Rosso.

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Nell’aria che più tersa non si può.

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Ed ora del pesce.

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Acquario di Genova. Serata di beneficenza, cena con vista sulla vasca dei cetacei.  Invece ora ho una scritta attaccata al casco che recita “lubrificante anale” ma è una storia scema e banale, non vale la pena raccontarla. Basaluzzo con il nebbione questa mattina. Su Facebook una decina di commenti acidi di amici Dem su il neo eletto Donaldo, qualche endorsment VIP sul SI del referendum. Alcune foto ed immagini di Gatti, Miriam che legge sun Financial Time notizie terribili sull’Italia e mi chiama nel panico. Dolori articolari, senso di febbrina e non è neppure arrivato il freddo previsto per i prossimi giorni. La luce oggi intensa che entra dalle finestre in ufficio evidenzia quanto è lercia la tastiera del computer. Devo fare qualcosa, sembra abbia la forfora, i tasti sembrano unti.

Altro argomento strabanale.

spamUn ritaglio della mia posta. Spam e ancora spam. SDA mi informa per la milionesima volta che ho una spedizione in corso, devo aprire la bolla di trasporto. Altri mi dicono che hanno informazioni per me, cose interessanti da leggere. Ordini da evadere.

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Ecco li.

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Mai Più Pompelmo.

Cena da amici, una trentina di persone. Sulla scrivania in soggiorno il grosso schermo di un computer tenuto acceso per poter diffondere la musica. Un amico mi fa da palo ed io vado su youporn e cerco nella sezione orgy, becco il primo filmato e quando questo parte, lo metto a schermo intero. Mi siedo sul divano tra altre persone. Il filmato inizia con una intervista ad una tipa vestita normalmente in una mansarda spaziosa, arredata con molto gusto. Potrebbe sembrare un programma televisivo come tanti, intanto gli amici nel soggiorno chiacchierano e non ci fanno caso, non colgono quanto si dice nel filmato, si sente solo la musica. Dopo qualche minuto di intervista, arrivano due signori, anch’essi vestiti in modo molto sobrio. Potrebbero essere l’architetto che ha arredato l’appartamento ed un esperto di lampade cinesi. Se non fosse che dopo un altro minuto, i due si sbottonano le rispettive cerniere e sfoderano due arnesi enormi. La ragazza, in men che non si dica, si ritrova seminuda in ginocchio mentre fa un lavoretto a mano ad uno, mentre per l’altro usa la bocca. Finalmente uno nel soggiorno si accorge che c’è qualcosa di quantomeno singolare in corso sul monitor. Sgomita un amico vicino e gli indica lo schermo dove intanto la tipa prosegue le operazioni. Momento di incertezza, uno si alza e dice “E’ meglio che vada a chiamare Arturo” (il padrone di casa, nome inventato). Quando Arturo arriva fa una faccia che vale la serata. Mormora qualcosa a proposito dei figli ed interrompe la programmazione. Io ho le convulsioni. Abbandono la sala cinematografica in preda alle lacrime. Poi quando ho ripreso fiato ho spiegato al padrone di casa che non deve aspettare i figli sveglio per castrarli, perchè sono stato io a mettere su l’interessante filmato. Da quel momento ogni volta che mi avvicino al computer, giustamente arriva allarmato.

Ma non deve preoccuparsi; sono talmente sovreccitato che intanto tengo una conferenza sulle potenzialità dei cervelli dei bambini. Ho letto un articolo al riguardo qualche mese fa e lo riporto tale e quale ottenendo ampi consensi. Poi parlo di altri argomenti di natura diversa, di Trump e non so cos’altro insomma, se qualcuno mi conosce bene, vedendomi in queste anomale condizioni potrebbe pensare che abbia sniffato cocaina.

Invece è il pompelmo; a dispetto delle innumerevoli qualità dietetiche, anti radicali, anti aging, anti rughe e chissà cos’altro, il mio psichiatra mi disse diversi anni fa che con gli antidepressivi che prendo non avrei mai dovuto bere pompelmo. Fu avaro di dettagli, ma insomma mi fece intendere che il pompelmo e solo lui, contiene una sostanza che interagisce con la fluoxetina cloridrato e combina non so quali effetti. Non sono affatto un consumatore di pompelmo, e dunque non credo di averne mai bevuto negli ultimi 25 anni anche perchè mi ricordavo di questo divieto. Ma questa sera c’era un ottimo cocktail a base di prosecco, gin, succo di mela, cassis e pompelmo. Ho pensato “e che cazzo, cosa vuoi che faccia” e ne ho bevuto 4 bicchieri. Inizialmente mi girava un poco la testa, poi invece ho iniziato a parlare ed ho parlato, in una sera, quanto normalmente parlo in una settimana. Oltre ad aver alterato le programmazioni del computer dei padroni di casa.

Per concludere la serata, dalle ore 12 alle ore 1:30 ho discusso animatamente sul referendum con un amico che è di segno opposto al mio. Sono abbastanza agnostico sul SI e sul NO ed in condizioni normali, discuterne non mi verrebbe neppure in mente ed anzi mi evocherebbe uno STICAZZI grande come una casa. Siamo usciti dalla casa degli amici, ho continuato a discutere in ascensore. Siamo usciti dal portone ed ho continuato a blaterare sul marciapiede sostenendo tesi quanto meno discutibili fino a quando sua moglie ha dato l’impressione che mi avrebbe strozzato se non avessi smesso. Miriam assisteva ammutolita e stordita, forse precoccupata. Dunque ci siamo salutati altrimenti saremmo venuti alle mani e poi siamo venuti a casa.

Miriam adesso sta dormendo. Sono le ore 3 del mattino ed invece io sono sveglio al punto da scrivere queste cazzate.

Dunque, lezione numero 1 sul pompelmo: MAI bere pompelmo.

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Dal Righi

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Il sensore della webcam da i numeri in certe circostanze di luce. Qui si nota appena un alone strano intorno alle foglie degli alberi, però tutto sommato la foto è gradevole.

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A tappo.

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Finalmente la Pozzanghera è piena ed anzi il troppo-pieno troppo-piena ossia se le carpe non stanno attente potrebbero ritrovarsi nella roggia e di li nel Lemme.

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Per fortuna niente eccessi, qualche rischio c’è stato, sarebbero stati sufficienti due gradi di differenza nella direzione del vento e succedeva come già due volte negli ultimi 5 anni. Stavolta è toccato al Cuneese, spero che ne escano in fretta.

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Sembra Domenica.

Ma è solo un giovedì di allerta rossa, le scuole sono chiuse e tutti gli assembramenti di persone previsti per oggi, credo siano annullati dunque c’è pochissimo traffico. Mentre la Protezione Civile del ponente ligure e del basso Piemonte affronta in queste ore il Tanaro ed il Bormida che sono già esondati in diversi punti, quella genovese è in attesa che il fronte risalga inesorabilmente il Tirreno e colpisca Genova. Miriam è il nodo di tutte le ansie. Mi ha telefonato in ufficio diverse volte ed ogni tanto mi manda un messaggio che suona come “ma la protezione civile quando arriva ?” che è un quesito privo di senso. Anche nel ristorante sotto l’ufficio dove sono andato per pranzo il cameriere mi ha detto che ero uno dei pochi clienti, e che lui ha posteggiato la moto in un posto sopraelevato. Ora che ci penso, il mio motorino è nel punto più basso di tutta la Val Bisagno (Piazza Paolo da Novi) ma sono convinto che il Bisagno questa volta non esonderà.

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24 Novembre 2016

Ricapitoliamo: sono le 12 mezzogiorno ed ha appena iniziato a piovere un po’ più intensamente. Miriam è tappata in casa in uno stato di semi-panico perchè teme che casa nostra possa scivolare dalla collina del Righi fino al mare, facendo salire di coefficente di classe e dunque pagare più IMU, che una volta si chiamava ICI. E’ noto che le case sul mare sono considerate più lussuose. C’è molto vento da sud e fa caldo, perchè è un vento che arriva grosso modo dall’Islanda, ma poi è sceso fino a lambire l’Africa dove si è scaldato per bene ed ora risale verso la Liguria attraversano il Mediterraneo che lo ha saturato di umidità. Sono i cosidetti “scambi meridiani” che in autunno sono la regola del clima da queste parti. Ostento il mio linguaggio forbito meteorologico facendo credere ai polli che sono un esperto. Io glielo dico sempre – alla Miriam – che preferisco 100 mm di neve equivalente, piuttosto che 100 mm di pioggia, se questa cade in mezz’ora. Ma le no, testarda, preferisce la pioggia.

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Banalità stagionali.

Sicuramente ho scritto qualcosa di simile un anno fa. Un breve riepilogo, se tra un anno dovessi essere rincoglionito, andrò a leggere cosa pensavo de: l’AUTUNNO.

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Anche questa immagine è un must novembrino. E come sempre in questo periodo, devo sperticarmi nel significare la sottile gioia che provo, dopo una pioggia abbondante, quando passo in un bosco. I tronchi ed i rami fradici degli alberi infatti sono diventati molto scuri, mentre le foglie risplendono dei propri colori che variano dal giallo ocra al marrone galuscio. Al suolo le foglie si mischiano con la nuova erba smeraldina, nata dopo il maledetto seccume estivo. Da zero a 10 questa foto è 3, ma siamo a Basaluzzo Alessandria, mica a Chicoutimi Quebec.

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Questa mattina in autostrada con la pioggia c’era il bosco come sopra descritto, banchi di nebbia immobili posati a caso come fosse cotone. (volevo dire bambagia ma non ne ho mai vista dal vivo)

Anche posti non proprio patrimonio UNESCO oggi avevano un fascino ed un calore particolare. Mereta, Pietrabissara, Libarna erano più belle del solito. Se a Mereta non avessero costruito l’autostrada sarebbe ancora oggi un grazioso paesetto. A Pietrabissara, vista la posizione, possono sempre impedire ai Tedeschi ed agli Austro-ungarici di passare, bloccando completamente la valle Scrivia. Così sanno di essere importanti, l’ultimo baluardo contro le truppe barbariche.

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Queste sono le rose pelose, o selvatiche, tipo canine, o rugose. Hanno molti nomi e tra i fautori delle diverse definizioni ci sono stati molti litigi e sono anche venuti alle mani in occasione di alcuni convegni.

 

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100 e continua.

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Ancora 4 centimetri e la Pozzanghera esonda dallo scolmatore. Probabilmente avverrà giovedì, ossia dopodomani, perchè pare arrivi una ulteriore, robusta dose di acqua. Nessun danno ed in pratica nessun fenomeno di erosione a carico degli argini appena rimpasciuti. A parte il termine rimpasciuto che non so neppure se esiste, il tono è quello della diga di Assuan, ma faccio sempre riferimento alla Pozzanghera Fangosa Menada di Basaluzzo, oggi più fangosa della media, che è di dimensioni simili alle pozzanghere che si formano sul marciapiede che costeggia Piazza Verdi lato mare, a Genova.

Privacy un cazzo. Ho scoperto che quando chiamo dal numero di casa di Basaluzzo, sul telefono dell’utente chiamato compare il “numero riservato”. Stante che detesto questa funzione e non rispondo ai numeri riservati, ho chiamato il 187. Ho fatto ripristinare il mio numero che ora dovrebbe comparire nuovamente, ed ho scoperto che se voglio fare una telefonata anonima, devo comporre prima del numero *67# e chi chiamo non leggerà il mio numero.

Mi pare una sonora stronzata.

Perchè mai io dovrei desiderare di mantenere l’anonimato quando chiamo qualcuno al telefono ? Perchè lo voglio minacciare, insultare, o gli desidero raccontare che gli trombo la moglie o la figlia minorenne ? Ho visto che non emette regolare fattura e lo voglio denunciare mantenendo l’anonimato ? O forse la fattura c’è ma lui mi sta sui coglioni e voglio fargli arrivare la GDF a casa ? L’annonaria, l’ASL ?

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Da quando ho sostituito il PC, ho un nuovo editor di immagini che invece di migliorare una foto brutta, la rende ancora più brutta. Soprattutto la funzione che rende più nitida una foto dopo averne ridotto la dimensione, fa sembrare la foto una cartolina anni 60.

Comunque la base è quella di un fotografo modesto, e non c’è funzione che può migliorare questo difetto di partenza.

 

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Scusa.

Se pubblico in queste pagine da vergogna una tua foto risalente agli anni 60. Ma ogni tanto una foto dei miei genitori riemerge dal passato remoto. Questa immagine spunta dal nulla e per caso proprio nell’anniversario della sua morte. Qui sei stata colta senza preavviso,  probabilmente eri assorta in qualche pensiero lontano senza badare al fotografo o alle amiche.

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Con il motivo di quel vestito, oggi fanno i test per vedere se uno ha difetti di vista legati ad un problema neuronale. Moda anni 60. Putroppo io non ti ricordo così, ai tempi di questa foto non so neppure se ero già nato. E’ un vero peccato, ti ricordo soprattutto come eri negli ultimi anni. Triste per colpa di una serie di vecchie e nuove, brutte questioni famigliari che non hai mai superato del tutto. Triste – temo – in parte perchè era chiaro che non ti avrei dato un nipote. Vabbè dai, ne avevi altri. Infine ti ricordo malata, e ti ricordo  nel momento in cui la tua sofferenza si è conclusa, perchè questo è il ciclo biologico che ci riguarda. Sono passati esattamente 14 anni; santo cielo, è per me un periodo di lunghezza indefinibile. Ecco, sto scivolando nella banalità, potrei inanellare una serie di frasi fatte da Bacio Perugina, biscotto della fortuna, calendario di frate indovino. Comunque la foto è bella, e lo era anche mia madre.

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