Grazie alla Jet Stream…

… 5 ore e 15 minuti da Newark a Heathrow, ossia quasi un’ora e mezzo di meno rispetto alla media. Il comandante lo ha annunciato prima di partire, 120 nodi di vento in coda, ma ha anche detto che saremmo arrivati sui cieli di Londra troppo presto per atterrare perche’ le regole anti-rumore bloccano i voli tra mezzanotte e le 6 del mattino. Abbiamo dunque fatto un po’ di giri in tondo sopra l’aeroporto, siamo atterrati comunque con una mezz’oretta di anticipo.

Pero’ il volo per Genova e’ in ritardo di 2 ore e mezza, ci viene detto per problemi tecnici dell’aeromobile. Insomma sono qui a cazzeggiare a Gatwick. Miriam dorme accasciata su una poltroncina, io mangio compulsivamente biscotti, quelli inglesi che trasudano burro ma sono tanto buoni.

Anche i telegiornali locali parlano a nastro di quello che e’ accaduto a Parigi. Un tizio che non so chi sia afferma che chi si fissa in testa di dover uccidere in nome della sua religione non ha modo di essere convinto a pensare altrimenti. Se questa persona vive tra di noi, vive in attesa di fare il proprio dovere e dunque noi abbiamo ben poca scelta. O lo chiudiamo in un posto dal quale non puo’ uscire o lo uccidiamo. In Francia ci sono almeno 2000 di queste persone, in Inghilterra non meno di 150.

In Italia, dico io, abbiamo Angelino Alfano che ci protegge.

Aggiornamento. Mentre in tutto l’aeroporto scorrono sui televisori le immagini della Marcia di Parigi contro il terrorismo, il nostro volo per Genova e’ stato annunciato, poi e’sparito. Sono andato a chiedere e prima era nell’hangar, poi stava arrivando dall’hangar, poi era in volo che doveva atterrare perche’ era in un hangar ma in un altro aeroporto. Guardo le due persone al banco che mi danno di volta in volta una sequela di informazioni del cazzo con un sorriso sardonico e cerco di essere piu’ ironico possibile. Ci chiamano quando il cancello sara’ aperto. Sono contento di poter provare che a volte anche gli inglesi danno prova di essere disorganizzati, confusi e cazzoni. E contano balle.

Alle 3 e fischia ci dicono che il cancello è chiuso, i Britannici in confusione.

Alle 3 e fischia ci dicono che il cancello è chiuso, i Britannici in confusione.

Ricapitoliamo: il nostro volo doveva partire alle 12:10, sono le 15:05, il nostro aereo non si sa dove sia. E non e’ neppure un charter, e’ un regolare voto di linea Gatwick-Genova. Fuckers.

In conclusione: beh, sono tornato a Genova. Ho mal di testa e dei brividini sospetti. Passare mezza giornata in aeroporto mi ha fatto certamente prendere un kg. e numerosi punti di glicemia, colesterolo, varie ed eventuali.

Stavo per dimenticare un brillante episodio di qualche ora fa che invece merita l’eternità di Internet. New York, ore 14:30 di Sabato; stiamo per partire per tornare in Italia ed una amica ci passa a trovare. Arriva l’ora di andare in aeroporto, scendiamo in strada insieme, fermiamo il taxi, la nostra amica cerca nella borsa il telefono invano, l’ha perso su da noi. Con Miriam rientrano nel portone e scompaiono. Il taxi se ne va. Passano i minuti e non succede nulla. Fermo intanto un altro taxi, ma dietro arriva un ambulanza, i vigili del fuoco, il trasporto dei disabili ed il taxi blocca la strada e se ne va. Dopo un po’ finalmente arrivano le due amiche, ridanciane, saluti definitivi e partiamo.

E’ successo che Miriam nella fretta in ascensore, invece di premere il tasto corrispondente al nostro piano ha premuto quello di sotto, è uscita dall’ascensore e – orrore – c’era UNA scarpa davanti alla porta di ingresso. Nella sua fretta ha pensato che in qualche modo la scarpa fosse uscita dalla valigia (eventualità totalmente non plausibile), oppure l’aveva piazzata un vicino che ci faceva un rito Voo-doo (plausibile) ma intanto si è focalizzata sulla porta. Non ha notato che la targhetta recita un numero interno diverso (dettagli trascurabili). Ha iniziato a trafficare con la chiave ma la serratura non funzionava, e lei spingeva e tirava la porta e la serratura che non voleva aprirsi… alla fine la porta si è aperta da sola dall’interno, ha aperto la vicina di sotto, preoccupata dall’attività anomala che sentiva svolgersi di fronte alla porta di casa sua.

Avrei sicuramente voluto vedere la scena. Quando ho saputo dell’accadimento ho mandato un sms alla vicina scusandomi, lei era molto divertita, non so che spiegazioni le siano state fornite, tra l’imbarazzo e le risate, credo siano state formidabili.

Post Scriptum o come cacchio si scrive. Sono le 2.30 del mattino. Qualche ora fa ho preso un efferalgan perchè mi sentivo febbricitante; temendo che lo stesso reagisse con lo Stilnox (roba per dormire) provocando una esplosione nucleare, mi sono addormentato senza prendere ilconsueto sonnifero ed ora sono sveglio con il mio ciclo circadiano che mi sta continuando a dire “error error error” e sono qui a scrivere cazzate, anche perchè mi è venuta fame, ho mangiato 2 paste secche e mentre la prima ha raggiunto felicemente lo stomaco, la seconda è ancora nell’esofago così, tanto per rompermi le palle.

Globale giornaliero

Globale giornaliero

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Profilo

iloveNYAnche oggi meno otto, cioè freddino pure per gli standards neworkesi.  Miriam ha nuovamente letto su qualche sito web che chi si fa troppi selfie ha dei problemi. Una volta si chiamavano pippe o autoerotismo, oggi si chiamano selfie e che io abbia dei problemi è noto e dunque oggi ho deciso di cambiare la foto del profilo di Facebook. Probabilmente a 53 (quasi 54) anni di età si può discutere sulla opportunità di

  1. partecipare a Facebook ed avere 68 amici.
  2. indossare cappelli destinati agli adolescenti.
  3. fare autoscatti e renderli pubblici.

Ovviamente non faccio del male a nessuno, tranne forse alla mia autostima che non riesce a sollevearsi dallo zero, ecco qui.

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Non riesco a non provare un certo fastidio peloso nel vedere la mia faccia sorridente che mostra compiaciuta se stessa adornata da un cappello dei Minions. Ma perchè faccio queste cose ?

Per dare un senso a questo altrimenti inutile post, ecco una carta veramente spaventosa, anche se quasi nessuno se ne rende conto.

 

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Oggi nel NW padano ci sono 15 gradi in più rispetto alla media. Si riferisce all’altezza di circa 1500 metri di quota, ma è ovviamente traducibile al suolo aggiungendo si e no 7 gradi al valore che viene indicato. A Torino oggi c’erano 24 gradi.

Va detto che è una situazione locale e dovuta ad una particolare concomitanza di effetti, non ascriverei il fenomeno all’aumento delle temperature medie del pianeta, ma rimane il fatto che il 2014 è stato quasi ovunque nel globo l’anno più caldo da 136 anni, dati alla mano.

Insomma da una parte i fondamentalisti islamici, dall’altra le temperature impazzite, come vogliamo farci venire le ansie, oggi ?

  1. Noi occidentali non ci riproduciamo, i mussulmani si, sono agguerriti e determinati, i nostri governi non se ne occupano e dunque ben presto la nostra cultura in Europa verrà soppiantata dalla loro.
  2. La produzione di CO2 non si ferma, la temperatura del pianeta aumenta senza sosta e ben presto ci saranno effetti devastanti e globali sulle coltivazioni e sulla produzione di cibo per una umanità sempre più affamata. Ci saranno guerre, epidemie, ricchi contro poveri. Beh, questa non è una novità.

Scegliere una o anche due delle ansie sopra descritte, senza dimenticare il cancro che è sempre dietro l’angolo. O un incidente domestico.

Buona giornata e sticazzi, anche in ordine inverso.

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Jet Stream.

iloveNYCon ondulazioni verticali che provocano questi disturbi nello scorrere delle nuvole.

streak

Che in realtà sono il risultato delle spaventosi macchinazioni complottiste della Spectre, NATO, ISPESL e delle multinazionali che irrorano il cielo di sostanze venefiche. Questa è la prova:

pretzel1

Un pretzel chimico fotografato nei cieli di New York 

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Di nuovo neve.

iloveNYLo avevo detto che c’era il rischio concreto che io inondassi di fotografie di New York con la neve. Questa mattina nuovo risveglio sotto la neve, la nevicata è durata poco ma la neve rimarrà al suolo per diverse ore. Comunque una sola foto, tanto per gradire.

9gen15

 

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Pastrami.

iloveNYTake out di Pastrami in un posto dove sul muro c’è in bella evidenza un certificato di un rabbino locale che assicura che il cibo venduto è assolutamente kosher. Per me non sarebbe un problema scoprire che il mio pastrami non era perfettamente kosher, ma per gli ebrei ortodossi lo sarebbe ed allora ecco che un rabbino-notaio appostilla la propria dichiarazione per far dormire tranquilli i più apprensivi.

heb

La busta di plastica è di una ditta famosa che produce cibo per gli ebrei osservanti, che qui negli USA sono tantissimi,  sia il tacchino che il roast beef erano deliziosi.

Sticazzi alimentari.

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Foto.

iloveNYTanto per sprecare un po’ di bits.

serba

Questa mattina nell’aria a -12 gradi Celsius.

tetti

Sono belli i colori. Sull’estetica delle costruzioni ho qualche dubbio. Queste case risalgono al periodo che va dal 1930 al 1950. Sono alte circa 12 piani, più il piano superiore che generalmente contiene i serbatoi dell’acqua potabile e qualche tetto semi-abitabile.

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Freddo 1, io 0.

iloveNYA Manhattan una buona parte delle strade si compone in una griglia. Le streets sono quelle orizzontali sulla cartina geografica, le avenues invece corrono verticalmente. Queste becere indicazioni sono superflue, ma mi servono per ricordare che il vento da nord-ovest, quello freddo che arriva dal Canada, si incanala nelle streets da ovest verso est, nelle avenues da nord verso sud.

chill

Con questo freddo, sono cazzi sia in Fahrenheit che in gradi Celsius.

undici

La regola per prendere meno vento possibile è di camminare nelle avenues sul lato ovest perchè sei ridossato dalle case, nelle streets possibilmente da ovest verso est per non avere il vento in faccia. Ovviamente se la meta da raggiungere impone di camminare contro vento e non al riparo dal lato giusto, sono cazzettoli. Sento l’alito di milioni di persone cha hanno detto e scritto le stesse banalità che ho appena composto.

Anyway, con queste condizioni meteo meno si esce, meglio è. Avevo in programma di uscire a cena per la mia dose settimanale di carne, ed invece è stato unanimemente deciso di restare a casa, con il frigorifero mezzo vuoto. Avevo dunque ricevuto istruzioni di comprare dei ravioli fatti in casa ma il supermercato che li vende è a 9 strade e 2 avenues di distanza. Troppo con questo clima. Allora sono andato in un altro supermercato ben più vicino che non prepara pasta fatta in casa. Per mettere una pezza ho preso dei tortellini della Buitoni ripieni di pollo e rosmarino. Io non so se in Italia vendono tortellini ripieni di pollo e rosmarino, di certo non li ho mai cercati.

Erano abbastanza cattivi. Il pollo come ripieno è una cosa alla quale non sono abituato. Fa parte – credo – di qual bagaglio di antiche misconceptions che gli Americani hanno ancora oggi sulla cucina Italiana. Come quando mangiano le fettuccine Alfredo.

cap3

La Buitoni, ormai globalizzata dopo che è passata alla Nestlè, vende nel mondo queste merde facendole passare per specialità italiane. Le due alternative erano – rispettivamente -tortellini ai 4 formaggi e tortellini ai 3 formaggi. Non so quale formaggio sia stato eliminato dalla versione a 4, ma mi restava il dubbio che i 3 formaggi superstiti fossero sottoscarti della lavorazione del sebo cutaneo dei cani Terranova. Il pollo, poveraccio, sarà stato uno di quelli allevati in un infernale batteria, pieno di antibiotici e di altri materiali chimici. Magari l’antigelo che ho mangiato mi verrà bene impedendomi di congelare domattina. Nel mentre scrivevo queste puttanate, la temperatura si è abbassata di un altro grado, arrivando ai valori che erano stati previsti.

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Je suis Charlie.

Capture

Ogni giorno muoiono migliaia di persone al mondo per mano violenta di altre persone. Nella storia dell’umanità sono morte milioni di persone per colpa del fanatismo religioso. Dunque nulla di nuovo sotto il sole. Potrei suonare ipocrita dicendo che questo episodio di Parigi mi rattrista più di altre qualsiasi 11 morti di anonime vittime in Siria o in Medio Oriente o in Africa. Però è così. Questi mi bruciano particolarmente.

 

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Solo alcune foto.

iloveNYMa non proprio della neve in se,  simili o vagamente correlate – ed altrettanto mediocri.

 

cocc

Questa statua è in una stazione della metropolitana. In effetti con la neve c’entra poco, ma io l’avevo detto.

pinaMentre questa è Miriam che esce da un taxi nella neve. Sorride per una forma di paresi che le viene al trigemino quando la temperatura scende sotto lo zero. Oggi la temperatura non è mai salita sopra lo zero e Miriam non ha mai smesso di sorridere. Adesso però ha smesso perchè al chiuso la temperatura è ben sopra il punto di congelamento e dunque grugnisce con il mal di gola.

lag

Questo è il solito laghetto dove nella bella stagione passo diverso tempo con Miriam a chiacchierare, ma senza disdegnare di guardare le numerose belle ragazze che transitano. In genere faccio finta di interessarmi a tante altre cose come cani, bambini e piccioni, per darmi un contegno. Ma lei mi stana sempre perchè solo in certe circostanze mi cade la mascella ed assumo quel tipico sguardo da pesce bollito.

qua

Questa è un’anatra canadese nel Parco. Leggo su Wikipedia che “…the Canada geese range from 75 to 110 cm  in length and has a 127–185 cm wingspan. The male Canada goose usually weighs 2.6–6.5 kg ” Insomma è bella grossa ed ho letto qualche tempo addietro che causano grossi problemi al trasporto aereo. Chissà se sono buone da mangiare, mi sa di no.

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Neve: non avrò pietà.

iloveNYSommergerò queste pagine di fotografie di New York sotto la neve. Questo è il mio blog e mi piace la neve,  mi piace New York, dunque le due cose messe insieme provocano una combinazione noiosa all’inverosimile.

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snoooo

E non sono ancora andato nel Central Park. Le previsioni dicono che farà non più di un pollice di neve (2,50 cm.) e che dopo farà ancora più freddo, dunque la neve si conserverà per essere fotografata ad oltranza, a dispetto della ripetitività delle foto.

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