Righicam 3; aggiornamento.

Ho provato a fare un po’ di mastrussi sul software per vedere se per caso… ma non ci speravo ed infatti non ho ottenuto risultato alcuno. Allora, fatalmente, ho dovuto deambulare sul colmo del tetto. Sono molto più prudente e seguo attentamente ogni passo rispetto a quanto facevo fino a pochi anni fa.

Questo è lo stato attuale della Righicam 3. Le plastichette aggiunte qualche anno fa per proteggere la webcam dalla pioggia sono sparite, probabilmente portate via dal vento.  Il filo nero che esce dalla webcam è l’alimentazione elettrica, che da anni non si usa più nelle webcam moderne perchè la corrente arriva attraverso il cavo di rete. Il filo bianco, che originariamente era giallo, è quello di rete, trasmissione dati.

I cablaggi sono tutto sommato in condizioni decorose. Tracce di muffa ma la scatoletta ha tenuto. Invece non è decoroso il collegamento tra il cavo di rete e quello della webcam. L’uso dei morsetti volanti al posto delle spine RJ45 è quanto di più casereccio che ci possa essere. Allora però  non sapevo usare la crimpatrice (nome inventato, salcazzo come si chiama veramente) è un miracolo che la webcam abbia potuto dialogare con il router e trasmettere le proprie foto per tanto tempo. Dieci anni per l’esattezza, fu installata nel Febbraio del 2006. Ha scattato e trasmesso on line circa 1.256.400 foto che sono state viste (e qui posso solo fantasticare perchè non ho dati specifici) da qualche decina di migliaia di persone in molti stati nei 4 continenti, e viste e ripubblicate per qualche milione di volte.

Chissà se la Mobotix è interessata ad aprirla e vedere come è ridotta all’interno. Ha preso bufere di neve a 5 gradi sotto zero, temporali con grandine e vento ad almeno 100 Km/h, oltre 35 gradi e sole bruciante per 10 anni. Ho scaricato la configurazione della webcam. E’ la sua carta di identità, c’è scritto tutto quello che era e faceva. Il prossimo passo è disancorarla dal muro, poi si vedrà.

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