Lievi problemi tecnici su RC2

Talvolta la foto è assente. Ricompare facilmente dopo 10 minuti, ma resta il fatto che si è trattato di un errore di trasmissione. Il LOG mostra ripetuti tentativi andati a vuoto nel corso dei giorni precedenti. Ovviamente non ho idea di cosa possa essere anche se sospetto possa essere il cavo di rete che sente il peso degli anni. Anche la precedente M10 dava segni talvolta di restare isolata e forse realizzo che non era colpa sua. Poi è andata in modalità Andy Wharhol ed ora è nella sua scatola, non ho il coraggio di buttarla via.

Questa invece è la RC1 che ha anch’essa più anni del lupo ma che per il momento funziona egregiamente. Se, così affermando, mi sono tirato addosso una gufata e domani la RC1 esplode, peggio per me.

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Questa sera mi stordisco con…

Prokofiev, Danza dei cavalieri di Romeo e Giulietta. You Tube è amico. Prima la London Symphony Orchestra, poi un portoghese, poi un polacco, poi un russo alla BBC, infine Abbado con la mitica Berliner che, ai tempi dei dischi in vinile, mia madre ascoltava perchè negli anni 60 c’era solo quello. Abbado, forse quello che mi è piaciuto di più. Incredibile – per un profano come me – come i diversi direttori di orchestra interpretino in modo così diverso un identico spartito.

Questo è un veloce passaggio di Abbado. I tedeschi talvolta mi sembrano tirchi come pochi,  mettono on line solo degli estratti. Ti dicono che la versione completa è sul loro sito ed invece li, non c’è un beato cazzo.

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Alcune foto, belle però.

Perchè le ha scattate il Consulente Biologico con la sua nuova macchina fotografica.

Uno degli storni che hanno nidificato tra i coppi del tetto, tre metri sopra il letto dove dormire di mattina è, in questa stagione, difficile. Probabilmente sta cantando. E spero che i piccoli crescano in fretta e liberino il nido, così torna il silenzio,

Direi una farfalla, che sugge il nettare dei fiori di camomilla.

Un corvo o una cornacchia che si abbevera alla Pozzanghera. Si vedono anche: le piante acquatiche che stanno invadendo il mondo, alcune foglie di ninfea con un fiore.

Uno scoiattolo. Questa specie è autoctona di queste parti, dicono che stia soccombendo alla specie americana, importata e liberata senza pensare al fatto che è una specie dominante. L’ho letto davvero ma sospetto che possa essere una balla o una mezza balla.

Grano quasi maturo e dietro una striscia incolta dove prosperano le piante di camomilla.

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Update Querce ed altro.

Tralascio la Q1 che ormai è alta un paio di metri. Le altre 4 querce di Central Park, durante il loro primo anno di vita sono state praticamente ferme con pochi centimetri di sviluppo ed una manciata di foglioline. Adesso invece si vede qualche cenno di vitalità più marcata. Ecco le foto.

Q due

Q tre

Q quattro

Q cinque

Le foto sono ritoccate altrimenti non si vedeva un accidente. Dovrò rifare la protezione anti animali per dare più spazio alla crescita. Ma sticazzi.

Altro argomento. Ho provato a scrivere alcune righe sulle elezioni a Genova della prossima settimana. Le righe sono diventate tante, troppe. Ho riletto e mi sono accorto di aver scritto delle banalità inutili, delle cagate. Ma ho le mie idee e sto pensando di mandare in black out le righicam a seconda dei risultati. O mettere qualche immagine in sovraimpressione per rendere le fotografie grottesche e inguardabili. Oppure no, me ne batto il belino, intanto non ho figli e negli anni a venire conto di passare lontano da Genova sempre più tempo possibile.

Il mio messaggio politico infine è racchiuso in questa chicca che ho rubato on line. E’ il messaggio che mando ad una abbondante quota degli amministratori di Genova degli ultimi tre decenni. E a chi li continua a votare perchè convinti che va bene così.

 

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Due foto banali con spiegazioni.

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Questa, che potrebbe sembrare una foto anonima, è in effetti una foto anonima. L’ho salvata perchè ha colto un raggio di sole che illumina Corso Gastaldi e Costa d’Orecchia (mi pare). Poi un altro raggio illumina una nave in rada. Lo dico se qualcuno pensa di offendersi.

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Anche questa è una foto priva di interesse, ma si vede Gastone poco prima che spiccasse il volo in direzione Ovest. Qui era nella sua zona di pesca preferita, e gli auguro di aver fatto un buon breakfast.

Nota ittica; non ho ancora visto avanotti 2017. Immagino ci siano ma nascosti tra le piante acquatiche.

Nota meteo; spero davvero che nei prossimi due giorni piova un po’. Sono previsti fenomeni temporaleschi e dunque l’aleatorietà della previsione è massima.

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GIURA che non la metti su Internet.

Ma io sono uno spergiuro laddove il mio mentire serve ad una giusta causa, per esempio ricordare e salvare questa immagine di Miriam che sfoggia un seno da quinta/Duplo Ferrero. Ho copiato l’idea da qualche altro insano che lo ha fatto prima di me e, devo ammettere, molto meglio.

Adesso devo solo diffonderla tramite Facebook, ed è fatta.

Nota tecnica. L’ottenimento di un risultato ottimale non è affatto facile. Il braccio da solo non garantisce che la proporzione sia plausibile, nel senso che il Duplo risulta troppo vicino alla macchina da ripresa, in questo caso il mio telefono. Per incrementare la distanza tra telefono e Duplo ho dovuto avvicinare il telefono al mio naso e, come risultato, l’allineamento non è perfetto e la dimensione delle Duplotette è eccessiva. In questa sede di sperimentazione ho pertanto richiesta l’assistenza di terze persone. allontanando la distanza tra obiettivo e Duplo, le Duplotette risultano di una dimensione migliore.

 

 

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Le immancabili foto al tramonto.

La pozzanghera da una diversa angolazione. Il livello dell’acqua è sceso, le alghe emergono, ora che gli USA sono usciti dal trattato di Parigi sul clima, non succede nulla.

Questa è l’ultima piantumazione, anno 2017. Un centiaio di umili acacie, o robinie (non ho ancora capito la differenza). Quelle morte sono state rimpiazzate ed ora sembrano tutte in buona salute

Questo è il campo a nord della pozzanghera. Gli anni precedenti era tagliato. Poi ho realizzato che nell’erba alta vivono animali di tutti i tipi, allora taglio un anello intorno e lascio l’erba intatta. Per aggiungere una nota di architettura sofisticata rurale, il bordo è tagliato lasciando una forma ondeggiante, soluzione che mi rende molto orgoglioso e spero di finire pubblicato sulla rivista “campi e prati d’elite” edito da Condè Nast.

Altro argomento.

Come se non fossero bastate le pompe sulla Righicam 2 rimpiazzata, ecco due foto conclusive dell’installazione. Mi soffermo su aspetti tecnici che mostrano come il montaggio sia stato eseguito al risparmio, in modo approssimativo e destinato ad un veloce deperimento.

 

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Il masticone periodico delle statistiche.

Disclaimer. Sono conscio del fatto che le statistiche prodotte dal provider potrebbero essere appataccate, ossia sbagliate, fuorvianti. In più, è possibile che le mie elaborazioni siano anch’esse fatte alla cazzo e dunque il risultato finale è una serie di numeri totalmente inventati.

A fine Maggio – meno un giorno – il sito stefanome.it è stato visitato 24.686.991 volte. Il grafico delle visite mensili è il seguente.

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Il grafico è cliccabile, ossia si può vedere in dimensione originale che è poi una cagata inutile da fare. Sembra che ci sia uno zoccolo duro di poco meno che 140.000 visite mensili. E poi, tabella seguente, ho fatto una ricerca che non so bene cosa vuol dire; in teoria mostrerebbe quali sono le pagine e le immagini più viste.

Il periodo preso in considerazione è dal 1 Gennaio 2017 a ieri, 30 Maggio 2017. Osservando la tabella a fianco, si potrebbero trarre numerose considerazioni perlopiù inventate di sana pianta e far diventare questo abbozzo di polpetta avvelenata, un polpettone avvelenato di pagine e pagine di informazioni inutili. Ad esempio:

  1. La webcam più vista in assoluto è quella di Righicam Ponente, seguita con molto distacco da quella di Levante ed infine quella del Centro. Seguono quelle di Basaluzzo e di Rapallo. Ultima, quella di New York.
  2. La pagina lqf (Lascio questo forum, una colossale cretinata) totalizza 440 visitatori, roba da matti.
  3. La GAFOM (Give A Fuck O Meter) 66 visite.
  4. Mi sorprende il numero delle visite al blog. Non riesco a comprendere come sia possibile, secondo me è sbagliato.
  5. Le visite alle webcam non avvengono tramite l’apertura del sito stefanome.it ma da vi si accede direttamente, ossia da altri siti che mettono il link alla foto e non al mio sito. Quelli che ho intravisto tagliano le indicazioni che la MIA foto riporta sul bordo superiore e le mostrano come “… le nostre webcam”. Ma siete proprio dei ciaciaroni.
  6. Miriam verifica le foto delle webcam poco meno di una volta al giorno.
  7. Una sola volta in 5 mesi qualcuno ha guardato una pagina che parla della bassa pressione islandese, pagina che in verità cerca di prendere per il culo una certa categoria di partecipanti ai forum meteo.

Ho il sospetto che molte visite siano in realtà dei crawlers, che non ho ancora capito bene cosa sono ma credo che ogni volta che toccano una pagina, il contatore sale. Poi scopro che le webcam sono visitate da me e qualche sparuto visitatore che ci capita per sbaglio.

 

 

 

 

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Nuova inquadratura della Righicam 2 – Levante.

Sono andato avanti e indietro sul tetto decine di volte, alla fine il risultato non è esaltante sia per quanto riguarda la sistemazione pratica e sia per l’inquadratura. Sono soddisfatto medio. Dovrò risalire sul tetto con una pistola di silicone ed altri strumenti perchè sento di dover migliorare alcuni dettagli che potrebbero allungare la vita della webcam stessa.

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Assomiglia a quella della precedente webcam, ma ho perso di vista la bandierina segnavento ed anche il tetto è sparito, altrimenti per inqudrarli mi tocca abbassare troppo e finisce che vedo il tetto, i lecci e poco altro.  Non va bene.

Durante il montaggio ho mantenuto la webcam on-line e per qualche minuto, mentre stringevo i dadi, si è visto quanto segue:

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Non sarebbe affatto male. Si vede una valle laterale della Val Bisagno ed i monti che la costeggiano, il forte Ratti, la cava abbandonata, il Biscione. Quando venimmo a vivere qui si vedeva il Bisagno, adesso gli alberi sono cresciuti e nisba.

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Palo Medio.

220 centimetri di palo in nera vetroresina, ma circa 50 saranno ad un livello più basso della attuale posizione perchè la sbiliguda insomma ne ho per l’acciuga di spiegare, un metro e mezzo buono di guadagno di altezza che dovrebbe consentire una migliore visuale della città vista verso levante.

Ci sono ancora alcuni elementi da far quadrare e da sistemare, ma buona parte del lavoro è stato fatto ed ho solo un taglietto in un dito, tradotto in altri termini,  un successo di sicurezza sul lavoro.

Il fissaggio del palo al tetto sarà un successo perchè ho trovato il sistema giusto da Pistone, ci vado da quando avevo 14 anni, una garanzia. Il fissaggio della webcam al palo invece mi rende ancora un po’ perplesso. La mobotix vende un supporto apposito per pali ed è una roba totalmente teutonica, chiaramente ideata da un ingegnere tedesco perchè probabilmente supererebbe indenne uno tzunami, piuttosto che cedere si porterebbe dietro il tetto e la stessa casa. Purtroppo però lo stesso tetto non lo reggerebbe, è costruito in acciaio e pesa una tonnellata, è talmente pesante e voluminoso che modifica il magnetismo terrestre e rischia di deviare il pianeta fuori dalla sua orbita. Viaggia come carico speciale solo di notte. Non va bene. La mia versione per contro impiega materiali bio e umili come il legno e delle viti in ferro dolce, quello che arrugginisce in meno di un minuto da quando inizia a piovere. E’ un chiaro esempio di fai da te con poco studio e molto spera-in-Dio, ma conto su una durata decorosa prima che il tutto si disgreghi mandando la Webcam direttamente al Porto Antico in volo durante una tramontanata.

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