Avvoltoio 1.0

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E’ inutile sostenere che il pennuto sul moletto sia Gastone. E’ un Avvoltoio Cinereo di Basaluzzo, specie protetta che nidifica anche a Francavilla Bisio, Capriata D’Orba, Tassarolo.

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Potrebbe essere l’avvoltoio di prima dopo un passaggio in lavatrice con il ciclo “cotone” ? O è la Garzetta. Anche questa ha il collo incassato. Probabilmente entrambi vanno sotto il molo per mangiare gli avanotti di carpe e danno delle testate quando escono dall’acqua. Mi sembra la spiegazione più plausibile.

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Instagram.

Ho finalmente capito a che cazzo serve. Serve per pubblicare delle foto sperando che un sacco di gente le veda e ne  rimanga impressionata. Molte volte però mi sembra di poter dire che il soggetto fa venir voglia di dire “e sticazzi !” nel senso che sono cose private che possono interessare 1-2 persone forse e se ubriachi. Il resto del pianeta se ne frega delle tue foto.

Come questa, che io sappia può interessare a non più due persone, forse meno,  in modo molto blando, quasi omeopatico, nel senso che il Give a Fuck O Meter si muoverebbe appena, non zero ma quasi. Questo blog è il mio Instagram personale perchè non serve a nessuno, serve solo a me e lo ammetto senza falsi pudori.

Questo gatto è Pablo; sono stato nella casa in collina ex sede delle Righicam e dopo un po’ che ero li, è arrivato a scambiare coccole. Sta bene, ha segni di collutazione sparsi ma perchè è un cazzo di gatto e fa a botte con altri gattacci, ma ha il pelo morbito e profumato.

Questo invece è lo scontrino fiscale che qualche giorno fa mi ha rilasciato il titolare di un ristorante pizzeria dove sono andato a pranzo con Miriam ed un amico. Il titolare, qualche anno addietro, era un mio vicino di banco di scuola, uno del gruppo di cazzari di cui facevo parte. Non so se ho mai annotato la quantità di stronzate che ci avevano valso il 7 di condotta ed un richiamo dei genitori. Allora i genitori si incazzavano con i figli se venivano chiamati dai professori, ma eravamo talmente stupidi che durante i colloqui gli insegnanti non potevano scendere nel dettaglio di cosa facevamo. Tipo, il BOB. Il BOB consisteva nel mettere le mani sopra le spalle del compagno di fronte, tutta una colonna dal primo banco all’ultimo. Il primo si inclinava di colpo verso un lato e tutti quelli dietro lo imitavano, saltellando istericamente sulla propria sedia, come nel BOB a quattro, o cinque, o sei, facendo tutti un rumore sommesso da BOB che è irriproducibile per scritto. Dopo essere stati piegati per un secondo, tutti dritti e poi seguiva la curva a destra, dunque tutti piegati a contrastare la forza centrifuga, a destra. La discesa non durava più di due o al massimo tre curve, venivamo cacciati molto in anticipo rispetto della fine del percorso di gara. Alla prima occasione mi metto ad elencare il repertorio. Forse l’ho gia fatto, non ricordo e dunque non ha importanza.

Ah, il disegnino del cazzo era una costante sui diari e sui quaderni di tutti, soprattutto delle ragazze. Carte di identità, patenti, nulla sfuggiva alla logica del cazzetto.

Dimenticavo il dito.

Segno questa data perchè da buon cinquantasettenne sono andato a farmi vedere la prostata e le balle. Le balle vengono tastate mentre si deve tossire. Mi sono sempre chiesto a cosa serve dare un colpo di tosse se l’esame non riguarda i polmoni. Le balle sono estremamente lontane dai polmoni, in mezzo c’è un intero apparato digerente, se l’urologo mi spinge un dito tra la gamba e la balla, quest’ultima me la spreme come si spreme un limone ed intanto mi dice di tossire cosa fa, sente le vibrazioni ?

OUCH !!

Invece capisco esattamente perchè la prostata si deve sentire mettendoti un dito nel sedere. Perchè poi il medico schiaccia la prostata da dentro sentendone la consistenza. Nel mio caso non ho provato alcun tipo di emozione appagante. Mi ha fatto male e basta. Per fortuna l’ispezione dura una manciata di secondi e l’espressione della faccia fa appena in tempo a cambiare, subito la cosa finisce. L’espressione credo consista nello sbarrare gli occhi come se, appunto, qualcosa ti si infilasse inaspettatamente nel culo. Avrei voluto vedermi in uno specchio, solo la faccia però. Non riesco ad immaginare nulla di più disgustoso di vedermi mentre mi ispezionano la prostata. Segnalo che l’uso del gel lubrificante da quelle parti ha ridotto l’attrito tra le chiappe, tornando a casa ho aumentato l’efficenza di deambulazione di un buon 5%, riducendo parimenti i consumi e l’usura delle parti.

Concludo con una foto di gabbiano in volo. Sono salito sul tetto ed i gabbiani del tetto a fianco si sono innervositi ed hanno chiamato i parenti. Hanno tutti iniziato a svolazzarmi intorno e sono riuscito a fare alcune foto di cui questa è l’unica che ha inquadrato un gabbiano in volo. Una delle più brutte foto di gabbiani da sempre.

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Gabbiani.

Sul tetto di una casa vicina sono nati 2 piccoli di gabbiano. Uno dei due genitori staziona sempre in quella posizione. A volte arrivano altri gabbiani, forse sono parenti o amici. Noto anche che la mattina prima dell’alba i grandi diventano particolarmente loquaci, ossia gridano abbastanza e fanno quei versi caratteristici che si sentono ogni 30 secondi nei film girati in località marine, anche se di gabbiani non se ne vede neppure uno. Questo è quanto so della vita riproduttiva e sociale dei pennuti. Credo che abbiano una complessa vita di gruppo, si difendono tra di loro ed il gruppo difende tutti i piccoli della comunità.

Mentre la madre si è voltata verso di me e mi fissa, i piccoli non sono ancora abituati a vedere con due occhi ed allora mi guardano solo con uno. Con quello dalla parte opposta non mi vedono e non riescono a spiegarsi la cosa. Ho inventato, secondo me si facevano una corba di belini loro e non mi hanno neppure visto.

Il peccato originale.

Sono stato ad un battesimo ed ho risentito parlare, dopo tanto tempo, del peccato originale. Quand’ero bambino la cosa mi era sembrata plausibile. Oggi, a pensarci meglio, mi sembra che sia come l’ufficio delle entrate che ti fa un accertamento ancor prima di aver verificato la violazione, presumendo che comunque hai fatto qualcosa di sbagliato. Ti sanziona e dopo tocca a te dimostrare che non hai colpe. Alla fine, esasperato, patteggi l’importo della sanzione perchè sai che contro i potenti non puoi vincere, dunque ti conviene ammettere di aver peccato anche se sai che non è vero. Nemmeno cani e gatti nascono nel peccato, vengono si partoriti nel dolore come tutti, ma poi se sono fortunati non se la passano male e non devono chiedere scusa per cose che non hanno commesso.

Tre millimetri a Basaluzzo. Grazie, sono bene accetti e mi spiace per chi fa vino che invece di pioggia non ne vuole proprio sentire parlare. La pioggia, seppur non abbondante, inumidisce lo strato di terreno superiore aumentando la vita dell’umidità più in profondità dove ci sono le radici degli alberi. Anche questa me la sono inventata di sana pianta, comunque almeno all’erba fa bene.

Brutto episodio di lentezza di riflessi.

Immagine pescata da Internet. Devo fare una foto al mio. è uguale ma ha il roll-bar per venire incontro alla mia guida particolarmente sportiva.

L’altro ieri, tagliando l’erba del pratone con il trattore del 1963, ho visto una cosa bianca grossa e ci sono passato sopra con la trincia, facendo così a pezzi una bellissima loffa, fungo di una bontà strepitosa, ben più raro dei porcini. Mi sono dato del cretino perchè mentre le ruote anteriori del trattore passavano lasciandolo nel mezzo, sono schizzato in piedi sulla pedana, ho immediatamente capito cos’era ma ho reagito con una prontezza di riflessi annebbiata. Avrei potuto fermare il trattore, scendere e raccoglierlo. Invece l’ho fissato bovino mentre una buona parte dei neuroni che avrebbero potuto intervenire sono stati immobili a farsi mangiare il belino dalle mosche e così il fungo è andato in briciole. I am very disappointed.

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Le LAMMA ed il solito buco.

Speravo in un po’ di pioggia, le LAMMA vedono il solito buco e così sia. Qualche incertezza resta ed il modellame ha qualche pluralità di previsione, magari due gocce si fanno vedere. Poi pare che arrivi una botta di caldo, insomma inizio a penare.

Meno male che ho sempre qualche nota incoraggiante via e-mail. Mentre da una parte ci sono le lettere di ragazze che vogliono solo affetto vero, metter su una famiglia, crescere dei figli e vivere nel castello incantato, INVECE al fondo scala lato trucido, questa va subito al sodo. Nessun nome esotico, nessuna promessa di amicizia, solo un link che chissà dove va a finire. Bitnow.net credo sia un sito che vende i Bitcoin, moneta futura di scambio che forse già prevede il pagamento di prestazioni di carattere sessuale. Una marchetta costa 5 Bitcoin, qualcosa del genere.

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La vita di Gastone scorre tra mille insidie ma qui non viene disturbato dai Bicoin.

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Venerdì di pulizie.

Intanto vorrei dire che ho voglia di prendere la sega a motore e fare a pezzi il laptop sul quale sto scrivendo, si pianta in continuazione ed è lento come se avesse 3 byte di ram di memoria. Non ricordo se l’ho acquistato da Unitronic o Bennet e farei a pezzi anche il loro reparto informatico.

Detto ciò, oggi grandi pulizie di Maggio. Ho tagliato l’erba nel pratone dietro la Pozzanghera. Ho impiegato 4 ore e verso la fine ho perso un bullone ed ho rischiato di perdere la trincia per strada. Vuol dire non solo lasciare l’attezzo nel mezzo del prato, ma strappare i comandi idraulici, divelgere la presa di forza, piegare 4 braccetti. Mi è andata bene, me ne sono accorto ed ho fatto un tappullo di cui sono molto orgoglioso che mi ha permesso di terminare il lavoro. Mi sento “due mani sprecate nei tappulli in campo agricolo“.

Nel frattempo le truppe di assalto rumene dotate di un decespugliatore a filo modello invasione della Polonia hanno pulito parte del bosco.

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Poi ho estirpato tutti gli alberelli, pioppi soprattutto, che crescevano sulle rive della Pozzanghera. Mi è dispiaciuto, ma devo scegliere; o salvaguardo la pozzanghera o consento agli  alberi che attingono direttamente alla medesima di crescere indisturbati e potenzialmente mettere a repentaglio la tenuta e dunque la riserva di acqua.

 

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Un attimo di sobrietà evoluzionistica.

Oggi osservavo rapito la mia valvola mitralica, o qualcosa di simile, che più o meno una volta al secondo si apre e si chiude. In questa foto credo sia quel lembo bianco che sembra uno sportello che appoggia male su un battente. In realtà chiude abbastanza bene, almeno per la mia età. Ogni anno, da qualche anno,  vado a fare questo esame. Sento pareri discordanti, a seconda del medico cambia il referto; durante gli anni dispari mi dicono di stare tranquillo, durante gli anni pari invece mi suggeriscono di essere precoccupato. Non so se ho capito bene cosa c’è di dilatato, non credo risponderei esaurientemente all’esame di anatomia, ma siamo al limite dei valori decorosi e normali.  Nel 2018, anno pari,  mi si dice anche che dovrei fare un ulteriore esame, abbassare il colesterolo, fare movimento, non mangiare formaggio, prendere delle medicine, non fare sforzi (impossibile, senza sforzo non cago).

Piuttosto, il motivo del mio stupore è che mentre fissavo il monitor sul quale veniva trasmesso il mio cuore in azione, mi è saltata al naso una considerazione scemissima. Quel meccanismo perfetto di materiale organico che si apre e si chiude mosso da non so quanti minuscoli muscoletti, viene fuori dall’evoluzione di un organismo monocellulare che nuotava nel mare. E quella valvoletta è arrivata a furia di tentativi, di errori, di animali morti perchè l’errore nella maggioranza dei casi era fatale. Allora capisco chi ritiene che ci debba essere un tipo barbuto e molto in gamba che ha preso del fango e dei sassolini e ha creato l’uomo. E che se mi masturbo finisco all’inferno, devo solo aspettare che l’aneurisma si apra e ZAC, mi ritrovo in qualche girone dei maniaci delle webcam panoramiche o dei forzati delle Pozzanghere Fangose.

Insomma, farò anche quest’altro esame. Non credo comporti la profanazione del mio tratto digerente, operazione alla quale sono aduso. Se non ho capito male, prima mi mettono in vena un liquido colorato al sapore di vaniglia, credo anche radioattivo. Poi quando brillo di luce propria come se fossi uno smartphone, ricevo Capodistria e parlo in Mandarino, mi cacciano nel tubo della TAC con l’aria condizionata al massimo. L’operatore della TAC nel frattempo riceve una telefonata dalla fidanzata che gli dice che è incinta, ma non di lui. Scoppia una discussione, lui si dimentica di me, sbatte la porta e se ne va al bar a bere con gli amici. Il ciclo va avanti per qualche ora e quando si ricordano di me e mi tolgono dal tubo, vedo attraverso i vestiti e faccio lievitare i conigli.

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Il Sistema è Instabile

Per far ripartire la webcam di Brignole ho spento e riacceso il router. Il router talvolta si pianta e non dialoga con la rete, è sempre capitato ed io lo so bene. Grazie a questa sofisticata manovra, ossia agendo sul pulsante di alimentazione, il più delle volte tutto torna in ordine. Ma se il router era piantato, perchè la webcam mi cancellava le immagini sul server ? Non ne ho la più pallida idea. Potrei andare su qualche chat di smanettoni per chiedere come ciò sia possibile, ma finirei per avere risposte troppo complesse o del tipo “ti stai sbagliando e non capisci un cazzo” e mi offenderei. In più c’era un errore di programma per cui non si vedevano le foto delle 24 ore, ma era colpa mia e della intermittente attività neuronale che ormai fa parte di me.

Però mentre ero intento a fare le mie cosine con la webcam di Brignole, mi sono accorto che le foto di Basaluzzo 3 e New York erano assenti, stesso errore di Brignole. Poi sono ricomparse con il successivo aggiornamento. Insomma, non va mica bene. C’è qualcosa di insidioso che sta circolando tra me, i miei computer e le mie webcam. Potrebbero essere onde solari gamma, oppure io sto diventando sempre più incapace di gestire le mie webcam. Tengo tutto sotto osservazione.

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Cose serie: la Pozzanghera.

Oggi ho tolto un po’ di mucillaggine che stava diventando molto invadente. Ne dovrò togliere sicuramente altra, è la stagione in cui le alghe fioriscono. Ho notato la presenza di cose grighe marroncine a grappolo che sembrano semini, probabilmente è qualche mutazione genetica e presto usciranno dalla Pozzanghera per nutrirsi di carne umana.

E poi… AVANOTTI ! Tanti, minuscoli che si nascondono sotto la mucillaggine verde. Per il terzo anno, o forse il quarto, la Pozzanghera diventa un vivaio di carpe. Poi nei prossimi mesi moriranno tutte divorate da serpenti ed aironi. O investite da un trattore.

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ENAV

Ovvero, il sindacato a comando. Lungi da me commentare, tutti i voli da Monaco per l’Italia sono cancellati. Però tra la nostra agenzia e la lufhansa ci hanno sistemato su un volo che partirà questa sera tardi ed ora siamo vaganti nell’aeroporto. Il terminal contiene diverse opportunità alimentari ad alto contenuto di calorie, il mio ciclo alimentare da jet lag mi consente di mangiare di tutto, come se fosse prima colazione, pranzo, cena e spuntino tutto insieme. Un bel wurstel affumicato seguito da 3 vasetti di crema pasticcera e poi una scodella di zuppa di carote e Ginger. Miriam è sparita da un po’ e temo si sia addormentata in bagno. Pare sia stato un volo turbolento, io ero drogato di Stilnox  e dunque non ho sentito nulla, ma gli altri hanno avuto problemi per dormire.

Nel frattempo la webcam del lido si è rimessa a funzionare. Non ho idea di cosa abbia causato l’interruzione. La mia diagnostica rudimentale di base non ci arriva. Insisto con la tempesta solare e l’interesse dei poteri forti nel mio delicato equilibrio mentale.

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Credo che in questa foto ci sia Gastone. O un cigno, un grosso pennuto. Sono sempre in aeroporto a Monaco, ho dormito ed ora ho trovato la app cegastone 1.0 che mi segnalava questa foto.

Aggiornamento tardo pomeridiano. Siamo a metà delle 10 ore che in totale passeremo in aeroporto. Ogni tanto mi alzo e mi riempo un piattino con un composto di Quinoa, verdure colorate e scaglie di parmigiano, il tutto condito con una salsina in agrodolce accattivante ma che non supererebbe i test di sicurezza in dogana. Gli altri passeggeri mangiano patate bollite con una senape mista grasso di balena ed una specie di prodotto a base di maiale macinato e rimesso in forma cilindrica con l’aggiunta di altri prodotti floculanti.

Miriam per non perdere contatto con la sua ansia, sfoglia Google cercando informazioni sui tipi di cancro che si contraggono negli aeroporti. A me capita una notizia sulla politica genovese e mi viene un fumasso di rabbia. Il mondo occidentale, pur con tutti i suoi problemi, guarda in avanti. Noi con tutti i nostri problemi ci diamo bastonate sulle palle a litigare su eventi accaduti 80 anni fa. Moriremo tutti comunque, ma noi a Genova moriremo anche avviliti, incazzati mentre litighiamo su chi teneva per gli Oriazi e chi per i Curiazi. Non devo assolutamente essere esposto a questa merda cittadina da quattro soldi o perdo il buon umore.

 

Aggiornamento quasi serale.

Finalmente è comparso il volo atteso. Quando compare lo fa in basso a destra nel tabellone a due colonne, da lì deve risalire la classifica, ci vorrà almeno un’ora prima di arrivare nelle zone alte della colonna di destra.

Alle ore 22:15 siamo in quattro aerei a decollare contemporaneamente. In genere in questi casi i piloti cercano di arrivare sulla pista di decollo per primi commettendo scorrettezze terribili. Spesso litigano per la precedenza, scendono sulla pista e si spintonano e insultano.

Nel frattempo i miei capelli stanno cambiando aspetto. Da vaporosi prima di arrivare in aeroporto a Newark, diventano prima vagamente appesantiti, poi decisamente unticci e con il passare delle ore assumono una conformazione da calotta lucida che sembra sia passato sotto un temporale prima, e poi come se avessi infilato l’intera testa in un fusto di grasso di pollo. Anche l’odore è sempre peggio. E un processo naturale ma fino ad ora non ho ancora trovato modo di commercializzare la cosa. Tipo, ungere gli ingranaggi di una macchina agricola, oliare lo scalmo di una nave prima del varo. Andrò su Linkedin per vedere le possibilità.

Fine giornata. Sono arrivato a casa. Sull’aereo da Monaco per Genova molti turisti stranieri. Il viaggio sull’autobus dall’aereo al terminal è così fatto: cinque minuti a fianco dell’aeromobile per stipare tutti i passeggeri sull’autobus, seguiti da 30 secondi scarsi per arrivare a destinazione. Quando l’autobus si ferma e le porte si aprono, un istante di incredulità e poi molte risate. Benvenuti a Genova, Italia. Ma è davvero necessaria questa gita, o non sarebbe meglio fare a piedi quei pochi metri, soprattutto se non piove e l’aria è tiepida ?

 

 

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Ma.che.cazzo.

 

Ora basta, cazzo.

La webcam del lido si è fermata qualche ora fa. Però la linea ADSL c’è e dunque è un problema di webcam. Riepilogo delle disfunzioni delle ultime settimane.

  1. Si è guastata la Righicam Levante.
  2. Si è guastata la Righicam Centro.
  3. Si è guastata la Basacam 2.
  4. Si è fermata la Brignolecam.*
  5. Si è fermata la Lidocam.*

* Da notare che su queste ultime due devono essere ancora eseguiti i necessari accertamenti tecnico-esoterici e gastro-duodenali.

Un complotto, ecco cos’è. Il Nuovo Ordine Mondiale ce l’ha con me e mi vuole disturbare, vuole minare la mia consapevolezza, vuole creare i presupposti per una crisi esistenziale, e naturalmente lo fa quando sono impotente, perchè non posso intervenire da remoto.

Segnalerò all’assistenza Mobitix che queste rotture mi suonano sospette, come la Apple che ha ammesso di far artatamente peggiorare le prestazioni degli smatphome per spaccare le palle ai clienti ed infine costringerli ad acquistare la versione nuova. Quella del Lido è la ex Righicam Levante tornata indietro riparata perchè in garanzia.

Questa mattina mi sono fatto il caffè alla francese in versione moderata, ossia un solo cucchiaio da minestra di caffè. Se ne metto due non dormo per due giorni, se ne metto tre cammino sui muri come un geco, con quattro mi trasformo in una pupilla dilatata ed emetto onde gamma per una settimana.

Sono stato in una chiesa per una Prima Comunione. L’ho scritto maiuscolo per non mancare di rispetto, ma veramente non so se sia necessario.

Nei paesi angliosassoni durante le messe si canta molto di più che nelle chiese italiane, ed è un bene. I canti qui in USA sono molto orecchiabili, sembrano delle colonne sonore di film fantasy o di storia o documentari sulla natura, sembrano composte da direttori di orchestra o comunque qualcuno che sa come si scrive della bella musica. Mentre in Italia sono delle nenie orrende che suonano male, con accordi rudimentali, sembrano scritte da qualcuno preso a caso che ignora i fondamentali di come si fanno gli accordi o come si compone anche solo il fischio di un treno, da dimenticare.

Anche questa volta mi sono dimenticato di portarmi in chiesa dei guanti da lattice per stringere la mano agli occasionali vicini di panca. Credo di averlo fatto una sola volta e la faccia di coloro ai quali stringi la mano vale un intero corso di catechismo. In realtà vorrei anche in qualche modo spalmarmi la mano di qualcosa di unto ed odoroso prima di dire “pace” e stringere con vigore la mano di un terrorizzato fedele.

Il piano prevederebbe di mettersi in una tasca del cappotto un sacchetto di plastica, meglio due, con all’interno della pasta di acciughe, ne basta molto poca. Al momento opportuno ci si infila il guanto da chirurgo, si apre il sacchetto di plastica in modo da non sporcare la tasca quando si infila e poi sfila la mano dalla stessa, e poi si da la mano a quante più persone possibili.

E per finire, alla vigilia del rientro nelle patrie sponde, un po’ di erotismo esotico con un pollice che involontariamente assomiglia a qualcosa di ben più fallico.

Ma non si sia tratti in inganno, si tratta proprio del pollice.

 

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Il tempo di Luglio.

Dicono che il clima in questi ultimi due giorni sia stato come lo è normalmente a Luglio. Oltre 30 gradi ufficiali ed umidissimo. Ufficiali, misurati nel mezzo di Central Park, ma basta allontanarsi di un blocco dal verde e 5 gradi si prendono come default, poi in certi angoli della strada dove il sole è particolarmente insistente la sensazione è di 40 gradi, oppure 50 se c’è anche puzza, oppure 60 se c’è puzza ed è appena passato un camion della spazzatura.

Di sera però il clima diventa più mite. La temperatura torna ad essere gradevole. Passeggiare è affascinante, in questa zona ci sono innumervoli ristoranti, sempre pieni, con i tavolini anche sui marciapiedi ed una atmosfera quasi di vacanza.

La foto qui a fianco ritrae un vecchio. Prima o poi dovevo diventare vecchio, ancora grazie che ci sono arrivato ad essere vecchio.

Ma qui ho un aspetto particolarmente vetusto, sarà anche la luce, la camicia da pensionato, il cappellino da bocciofila ed una espressione da vecchio scemo.

 

Miriam imvece prova a nascondersi in un sacchetto.

Due accenni alla saga del frigorifero.

C’è qualcosa che non va; il servizio di assistenza fa cagare, Dopo la terza visita di un tecnico in ritardo di ore sul previsto, totalmente incapace, abbiamo speso più soldi che se avessimo comperato un frigorifero nuovo. Però adesso forse funziona. Forse il latte smetterà di andare a male, gli yogurt di ribollire ed il formaggio di diventare verde dopo dieci minuti che è nel frigorifero.

Domattina comunque andiamo da Home Depot, una sorta di supermercato del fai-da-te che vende di tutto, e vediamo di capire quanto ci vuole per un frigorifero che funziona, nel caso questo ci abbandonasse di punto in bianco. Magari prendiamo anche un barbecue. Non sapremo cosa farcene, ma qui è fondamentale avere il barbecue in casa; se non ce l’hai ti senti figlio di un dio minore. Oppure potrei acquistare 50 metri quadrati di moquette, la mettiamo anche sul soffitto. Mi servireppe poi una confezione di 300 batterie stilo AAA. Prima di usarne metà, le altre cominciano a prendere vita iniziando a vomitare conglomerati giallognoli a chiazze bianche.

 

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In questa immagine si vede la finestra della camera dove siamo noi. Non è difficile individuarla. Basta cliccare sulla immagine ed attendere quella mezz’oretta che ci mette per scaricarsi. Poi, dopo che il computer s’è bloccato, dopo che il file della fotografia ha sovrascritto metà dei dati sensibili sul computer, manomesso la rubrica degli indirizzi e messo fuori uso l’ascensore, ebbene eccola li, con le tende mezze abbassate e l’adesivo “me ne frego delle biodinamica” che si vede sulla sinistra in basso.

INFINE. Siamo stati a visitare una mostra d’arte moderna. Il posto è molto bello, una vecchia caserma dei tempi della guerra di secessione tenuta come una reliquia. E fin qui, tutto bene. Il buffet (a pagamento) consisteva in ostriche, salmone e champagne, e già questo era inusuale. La mostra conteneva, sia in vendita che oppure in esposizione, opere di autori come Picasso, Mirò Gauguin, Sisley, Moore, Warhol che valevano da qualche centinaia di migliaia di dollari a diversi milioni.

Miriam, che nota queste cose, mi diceva che c’erano visitatrici con addosso decine di migliaia di dollari in borse, scarpe e vestiti. Per quanto mi riguarda, ciò che mi ha colpito più di tutto e che il posto era pieno di gnocca. Ma tanta davvero,  non avrei mai pensato che ad una mostra di arte ci potesse essere una tale concentrazione di patata.  Tanto che quando sono uscito sulla Park Avenue ho messo le mani e megafono, ho alzato la testa verso il cielo e dal profondo del cuore mi è uscito un liberatorio “ma quanta figa” a voce stentorea che non penso sia risuonato spesso da quelle parti. Miriam non era contenta della mia uscita.

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