ha provato in negozio ed andava benissimo. L’ho provato in ufficio e va storto, ma devo prenderci la mano. Scopo dell’acquisto ? Salire sul cielo di Basaluzzo e fare foto dall’alto. Molestare Miriam quando prende il sole e crede di poter stare in pace. Nella foto qui a fianco c’è il mio acquisto (nel tondo rosso ed indicato da una freccia se mai non si vedesse) mentre a fianco c’è un drone serio, costo 20 volte più del mio, supersofisticato. Scopro che c’è un mondo di appassionati che pubblicano filmati su Internet, si scambiano informazioni tecniche e assemblano i propri droni come si faceva per i computer a “torre”.

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Da salvare.

C’è un numero infinito di fotografie nelle quali si incappa navigando in Internet che viene voglia di conservare perchè sono belle. Questa non è più bella di tante altre, però per una volta l’ho copiata ed eccola qui. Ignoro il nome, la provenienza dei protagonisti ed ogni altro dettaglio, salvo la specie di entrambi.

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Defogliare i finocchi.

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Esauriamo subito questa variazione del tema finocchio = omosessuale maschio; il messaggio si rivolge a chi, vedendo la vita stessa del pianeta minacciata dalla omosessualità, userebbe il napalm contro gli omosessuali, defogliandoli; non fatelo però nel reparto verdure del supermercato, chiaro ?

All’età di 50 e fischia anni suonati, non vedo sinceramente alcun tipo di elemento caratterizzante che alteri il piano di egualità tra etero e omo, tuttavia sono nato e cresciuto in una società omofoba e dunque il termine finocchio mi suscita l’immediato accostamento con un omosessuale sul quale fare facili ironie.

Tutto ciò premesso mi resta la perplessità su perchè la direzione di un supermercato debba invitare i clienti a non defogliare i finocchi. Immagino perchè ci sono persone che tolgono quei picogrammi di foglie verdi prima di pesare il prodotto. Come se io sbucciassi la frutta per risparmiare sul peso. Posso capire chi ogni tanto si lamenta con chi vende i carciofi con il gambo attaccato, o l’ananas con la pianta attaccata, il caffe con Del Monte in persona incollato alla lattina di macinato, ma la fogliolina verde ?

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La Pfm si anima.

natre

Non so come commentare questo piccolo evento. Due anatre sguazzano nella Pfm. Sono probabilmente le medesime che qualche giorno fa volteggiavano qui intorno ma che avendoci visti si erano allontanate. Immergono frequentemente la testa sott’acqua, probabilmente trovano qualcosa da mangiare. Se non ricordo male mangiano alghe e piccole piante acquatiche.

Ottime in agrodolce con le patate. Scherzo.

dett

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