FA

“FA” solo le prime due lettere della targa di una grossa autovettura nera guidata da un tizio che guida come un esagitato; non è la prima volta che lo noto. Ha tutti gli atteggiamenti del vero macho alla guida: stare a pochi centimetri dal paraurti di chi lo precede, saltare corsia per guadagnare un posto nel traffico, tagliare la strada, prodursi in accelerazioni brucianti e frenate, commettere infrazioni minori. Poi fatalmente con il motorino lo raggiungi al semaforo rosso, vuoi vederlo in faccia perchè sai che è una faccia da culo e lui sta scrivendo sul cellulare. Insomma, il percorso che comprende  Via Righetti, Via Gobetti, Largo Escrivà, Galleria Mameli e Via Barabino è per lui una prova di virilità. Vaf-FA-nculo.

Dopo anni di indecisioni, ho deciso di aumentare il livello di onde elettromagnetiche che mi trafiggono quando sono al computer in ufficio acquistando un mouse wireless. Appena installato era tanto sensibile che era impossibile centrare una icona o comunque indirizzare la freccia nella direzione voluta. Allora l’ho riconfigurato ma  andava così lento che per saltare un carattere dovevo percorrere l’intera scrivania due volte. Adesso funziona bene, credo.

Le chiavi di casa finiranno sempre nella tasca che contiene anche il telefono, in modo da rigare per bene lo schermo ed il vetro della macchina fotografica. Questa è una legge. Per quanto uno si sforzi di mettere le chiavi con il portafoglio, egli non ci riuscirà.

Ho letto di un servizio televisivo dove hanno intervistato gente che crede che la Terra sia piatta. Ah, perchè, c’è qualcuno ancora che crede sia tonda ?

 

 

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Anche questa settimana, si tromba.

Il Lunedì inizia con questo interessante invito, arrivato per email, con altra priorità. Lei si chiama Cinzia, anche se  l’oggetto della mail potrebbe essere una sua cara amica che si chiama Marlene. Il suo indirizzo sembrerebbe in Inghilterra, ma il sito dove dovrei cercare il suo contatto è russo. Costei è internazionale.

Il termine devoted usato nel testo è molto intenso, vuol dire devoto ma in una relazione sentimentale è qualcosa di più, qualcosa che le femministe oggi rifiutano perchè manifesta una sottomissione che andava bene 50 anni fa. C’era una canzonetta cantata nel film Grease, ove Olivia Niuton Giòn si riferiva a Giòn Travolta recitando “… hopelessly devoted to you”.  Una robetta sdolcinata dove lei asseriva che al solo pensiero di lui, lasciava una scia come una lumaca ai sensi, presumo, di una abbondante lubrificazione vaginale.

In questo caso la complessiva formulazione dell’invito non è chiara, ci sembrano essere alcune contraddizioni. Ossia la ragazza non vuole incontrarmi di persona perchè passa un sacco di tempo sui social networks. Vorrebbe, forse, che la nostra relazione si limitasse al pistolare, o epistolare. Curioso in fatto che ella utilizzi il termine “foxy knockout” per definire se stessa;  è abbastanza obsoleto e riferito ad una cultura molto marginale e di periferia. Dunque aggiunge che vuole sesso, virtuale però perchè ha già espresso la sua intenzione di mantenere il rapporto a livello di social network. E vorrebbe che io la apostrofassi con parole sporche. Fango, mi viene in mente per primo. Anche sacchetto dell’aspirapolvere. No, scherzo ovviamente; immagino che “cacciamelo nel culo” potrebbe andare bene, ma resta il problema che costei non mi vuole incontrare. Intuisco che forse dovrei chattare con lei garantendole che mentre la guardo ho una erezione. Poi vado sul sito e compro una batteria di fighe di gomma, frustini, manette pelose ed in più  mi iscrivo a qualche servizio a pagamento che mi manda una foto anal tutti i giorni.

In attesa di assumere una decisione in merito, ecco la foto del lido di questo pomeriggio tardi.

Questa immagine è cliccabile.

 

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Giornalismo – spazzatura meteo.

Neppure io riesco ad evitarlo, ma Miriam non cerca neppure di passare oltre, anzi ci sguazza. Le ho già bannato tramite Google News quel cretino patentato di Scemò ed il suo meteo schifoso, ma questo genere di informazione arrumentata si diffonde anche su quei siti border-line che invadono internet.

Miriam sa bene che io mi altero se mi comunica allarmata che sta per arrivare qualche catastrofe, letta su Google News quando cerca informazioni su qualche patologia mortale, soprattutto l’influenza Killer che puntualmente compare nei notiziari in questa stagione. Oppure l’omnipresente cancro. Periodicamente salta fuori uno studio di qualche università americana secondo cui si prende anche  mettendosi le dita nel naso o bevendo acqua troppo fredda o gassata, o calda, o tiepida.

Sul discorso malattie non metto naso, ma sul meteo devo reagire, che cazzo. Allora le rispondo promettendo epurazioni e pulizie e lei mi contesta il tentativo di interferenza con le sue insane preferenze di lettura.  Sono anni che andiamo avanti così.

 

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Bellissimo clima oggi.

Pioggia non forte ma insistente per quasi tutta la giornata, vento teso di tramontana e freddino.

Foto cliccabile

Anche questa.

Questo tipo di tempo meteorologico mi piace, soprattutto in questa stagione. Anzi, prevalentemente in questa stagione perchè è così che deve essere.  Oggi ho preso un po’ di freddo in moto, ma ci sta. A proposito; mi domandavo, quelle beline quadre che tengono il piede fuori dalle pedane, perchè oggi invece guidavano come si dovrebbe ? Perchè si bagnerebbero quei cazzo di piedi, la moda si ferma dove iniziano le patologie da raffreddamento. Quante volte ho già scritto questa robaccia da pochi soldi ? Moltissime. A Basaluzzo ci sono una carpa e Gastone che si aggirano fuori e dentro la Pozzanghera, tutto regolare.

E poi il tallone. Mi fa male, non tanto, ma talvolta è fastidioso insomma sono andato dal podologo che sul referto ha scritto:

Tallodinia plantare saltuaria. Alieo RPV trilout (con pramazione e valgo + accentreabo a dx esito leviare s.c. TTP) Aluice rigiolo tenziale (non MTT dl centriales)

Devo dotarmi di plantare. Ho una superscazzora brematurata e devo indossare un plantare altrimenti finirò per appoggiare il peso sulle adenoidi, questo è chiaro.

Nella descrizione ad uso del tipo che mi farà il plantare leggo, in ordine sparso:

  • Bagu Hilat
  • Centa tale
  • Enpola lucoliale bassa
  • E prdleuugabe + scancane

Che potrebbe corrispondere ad un plantare-tacco da 12 infilato nel culo per migliorare la mia postura, oggi pesantemente inficiata da un Sanacacca-neare.

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La stratigrafia

Ossia, cosa c’è sotto la Pozzanghera Fangosa M. La prima cosa che si incontra è uno strato di argilla spesso cinque metri, quello che impedisce all’acqua di sparire nel sottosuolo.

Man mano che si scende ci sono alternati strati di ghiaia ed altra argilla. Se fossi un geologo saprei, per ciascuno strato, quando e perchè si è formato. La ghiaia, vado a memoria, corrisponde a letti di fiumi ed alluvioni accadute centinaia di migliaia di anni fa, però non mi spiego l’argilla, forse portata li da altri fenomeni di piene o interventi di divinità cosmiche che non sapevano dove portarla e l’hanno cagata li perchè facevano prima.

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Rapallo

Un tramonto tigullino. Non si vede il disastro del porticciolo e della passeggiata di Rapallo, l’annientamento della strada per Portofino, il Covo di Nord Est azzerato, tutte le barche affondate. Il Ligure è tornato calmo e gradevole, pieno di acciughe, suppongo.

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Prima Brina.

Non è affatto un evento eccezionale, anzi è nella norma. Lo segnalo egualmente perchè con i tempi che corrono il rischio è di avere zanzare per 12 mesi all’anno. Sento già le lamentele di milioni di piemontesi e liguri che sostengono che fa un freddo eccezionale, polare, artico.

 

Ed invece il freddo in questa stagione è un’ottima cosa. I modelli intanto hanno ritrattato e tolto la neve per Martedì.

Se questo blog è attivo da 5 anni, questa è la sesta volta che scrivo queste cose, pari pari.

 

Ho incontrato una persona che conosco da diverso tempo anche se non ci frequentiamo regolarmente, con la quale è venuto fuori il discorso delle sequoie. Mi ha confessato di aver introdotto illegalmente in Italia una decina di Sequoie di Wellington dal Nord America, in un modo ben più fantasioso che il mio. Un appassionato; non lo sapevo. Tu conosci una persona con la quale parli a vanvera di politica, figa, sport, automobili ed altre cazzate e poi casualmente scopri di avere qualcosa in comune. Mi ha anche detto che c’è un vivaio che conduce una vita normale da vivaio ma che spaccia sequoie. Il titolare non dice nulla ma in gran segreto custodisce qualche esemplare che da solo a persone fidate. So dove si trova, un giorno mi metto una parrucca, baffi e barba posticcia. Arrivo guidando il furgone e leggendo il giornale con due buchi per non farmi notare. Mi riempo le guance di cotone per falsificare la voce e poi gli chiedo se ha delle sequoie. Vediamo come va a finire.

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Prima spolverata ?

Non ci credo. Nonostante alcuni modelli ne vedano intorno ai 5-7 centimetri nella notte tra lunedì e martedì, io sono scettico perchè è troppo estemporanea e determinata da un cuscinetto freddo troppo debole perchè la precipitazione nasca e soprattutto resti neve fino a toccare il suolo di Basaluzzo. Tra l’altro neppure ci spero, su molti alberi ci sono ancore tante foglie e la neve sulla foglia fa danni agli alberi e poi, secondo tradizione, quando nevica sulla foglia non nevica più per mesi.

Due princìpi fondamentali a memoria dei più disinformati:

  • Se una precipitazione nasce come pioggia, non può trasformarsi in neve, neppure se la temperatura al suolo è molto al di sotto dello zero. In questo caso si forma un gelicidio o grandine, a seconda delle condizioni.
  • Se una precipitazione nasce neve si può trasformare in graupeln, neve tonda. Oppure ovviamente pioggia, nevischio, neve mista a pioggia.
  • Chi sostiene il contrario sbaglia (AKA non capisce un cazzo)

Ed ora tre ulteriori inutilità.

Orribile foto del porticciolo con la Lanterna e la luna. Avessi avuto una macchina fotografica vera, la luna era spettacolare, ma così non si vede un accidenti.

Serata di beneficienza. I cinque ballerini, gruppo “I Discopatici” sono miei coetanei ex Baistrocchi. Per chi sa cosa tutto ciò vuol dire.

Basaluzzo. Non me ne ero ancora accorto, la bufera ha piegato un cedro piemontese. Adesso l’ho raddrizzato con un tutore, spero che non patisca la perdita di una parte di radici e che non si pieghi di nuovo.

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Passato di verdura

Le immagini notturne della basacam 2 mostrano un minestrone con diverse percentuali di carote, verza e spinaci.

Questa di sopra è l’immagine delle 2 del mattino. Spero non sia l’inizio della fine, come successe per la righicam 2 che andò in modalità pop-Andy Warhol per un paio di giorni e poi smise di funzionare.

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A dimora.

Il lungo viaggio delle tre piccole è terminato; da Fresno a Basaluzzo, ora sono nella loro nuova dimora. Il vivaio è supercertificato come libero da malattie che potrebbero infettare tutto il comprensorio e da li l’intero continente Eurasia. Sono passato casualmente attraverso Fresno questa estate in auto durante il mio girovagare. Questa notizia aggiunge una nota di colore cosmico e cabalistico alla intera vicenda.

Dopo aver valutato attentamente le opzioni, ho scoperto che di fronte a casa si è aperta una radura dopo che diversi alberelli sono caduti per la bufera di 10 giorni fa. Una volta in quel punto c’era un laghetto dove vivevano delle oche, il terreno è un po’ migliore rispetto a quello fetente della piana argillosa. Le ho messe a circa 4 metri l’una dall’altra, che è davvero poco per il tipo di albero, ma semmai dovessero attecchire, il problema della loro dimensione si porrà tra diverse decine di anni ed io non me ne dovrò preoccupare.

Qualche anno fa avevo acquistato uno strumento tanto specializzato quanto abbandonato in un mobiletto. E’ una specie di tronco di cono di metallo con impugnatura con il quale si scavano buchi nei quali si dovrebbero mettere i bulbi di tulipano.

Me lo ero dimenticato al Righi, lo avevo preso per mettere i tulipani nel cortile, non l’ho mai usato. E’ saltato fuori nel corso del trasloco di qualche mese fa, è finito a Basaluzzo ma di tulipani non ne ha ancora visti.

Altro elemento di combinazione catartica e cabala ornamentale. E’ venuto benissimo per scavare il buchetto dove ho messo le tre piantine. Un lavoro davvero professionale. Nel punto in cui sono, orientando accuratamente due getti dell’irrigazione del vicino praticello, le tre piccoline verranno annaffiate in automatico durante la stagione secca.

Adesso bisogna solo aspettare.

 

Ciascuna è protetta all’interno di un piccolo recinto che serve per cercare di tenere lontani i cinghiali, i caprioli, i conigli, le volpi i tassi e tutta quella serie di bestiacce che probabilmente proverebbe a mangiarle o a scalzarle dal terreno o urinarci sopra o rotolarci per il gusto di rompere le balle a me.

Ovviamente seguirò l’evoluzione da vicino, con frequenti rapporti laconici sullo stato di salute delle tre, con foto a ripetizione e commenti idioti. Ai masticoni relativi alla Pozzanghera si aggiunge dunque quello delle tre piantine californiane (una con ascendente giapponese).

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