Statistiche accessi

Ecco un attimo di stanco onanismo digitale. Saltuariamente mi ricordo di andare a pescare i dati farlocchi del servizio statistiche del mio provider, ed ecco qui i numeri aggiornati a ieri, 19 Settembre 2017.

La pippa degli accesi giornalieri mediati su dieci giorni, altrimenti sembra un grafico impazzito.

Numero dei giorni considerati 4.594
Media giornaliera (dall’inizio) 5.496
Max accessi in un giorno 83.792
Min accessi in un giorno 41
Totale visite 25.250.056

Qui sopra, in un improbabile font patacca, i dati puntuali.

Leave a comment

Cumulonembo da manuale.

Clicca

Clicca

Clicca

Potrei scrivere un lungo resoconto su come si forma un temporale del genere, perchè fa così e come si evolve, la rava e la fava,

4 Comments

Le scarpe da ginnastica.

Mio padre era del 1915. Non l’ho mai visto indossare scarpe da ginnastica. Il mio professore di ragioneria era sempre vestito in giacca e cravatta. Un giorno che la pioggia aveva allagato il vialetto che conduceva all’ingresso si era inzuppato le eleganti e rigorosissime scarpe di cuoio e si era fatto imprestare un paio di scarpe da ginnastica che indossava con il completo grigio.

La circostanza famigliare e l’episodio shock di vedere il compassato professore con delle gaie scarpe così futili mi hanno convinto che chi – alla mia età – va in giro vestito decorosamente MA con le scarpe da ginnastica è un frillo. Ossia una persona di poco spessore che ricorre a mezzucci per cercare di assumere una personalità sportiva-trasgressiva-alternativa-figa-moderna ed uscire da un suo anonimato culturale e genetico.

Così sono stato punito dei miei pregiudizi ed ora devo indossare delle scarpe da ginnastica per combattere un fastidioso dolore ai piedi dovuto a salcazzo cosa, ma mi hanno detto che indossare scarpe da corsa aiuterebbe. Sono andato in un negozio il cui titolare è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico con il quale gli è stata rimossa la simpatia. Ma è stato professionale ed ora indosso senza ritegno delle scarpe da corsa. Prendo anche un antinfiammatorio serale. Gli antinfiammatori fanno parte del mio trittico di sopravvivenza insieme alla floxetina e ad un prodotto che inibisce la pompa protonica del mio stomaco.

Leave a comment

Ed ora uno strappo alla regola.

Invece della solita fotografia della Pozzanghera, che ha ormai rotto i coglioni a tutti coloro che spiano questo blog sperando di trovare materiale pornografico, ecco una foto fatta dal Righi questa sera.

Leave a comment

Intanto, Gastone…

Clicca

Lunchtime. Recentemente mi sono sdraiato sul moletto ed ho visto che ci sono carpe classe 2017 che conducono una vita molto riservata sul fondo, nascondendosi da pianta a pianta. Sono molto spaventati e se mi vedono scappano convulsamente. La generazione 2016, apparentemente scomparsa nella sua quasi totalità, era composta da individui tutti rossi. Questa invece è fatta da carpe che ad un primo fugace occhio sembrano i 4 pesci originali in molte diverse combinazioni; rosse, arancioni, bianche, mono, bi, tricolori, pois, tinta unita. Ed uno in particolare che ho intravisto che sembrerebbe nerofumo con qualche venatura biancastra. Direi, a naso, che la presenza di Gastone e dei suoi parenti ha risvegliato l’istinto di sopravvivenza nelle piccole carpe. Ci sono, ma è molto più difficile vederle.

Leave a comment

Il punto.

Sento l’irrefrenabile desiderio di fare il punto. L’autunno finalmente si affaccia e benchè io lo accolga con affetto, il mio difettoso sistema percettivo mi causa qualche disturbo.

UNO. Il clima mi angoscia ormai quasi costantemente. E’ come una piccola suoneria che ho in testa. Riguarda solo Basaluzzo, perchè in questi casi deve subentrare una forma di orticellismo che rifiuta gli scenari globali ma si concentra sui propri ambiti affettivi. Ho la sensazione che la natura stia deperendo, lentamente. Piove troppo poco, da alcuni anni; la terra si secca e si restringe, sempre più alberi sono deboli e muoiono. Ero partito sostenendo che non avrei innaffiato le piante perchè la natura avrebbe dovuto fare il proprio corso. Invece dopo le prime piantumazioni decimate dal seccume, sono arrivate le gocciolanti e le irrigazioni manuali ed automatiche. Ed ora ecco il progetto di scavare un pozzo, non ho ancora il preventivo che sarà salatissimo. Ma se voglio continuare a mettere alberi, è inevitabile. E gli alberi giovani vanno protetti uno ad uno, altrimenti i caprioli affamati ed assetati li uccideranno mangianone le cortecce.Insomma, non è come avevo previsto 10 anni fa quando iniziammo la questione basaluzzese. Spero davvero che il rabdomante abbia fatto il proprio lavoro e che la ditta che farà il buco centri una vena generosa di acqua.

DUE. Le recenti piogge, non abbondanti ma rinverdenti, hanno fatto assumere alla campagna quell’aspetto autunnale che io adoro e che mi mancava. Forse la stagione 2017 delle innaffiature è terminata, finalmente. Per quanto caldo possa fare il terreno rimane umido e posso destinare la poca acqua che ottengo dall’attuale pozzo alla Pozzanghera il cui livello, tra pioggia e rabbocchi, è salito di circa 5 centimetri nel corso delle ultime 2 settimane. Il prato sta cambiando colore perchè l’erba sta spuntando dopo il bruciore estivo. Nel collage che segue, la radura intorno alla Pozzanghera 10 giorni ed una manciata di millimetri dopo.

TRE. Il Cons.Bio ed i nipoti hanno fatto visita al latifondo. Mi soffermo sulla piccola creatura, 13 mesi, che si siede a tavola con noi e mangia – con grande gioia – i ravioli con il sugo di salsiccia ed a seguire la torta di bietole. A quell’età sono certo che i miei pasti consistevano in omogeneizzati e pappine dove gli ingredienti rappresentavano il disperato tentativo di non somministrarmi nulla di adulto, dunque potenzialmente mortale secondo i criteri dell’epoca.

QUATTRO. Inauguro i primi frescolini con un blando ma duraturo mal di testa. Mi fanno anche male i piedi, una attaccatura del femore al bacino, il collo, la schiena. Senso di febbrina. Miriam questa mattina mi ha detto che avevo la faccia gonfia. La ragazza del bar mi ha detto che mi avrebbe fatto un caffè molto forte perchè dalla faccia si vedeva che ne avevo bisogno. Sticazzi mi sento Geremia Lettiga. In effetti passo dei brevi periodi periodici, come se avessi un qualche ciclo, durante i quali oltre a tutti questi dolorini, sono anche stanco che mi addormenterei ovunque. E quando mi sveglio sopo più stanco di prima.

Leave a comment

Stimo una trentina di mm.

Piccolo autorigenerante questa notte a Basaluzzo. Tuoni, fulmini e due, forse tre rovesci di pioggia robusti con un po’ di grandine inoffensiva. A giudicare dalla forze e durata dei rovesci misurata alla belin di cane in base al rumore che la pioggia produce sul tetto di casa,  stimo che siano caduti una trentina di millimetri, probabilmente molti di meno, ma la stazione di ARPA di Basaluzzo non ha registrato alcuna pioggia. Stante la concreta possibilità che io avessi sognato tutto, ho verificato il radar ed in effetti non dormivo. Non sono ancora andato a vedere il livello della pozzanghera perchè non voglio rompere il belino a Gastone.

 

 

Leave a comment

I tigli che verranno.

Undici buchi per undici tigli che dovrebbero fare da contorno alla riva ovest della Pozzanghera. Sono scavi enormi rispetto al diametro del vaso, perchè mi sono rotto il cazzo di fare buchi piccoli e poi vedere le piante che stentano per anni prima di iniziare una crescita decorosa. Buchi enormi fatti fare da un miniscavatore che verranno riempiti con terra riportata di buona qualità e gocciolante per tutti, voglio vedere se riesco a battere il terreno simil cemento delle campagne del Novese.

Leave a comment

Cheese.

Dei pezzetti di toma su un crostino di focaccia sotto la griglia.

Ieri visita a Cheese, esposizione di formaggio biennale che si tiene a Bra. In rete girano molte foto o selfies di anglosassoni che arrivano a Bra e si fotografano sotto il cartello stradale perchè Bra in Inglese vuol dire reggiseno e taluni non resistono alla tentazione di fare una cosa così esaltante e spiritosa e che il cielo li aiuti. Passando tra i banchi ci sono degustazioni ed assaggi, tra i tanti mi ha attirato un formaggio caprino ultrastagionato che tengono al guinzaglio perchè se ti avvicini ti abbia e morde. L’esercente ne ha tagliata una fettina che ho pinzato con le dita dal coltello. Sono sicuro che la cosa sia illegale perchè non rientra nei canoni dell’igiene che ci chiede la CEE. Il formaggio in questione mi ha immediatamente anestetizzato la lingua ed i miei occhi hanno iniziato a lacrimare, ma ne ho acquistato una fetta perchè nella proporzione 5 parti per milione può insaporire un risotto per 10 persone e se lo conservo bene durerà decenni e ne potrò lasciare ai miei nipoti che sono i primi in linea ereditaria.

Dopo l’assaggio mi sono incidentalmente annusato le dita; non so bene come descrivere la sensazione, ma devo andare sul grossolano e trivale; se mi immagino qualcosa di paragonabile, direi che avevano l’odore come se avessi metto le dita nel culo ai maratoneti di New York alla fine della gara. O a tutte le vacche dell’Arco Alpino. Anzi, la cosa assume livelli professionali. Aspetto i 55,000 maratoneti immediatamente dopo l’arrivo e piazzo a tutti due dita nel sedere. A tutti spiego che è un esperimento comparativo commissionato da una indusria casearia locale. Poi mi chiudo la mano nella plastica termoretraibile.  Volo dal JFK fino a Malpensa ed inizio a girare le Marittime, Cozie e così via. Le due dita, tolte dalla protezione, vanno poste nel sedere di ogni singolo bovino e senza mai lavarmi. Ecco, dopo una settimana, arrivato alle Giulie, questo rende l’idea delle mie dita dopo aver assaggiato il temibile.

MOLTO PIU’ importante del formaggio, l’acqua di Basaluzzo. Questa notte ha piovuto un poco. La mattina l’aria era proprio autunnale, ma i 5 millimetri non certo risolvono la carenza di acqua ormai cronica e critica, dunque è arrivato il titolare di una ditta che scava pozzi, con il rabdomante. La ditta è seria perchè ho svolto delle ricerche tramite persone che so per certo essere serie e che mi hanno parlato di questa ditta. Il rabdomante dopo l’ispezione sostiene di aver trovato acqua in buona quantità in due vene separate a 45 e 110 metri sotto.  Allora, ci credo o non ci credo ? La ditta di scavi lo utilizza sistematicamente e la rabdomanzia ha la fama di essere una facoltà che, al lato pratico, funziona spesso.

Un rabdomane anni 50, credo.

Mentre lui andava in giro per i campi e i dirupi con il bastoncino di larice da fiume, io lo seguivo e quando il bastoncino si muoveva, cercavo di capire se lo muoveva lui con un abile movimento di polsi oppure se c’era altro. Certi movimenti sono spiegabili qualora ci sia la volontà di muovere il bastoncino. Su certe rotazioni di 360° che ogni tanto partivano improvvise, ho qualche dubbio su come si possa fare artificialmente.

Ad un certo punto mi ha detto di reggere uno dei manici del bastoncino mentre sosteneva di passare sopra un vena d’acqua. Il bastone si agitava e non mi è parso che lui muovesse il polso, ossia il bastoncino si muoveva, apparentemente, di moto proprio. Insomma, posso anche credere che senta, come dice lui, il campo magnetico generato dallo scorrere di acqua sottoterra, ma non voglio indagare oltre, a me sta bene qualsiasi cosa e l’importante è che, nel punto segnato, quando la ditta farà il buco, esca acqua.

Leave a comment

La Webcam di Rapallo.

Da i numeri. Rimane ferma per tre settimane, poi riparte, funziona per due giorni ma poi si riblocca.

Nella casistica dei malfunzionamenti, questo pattern mi mancava. Potrei pensare che sia il servizio internet che da i numeri, ma sembra che l’ADSL abbia sempre funzionato, dunque o è la webcam o le rifrazione levogira dello zucchero combinata con la mia peristalsi esofagea difettosa.

Devo fare un salto a Rapallo e vedere se ne vengo a capo.

Leave a comment