Bene, ma non benissimo.

Premesso che questa è una frase di moda, come lo è “ma anche no” che però io non uso.

La notte è stata piccolina per me, o almeno lo sono state le ore di sonno. Ho male in bocca e non c’è modo di farlo passare prima di quando non deciderà di passare da solo. Criptico ? Durante le operazioni di estrazione del dente, il martello pneumatico accoppiato con il raggio fotonico hanno sfiorato il mio nervo mascellare sinistro. Che è stato bravo e tranquillo per i primi giorni dopo l’intervento. Però passata una settimana, improvvisamente ho iniziato a perdere sensibilità ad una parte della mia mandibola tra bocca ed denti e da qualche giorno mi fa anche male. Non sempre, è un dolore di intensità variabile che di giorno passa perlopiù inosservato, ma di sera aumenta e se provo a coricarmi, apriti cielo. Il dentista & maxillo facciale mi dice che purtroppo è normale, perchè al posto del dente si è formato un ematoma che nel giro di un anno si trasformerà in un sommergibile oppure in osso. Durante le prime settimane di riassetto ci sono pressioni e queste premono anche sul nervo che non capisce cosa stia succedendo ed allora per non avere problemi sindacali decide che da qualche parte mi deve fare male. E non servono anti infiammatori, analgesici, analcolici. Bisogna solo aspettare e sperare che lentamente un giorno dopo l’altro il dolore inizi a diminuire.

Ed avevo anche una roba benigna a forma di micro-cavolfiore che mi si è formata sulla gengiva ed è stata rimossa con un laser. Il medico e la sua assistente ridacchiavano beoti sottolineando che questo tipo di escrescenze si prendono perlopiù per trasmissione sessuale. Fellatio o Cunullingus. L’ho detto a Miriam ed era divertita ma mi ha fatto dormire nella vasca da bagno. Poi ho due granulomi, una otturazione vecchia da rifare, una caria nascosta, le gengive brematurate con lo scappellamento a destra.

A scopo curativo, devo passare più tempo possibile con la bocca piena di un gel al sapore di menta e prendere della vitamina B.

Leave a comment

Surf’s up.

Scirocco leggero ed un po’ di onda. Credo che i ragazzi qui si stiano divertendo. Quando avevo vent’anni, mio fratello costituì una joint venture alla quale fui invitato a partecipare. L’unico asset era un windsurf usato con il quale abbiamo entrambi provato ad impratichirci. Mi ricordo bene alcuni tentativi a San Michele di Pagana. Era già una discreta avventura fissare la tavola e la vela sul portapacchi senza perdere tutto per strada o danneggiare gravemente la vettura. Una volta messo il windsurf in acqua, scoprivo che salire sul windsurf è gia di per se non facile. Poi il difficile arriva quando si deve tirare su la vela che oppone una resistenza spaventosa. Non bisogna scivolare in mare o darsi la vela in testa o entrambe le cose. Quando, con estrema fatica, si riesce a stare in piedi reggendo la vela, in genere il vento è contrario ed il windsurf inizia ad andare indietro, che non va bene. Allora con dei colpi di reni e barcollando come ubriachi si cerca di girare la vela e la tavola per prendere il vento dalla parte giusta. Dopo tanto disagio per la incommensurabile goffaggine mostrata, la tavola sembra muoversi ed in effetti si percorrono alcuni metri, puntando senza speranza verso ostacoli come barche, bagnanti, scogli. Per fortuna, prima di speronare qualcuno o qualcosa, l’equilibrio viene definitivamente perso e si piomba in acqua. Ripetere fino a sfinimento. Tornare a casa. Vendere il windsurf.

Leave a comment

Varie del lunedì.

Il nuovo pozzo; potrei inventarmi una lunga dissertazione di algebra e statistica, medie e tendenze, tutto basato sul nulla, ma sticazzi. Sembra ci sia una lieve flessione della portata, ma ho bisogno di una serie più estesa per poter giungere a qualsiasi conclusione.

Altro Argomento. Ho chiesto al chirurgo milanese che mi ha tolto il dente se poteva farmi avere una copia del filmato del mio intervento, quello che ha girato con la webcam in testa e trasmesso in mondovisione ai suoi studenti. Mi ha risposto che se voglio me lo fa vedere ma non me lo consegna. Leggendo la risposta, un mio circuito neuronale anonimo ed involontario mi ha portato a livello cosciente le parole “che stronzo“. Probabilmente, senza neppure leggere, ho firmato qualche liberatoria o altra cagata con la quale ho autorizzato l’ospedale a filmarmi ma senza poter reclamare copia del filmato. Un po’ me lo aspettavo; chissà quali ragioni di privacy, copyright o timori che io possa usare la prova se qualcosa fosse andato storto. E vabbè, è un bravo medico, ha fatto un ottimo lavoro, ma un poco stronzo lo è.

Altro argomento, agricolo.

Questa è una libidine che da tempo rimugino e che forse solo ora ha trovato una propria definizione. Il prato stabile a nord della Pozzanghera Fangosa viene periodicamente tagliato. Quando inizia a crescere è bellissimo, adesso per esempio è pieno di fiori. Però quando arriva la stagione secca, inizia un deterioramento naturale, ingiallisce mentre si punteggia di piante selvatiche alte un metro che poi a loro volta seccano imprimendo al prato un aspetto da post guerra nucleare. Insomma è brutto.

Allo stesso tempo però il prato incolto offre rifugio a molti animaletti di vario tipo, e pur col proprio fascino post bellico, ha un suo perchè. Non ultimo, in genere inizia a popolarsi di alberelli, acace e querce specialmente, che se non toccate possono crescere e formare un bosco a dispetto dei caprioli.

Come conciliare la bruttezza del prato abbandonato con un suo inserimento in un contesto finto ma ben tenuto ?

Individuando un’area che verrà lasciata totalmente intoccata ma recintata in modo che la cosa risulti palesemente voluta, e dunque la sua apparentemente bruttezza sia evidenziata, quasi come ostentata. Perchè io sono intelligente, profondo, visionario, molto attraente, simpaticissimo.

Mi metto tra due querce del Central Park (la Q3 e la Q4), guardo lo spigolo EST di casa e cammino in quella direzione per 30 metri. In quel punto pianto un paletto nel terreno a cui è legata una corda lunga 18 metri. Tenendo la corda tesa e percorrendo un giro di 360 gradi, disegno un cerchio di 113 metri di circonferenza che comprende un’area di circa 1000 metri quadrati. Ogni due metri lungo la circonferenza pianto un paletto che diventerà una staccionata di legno. Da quel momento in poi, quella zona sarà lasciata in pace, niente tagli, niente interventi correttivi.

Tutto questo non so a cosa serve, ma conto di farlo al più presto.

Poteva mancare una foto della Pozzanghera ?

Clicca

Piccolo rovescio temporalesco, accumulo insignificante ma al prato fa benone.

E PER FINIRE.

Sono stato dal parrucchiere cinese. Ero scarmigliato e mi sono giocato la carta. Come noto, so come entro ma non so come esco perchè alla domanda di rito “come li vuole” io rispondo invariabilmente “un po’ più corti” e da li in avanti può succedere qualsiasi cosa. Questa volta non ha usato la tosapecore e dunque il risultato non è così radicale. Meglio.

Leave a comment

In mancanza di altro.

I tre piccoli riposano sotto l’occhio vigile dei genitori. Oppure, i tre piccoli sono morti ed i genitori aspettano gli amici per mangiarseli in compagnia. E’ un party tipo BYOB. Nel senso che tutti si ubriacano e rigurgitano sul tetto a beneficio degli amici.

Due parenti su un tetto vicino si guardano intorno per vedere se ci fosse un tabaccaio aperto per comperare delle sigarette.

Non ho altre cazzate da dire, Vostro Onore.

Anzi no. Ho trovato questo.

Leave a comment

Le tre Americane. Update.

Coastal Redwood. Sequoia Costiera

Sembrerebbe avere nuovi getti, di un verde più chiaro. La crescita è impercettibile però è viva. Chissà se sta concentrando la propria attività nelle radici, dovrei leggere testi più informati.

Sequoia Gigans.

Anche questa mostra segni evidenti di attività, con il contagocce ma pur sempre segni di ripresa. Vale il questito del Coast Redwood, ovvero tutto questo tempo speso nel mantenere in vita un apparato fogliare quasi immutato nel corso dei mesi, palesa una difficoltà di adattamento oppure le radici sono prioritarie ?

Metasequoia glyptostroboides. Abete Bianco

Delle tre, questa sembra aver intrapreso la crescita più seriamente. E’ triplicata in altezza, ha diversi rami, i colori della foto non rendono ma è di un verde davvero particolare – secondo me.

Leave a comment

Buongiorno.

Clicca

I colori sono ritoccati, ossia ho leggermente caricato la temperatura della foto, ma dal vivo è proprio così.

Ieri sera ho provato a calmare il dolore in bocca con il gin tonic e poi un antidolorifico. L’esperimento non ha avuto l’esito positivo che speravo, anzi direi che non è il caso di riprovare.

Leave a comment

Noia.

Clicca

Ecco la Pozzanghera al tramonto con Gastone. Cosa c’è di più frequente e scontato ?

Questa è sempre la Pozzanghera mentre arrivava l’acqua del pozzo. Circa 450 litri in 4 gettate al giorno, una ogni 6 ore.

Questo è un ingrandimento di una roba che ho in bocca proprio nelle vicinanze del buco lasciato dal dente estratto.

Quello che segue è un estratto di uno dei dialoghi con il medico, amico, che contribuisce alla mia insonnia notturna. Nel collage mancano elementi che giustificano alcuni punti trattati.

Leave a comment

Ostro Novese

Sono certo di aver già scritto le cose che sto per scrivere. Mi sto rincoglionendo ma non importa. Il vento dominante di Basaluzzo credo sia l’Ostro, ossia sud pieno.

Viaggia tra brezza tesa e vento moderato, è più forte nelle ore diurne e specialmente pomeridiane, a volte però può soffiare anche di notte. Se soffia solo di giorno, è una termica, altrimenti, come oggi e nei prosimi giorni, è un catabatico causato dalla particolare posizione della bassa pressione che se lo mena insistentemente sulla Francia senza però entrare sul Mediterraneo centrale.

In realtà io ero andato a dormire con un cocktail di farmaci in corpo ed ho dormito per un’oretta ma poi mi sono svegliato per il male alla bocca. Pare che sia normale decorso post operatorio ma cazzo, appena mi corico non importa se mi sono bombato di antidolorifici, mi si infiamma la parte della bocca resa insensibile perchè il nervo mandibolare è fuori uso. Temporaneamente, mi viene detto. Però adesso è mezzanotte e sono al computer che scrivo cagate. Mi fa meno male ed ho sonno. Spengo questa trappola, salgo le scale al buio cercando di non inciampare, mi metto sotto le coperte e cerco di dormire. Mi risveglio dopo un’ora con un filo di bava che mi esce da un angolo della bocca e con un male cane. Intanto sono capitato a leggere un articolo riportato del Secolo XIX. L’articolo è scritto coi piedi, impreciso, supponente, esasperantemente fazioso. Peggio però è che molti miei concittadioti genovesi commentano alla cazzo di cane. Sono peggio dell’articolista. Parlano senza sapere, parlano per massimi sistemi e sono prevedibili, si sa già cosa stanno per dire, sembrano fatti con lo stampino dell’ideologia. In altre parole, sono dei coglioni. Vorrei poter schiacciare un bottone e trasferirli in un felice paese tropicale dove possono vivere di frutti esotici e bere Margherita tutto il giorno. Così non rompono più il cazzo a Genova.

Leave a comment

Surreale

E’ surreale sentire come molti politici del mondo negano i cambi climatici e poi leggi che le stazioni meteo nell’Artico stanno scomparendo perchè il ghiaccio si scioglie e queste affondano nel mare. C’è chi dice che Trump è andato in Inghilterra per dar loro un ultimatum. Uscite dall’Europa in fretta altrimenti finirete schiacciati con l’Europa, perchè io la sto per schiacciare. Cugini francesi, il vostro orrendo Champagne ve lo potete sparare a pressione nel culo, berrete quello della California. Noi Italioti ormai siamo avviati alla distruzione, si salveranno solo i monumenti più antichi.

In questo quadro generale di incertezza, forse i miei alberi di Basaluzzo sopravviveranno a me. Ho invece forti dubbi sull’ecosistema della Pozzanghera. In teoria le carpe hanno una aspettativa di vita tre volte superiore alla mia, ma il destino della Pozzanghera in quanto tale è di prosciugarsi, e con essa le piante le rane e le carpe. Sono un po’ dispiaciuto per il mio orticello, ma per il resto non me ne potrebbe fregare di meno; il picocazzo è una unità di misura ormai macroscopica rispetto alle mie esigenze. Non ho figli e dunque il mio DNA con me finisce e nessun umano se lo porterà a spasso per il mondo. Sono un pessimo Cristiano, non contribuisco a riempire il pianeta con tanti piccoli mini-menada che contribuirebbero a bruciarne le risorse fino all’estinzione.

E’ anche surreale quando mi passo un dito sulla parte del mento che ha perso sensibilità. Mi prude ma se mi tocco non sento nulla. Ma allora perchè prudere, se il nervo mascellare sinistro è fuori servizio ? Cos’è, uno scherzo, una provocazione ?

Ed ora questo.

Ancor più inquietante di Donald e di quel cretino di Salvini, questa foto che mi ha trasmesso la webcam nel mio ufficio. Quando, durante le ore notturne, rileva un movimento, scatta una foto e me la manda per email. Spesso scatta foto dove si vede un biancore dato da qualche ragno che cammina sopra i sensori, attratto dall’infrarosso. E fin qui, ci siamo.

Ma questa foto delle 5 del mattino ? Analizzo: entra luce dalle finestre, una luce che viene da fuori singola ed improvvisa altrimenti non verrebbe notata. La luce lascia una striscia perchè ho le tende abbassate. Le ombre sul muro sono, da destra verso sinistra, la stampante con sopra un bicchiere, il monitor con il profilo di una finestra, la lampada sopra la scrivania, un vaso di fiori, l’obiettivo della Brignole-cam, due schienali di altrettante sedie, il tavolo.

Luce forte, dicevo, come un lampo, un laser, una luce molto intensa perchè tra me e la prima abitazione ci sono almeno 250 metri.

Potrebbe venire da una finestra del grattacielo “Ex SIP”. Infatti traguardando l’ombra del vaso sul muro, si vede questo:

Il fascio di luce verrebbe da un piano alto del “SIP” oppure da zona Castelletto, o sopra via Napoli, o dalla collina ancora più lontana.

Sospetto che sia qualcuno con un laser di quelli illegali che sembrano penne e poi bruciano gli occhi dei figli. Costui gioca e casualmente dirige il fascio di luce ad minchiam ed ha preso la mia finestra. Oppure sono gli alieni, sanno che io sono molto intelligente e mi cercano. Ehi, cazzari ! Io di notte sono a casa che dormo.

2 Comments

Un’Ora Sola Ti Vorrei

Scritto in caratteri cubitali su una maglietta di un tizio incrociato per strada. Poi, appena sotto, in caratteri piccoli, “Poi puoi anche sparire”. Geniale, complimenti.

Argomento DENTE. Sono stato a farmi togliere i punti dal Maxillo-Facciale qui a Genova. Ha mandato con WhatsApp al chirurgo collega ed amico che mi ha operato a Milano un commento sui miei sintomi, dolori, fastidi, impressioni e volume dell’edema che ho all’interno della bocca. Tutto nella norma, anche l’ematoma che mi arriva al pomo d’Adamo. Gli ha anche allegato una foto del paziente.

Ha provato a farmi fare una espressione normale, ma il massimo della normalità è stata questa foto, dove sembro pazzo. Potrei metterla come profilo nel sito di scambisti, o in quello di profanatori di cimiteri o in qualsiasi altro Social dove l’aspetto ha un certo valore.

Leave a comment