It Won’t Be a Walk In The Park

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Basaluzzo il 24 Luglio con un clima settembrino. Ne parlano tutti anzi, come in Inghilterra, il tempo sembra diventato l’argomento perfetto per dire qualcosa con chiunque, il vigile urbano o extraurbano, il tizio che ti fa il pieno di gas nel bombolone, il negoziante, chiunque con cui parlo al telefono.

E che balle, prendete il clima che il cielo vi manda senza commentare; se non avete argomenti di conversazione più intelligenti ed interessanti state zitti piuttosto che spaccare i maroni con il brutto tempo e l’estate che non c’è e le stagioni di una volta e ‘sti cazzi in salmì.

Io intanto mi godo i prati intorno a casa che sono verdi di trifogli come ad Aprile, ma con anche i papaveri come a Giugno, in più ci sono i chiodini come a Settembre. Questi ultimi non sono nemmeno pochi e se mi viene lo sturbo controstagionale da fungo, li raccolgo pure e mi faccio il sugo.

gocce

Questa foto riprende un dettaglio delle canne della Pieffeemme sotto la pioggia, ieri pomeriggio. Ha fatto 25 millimetri, ossia il mio innaffiatoio pieno e sversato fino a ricoprire una superficie pari ad un metro quadrato. Non è male per gli alberi nuovi che sembrano stare tutti bene ad eccezione di tre querce in sofferenza, spero che sopravvivano.

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Questa comunque è la Pfm ieri, prima della pioggia; quelle che sembrano increspature della superficie dell’acqua per effetto della pioggia in realtà sono le zanzarone di una specie che non conosco, che vivono in gran numero sulla superficie dell’acqua, galleggiano senza neppure bagnarsi e si muovono a scatti.

castello

Infine, ieri all’arrivo del temporale ero salito sul tetto per fare delle foto, quella che si vede è Basaluzzo in direzione nord-qualcosa. In evidenza il castello la cui pianta fu iniziata alla fine dell’800 (ossia ha circa 1.100 anni) Sticazzi.

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Questa foto fa davvero schifo, ho provato anche a ritoccarla ma fa sempre schifo.

Non sarà una passeggiata (nel Parco) è una frase che di questi tempi, con il clima piovoso che fa, assume diverse sfumature. A parte me, chi vuole passeggiare in un parco quando diluvia ?

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Basso profilo

Diverse ragioni per applicare un basso profilo.

Per cominciare, i miei circuiti neuronali dopa-sensibili sono ancora allo sbando, regalandomi mattinate di panico seguite da pomeriggi di angoscia, notti di desolazione e risvegli da incubo. A Settembre si proverà a cambiare farmaco; dopo tanti anni di armistizio si profila una ripresa delle ostilità, ovvero una nuova fiammata di guerra chimica di cui ne avrei fatto a meno. Provare nuovi antidepressivi non è una passeggiata, ma naturalmente nel panorama, certo, c’è ben di peggio.

Selfieman.

Selfieman. (il selfie della mano)

La mia mano da anziano. Pubblicare su internet foto delle proprie parti anatomiche è di per se negativo, ossia per me abbassa il profilo di chi le pubblica. Anche se queste parti non sono genitali o zone erogene.

Almeno la mia mano è mostrata in questo che è un blog privato, non è taggato, dunque non compare sui motori di ricerca. Quei pochissimi “lettori” che seguono, aprono queste pagine espressamente e dunque sono preparati e mi scuseranno per quello che mostro di me.

Il motivo per cui espongo la mia mano è per mostrare la quantità di rughe che sono comparse dove mi ha punto la vespa mentre cercavo il drone disperso. Prima era gonfio, adesso si è sgonfiato ed intorno ai segni delle punture c’è una zona che mi ricorda Otzi, la mummia di Similaun.

Ecco un ingrandimento della zona dove permangono i segni delle punture.

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Tutto ciò è disgustoso. Il mio stato mentale non mi impedisce di pubblicare cose sciocche che non significano nulla, con modalità errate tipo una doppia negazione. Sento di avere un profilo rasoterra. Verranno tempi migliori.

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Il drone è disperso.

Il primo volo all’aperto del drone si è concluso dopo meno di un minuto con la perdita del drone in un’area boschiva incolta tra Basaluzzo e Francavilla.

Avrei dovuto fare piccoli voli di assaggio, invece mi ha preso l’ebbrezza del volo, mi sono incantato nel vedere questo piccolo oggetto salire veloce nel cielo verso le nuvole, fino a quando una corrente d’aria lo ha preso. Il veivolo ha iniziato a spostarsi velocemente verso sud. Avrei dovuto immediatamente farlo scendere al suolo, ma invece ho insistito cercando di governarlo e farlo tornare indietro con il risultato di farlo allontanare ulteriormente fino a quando era poco più di un puntino. A quel punto ho fermato i motori ed il drone è sceso docilmente dietro un declivio scomparendo alla vista.

Ho iniziato le ricerche inoltrandomi lungo il limite di un campo coltivato a grano ed il bosco ceduo. Probabilmente cercando molto lontano da dove realmente è caduto. Ho rimediato una serie significativa di punture di zanzare, ma sono tornato sui miei passi solo dopo che mi hanno punto due vespe, di cui una sopra il ginocchio che mi faceva così male che mi si è irrigidita la gamba, procurandomi un passo claudicante da “Ministero della Camminata Buffa” o “Ministry of Silly Walks”, come nel Monty Phyton in lingua originale.

Questa mattina ho ripetuto una spedizione di soccorso; forse ho analizzato meglio il luogo presunto dell’atterraggio ma in quella zona c’è il fitto bosco, da terra in certi punti non si vede neppure il cielo. Dunque il drone, grande come il palmo di una mano, è ancora li, chissà dove, forse su un albero o nascosto tra il sottobosco o nel grano, che a breve verrà mietuto. Il drone finirà in una balla di fieno ed infine in qualche stalla dove romperà un dente ad una vacca. Oppure ricomparirà su un ramo a fine autunno quando il bosco assumerà la livrea invernale. Il drone stava filmando mentre percorreva il suo primo ed ultimo volo all’aperto; disperso, se mai si dovesse ritrovare, il breve film diventerà un cult su Youtube.

drone

Le ricerce fino ad ora non hanno dato esito positivo. Sono stato punto da quelle bagascie di vespe nel campo al limite settentrionale del campo. In questa immagine di repertorio, l’area dove il drone è disperso. Mi sento come il direttore della Nasa dopo che i primi razzi negli anni 50 facevano pochi metri e si schiantavano al suolo. Il danno stimato è di circa €150. Sticazzi.

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Gina, ‘tacca’l fax!

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Messaggio agli utenti

Rapacam ferma e, come spesso accade, qualcosa si blocca nel cuore della notte perchè nel cuore della notte ENEL e/o TELECOM fanno dei lavori che provocano oscillazioni nella qualità del servizio e – ZAC – la linea si interrompe.

Ho già detto quanto sopra cento volte e tutte le volte devo aggiungere che mi sto inventando tutto, so ‘na sega del perchè saltuariamente la Rapacam non riesce più a trasmettere. Il messaggio di scuse è on line, questa volta con un briciolo di pragmatismo e sincerità che, nel mondo popolato da ipocrite facce da culo, non fa mai male.

Ah, dimenticavo; la frase “gina, tacca l fax” era pronunciata ad altissimo volume da qualcuno di una azienda del Bresciano quando tirava su la cornetta del telefono e sentiva il classico fischio del fax. Costui rispondeva al centralino e lo faceva in modo molto professionale con voce educata e priva di accento, poi sentiva il fischio e non immaginava che qualcuno fosse all’ascolto e dunque veniva fuori liberamente la sua natura e urlava la frase con un fortissimo accendo che sembrava Gene Gnocchi quando faceva il cronista Rubagotti in Mai Dire Gol.

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Beh ?

Eclissi bagone ?

Eclissi bagone ?

Ci scusiamo del disagio per colpa di un qualche insetto che sta oscurando parte della visuale. Spero se ne vada da solo, oppure sarà peggio per lui quando torno a casa.

PS. Cosa avevo detto ? Ecco il grafico degli accessi prima, durante e dopo aver pubblicato una foto che ritrae un seno nudo.

Seno, coseno e cotangente.

Seno, coseno e cotangente.

 

PPS: il bagone sulla lente della Righicam Ponente se n’è andato.

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Martedì.

“Il potere di adesso” è il titolo di un libro scritto da un tedesco che dopo una vita di depressione una notte scoprì che il segreto per vivere sereno era non pensare al futuro, ma concentrarsi sul momento che uno sta vivendo. Ossia, io in questo istante sto scrivendo delle cazzate inutili e di nessun interesse al mondo e di tanto dovrei essere sereno e felice.

C’è del vero e del saggio in quanto scrive Tolle (il nome del tedesco dei neo vincitori della coppa del mondo di pallone) Se mi concentro sui bombardamenti a Gaza o sull’epidemia di ebola in Alto Volta scommetto che io sono estremamente felice. Ma vallo a dire a dei circuiti neuronali del cazzo che non funzionano e ti rendono la vita difficilissima facendoti, in più, scendere l’autostima a zero perchè è oggettiva la mia condizione di beneficio rispetto a qualche miliardo di individui della mia specie che in questo vero istante e per il resto della loro vita se la passeranno malissimo.

Martedì è meglio di Lunedì, almeno nel mio mondo di umore artificiale. E per dare un senso a questo post, pubblico una bella foto di un amico che non conosco personalmente ma con il quale ogni tanto scambiamo impressioni e foto, da anni.

arcobaleno 1

In Liguria abbiamo arcobaleni a cielo sereno. Non abbiamo gli occhi per piangere ma le nostre verdi valli dell’entroterra quando non sono pelose invernali sono verdissime estive, come in questa foto. Ovviamente la pioggia ha prodotto l’arcobaleno e le nuvole producono la pioggia, ma in questa foto per una combinazione di geometrie il cielo sembra completamente sereno ed ovviamente non lo era. Grazie Roberto.

Qualche sera fa ero ad una reception (non vuol dire una sega, leggasi matrimonio). Ho intravisto tre persone, un amico e due conoscenti che parlottavano tra di loro. Ho messo su la faccia beota con il sorriso modello “ehi amici come butta” e mi sono diretto verso di loro pronto ad aggiungere forzatamente la mia presenza. Non che loro ne sentissero il bisogno, ma in queste occasioni si fa così. Ci sono dei nuclei di condensazione sociale che si formano casualmente e se uno non nasce con l’attitudine a fare da nucleo di condensazione, deve unirsi a qualche gruppo già formato altrimenti la sua carica elettrica non gli consentirà di scambiare una sola parola per tutta la serata. Mentre però mi avvicinavo al trio, ho captato uno stralcio di conversazione: “… ho giocato 4 punti sotto fino alla quindici ma poi sono finito fuori dal driveway e allora…”

Ed allora, senza cambiare la mia espressione beota,  ho virato di pochi gradi, quanti ne bastavano per sfilare vicino a loro e dirigermi verso il tavolo del buffet. Era una scelta obbligata.  Io non gioco a Golf e dunque sono escluso da qualsivoglia gruppo di persone che tra di loro parlano di Golf. Quando due golfisti si trovano, parlano solo di Golf e si capisce che il 100% delle loro attività neuronali in quel momento sono focalizzate nel parlare di Golf, lo vedi dalla loro espressione, gli occhi dilatati, il fiato corto. E se provi ad introdurti nella conversazione potresti anche avere una scollatura vertiginosa e due tette da capogiro, ma non riuscirai mai ad interrompere la discussione golfistica. Puoi anche presentarti dicendo “mi avanza un milione di euro che regalo al primo di voi stronzi che mi rivolge la parola” ma otterrai solo sguardi di antipatia mentre i due discutono su come cazzo hanno fatto il loro strafottutissimo approccio alla buca numero 69.

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Lunedì.

Buio abbastanza pesto come spesso capita il Lunedì, e solo per questioni chimiche. Fanculo, va’. Tra le cose che riesco a fare perchè non c’è opposizione neuronale, spiccano queste cazzate.

Concetto già espresso precedentemente.

Concetto già espresso precedentemente.

A proposito di deja vu (ci dev’essere un accento da qualche parte) ecco qui.

nuvolone

Era quel temporale di qualche giorno fa, questa foto un po’ migliore delle altre fatte con il telefono.

nuvolone2

Ecco, ne ho ancora 82 dello stesso soggetto e poi ho finito.

A conclusione di una giornata grigia, la ginnastica è stata disturbata dal felino rompiscatole che ha occupato il materassino sul quale mi muovo a fatica tutti i lunedì tardo pomeriggio. La bestia si è persino sistemata sulla mia pancia in occasione degli esercizi da sdraiato, facendo le fusa e la “pasta” con le zampe.

gattr

E non se n’è ancora andato alle 19:25, evidentemente gli piace dormire li, nel cortile e sul materassino

 

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Contrasto & luminosità.

mattina

Questa è la solita foto delle colline di Novi Ligure al mattino viste da Basaluzzo. Non è la prima che pubblico e non sarà l’ultima. (se questo provoca a qualcuno noia o depressione non sono fatti miei)

Qui è un po’ migliore – forse – ma ho dovuto incrementare la saturazione, oppure diminuire la ritorsione o mag-nichifare il flussostato bitonale.

due

Anche questo è un risultato mediocre, anche meno. Dal vivo era molto più bello. I colori erano più carichi, il cielo era magnifico con le sue nuvole appena sfiorate dal primo sole mattutino. Ma non riesco a far fare alla macchina fotografica quello che vorrei, o sovraespongo il cielo o sottoespongo il terreno, mai che riesca a fare le cose per bene.

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La solita zuppa.

Fangosa. La Pfm dopo i tue temporali si è un po’ rimpinguata di acqua e la vegetazione aumenta prepotentemente la propria presenza con specie acquatiche (credo).

pfmluglio

Intanto le pecore hanno rasato per bene il prato.

prato

E le minilepri ringraziano per le piogge recenti.

minile

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Tette.

Prima che un fulmine di questo temporale che sta arrivando mi colpisca , voglio fare qualcosa che tutti i maschi eterosessuali gestori di un blog prima o poi sono tenuti a fare per una serie di ragioni che qui non sto ad elencare. Clichè, stereotipi e soprattutto il fatto che le Tette esercitano una azione irresistibile sul maschio e gli accessi si moltiplicano.

Tette.

Tette.

Ora il diluvio può cominciare.

bricurrent

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bricurrent (1)

… e per concludere la sequenza, ecco qui:

bricurrent (2)

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