Ma si, aggiungo un po’ di BIT alla cacofonia di commenti. Sono serissimo.
Bersani; la campagna dell’armata Brancaleone di sinistra era basata su “speriamo che muoia Berlusconi così prendiamo il potere”. Bersani può sempre contare sui trinariciuti ex comunisti o figli o nipoti di ex illuminati fedeli alla linea che voterebbero la sinistra anche se avesse come leader Hitler riesumato dal bunker. Ma non sono abbastanza per fargli vincere a mani basse le elezioni. La CNN chiosa “The center-left was not able to put forward a clear picture; they lack leadership.” Quoto una frase che gira in rete, non so chi l’abbia detta: “… voi perdereste anche da soli contro la Play Station”.
Berlusconi; definizione lineare e neutra secondo me è quella che ho copiato dal sito della CNN di oggi: “The septuagenarian playboy billionaire nicknamed “Il Cavaliere”. Eppure è riuscito a formare un proprio zoccolo duro di trinariciuti i quali se ne stanno del programma che consiste in “con me starete tutti benone”. Meglio di Togliatti; ha creato zombies elettori senza neppure una guerra. C’è chi lo voterebbe anche se Lui in persona gli si presentasse a casa in tutù rosa e lo penetrasse con un tubo da stufa.
Grillo; non ho elementi per poter commentare. Ha chiesto l’autonomia di Sant Ilario alla Comunità Europea ed il titolo di Re ma non credo glielo concederanno. La fatica che io sto facendo per farmi nominare Imperatore del Righi & Bermuda lo testimonia. Stanco come sono dell’andazzo generale non riesco a trattenere un filo di ottimismo nel vedere la sua ascesa. Non mi fa paura lui personalmente, semmai temo chi si trascinerà appresso: dove la prende tanta gente onesta e corretta da far sedere sugli scranni in parlamento ? La CNN è asettica, nessuno al mondo può immaginare qualcosa del tipo dell’ M5S : “Known as the “clown prince” of Italian politics, Beppe Grillo is a 64-year-old comedian turned politician…“. Ora che ci penso… Reagan era un attore. Vabbè, vuoi mettere uno che ha recitato a Hollywood vestito da Cowboy con uno che faceva “Te la do io l’America”. Se almeno Grillo avesse fatto l’Actors Studio.
Quadro generale: gli italiani adesso hanno una triade composta da un vero mediocre, un vero puttaniere ed un vero punto di domanda. Buona giornata !
Altro argomento. Quel gondone del gatto si è presentato alla finestra della nostra camera da letto. Si mette sul davanzale, protetto dalla persiana ed aspetta che qualcuno si alzi. Appena determina un movimento in casa si alza e si mette a miagolare. Allora esco di casa, sente il rumore, si lancia dal tetto ed arriva per prendersi le coccole ed il cibo. Mi sa che sarà così per sempre. Anche il Botia mi aspetta tutte le mattine, ma è molto più silenzioso. Sulla sella del motorino c’era uno strato di pioggia ghiacciata; l’ho tolta a malapena e dopo un km avevo il sedere in ipotermia. Ancora adesso ho una sgradevole sensazione al fondoschiena. Ma considerando che il fondoschiena può essere soggetto a fastidi ben peggiori, lungi da me lamentarmi.
Addendum Elezioni. Mi sono copiato ed ivi incollo un commento che a me sembra ragionevole, tanto per non perderlo nell’infinito mare di Internet.
Del film Blade Runner quasi tutti ricordano la frase pronunciata da Rutger Hauer :” Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi”. I commentatori politici sia italiani che stranieri potrebbero tranquillamente usarla per raccontare cosa è successo in questa tornata elettorale, ed è la dimostrazione che la politica italiana è diventata quasi un mistero Mariano.
Il suicidio politico del PD che a novembre veniva accreditato di una vittoria schiacciante sull’onda del successo delle primarie, il cattivo risultato di Monti che ha dissipato l’immagine di salvatore della patria portando in dote alla coalizione che lo sostiene poco più del 3% dei voti, la straordinaria rimonta di Berlusconi, cacciato solo 15 mesi fa dal governo, deriso all’estero e dato politicamente per morto che praticamente ottiene gli stessi voti del PD esattamente come successe nel 2006 ed infine la pirotecnica affermazione di Grillo fanno quasi gridare al miracolo.
Bisogna accettare i risultati elettorali ma da qui a prevederli ce ne corre e sembra che nessuno ci sia riuscito. Non si spiegherebbero altrimenti gli errori inanellati da almeno tre dei competitori.
Il primo errore è stato commesso dal PD. Si sono comportati come Occhetto nel 1994, erano talmente sicuri della vittoria che hanno deciso di puntare su Bersani, architettando le primarie, chiuse e con il doppio turno, per impedire che Renzi prendesse i voti di molti dei delusi del PDL. L’immagine data dal sindaco di Firenze era quella di un partito degno della socialdemocrazia europea che probabilmente avrebbe vinto a mani basse ma non gli e’ stato perdonato di voler pescare voti nel bacino elettorale dei “berlusconiani”.
Quello che sarebbe normale in qualsiasi democrazia che voglia essere bipolare e maggioritaria, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, in Italia viene vissuto come infamante.
Il PD, nato dall’idea di Veltroni per essere maggioritario, rifiuta di esserlo, probabilmente perché ancora legato ad un nefasto concetto di superiorità non solo ideologica ma anche antropologica. Dalla questione morale dei tempi di Berlinguer a mani pulite hanno sempre raccontato al mondo di essere il partito degli onesti, e l’hanno ripetuto come un mantra così ossessivo che hanno finito per crederci davvero, anche di fronte all’evidenza contraria. Ad aggravare l’ubriacatura data dalla presunta superiorità c’è l’opinione, condivisa da molti della cosiddetta intellighenzia, che gli elettori di centrodestra siano poco più che “l’Involuzione della specie” come afferma Andrea Camilleri in un articolo dedicato “all’Homo Berlusconensis” su Micromega o addirittura “Antropologicamente diversi” come afferma il procuratore Gian Carlo Caselli.
Il secondo errore è stato commesso da Monti. Il professore ha sempre tenuto a presentarsi come un tecnico e non un politico, come se essere un politico fosse infamante, ma in realtà per ricoprire per più di 15 anni l’incarico di commissario europeo, oltretutto nominato dal centrodestra e confermato dal centrosinistra, si deve “per forza” essere dei politici.
Il vero problema è che è sempre stato nominato dall’alto e mai eletto dal basso e quando ha deciso di “salire in politica” ha sbagliato completamente le alleanze. Presentarsi come il paladino delle riforme e scegliere come compagni di strada Casini, mestierante della politica erede della scuola democristiana, e Fini, che dopo 8 legislature passate in parlamento può vantare come massimo risultato quello di aver affondato il governo di centrodestra con la maggioranza più ampia mai vista in Italia, non poteva certo metterlo in buona luce di fronte agli Italiani.
Il pessimo risultato elettorale, con l’UDC cannibalizzato e la scomparsa di FLI dimostra che molto probabilmente avrebbe ottenuto un risultato migliore correndo da solo.
Il terzo errore è stato commesso da Berlusconi. La brutta figura rimediata con il caos delle primarie, poi abortite, e il passo indietro, poi rientrato, hanno dato la chiara impressione che il PDL fosse destinato a sciogliersi come neve al sole appena il vecchio padre padrone si fosse defilato. Anche l’offerta fatta a Mario Monti di diventare il leader dei moderati italiani, scelta più che logica visto che entrambi fanno parte del PPE, è risultata impraticabile.
E’ obbiettivamente difficile diventare il leader della coalizione che ha fatto cadere il tuo governo e l’errore fatto dai Popolari Europei che hanno presentato il professore come l’unica salvezza possibile, attaccando duramente Berlusconi non ha fatto altro che peggiorare la situazione.
Il vero vincitore a questo punto è Grillo ma un conto è gridare “vaffanculo” durante un comizio, un conto è sedersi in parlamento e cercare di mettere in pratica le idee quantomeno strampalate, alcune veramente folli, che si sono urlate in campagna elettorale. Il buon Beppe dovrebbe fare un bel bagno di umiltà e capire che gli italiani non hanno votato per lui ma contro la politica in generale. Non sono insomma diventati tutti NO TAV o favorevoli al salario di cittadinanza, che peraltro non avrebbe alcuna copertura, ma semplicemente hanno voluto mandare un messaggio ai partiti.
Oltretutto il travolgente successo dei 5 stelle spaventa gli stessi vertici del movimento, che nonostante la retorica un po’ farlocca della “rete” ci sono eccome, perché con tutti i parlamentari che porteranno a Roma saranno costretti a far vedere il bluff e perderanno quel potentissimo strumento di suggestione elettorale che è il “se ci fossimo noi in parlamento…”.
Un conto è proibire ai tuoi candidati di partecipare ai dibattiti televisivi perché hai paura che si scopra che sono o estremisti o il vuoto pneumatico, un conto e’ dirigere una pattuglia di deputati e senatori molto consistente. Non per niente lo stesso Grillo si e’ ritirato in un silenzio assordante e le poche frasi pronunciate sono state di una banalità disarmante tipo la “fantasia al potere”.
Ricorda un po’ il Togliatti nel novembre del 1947, quando Pajetta alla testa di un gruppo nutrito di partigiani comunisti assaltò, armi in pugno, la prefettura di Milano. Ad un certo punto sembra che abbia telefonato al Migliore per comunicargli esultante che avevano il controllo della prefettura e sembra che Togliatti gli abbia risposto una cosa del tipo: bravi! e adesso cosa ve ne fate?
Il vero problema oggi è trovare una maggioranza che possa governare il paese, ma le prime dichiarazioni dei vertici del PD che parlano di vittoria, esattamente come fece Prodi nel 2006, e tutti si ricordano come andò a finire, non sembrano preludere a niente di buono.
L’odio nei confronti di Berlusconi potrebbe prevalere ancora una volta rispetto al bene dell’Italia, perle come “la politica è l’arte del possibile” o “visione flessibile della politica” dette ieri sera da un esponente del PD particolarmente nervoso a Porta a Porta per giustificare una eventuale alleanza con i Grillini, sembrano uscite dal vocabolario di un democristiano degli anni ottanta e confermano che il PD non ha assolutamente capito quello che è successo, sono convinti che gli italiani siano stanchi del solo Berlusconi mentre la gente è stanca anche di loro.
Oltretutto affermare che “fra un grillino e un berlusconiano preferisco un grillino” denota l’impossibilità per il PD di essere un partito normale. E’ un partito che ancora considera gli avversari dei nemici, e pur di mandare a caso il nemico non si cura delle conseguenze come è testimoniato dall’affermazione di Bersani nell’autunno 2012, in pieno attacco al debito pubblico dell’Italia, “intanto mandiamo a casa Berlusconi, poi vediamo” come se fosse stata una buona idea per tranquillizzare i mercati una crisi al buio senza alternative chiare.
Forse è un retaggio della lotta di classe che per loro è ancora in corso ma intanto i Renziani se la ridono sulle macerie.
di Pietro Torri © 2013 Qelsi