Varie del lunedì.

Il nuovo pozzo; potrei inventarmi una lunga dissertazione di algebra e statistica, medie e tendenze, tutto basato sul nulla, ma sticazzi. Sembra ci sia una lieve flessione della portata, ma ho bisogno di una serie più estesa per poter giungere a qualsiasi conclusione.

Altro Argomento. Ho chiesto al chirurgo milanese che mi ha tolto il dente se poteva farmi avere una copia del filmato del mio intervento, quello che ha girato con la webcam in testa e trasmesso in mondovisione ai suoi studenti. Mi ha risposto che se voglio me lo fa vedere ma non me lo consegna. Leggendo la risposta, un mio circuito neuronale anonimo ed involontario mi ha portato a livello cosciente le parole “che stronzo“. Probabilmente, senza neppure leggere, ho firmato qualche liberatoria o altra cagata con la quale ho autorizzato l’ospedale a filmarmi ma senza poter reclamare copia del filmato. Un po’ me lo aspettavo; chissà quali ragioni di privacy, copyright o timori che io possa usare la prova se qualcosa fosse andato storto. E vabbè, è un bravo medico, ha fatto un ottimo lavoro, ma un poco stronzo lo è.

Altro argomento, agricolo.

Questa è una libidine che da tempo rimugino e che forse solo ora ha trovato una propria definizione. Il prato stabile a nord della Pozzanghera Fangosa viene periodicamente tagliato. Quando inizia a crescere è bellissimo, adesso per esempio è pieno di fiori. Però quando arriva la stagione secca, inizia un deterioramento naturale, ingiallisce mentre si punteggia di piante selvatiche alte un metro che poi a loro volta seccano imprimendo al prato un aspetto da post guerra nucleare. Insomma è brutto.

Allo stesso tempo però il prato incolto offre rifugio a molti animaletti di vario tipo, e pur col proprio fascino post bellico, ha un suo perchè. Non ultimo, in genere inizia a popolarsi di alberelli, acace e querce specialmente, che se non toccate possono crescere e formare un bosco a dispetto dei caprioli.

Come conciliare la bruttezza del prato abbandonato con un suo inserimento in un contesto finto ma ben tenuto ?

Individuando un’area che verrà lasciata totalmente intoccata ma recintata in modo che la cosa risulti palesemente voluta, e dunque la sua apparentemente bruttezza sia evidenziata, quasi come ostentata. Perchè io sono intelligente, profondo, visionario, molto attraente, simpaticissimo.

Mi metto tra due querce del Central Park (la Q3 e la Q4), guardo lo spigolo EST di casa e cammino in quella direzione per 30 metri. In quel punto pianto un paletto nel terreno a cui è legata una corda lunga 18 metri. Tenendo la corda tesa e percorrendo un giro di 360 gradi, disegno un cerchio di 113 metri di circonferenza che comprende un’area di circa 1000 metri quadrati. Ogni due metri lungo la circonferenza pianto un paletto che diventerà una staccionata di legno. Da quel momento in poi, quella zona sarà lasciata in pace, niente tagli, niente interventi correttivi.

Tutto questo non so a cosa serve, ma conto di farlo al più presto.

Poteva mancare una foto della Pozzanghera ?

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Piccolo rovescio temporalesco, accumulo insignificante ma al prato fa benone.

E PER FINIRE.

Sono stato dal parrucchiere cinese. Ero scarmigliato e mi sono giocato la carta. Come noto, so come entro ma non so come esco perchè alla domanda di rito “come li vuole” io rispondo invariabilmente “un po’ più corti” e da li in avanti può succedere qualsiasi cosa. Questa volta non ha usato la tosapecore e dunque il risultato non è così radicale. Meglio.

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