Buongiorno!

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Rosso alla mattina, sciagura si avvicina. Anzi no, forse era la pioggia, tuttavia non vedo i termini per avallare un detto popolare che lega il cielo rosso dell’alba con l’arrivo di una perturbazione. Potrebbe in realtà esserci un fronte retrogrado che arriva da Est coprendo il cielo di cirri o altostrati che si colorano di rosso, ma mi sembra che non sia il caso. Probabilmente è foschia da umido stagnante. La pioggia comunque si mormora che arrivi tra 48 ore, salvo ritardi.

Per il resto, è degno di segnalazione il fatto che oggi dovrebbe arrivare la ghiaia che copre il fondo della Pfm, liberando il campo per le truppe meccanizzate rumene che domani dovrebbero ripristinare l’inerbamento delle sponde e della nuova collina mettendo a dimore 3 acacie.

Oggi non penso che descriverò “la mia cameretta” anche se il primo post di questa settimana ne richiama lo stile. Si annuncia una settimana intensa, piena di trabocchetti ed insidie e fanculizzare a mitraglia non porterebbe alcun sollievo. Vediamo cosa succede.

 

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Rossi.

Ecco la banalità fatta a foto; alberi con diverse gradazioni di giallo e rosso in previsione dell’inverno.

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In primo piano sulla sinistra un Acero Campestre; inizia leggermente ad ingiallire. Poco oltre una Quercia; verdissima, come nulla fosse. A destra nell’angolo, un altro Acero ma di un tipo diverso, medio. Infine un Acero Rubra, rosso fiammante. Gli studiosi stanno cercando di capire cosa influenza gli alberi nella decisione di ingiallire dopo i caldi estivi. Più o meno si intuisce che è un misto tra la riduzione delle ore di sole e la temperatura che scende. Che cazzi, ci arrivavo anch’io.

Non mi piacciono le voto in verticale a meno che non sia strettamente necessario.

Non mi piacciono le foto in verticale a meno che non sia strettamente necessario.

 

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La Pfm Release 2.0

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A malincuore ho dovuto far sloggiare le rane, ma questa opera di regimentazione era necessaria per aumentare l’invaso e consentire una migliore gestione delle acque e, sticazzi, anche delle future popolazioni di rane, insetti ed uccelli che avranno più acqua più pulita.

Non è finita; bisogna posare sul fondo uno strato di pietrisco da fiume, inerbare le sponde, metterci le trote. Insomma, per le trote ci devo pensare ancora BENE.  Ovvio, su questo sono sicuro, troveranno dimora anche alberi, tanti alberi anche se non ho ancora deciso che qualità e dove esattamente.

Seguiranno – fatalmente – molti e tediosi aggiornamenti.

Ecco la vastità del nuovo invaso.

Ecco la vastità del nuovo invaso.

la Pfm ripresa dal drone

la Pfm ripresa dal drone

 

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Evviva gli sposi.

Tanti anni fa venni invitato ad un matrimonio in Brasile; si trattava di una conoscenza di lavoro, erano stati molto gentili ad invitarmi e scrissi loro una lettera (Internet era ben lontano a venire) nella quale ringraziavo scusandomi perchè non sarei potuto andare.

L’invito arrivò a mezzo corriere perchè con la posta tradizionale non sarebbe mai arrivato; misurava almeno 30 centimetri di larghezza, saranno serviti due alberi ad alto fusto per produrlo perchè ricordo che era spesso e pesante come la porta di un’auto. Mi fu detto, trent’anni fa, che in Sudamerica la dimensione del cartoncino di invito era direttamente proporzionale alla smania di far vedere il benessere della famiglia.

Qualche settimana fa mi  è arrivato qualcosa di simile, anzi di più, qualcosa che per certi versi ha affinità con il precedente sopra citato. Si compone di 10 pezzi tra i quali tre buste e 7 diversi documenti. Per meglio comprendere quanto è sofisticato e comprensivo il plico, e per onorare lo sforzo che si è reso necessario per arrivare ad una tale articolazione a dispetto dei valori di CO2 in atmosfera, ho esposto su un tavolo il contenuto del compendio o manuale che mi è stato gentilmente recapitato nella sua completezza.

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Nessun regalo più o meno inutile da fare agli sposi, ma un’offerta libera a favore di una delle tre associazioni che vengono elencate tra le quali la parrocchia dove avviene la cerimonia, un punto a favore.

Trattasi di un invito relativamente sobrio; pensandoci bene mi sarei potuto tranquillamente aspettare anche il biglietto musicale con la mazurca che si attiva quanto apri la busta e non ultimo una serie di led che si illuminano se si sventola la partecipazione di notte, utilissimo se sei in aperta campagna e ti si fora un pneumatico. Quello che io ho qui definito il modulo di accettazione è un questionario che andrebbe compilato e restituito al wedding planner nel quale si dichiara il numero dei partecipanti alla kermesse, se si tratta di adulti o bambini, infine se qualcuno è vegetariano. Un punto a favore.

Ad essere pignoli, ormai i vegetariani sono solo una frazione di coloro che per correttezza politica andrebbero inseriti nell’elenco delle intolleranze e richieste alimentari specifiche. Ci sono i vegani, i celiaci, i kosher, gli adoratori del Dio della Cenere, gli intolleranti ai latticini, i disfagici come me che mangiano solo pasti semi-liquidi altrimenti si intasano rovinando la serata ai presenti con i loro versi gutturali. Ci sono coloro che non possono mangiare verdura a foglia larga e, separatamente, quelli della intolleranza alle foglie strette. Quelli che non possono bere pompelmo perchè attiva le sostanze dopa-sinergiche e danno via di matto. Ci sono gli allergici al burro di arachidi ed alle noci in generale ed ebbene si; persino gli intolleranti alla noce moscata. Se – come credo – tra gli invitati ci sono anche degli indiani d’America, questi sono intolleranti all’alcool. (niente Babà al Rum nei dessert). Insomma se devi farla politicamente corretta perchè in presenza di dignitari, fallo bene: un punto a sfavore.

Noto poi con disappunto che malauguratamente non hanno inserito il francobollo per la busta da restituire con il modulo debitamente completato, fortunatamente però hanno messo telefoni ed indirizzi e-mail. Un punto a favore ed uno a sfavore.

La mappa per arrivare in chiesa prima e al ricevimento poi, è dettagliata e vicina parente di una caccia al tesoro per come è minuziosamente descritta ogni singolo tratto di strada dai punti 1 al 20. Anche un Aborigeno Australiano arriverebbe senza sbagliare. Forse hanno davvero invitato un Aborigeno Australiano, non vorranno mica lasciare un intero continente scoperto. E poi stiamo parlando di una metropoli tentacolare di almeno 30.000 abitanti e la gente quando va da quelle parti si perde per sempre. Un punto a favore.

Per il resto posso solo annotare che se a mio padre avessi proposto di mettere insieme una fiera come questa al posto del tradizionale invito + partecipazione mi avrebbe disconosciuto come figlio. Mio padre non era relativamente sobrio, mio padre era sobrio assoluto. Avrebbe commentato che un siffatto tipo di invito sarebbe sembrato più quello di una convention a Las Vegas o dell’inaugurazione di un outlet commerciale. Ma mio padre era nato nel 1915; oggi se mandi un invitino come quello del mio matrimonio non viene nessuno. Ora che ci penso Miriam ed io non avevamo voluto fare un matrimonio troppo tradizionale, c’erano soltanto degli amici dei rispettivi genitori, invitati obtorto collo altrimenti si offendevano, in chiesa eravamo una trentina e, a giudicare dall’età media dei partecipanti, sembrava un funerale. Altri tempi.

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Chissà.

Se sono un vero narcisista o soffro di qualche altra seppur lieve patologia comportamentale che non voglio ammettere. Sicuramente ho tempo da perdere in questi giorni e dunque ho scaricato un programma che altera le fotografie prese dalla webcam sopra il monitor e le corregge come fanno alle cosce delle modelle che finiscono sui giornali di moda.

Provo ad essere sincero; la mia bassa autostima generale include nel pacchetto anche la sensazione di essere brutto fisicamente, con particolare riguardo alle orecchie a sventola, un certo strabismo, la totale assenza di muscoli addominali ed altri difettucci che posso anche non citare.

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La pioggia in diretta.

Vista dalla Righicam 3

Vista dalla Righicam 3

E vista dal radar Doppler.

E vista dal radar Doppler.

 

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Upgrade del gruppo ottico Righicam 3

Potenti mezzi.

Potenti mezzi. Qualcuno direbbe un lavoro “alla Filini”.

Una nota tecnica assolutamente secondaria e che serve solo a me per fissare una data nella quale ho installato la release 1.m (dove “m” sta per MENADA). La plastichetta che copre la lente della Mobotix è davvero di una qualità curiosamente scarsa; dopo pochi mesi ingiallisce. La Mobotix invero ne fornisce una in vetro, ma pare che sia estremamente difficile ordinarla ed averla, forse perchè la fanno fare direttamente da un vetraio a Murano che lavora solo il secondo Mercoledì del mese dispari se c’è il sole, o qualche altra cazzata. Nelle ultime settimane la plastichetta è passata da un giallo appena accennato ad un citrino analisi delle urine e si è anche leggermente offuscata. Allora ho tagliato il fondo della coppetta ed al suo posto vi ho incollato una lente polarizzata di quelle che si mettono sugli obiettivi delle reflex. Facendo questo upgrade del gruppo ottico della Mobotix ho impiegato un sacco di energie mentali e mi sono fumato un numero enorme di neuroni per lo sforzo di immaginazione e di inventiva. Adesso per colpa dello stress provocato dalla tensione nervosa mi sento un po’ di febbre; mi faccio una minestrina in brodo con i risoni della Barilla e poi vado a dormire.

Devo fare.  Andare a Bologna dall’importatore delle Mobotix, nonchè mio fornitore (e amico), e rigargli la porta della Volvo. Gli ho chiesto almeno due volte di ordinare la famosa coprilente in vetro ma ha trovato scuse banali come “mi sto separando” ed ha eluso le mie reiterate richieste. Invece di pubblicare su facebook foto banali di lui e della sua nuova fidanzata, dovrebbe avere cura dei clienti ed ascoltare le loro richieste, assolvendole nel minor tempo possibile.

lenti in vetro

lenti in vetro

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E questa da dove salta fuori.

Devo iniziare i lavori alla PFM, cazzus.

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Altro argomento. Caro Gino Paoli, auguri di buon compleanno. Mentre ero in altre faccende affaccendato, ho orecchiato parte dell’intervista televisiva nella quale parli della “tua” Genova. Io credo che tu abbia detto una serie di cazzate. Giustificabili solo dal fatto che tu, fiero sostenitore della dirigenza che amministra questa città da decenni, non hai il coraggio di dire che, anche e specialmente grazie alle loro scelte stupide e sbagliate, Genova sta andando in rovina. Hai parlato dei marinai, del carattere dei genovesi, dell’orografia cittadina ? Tutta fuffa senza sostanza; la verità è che Genova è in agonia, forse tu non te ne rendi conto o fai finta di non capire. Comunque hai parlato bene di Genova, magari qualche sprovveduto sei riuscito a convincerlo e forse verrà a Genova da turista per qualche ora e con un po’ di fortuna spenderà due euro per un caffè ed una brioche. Grazie.

Aggiungo. Una risposta che mi ha dato un amico su Facebook, dove ho pubblicato la medesima stronzata: “Concordo completamente. Non ho sentito l’intervista perché fuori Italia ma condivido integralmente le critiche ad una classe dirigente che non ha saputo seguire i tempi ed a una classe imprenditoriale che ha preferito la politica del peggio per gli altri piuttosto che cerchiamo il meglio per tutti a scapito di qualche privilegio.”

Aggiornamento meteo: ma i modelli…

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Ogni tanto mi danno l’impressione che giochino ai bussolotti. La bassa pressione che avrebbe dovuto portare tanta pioggia in Liguria con il passare delle ore, con l’approssimarsi dell’evento e run dopo run dei super-computer si è dapprima spostata verso SUD, dunque si è quasi dissolta, spalmata su mezzo Mediterraneo. Poi ci credo che le varie ARPA vanno in paranoia se il modellame sbaglia così grossolanamente le previsioni a pochi giorni dall’evento.

Sto dicendo banalità ed ovvietà degne di un dirigente comunale; oltre le 48 ore lo sanno anche i sassi che è difficilissimo fare previsioni e poi le stagioni non sono più quelle di una volta, ma anche di due volte. E c’è che sto passando un periodo di sonno difficile e comunque sono sollevato perchè domani arriva lo scavatore per opere di miglioramento e adeguamento alla PFM e la pioggia sarebbe stata una complicazione.

Tutto ciò è estremamente sticazzi e sempre più spesso commetto il grave errore di prendermi sul serio.

 

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Per difendersi dalle scie chimiche.

Non c’è altro rimedio che indossare le antenne in alluminio che deflettono le polveri velenose. Consigliato anche il naso ergonomico con transistor incorporato.

Efficace. Molto.

Efficace. Molto.

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La micro-meteo-polemica del Lunedì mattina

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Stante che dopo i recenti eventi toscani si è scatenata la solita ridda di commenti alla cazzo in tema meteorologico, ho messo su facebook questa foto VERA di una cellula tornadico-fulminante che ha causato grossi problemi a Genova con il suo ripeno di prosciutto crudo. Non sono stato creduto perchè in pochi hanno visto un tortellino gigante produrre fulmini. Eppure se il differenziale di amperaggio tra il tortellino volante ed il suolo e sufficiente, il fulmine diventa la logica conseguenza.

E inoltre… ho sentito il classico odore di freni surriscaldati perchè mi sono trattenuto a stento dal commentare questo messaggio su facebook a proposito di gatti:

Un capolavoro di doppio senso anni 70.

Un capolavoro di doppio senso anni 70.

La linguetta che ti lecca aggiustandoti il pelo è la sintesi di tutte le cunillingus anni 70. Oggigiorno in effetti la frase è superata, ma per me che sono di scuola vecchia ha ancora un gran significato.

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