Bene.

Non avrei mai il coraggio di dire le seguenti stronzate su un social network e tantomeno in pubblico a voce. Le ho però dette a mia moglie, che mi ha ascoltato pazientemente in silenzio guardandomi compassionevole come si osserva un pazzo mentre esterna frasi sconnesse.

Queste elezioni saranno storiche perchè metteranno definitivamente il Re a nudo. Ossia, l’Italia non esiste. Probabilmente l’impero romano impregnò i sassi e la terra di questa parte del mondo e, dopo la sua caduta, l’aria che si respira e l’acqua che si beve non ha mai più permesso qualsiasi forma di unità politica e culturale avente come territorio la penisola. Ovviamente baso la mia deduzione su elementi totalmente ad minchia canem.

Le guerre di indipendenza sono state travisate volutamente dagli storici; non siamo stati noi italiani a volerle, ma sono stati Austria, Germania, Francia e Inghilterra per evitare che uno tra loro avesse il possesso definitivo del nostro territorio. Mussolini ha provato a unirci come nazione, ma i suoi metodi sono stati grossolani, tragicomici e maldestri e sappiamo come è finita.

Io, più o meno genovese, ho troppe diversità culturali ed ideologiche rispetto a chiunque vive a più di 50, 100 km da me. Non è una questione di valore o livello o supremazia; è come paragonare mele con pere, è inutile e non si arriva da nessuna parte. Chiunque nasce nello “stivale” ha molti elementi caratterizzanti del proprio feudo di nascita dissimili rispetto a quelli del feudo confinante, pur avendo lo stesso passaporto. Dall’impero romano in poi siamo stati conquistati 10 volte e 10 volte ci siamo liberati dagli invasori non per spirito di unità nazionale, ma per spirito feudale. In un mondo ideale questa diversità poteva diventare una grande forza e, occasionalmente, lo è stata. Ma la competizione mondiale seleziona e premia chi fa sistema, non i cani sciolti. E noi italiani siamo cani sciolti ed i nostri competitori  ci stanno facendo a pezzettini, non perchè loro siano cattivi, ma perchè siamo noi a consentirgli anzi ad invitarli a farci diventare loro clienti, loro servitori.

Ci hanno tolto l’industria, la ricerca, l’università perchè nessuno si è opposto. Non siamo scemi, non siamo sprovveduti, ma siamo divisi, siamo tante unità scoordinate che viaggiano come un branco senza un leader, senza conoscerci tra noi, spesso guardandoci con sospetto. Ed i nostri vicini di casa esteri ne hanno approfittato.

Dunque secondo me queste elezioni mostreranno in via terminale che non siamo capaci di assumere una direzione, non abbiamo un programma, non abbiamo la volontà di fare squadra, di fare gruppo, di fare nazione. A differenza delle elezioni precedenti però, oggi non abbiamo più soldi, dunque usciremo da queste elezioni con il piattino in mano chiedendo aiuto ai più solidi vicini europei.

Il futuro ? Spero che diventeremo la provincia turistico-culturale d’Europa. Spero che ci obbligheranno a perdere per sempre ogni velleità ipocrita di rimettere in piedi una industria ormai morta, condurre una ricerca tecnologica che non sappiamo fare. Non è un brutto destino; bisogna però ammettere i propri limiti e valorizzare le proprie virtù che sono una terra ricca di storia, di buon cibo, un bel clima, siamo abbastanza ospitali, mediamente simpatici.

Bene. Ho detto. Rileggendo mi rendo conto che la sommatoria delle stronzate dette è talmente elevata da essere difficilmente rappresentabile matematicamente. Osservandomi le mani, giungo alla conclusione che mi devo tagliare le unghie.

 

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Un genio.

Parlo di Andrea Ceccon:

  • Dice il Leone al Pulcino “Dove vai così piccino ?” Dice il Pulcino al Leone “ma fatti i cazzi tuoi vecchio coglione”.
  • Dice il Cane al Mulo “Ma lo sai che hai un bel culo ?” Dice il Mulo al Cane “non farti venire idee strane”.
  • Dice il Mulo al Bue del Nilo “Il termometro dove lo infilo ?” Dice il Bue del Nilo al Mulo “In bocca no se no lo rompi come l’altra volta.”
  • Dice il Bue Muschiato al Marabù “come mai non parli più ?” Mima il Marabù al Bue Muschiato “e chi cazzo ha mai parlato ?”.
  • Dice il Puma alla Gazzella “Tu lo sai che pianta è quella ?” Dice la Gazzella al Puma “Io no, ma mio figlio la fuma”.
  • Dice lo Stambecco alla Camoscia “Oggi ce l’ho un po’ floscia” Dice la Camoscia allo Stambecco “Lo sapevo. Uffa. Ecco”.
  • Dice il Mulo al Gorilla “cosa ci fai con quell’anguilla ?” Dice il Gorilla al Mulo “Tranquillo, la faccio in carpione”.
  • Dice il Cincillà al Geco “Se ti masturbi diventi cieco” Dice il Geco al Cincillà” Dove guardi, sono qua.”
  • Dice il Mulo al Pechinese “Ma mi hai mandato a quel paese ?”. Dice il Pechinese al Mulo “veramente io ero stato più preciso”.
  • Dice il Puma al Mulo “Ma come ti puzza il culo”. Dice il Mulo al Puma “è un culo, cosa vuoi; che profuma ?”.
  • Dice il Bue al Camaleonte “Hai una cosa sulla fronte”. Dice il Camaleonte al Bue “Parli tu che ce ne hai due”.
  • Dice il Colibrì al Cavallo “Questo bon bon è proprio uno sballo”. Dice il Cavallo al Colibrì “Non è un bon bon, è LSD”
  • Dice il Mulo alla Bertuccia “Nella banana si lascia la buccia” Dice la Bertuccia al Mulo “Dipende cosa devi farci”.
  • Dice la Lince al Canguro “Io ce l’ho molto più duro.” Dice il Canguro alla Lince “Guardiamo e vediamo chi vince”.
  • Dice il Cane all’Elefante “dove vai così elegante ?” Dice l’Elefante al Cane “Me ne vado un po’ a puttane”.
  • Dice il Mulo al Cane Bastardo “Cosa ci faccio con la stecca da biliardo ?” Dice il Cane Bastardo al Mulo “Lascia perdere, giochiamo a ping pong.”
  • Dice la Faina all’Alce “E’ costosa questa calce !” Dice l’Alce alla Faina “Non è calce, è cocaina.”
  • Dice il Barbagianni alla Civetta “Dove voli così di fretta ?” Dice la Civetta al Barbagianni “Fatti i cazzi tuoi che camperai cent’anni”.
  • Dice il Cane Afghano al Canarino “Questo mi sembra un po’ piccino”. Dice il Canarino al Cane Afghano “cambia abbastanza se lo prendi in mano”.
  • Dicono i due cani al Pesce Sfera “non ci piace questa crema pasticcera.” Dice il Pesce Sfera ai due cani “per forza, è crema per le mani.”

 

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Spam

Ho ricevuto una lettera di spam, per certi versi spiritosa, ma pur sempre SPAM. In calce alla lettera c’è un indirizzo e-mail al quale scrivere per farsi togliere dalla banca dati. Così ho scritto:

lettera

 

Ho sempre il timore che queste richieste di cancellazione sortiscano invero l’effetto contrario, dando cioè la stura ad una nuova serie di spazzatura che mi potrebbe invadere la casella di posta elettronica. Vediamo se intanto mi rispondono e cosa mi rispondono.

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Fare per fermare il diploma.

Anch’io ho studiato in una prestigiosa università americana, alla Columbia University Of New York, correva l’anno 1984. Avevo il mio badge con indicato il numero di studente e la mia foto. Mi sarebbe piaciuto poter dire ad una potenziale fidanzata o scopamica “sai… ho preso un master alla Columbia”. Sarebbe stata una balla colossale, giustificabile solo se ed in quanto mi avesse permesso di arrivare all’obiettivo che muove il mondo (far sesso con costei).  Se mi fossi limitato a dire “sai… ho studiato qualche mese alla Columbia di New York perchè ero una merda in inglese” sarebbe stata la sacrosanta verità anche se forse la fanciulla non me l’avrebbe schiodata così, senza discutere. Ho studiato inglese prima di mettermi a lavorare per una agenzia marittima a New York. La Columbia era per me un tempio dello studio, con il mio badge mi sentivo uno di loro, ma non avrei potuto nemmeno avvicinarmi ad un Master, perchè i miei credits scolastici erano sotto la soglia dell’udito per un eventuale tutor.

Infatti mi ero iscritto a Economia e Commercio ed avevo passato 2 o tre esami. Poi ho mollato in preda a depressione+sconforto+autostima azzerata+varie ed eventuali.

Prendi e porta a casa

Prendi e porta a casa

Per dare forza al mio gesto di stizza nei confronti del mondo ho fatto anche la “rinuncia irrevocabile agli studi” che credo sia un atto che nessuno negli ultimi 70 anni abbia mai fatto a parte me. Oggi sarei un semplice fuoricorso ed invece no, io persona seria e coerente, consapevole e responsabile delle proprie decisioni, gliel’ho detto in faccia e me lo sono fatto scrivere sul retro del diploma di ragioneria. Il mio unico titolo di studio.

Tuttavia nonostante il mio gesto plateale, anche oggi in molti mi continuano a chiamare “dottore”. Ad alcuni lo dico che “non sono dottore” ma talvolta vengo guardato come se avessi detto “non sono umano, vengo dal pianeta Cetriolo della costellazione della Frittata, sono in realtà una grossa seppia travestita.” Il mio parrucchere mi chiama dottore. Non sa come mi chiamo ma ritiene di dovermi dare questo titolo di studio che non ho. Conosco almeno una persona che s’è fatta chiamare dottore per una vita, fino a quando gli hanno dato una laurea honoris causa. Le possibilità che io un giorno possa avere una laurea sono analoghe a quelle che io succeda a Benedetto XVI.

Tornando alle nostre cose di oggi, sento gente che vota Berlusca perchè detesta Bersani, gente che vota Bersani perchè detesta Berlusca, gente che vota Grillo perchè detesta Berlusca e Bersani, gente che vota Ingroia perche detesta tutti. Ancorchè il sig. Giannino abbia fatto una figura tremenda, lo voto egualmente (o comunque la sua coalizione) intanto perchè non odio nessuno, ed anche se il caro Oscar è un contaballe, continuo a non sentirmi di votare i soprannominati figuri, perchè ormai li conosco bene e non mi fregano più e poi la loro campagna elettorale è inascoltabile, inaccettabile; una per l’altra, una collana di stronzate. Mi è anche arrivata una lettera che mi promette di restituirmi l’IMU. E’ grottesca, patetica, ma non mi arrabbio; solo al pensiero di chi si arrabbia veramente, mi torna il buonumore.

Update rimborso IMU.

In merito alla letterina di cui sopra, leggo or ora sul sito dell’ANSA:

ditemi che non è vero

ditemi che non è vero

Mi domando se:

  1. noi genovesi siamo davvero scemi
  2. noi genovesi siamo davvero taccagni
  3. noi genovesi siamo afflitti da demenza senile
  4. tutte le precedenti insieme
  5. la notizia è falsa e qualcuno all’ANSA odia i genovesi ( o Berlusca, o i genovesi che votano Berlusca)
  6. noi genovesi abbiamo un senso dell’ironia straordinario.

Magari fosse la numero 6.

 

 

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Basaluzzo swing.

arpaba

 

Didattica ! Me la salvo prima di dimenticarmela. Escursioni termiche da manuale in pianura con alta pressione invernale, assenza di vento e cielo sereno, l’umidità relativa oscilla di conseguenza.

GAFOM

Questa è materia totalmente oscura ai più. E’ un vero peccato perchè la gente sarebbe più serena se fosse consapevole del tempo, delle stagioni, del clima. E forse sarebbe più consapevole di come si conduce un autoveicolo a motore.

Oggi stavo aspettando una persona ed ero seduto su una panchina a fianco di un parcheggio riservato per il servizio di “Car Sharing”. Arriva una signora che per diversi minuti confabula irosa al telefono con qualche addetto per farsi spiegare come si apre la porta. Finalmente riesce ad aprire la porta e sale in auto. Mette in moto, mette la retromarcia e fa un balzo all’indietro, il motore si spegne. Riaccende il motore, ingrana la marcia e fa un salto, ma in avanti, centra con lo spoiler anteriore il marciapiede producendo un rumore di paraurti incrinato udibile a centinaia di metri. Il posteggiatore poco lontano si mette le mani nei capelli. La signora intanto ha messo la retromarcia e fa qualche metro indietro. Poi ingrana la prima, accellera fino allo sfinimento di bielle e pistoni e poi molla l’acceleratore e parte a razzo allontanandosi. Il posteggiatore mi guarda e poi commenta “a quelle li, nemmeno le scarpe dovrebbero darci, sono una mina vagante anche a piedi” e se ne va scuotendo sconsolato la testa.

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Ecce pietra.

Ecco quella che io ritengo la pietra tombale del porto di Genova; mi è capitato per caso di vedere sul sito della CNN un articolo sulle più importanti gallerie del mondo, l’ho aperto per leggerlo e vi si cita il costruendo nuovo tunnel ferroviario del San Gottardo che creerà una linea veloce tra Milano ed il nord Europa, in alternativa al traffico dei contenitori che oggi arrivano attraverso Genova. Perchè i contenitori da Genova per arrivare nella operosa Pianura Padana hanno a che fare con un sistema di trasporto merci che risale grosso modo ai tempi del fascismo.

Ciao ciao traffico.

Ciao ciao traffico.

Aprirà nel 2016; temo che in coincidenza con quella data, inizieranno a tramontare così per sempre le speranze di far diventare il porto di Genova un importante serbatoio di lavoro, di opportunità e di sviluppo per noi genovesoti. Noi che alle prossime elezioni voteremo in massa gli stessi individui che non capiscono o non vogliono capire cosa rappresenterà l’inaugurazione del nuovo traforo svizzero per i loro figli e nipoti. Gli svizzeri non hanno mica costruito un tunnel così per far meglio affluire i turisti che vengono nel Bel Paese o per venderci più Emmenthal. No, servirà per farci passare il traffico commerciale del nord Italia da e per i grandi porti del nord Europa. No TAV e no bretella autostradale; bene, chi rimane tagliata fuori ?

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I corsi sulle focaccette.

Ho letto che la Regione Liguria organizza corsi sulle focaccette ripiene di stracchino. In effetti ci sono molti, troppi incidenti ogni anno in cui molta gente si ustiona gravemente la lingua e le dita nel corso dei buffet. Il corso base si chiama “Mangiare una focaccetta senza ustionarsi” Una recensione dice che il corso pur non offrendo soluzioni sofisticate  raccomanda come in modo efficace si deve prenderla, posarla su un piano pulito e poi aspettare qualche minuto prima di mangiarla.

Il corso per professionisti ed aziende si chiama “Gestire una focaccetta senza perdere tempo”. Si insegnano diverse modalità per evitare di dover aspettare che la focaccetta si raffreddi in modo naturale. Facendo così infatti si perde del tempo prezioso e si rischia di mangiare solo una focaccetta. Uno dei metodi illustrati consiste nel sezionare un lato della focaccetta, stringere la medesima con le dita in modo che il taglio si allarghi, a quel punto soffiare gentilmente nella apertura in modo da raffreddare velocemente lo stracchino. A tale scopo, grazie a dei finanziamenti regionali a fondo perduto, ci si può dotare di pratici raffreddatori tascabili ad azoto liquido, tramite un pratico beccuccio si può insufflare azoto liquido direttamente all’interno della focaccetta. Un altra possibilità che viene considerata da parte dei tecnici regionali consiste nell’introdurre la focaccetta in un retino metallico, prendere un taxi e fare una corsa per il centro tenendo la focaccetta fuori dal finestrino in modo che si raffreddi. Il taxi è a spese della Regione, basta compilare un modulo ed allegare la ricevuta, si viene rimborsati.

Ci sono letture, tenute da funzionari della Regione, dove vengono affrontati altri interessanti elementi di buffet e comportamenti utili.

  • Come pulirsi le dita senza passarsele sui pantaloni dopo che il gamberetto fritto ve le ha irrimediabilmente unte.
  • Come nascondere la coda dell’acciuga panata e fritta senza farsi vedere.
  • Dove buttare i noccioli delle olive; i vasi da fiori presentano dei rischi.
Voglio almeno €75.000

Voglio almeno €75.000

 

Vorrei segnalare alla Regione che nel mio cortile del Righi mi è parso di vedere una pregiata rana canterina bislucida palmata che si pensava estinta. Se non lo letto male, qualche tempo fa avete dato a dei perfetti sconosciuti senza alcun titolo di merito dei bei soldi per la protezione di rane. Dove posso scaricare il modulo per la richiesta di finanziamenti per i progetti finalizzati alla salvaguardia delle rane in via di estinzione ?

Da notare che i formatori della Regione Liguria  erano stati mandati per un mese in Germania, a Monaco di Baviera, per un corso di aggiornamento sulla manipolazione della focaccia rovente. I tedeschi si riferivano in realtà ai wurstel roventi, ma noi italiani siamo noti per adattarci alle circostanze ed il corso è stato comunque molto utile. Poi è stato assunto un interprete tedesco-italiano perchè in Regione non avevano capito un cazzo. Visto il successo dell’interprete, è stato poi chiamato un interprete italiano-italiano, perchè da quelle parti non capiscono un cazzo comunque. Speriamo che serva a qualcosa, magari in Regione si rendono conto di come viviamo noi liguri e quali sarebbero le nostre esigenze, se riescono a capire la nostra lingua.

 

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Misciù.

Misciù è il gatto di Daniela. Vivono in una casa al primo piano nel centro storico. Misciù ha 18 anni ed è una gatta. Qualche sera fa Daniela ha invitato un po’ di amici. La sua casa ha un soppalco con un divano, sopra il divano avevo addocchiato questo cuscino nero che mi era parso potesse anche essere un gatto, ma non ricordavo che Daniela, pur facendo parte di una famigli di gattari da almeno due generazioni, ne avesse uno.

Mentre eravamo tutti a chiacchierare, il cuscino si è alzato, ha percorso lentamente la scala per scendere dal soppalco e senza curarsi della gente e della confusione è andato in bagno. Dopo qualche minuto è uscito dal bagno, ha percorso il breve corridoio fino al soggiorno, lentamente con un passo da gatto anziano si è infilato sotto il tavolo dove c’era il buffet, poi tra i due divani ha annusato silenziosamente alcuni dei presenti, ha verificato alcuni elementi di arredo fermandosi a riflettere più volte, si è diretto verso la scala, è salito, si è messo nella identica posizione di prima e si è accucciato riassumento il connotato del cuscino.

Ovviamente non ho resistito, sono salito sul soppalco per comunicare con il cuscino. Io adoro i cuscini. Cioè i gatti; quando si è accorto della mia presenza mi ha fissato con lo sguardo sereno dei gatti anziani, ho avvicinato la mano mettendogli il dito a distanza dal suo naso in modo che potesse allungare il muso e odorarmi. Mi ha scontrato il dito con il naso, evidentemente è un po’ orbo. Questo spiega anche il suo incedere molto prudente. Gli ho sommessamente grattato la testa; mi ha dato l’impressione di sopportare benevolmente il gesto.  Non ho insistito e sono sceso in soggiorno.

Dopo una mezz’ora circa, il cuscino ha ripetuto l’escursione in bagno. Stesse modalità, stesso ampio percorso. Percorre la scala con dei salti precisi e sicuri, poi arriva sul soppalco e si ferma vicino al divano. Lo fissa per circa mezzo minuto immobile come se stesse puntando un piccione; non so se prende fiato dopo aver percorso la scala o se si è dimenticato cosa è andato a fare sul soppalco e sta cercando di ricordare. Infine sale sul divano e si acciambella.

L’intera sequenza si è ripetuta almeno altre quattro volte, fino a quando non siamo andati via.

Misciù.

Misciù.

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Solo una annotazione meteo.

Giovedì prossimo (21 Febbraio 2013) inizia a nevicare e smette solo dopo 4 giorni. Cadrà più di un metro di neve e moriremo tutti di dissenteria intestinale.

E questo è solo sabato, quando ormai saremo sepolti.

E questo è solo sabato, quando ormai saremo sepolti.

Aggiornamento; i RUN di lunedì 18 mattina rincarano la dose delle precipitazioni e della durata. Non è ancora chiaro a che quota si posizionerà l’sobara dello zero termico sulla Liguria, in altri termini non si sa se nevicherà sulla costa, a che altezza dal livello del mare.

Aggiornamento; RUN di lunedì sera. Belin, hanno abbassato di 200 metri lo zero termico, da 400 ora siamo a 200 metri, vuol dire neve a zero metri sul mare.  Si ricomincia la passione dell’attesa, nevica SI, nevica NO. Che palle.

 

 

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Focaccette fritte.

Ieri ad una serata a buffet è andato tutto bene fino a quando non hanno servito delle minuscole focaccette – della dimensione di 4 cm. per 4 cm. – ripiene di stracchino in forma liquida, rovente. Quando si prende dal vassoio l’attraente focaccetta tra le dita non sembra pericolosa, si avverte del calore ma evidentemente la pasta con cui sono fatte è molto coibente, dunque la si addenta avventatamente, provocando la repentina fuoriuscita dello stracchino ad oltre 150°. La pressione dei denti sulla struttura della focaccetta ne provoca la deflagrazione su tutti i lati e dunque lo stracchino schizza in tutte le direzioni. Mentre si ha la percezione del disastro che sta capitando, si deve mettere in piedi una unità di crisi che comprende la gestione della parte di stracchino che sta ustionando la lingua, il palato e le gengive. In una civiltà medievale forse ci si potrebbe piegare in avanti, sputare tutto per terra urlando dal dolore ed imprecando nei confronti di vari soggetti a scelta. La serata non lo consente e dunque si cerca di mantenere un contegno soffiando aria dalla bocca semiaperta e cercando di metterla sul divertente. Ma intanto il resto della focaccetta, restata tra le dita, cola liquido incandescente sulle dita, sulla stessa mano, inizia a puntare verso il polso e finisce sul pavimento. E considerando che l’altra mano stringe un bicchiere, la situazione è sempre più complicata. Io ho infilato il residuo di focaccetta fumante nel bicchiere, poi sono andato a cercare un fazzoletto di carta con il quale mi sono pulito la mano, ho messo il fazzolettino nel bicchiere ed ho nascosto quest’ultimo su un tavolino appartato. Ho immaginato il disgusto e la sorpresa del cameriere che ha trovato questo reperto al momento di rassettare il tavolo.
Molti altri avventori hanno avuto avventure analoghe. Ne ho visto uno la cui focaccetta morsicata ha percolato lo stracchino incandescente sul vestito della signora che aveva di fronte. La colata di stracchino fuoriuscita da una focaccetta inavvertitamente morsicata da un altro signore si è scaricata sulla sua cravatta e sulla giacca. Ovunque nella sala si sono notate persone che si sono trovate in analoghe condizioni. Bocca e dita ustionate, stracchino rovente su vestiti, scarpe, colletti, mani, pavimento.
Ma la serata ha fruttato molti soldi alla causa; “Medici senza frontiere” ed un canile che rischia di venir smantellato, i cani messi su una chiatta che viene mandata in mare aperto ed affondata da un u-boot tedesco al largo di Portofino.

Altro Argomento. Questo è il lavoro di una artista, Isadora Bucciarelli, lavoro esposto al Palazzo Imperiale qui a Genova. Bravissima.

polpo

 

Altro Argomento. Mi è stato gentilmente chiesto se voglio fare il “rappresentante di lista” alle prossime elezioni. Ecco la mia riposta.

Caro (…) vorrei ma preferisco di no e ti spiego perché. In occasione delle ultime elezioni mi capitò che quando entrai nella scuola dove c’è il mio seggio, mi apprestai a salire le scale per raggiungere le urne al primo piano. Tre persone chiacchieravano amabilmente nell’androne ma, pur con tanto spazio disponibile, erano messe in modo tale che per passare bisognava necessariamente chiedere se cortesemente si potevano spostare in modo da consentire l’accesso allo scalone. Queste persone mostravano in bella mostra un grosso badge della loro appartenenza politica. Insomma era evidente che la loro posizione era studiata per obbligare chiunque a chiedere loro di spostarsi e dunque notare il pataccone sui loro vestiti. Al momento di uscire dopo aver votato, le medesime persone erano nella medesima posizione. A distanza di un metro in tutte le direzioni avrebbero potuto collocarsi e chiacchierare senza intralciare. Per passare non ho chiesto permesso, ho dato una runsa a due di quelli abbastanza brusca da far quasi cadere uno dei due. Ho chiesto scusa ma li avrei presi a schiaffi.  Ecco; se io devo fare il rappresentante di lista e scontrarmi contro questi imbecilli, va a finire che finiamo alle mani e questo non è bello. Scusa, ma non posso assumere ruoli perché non sopporto questi individui ed i loro metodi di propaganda all’ultimo momento.

 

 

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