Da salvare.

C’è un numero infinito di fotografie nelle quali si incappa navigando in Internet che viene voglia di conservare perchè sono belle. Questa non è più bella di tante altre, però per una volta l’ho copiata ed eccola qui. Ignoro il nome, la provenienza dei protagonisti ed ogni altro dettaglio, salvo la specie di entrambi.

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Defogliare i finocchi.

defogliare

Esauriamo subito questa variazione del tema finocchio = omosessuale maschio; il messaggio si rivolge a chi, vedendo la vita stessa del pianeta minacciata dalla omosessualità, userebbe il napalm contro gli omosessuali, defogliandoli; non fatelo però nel reparto verdure del supermercato, chiaro ?

All’età di 50 e fischia anni suonati, non vedo sinceramente alcun tipo di elemento caratterizzante che alteri il piano di egualità tra etero e omo, tuttavia sono nato e cresciuto in una società omofoba e dunque il termine finocchio mi suscita l’immediato accostamento con un omosessuale sul quale fare facili ironie.

Tutto ciò premesso mi resta la perplessità su perchè la direzione di un supermercato debba invitare i clienti a non defogliare i finocchi. Immagino perchè ci sono persone che tolgono quei picogrammi di foglie verdi prima di pesare il prodotto. Come se io sbucciassi la frutta per risparmiare sul peso. Posso capire chi ogni tanto si lamenta con chi vende i carciofi con il gambo attaccato, o l’ananas con la pianta attaccata, il caffe con Del Monte in persona incollato alla lattina di macinato, ma la fogliolina verde ?

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La Pfm si anima.

natre

Non so come commentare questo piccolo evento. Due anatre sguazzano nella Pfm. Sono probabilmente le medesime che qualche giorno fa volteggiavano qui intorno ma che avendoci visti si erano allontanate. Immergono frequentemente la testa sott’acqua, probabilmente trovano qualcosa da mangiare. Se non ricordo male mangiano alghe e piccole piante acquatiche.

Ottime in agrodolce con le patate. Scherzo.

dett

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Vecchio gelso.

 

addiogelsoSticazzi Alert. Non importa, ecco la notizia; il vecchio gelso che ornava il cortile della maestosa tenuta basaluzzese è pronto per continuare il proprio ruolo nel ciclo naturale della vita. Perchè è morto ed in queste ore le Panzerdivision Rumene lo stanno tagliando, al suo posto un giovane tiglio. Infatti quando si toglie un albero morto bisogna mettere al suo posto un giovane albero che possa adottarne lo spirito. E’ assolutamente vero e chi non crede in queste cose è un insensibile galuscio.

Miriam è molto dispiaciuta; per sua stessa ammissione, di tutti gli alberi che ho messo a dimora in questi anni e di tutti gli alberi esistenti, ha a cuore solo quel gelso. O per meglio dire, aveva. L’incredibilmente lieve natura della vita, così forte e cosi debole allo stesso tempo e che cazzo sto a dire ? E non ho neppure assunto sostanze psicotrope.

Foto di repertorio, siamo nel 2003.

Foto di repertorio, siamo nel 2003.

In realtà anche a me un po’ dispiace; quando anni addietro acquistammo il rudere che sarebbe poi diventata la nostra prestigiosa villa con ampio prato annesso e doppi servizi, la prima cosa che feci, prima ancora di iniziare a pensare al cantiere, fu quella di liberare il gelso dalle infestanti che lo avevano ricoperto durante 15 anni di abbandono. Il vecchio gelso verrà cippato e sparso nel bosco intorno, dove diventerà terra per le future piante. Ammesso che il riscaldamento globale del pianeta consenta ancora nel giro di un paio di decenni la crescita di alberi a Basaluzzo. Metterò a dimora piante succulente, cactus insomma.

newgass

Intanto è spuntata l’erba seminata due settimane fa. E’ davvero un piccolo spettacolo.

chip

In fondo è solo un topo.

In fondo è solo un topo.

 

 

 

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Solo qualche foto per il momento.

Punta Chiappe, vicino a Cala dell'Oro, San Fruttuoso di Camogli

Punta Chiappa, vicino a Cala dell’Oro, San Fruttuoso di Camogli

Porto Pidocchio, West Coast Promontorio di Portofino (suona benissimo, astenersi commenti)

Porto Pidocchio, West Coast Promontorio di Portofino (suona benissimo, astenersi commenti)

Scream & Shout. (?)

Scream & Shout. (?)

Devo aver sbagliato i dosagi di erbicida.

Devo aver sbagliato i dosagi di erbicida.

Quest’ultima foto risale al 1983. Mount St. Helen, stato di Washington. Per chi ha poca memoria, si arrangi. Ho scattato le prime due lo scorso Lunedì mentre ero in missione a San Fruttuoso.

Altro argomento; NON SOPPORTO chi su Facebook sale sul pulpito e scrive commenti acidi su personaggi della politica, ma lo fa senza saper usare la grammatica. Generalmente sono leghisti o sinistrosi; ultimamente questi ultimi si odiano mentre i destrosi apparentemente si sono dissolti. C’è Alfano con il premio “Ma che faccia da Pirla” che tiene alta la bandiera della retorica di parte destra. Comunque questi aizzapopolo che stigmatizzano il comportamento di qualche personaggio della opposta contrada scrivono in italiano inverecondo. Oh, cazzus, anch’io faccio errori di ogni tipo, ma i fustigatori delle reciproche opposte miserie non conoscono neppure i fondamentali. E quando lo faccio notare, nota stonata nel mucchio di risposte e commenti adoranti a prescindere, fanno finta di non vedere. Prima o poi mi aspetto qualche risposta alla sessantottina tipo “sei un fascista”.

 

 

 

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Luna.

Visto che ho la luna per traverso e sono lunatico, ho aggiunto sulla home page una bella icona che mostra la fase lunare, permettendo a tutti di sapere quando non devono uscire di casa, seminare i fagioli, ingravidare la compagna o farsi ingravidare dal compagno o entrambe le cose, togliere la muffa dai muri ed i funghi dal frigo, imbottigliare il vino, distillare la grappa, cospargersi di cenere di topo e correre nudi nei canneti, fare la pipì contro vento. Insomma tutte quelle attività che si devono fare o NON si devono fare quando c’è luna piena.

 

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Ansia & depressione.

Mi tocca riportare integralmente un commento di Jenny Lawson su Facebook di qualche ora fa.

This is going to sound crazy, but I’m going to say it anyway. In the last week I’ve seen so many people struggling with suicidal thoughts, or who are dealing with the aftermath of a recent suicide. I don’t know how this works, but it seems like these things come in clumps. Like the moon pulls too hard or something in the air causes so many of us to struggle with our brains. Then it gets worse instead of better because suicide is so contagious and depression lies so well. Just know that if you’re reading this it’s a sign. It’s a sign that you’re important. It’s a sign that you need to know that you’ll get through this. It’s a sign to remind yourself to be kind to yourself and to others, because everyone is fighting their own hard battle. It’s a sign that you matter. If you doubt it even for a second, call the suicide hotline. Call them right now. I’ve talked to them before and they want to listen. Talk to your friends or family. Don’t be afraid to ask for help. It isn’t easy, but you’re worth the fight. Take my word for it. Or take the word of every person who has lost someone to the demons in their head and desperately wish they could have saved them. Fight. Keep breathing. You’re still alive and that means you’re winning. Keep up the good fight, my friend.

Ma guarda che combinazione. In questi ultimi 10 giorni ho iniziato a sentirmi sempre più  nervoso, anzi direi incazzato. Ho ingigantito sempre più alcuni accadimenti di entità fisiologica e di routine quali piccoli dissapori interni, telefonate e messaggi, toni di voce e silenzi di terze persone. Quando inizio a vedere tutto sotto la lente della paura e del complotto, quello è il primo segnale. L’ansia e la rabbia mi sono montate ed ho iniziato a dormire sempre di meno, ieri pomeriggio il crollo. Ho davvero pensato alla morte come ad una soluzione perfetta di fronte al convincimento che tutto stava precipitando intorno a me. la mia disperazione ed impotenza erano, semplicemente, totali e paralizzanti.

Ed oggi su Facebook Jenny Lawson, altra buona come depressioni, ansie, ciclotimie, idee bislacche, suggerisce in base alla propria osservazione del mondo che la circonda da vicino che ci siano periodi nei quali – salcazzo perchè – la gente predisposta si trova nel mezzo di una improvvisa tempesta e rischia di naufragare.

Intendiamoci, per un depresso ciclico come sono io, un pomeriggio come quello di ieri non sorprende. Come ho già detto precedentemente; la depressione, quella vera, non è comprensibile da chi non ne soffre ed è anche difficile da spiegare. Comunque sia, la teoria della Jenny non mi giunge nuova nelle orecchie. Anzi sono abbastanza convinto che ci sia una combinazione di elementi inesplorati che in certe condizioni e con certi parametri innescano diffusamente una tensione specifica che nelle sindromi depressive o ansiose rischia di esplodere brutalmente. Per carità, nulla di esoterico, di misterioso, di paranormale. Soltanto l’ennesima prova – secondo il mio parere-da-ragioniere – che noi siamo un tutt’uno con il pianeta e che tutto ciò che noi siamo e facciamo è influenzato in qualche sottile maniera da ogni atomo che compone il mondo. Il problema è che non avendo la più pallida idea di come intervengano queste interazioni, possiamo far finta di nulla e tirare avanti cercando di essere sereni. O per meglio dire, vacaghér.

Altro argomento. Come programmato, Miriam ieri è andata in “gita scolastica a Milano” con un gruppo di amiche. Ho già manifestato il sospetto che quando l’organizzatrice cerca un autobus da noleggiare, i diversi autisti estraggono a sorte la paglietta; chi ha quella corta deve partire. Ho già detto che 4 ore tra andata e ritorno per un autista è una prova dura, tanto che la scorsa volta l’organizzatrice a bordo aveva chiesto alle amiche di parlare un po’ più piano perchè il guidatore aveva mal di testa. Tuttavia l’autista di ieri aveva dei problemi ben oltre il lecito. All’andata stava per imboccare la Sopraelevata, ma è stato dissuaso dalle gitanti. Si è perso a Milano in entrata. Si è perso a Milano in uscita. Verso Pavia ha annunciato con l’altoparlante che era stufo e che si augurava di non vederle mai più. Ha diretto il bus in una stazione di servizio verso Tortona. ha accostato il mezzo, spento il motore e si è ammutolito senza dare spiegazioni. Dopo mezzo minuto durante il quale le gitanti pensavano che sarebbero finite sul giornale per qualcosa di estremamamente sgradevole, ha rotto il silenzio ed ha annunciato “Voi che sapete tutto, adesso mi dite dove devo andare, che uscita e che piazza vi devo portare”.

Peggio di tutto però, durante la guida parlava al cellulare e quando la cosa gli è stata contestata da una del gruppo si è anche risentito.

La mia diagnosi sull’autista; personalità immatura con un falso senso di superiorità verso il sesso femminile, nessuna predisposizione alla guida di un autobus turistico e probabilmente verso alcun veicolo. Dopo un episodio del genere dovrebbe essere mandato in una cooperativa agricola a zappare l’orto per un certo periodo e dovrebbe rivedere e chiarire con un medico i suoi retaggi culturali sulle donne. In inglese; a true Male chauvinist asshole.

 

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Note sulla data.

Come mi era stato avvedutamente suggerito da un affezionato visitatore delle webcam, avevo cercato il modo di inserire nelle intestazioni delle pagine la data del giorno.

Attenzione; segue una descrizione per la quale STICAZZI è un concetto troppo riduttivo.

Ho trovato dunque uno script in Java – credo si dica così – che permette di andare a pescare non so dove la data del giorno. Però, come mi è stato prontamente segnalato appena sistemata, la data era ferma a Marzo, mentre ieri era Aprile. Uno scherzo del cazzo ? Si, di chi ha inventato la numerazione dei mesi, laddove Gennaio corrisponde a 0 (zero) e così via, dunque il 4 corrisponde a Maggio e non ad Aprile, Aprile è uguale a 3, contrariamente a come il popolo bove è abituato a pensare. Ho dovuto aggiungere +1 al contatore dei mesi. Utilità di chiamare Gennaio 0 ? Lo ignoro. Ma non era ancora finita. Se io voglio riportare l’anno domini con la formula di rito mi viene fuori un agonizzante 114. Perchè l’inventore di Gennaio-zero si è anche premurato di stabilire che l’anno zero è il 1900, dunque l’anno attuale è il 114. La logica ? Ho il timore che abbia a che fare con qualche sorta di politically correctness perchè così i non-cristiani non stanno a farsi esplodere le mutande o le scarpe per la rabbia che l’anno Zero sia considerato come la nascita de nemico. Ho corretto anche quello ed ora – spero – la data viene mostrata nel pieno della sua bontà gregoriana.

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Bilancio della giornata.

Partirei segnalando fin da subito il fatto che oggi il mio umore era:

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ossia mi sono già svegliato con il belino inverso.  Dormo male da qualche giorno e so bene che l’insonnia è come lo scirocco per le perturbazioni atlantiche. Precede la depressione. Se qualche occasionale visitatore apre questa pagina casualmente perchè cercava una marca di mutande e non sa cosa aspettarsi, gli suggerisco di andarsene immediatamente perchè quello che segue è uno sfogo, un inutile, banale comune sfogo. E niente mutande.

  •  E-mail del cazzo. E’ quello che ho scritto io. Ho a che fare con partners aziendali foresti. Il mondo intero sa che i levantini gestiscono le proprie aziende considerando i soci di minoranza delle merde. Ossia, fanno il cazzo che gli pare sostenendo che in quanto molto bravi, non vogliono essere disturbati mentre manovrano. Il 99% delle volte sono bravi davvero e dunque fanno si i loro porci interessi, ma anche quelli dei soci di minoranza. E’ quell’1% che costituisce il rumore di fondo della partnership che mi inquieta. Mi va bene 364 giorni all’anno, ma 1 giorno all’anno chiedo delle spiegazioni. E mi riesce malissimo, pur sapendo di avere il diritto di chiedere “ma che cazzo state a dire?” Dunque pur conscio che si tratta di una mail scritta col culo dell’ansia, mi incazzo se non mi arriva prontamente risposta. Mi immagino il destinatario che si mette una mano sulla faccia (facepalm) quando la riceve. E perchè dovrebbe rispondermi subito ? Insomma, questo ritardo agita in me scenari inquietanti.
  • Telefonata del cazzo. Questa l’ho ricevuta. Quando una strategia di investimento mi viene magnificata due anni fa, ed improvvisamente mi viene messa in dubbio dalla stessa fonte, mi inquieta. Dunque sono stato inquietato in entrambi i sensi, in entrambe le direzioni.
  • Allora tolgo i tutori. A trenta pioppi cipressini. Ed invito il piantumatore che si occupa delle immense tenute basaluzzesi di utilizzare una tecnica diversa da quella che usa abitualmente. Gli ho anche stampato una relazione del British Ortoagricoltural-botanical-sa-la-minchia Society. Scontro tra “l’ho sempre fatto così anche senza una merda di diploma” e “noi britannici insegniamo alla Galassia come fare dai tempi in cui eravamo una colonia romana, anzi da ben prima”. Ed io sono in mezzo. Comunque io sostengo gli anglosassoni, basta che non si parli di cucina.
  • Ed arriva lo stallatico. Ne sono arrivate svariate tonnellate al rimorchio di un trattore. Per l’orto. Solo che l’autista, nonchè mio neo-vicino, è passato con il trattore, il rimorchio ed il suo pesante carico di merda nel mezzo del terreno coltivato a prato, lasciando due solchi profondi mezzo metro. Mentre camminavo verso di lui, deve aver visto la mia faccia furiosa ed è sceso dal trattore scusandosi, domani rimedierà fresando il terreno. Cazzo, un giorno di questi ti sfondo la porta di casa con il furgone e poi ti chiedo scusa.
  • La frase sconcia del giorno. Un mio amico oggi me l’ha ripetuta e continua a sostenere che gliela riportai tanti anni fa dopo averla letta su un periodico porno che leggevano i miei fratelli adolescenti. “Ho il grilletto duro, la fica mi tira, sento il piacere colarmi tra le chiappe“. In effetti è un capolavoro di sintesi; boh, io non mi ricordo, se lui dice che è mia la fonte, avrà le sue buone ragioni.
  • Mi uccido. E’ quello che ho pensato verso le 3 del pomeriggio. La depressione fa questi scherzi; chi non sa cosa vuol dire la depressione come stato patologico può inventarsi tutte le frasi di circostanza, ma non capirà mai come ci si sente.
  • Recupero del pallone. La scorsa Domenica ho sottratto per gioco il pallone ai bambini dei vicini e l’ho tirato sul tetto di casa. Pensavo fosse un gesto giovanile e spiritosissimo ma non avevo tenuto conto che sul tetto c’è la ringhiera anti slavina ed il pallone è rimasto la. Oggi ho costruito una pertica e con ripetute spinte il pallone è tornato nelle mani dei bambini che dunque possono cacciarlo nel torrente Biscia quanto vogliono.

Adesso però ho sonno e vado a dormire, ho preso lo Stilnox e mi si chiudono gli occhi. Domattina se mi gira aggiungo alcuni dettagli semmai più inutili e malposti dei precedenti.

 

 

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GFS; fermi tutti.

Scrivevo non più tardi di 2 giorni fa:

Le piogge che fino a due giorni fa erano state previste per questa prima settimana di Aprile sono state cancellate, anzi sembra che le ondulazioni tipiche della primavera si muovano più verso nord che verso sud, dunque tempo abbastanza stabile, niente pioggia e caldo.

Adesso sono ricomparse le piogge, non insistenti, saltuarie ma probabili per i prossimi tre giorni. E vacaghér vogliamo metterlo ? No perchè i modelli fanno e disfano senza ritegno ed i polli (chicken) come me ci cascano. Modelli del belino, non sempre ma talvolta.

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