Ribadisco.

Una vedetta dei Carabinieri ritorna verso il porto. Era passata un’oretta prima di gran carriera in direzione opposta, verso levante. Potrebbe essere stata chiamata per disperdere un gruppo di bagnanti su qualche spiaggia, oppure qualcuno che si è avventurato in mare per raggiungere la Corsica a bordo di una vasca da bagno.

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Puzzle /jigsaw

Mia madre li faceva, puzzle da 1000 pezzi, io l’aiutavo. Oggi c’è la versione elettronica ed è decisamente più facile perchè i pezzi sono orientati nel verso giusto, mentre in quelli reali quando capovolgi la scatola sul tavolo per prima cosa li devi mettere dal verso giusto, con la foto con la faccia in su, poi possono essere orientati nei 4 sensi, ed è una bella difficoltà in più.

In tempi di pandemia questo va benissimo. In italiano si usa il termine puzzle che in inglese vuol dire rompicapo mentre il nostro mosaico si chiama jigsaw.

See results about Puzzle (Game genre)

A puzzle is a game, problem, or toy that tests a person’s ingenuity or knowledge. In a puzzle, the solver is expected to put pieces together in a logical way, in order to arrive at the correct or fun solution of the puzzle.

A jigsaw is a tiling puzzle that requires the assembly of often oddly shaped interlocking and mosaiced pieces. Each piece usually has a small part of a picture on it; when complete, a jigsaw puzzle produces a complete picture.

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Varie pre pasquali.

La luna si vede e non si vede. Sul mio laptop casalingo la vedo se inclino lo schermo aumentando il grado di apertura, abbassando la testa reclinandola all’indietro fino a sfiorare la scrivana, stringendo gli occhi ed intonando una canzone a scelta di Lady Gaga. Altrimenti vedo solo il gabbiano.

Born This Way

Un amico mi ha mandato via WhatsApp un anonimo file pdf intitolato “motores” con 95 foto allegate. La prima è appunto un motore. Le altre 94 sono donne nude. Il termine donne nude è generico e non rende giustizia, riformulo la frase scalando la mia età emotiva di 30 anni buoni; gnocche spaziali.

Le Truppe Rumene presidiano la Pozzanghera in queste settimane importanti. Mi mandano foto; questo è uno dei due salici nella sponta sud.

Sotto invece la macchia di Carpini colonnari e, poco dietro gli alberi natalizi negletti 2019.

Sotto invece una foto della Metasequoia che ha messo su le prime foglie.

Tutto sta procedendo secondo le regole, o quasi. Pare infatti che una delle querce di Central Park, segnatamente la Q2, stia seccando. La cosa mi dispiace, era lenta ma non aveva dato segni di sofferenza.

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L’aria che tira.

Questa sera ho portato la spazzatura in strada. E’ il rituale instauratosi durante questo confinamento a casa. Esco con guanti chirurgici e mascherina N95, quella che ancora oggi trasmette un inquietante odore di salame. Ma stasera reintrando dopo aver depositato il sacchetto nel cassonetto me la sono tolta. E’ la prima volta che vado in strada senza mascherina da più di un mese. Sono stato avvolto da un’aria diversa da quella alla quale sono abituato a Genova. Mi è sembrata tiepida e profumatissima, pulita, accogliente, sana. Questa serata l’aria è molto umida e la rugiada si deposita al suolo, sicuramente gli aromi che ho sentito derivano in parte anche da questo. Sono rimasto davvero colpito, non me l’aspettavo, ero lontanissimo all’idea di sentire un’aria diversa.

Ora una evitabile breve ridda di scontate, banalerrime considerazioni a cazzo. Non c’è traffico ed ecco l’aria improvvisamente buona. Però tutti ci auguriamo che la vita torni normale, il che vuol dire che l’aria puzzerà di nuovo degli scarichi delle auto e camion e motorini. Non abbiamo scelte; il lusso dell’aria pulita non possiamo pemettercelo e non potremo permettercelo ancora per tanti anni, a meno di volere la catastrofe economica del paese. Ecco.

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Navi in rada.

Insomma, il titolo fa davvero schifo. Ho scattato una foto e devo dare un titolo, la foto è mediocre, non serve a niente, non vuol dire niente, ma stante che Polpetta non sarebbe stato indicato – giusto per fare un esempio – insomma, che cazzo.

Una bella chimichiera in rada davanti a casa. Questo era il termine che sentivo a casa da bambino, non so se sia formalmente corretto. Leggo sulla murata MARNAVI. Sono a casa ed ho ben poco da fare dopo aver preparato gli zucchini “alla Menada“. Vado su Google; compagnia di navigazione di Napoli, flotta di diverse unità, un buon sito web. Ho conosciuto diversi armatori napoletani; sono tosti e capaci, forse l’ultimo drappello di armatori italiani che resiste, insieme a qualche sopravissuto genovese. Certo che la crisi dei trasporti marittimi co-generata dal COVID non aiuta. Tra una nave da carico ed una discoteca non so quale renda di meno in queste settimane. Questa nave nella foto si chiama Levoli Speed. Eseguo un veloce controllo;

Vado sul sito che rintraccia quasi tutte le navi nel mondo in tempo reale. La Levoli Speed è quel puntino rosso proprio di fronte a Corso Italia, ancorata in attesa di ormeggiare nel porto. Sono incerto se mandare la foto agli armatori, avendo la loro e-mail. Molti armatori sono estremamente superstiziosi. Se mandassi la foto e poi la stessa nave si incaglia o da una botta sul molo, io vengo messo nella black list mondiale come porta sfiga planetario e, visto che il mio settore è molto simile ed è incidentalmente quello che sostiene il mio conto per la linea ADSL, penso che sia meglio trattenersi. Mi spiace però, se io ricevessi una foto della mia portaerei o corazzata o incrociatore da battaglia mi farebbe piacere. Anche del sommergibile che però è più difficile da fotografare.

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Giovedi, o venerdì, 4° di quarantena, forse.

Ieri è stata una giornata molto calda per essere la prima decade di Aprile. Le luci del traghetto si riflettono nell’acqua come se fosse un lago o una grossa piscina. Il mare è una tavola e li fuori ci sono 160 km di mare per la Corsica e poi 800 per l’Algeria, mica Bellagio, con tutto il rispetto. Insomma, quello che voglio dire è che per essere nella stagione delle tempeste equinoziali e della discesa delle zonali con conseguenti basse pressioni, è invece tutto straordiariamente livellato e non piove, cazzo. La brezza tiepida fa venir voglia di andare in spiaggia. Pare che molta gente abbia ricominciato ad uscire. Nessuno gliel’ha concesso, questo è un atteggiamento umano diffuso ma credo di italica magnificazione. Si fa finta che tutto stia tornando normale ed allora la detenzione in casa è meno importante, meno necessaria, si può uscire perchè intanto ormai i casi sono scesi e siamo fuori dal tunnel. E pretendiamo che i nostri partners europei ci riempano di soldi che nessuno sa come verranno spesi e quanti finiranno nelle tasche della malavita organizzata o di imprenditori troppo furbi. Brutta situazione.

Miriam mi ha tagliato i capelli con un risultato eccellente. La macchinetta marca Remington – ma regolarmente made in China – funziona bene. Ho ancora un orecchio attaccato, l’altro è nel frigorifero, quando l’epidemia sarà finita andrò al pronto soccorso a farmelo riattaccare. Anche il naso ha subito un ridimensionamento ma ora che ho le narici disposte verticalmente e del diametro aumentato, respiro molto meglio. Miriam ha perso due dita ma per fortuna non i pollici opponibili. Sta cercando di convincere anche sua madre a farsi tagliare i capelli ma lei ha cortesemente rifiutato l’offerta. Per convincerla le dice che è orrenda, ha le basette di un camallo ed il colore dei capelli come una confezione del Mulino Bianco, ma sua madre per ora non cede.

Ora che passo più tempo su Facebook mi rendo conto come non mai che leggo cose che non possono essere pensate da persone vicine al genere umano. Io sono ignorante su tutto ed ho limiti comportamentali e relazionari evidenti. Ma cerco di darmi un contegno. Ci sono invece individui che scrivono senza vergogna su argomenti che palesemente non conoscono e si concedono teorie che da sole dovrebbero costare il diritto di voto a chi solo le pensa. Peccato portarsi dietro questa schiera di decerebrati, potranno avere anche un telefonino con mille app rivoluzionarie, ma tali primati che lo posseggono non dimostrano di potersi ulteriormente evolvere.

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Luna

Questa alta pressione secca e stabile produce una luminosissima Luna. Questo commento è laconico, io sono sempre più laconico. Ho appena portato fuori la spazzatura e la differenziata, ho incrociato uno che correva, uno che portava fuori il cane e due ragazze che gironzolavano. Ho la sensazione che ci sia più gente e traffico. Se hanno deciso di aprire le gabbie tra un paio di settimane, c’è chi sostiene che la curva si impennerà di nuovo e saremo da capo nel giro di un mese. Il giorno che dovessero autorizzare gli spostamenti andrei a Basaluzzo, forse.

Anche i tramonti sono belli. L’aria è più pulita. Il problema siamo solo noi, troppi, troppo esigenti, arroganti, ignoranti. Ed ipocriti, come me ad esempio.

Ed ora questo contributo:

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Adesso inizio ad essere un po’ in tensione.

Non parlo del COVID-19 perchè c’è ben poco da aggiungere. Spero di non ammalarmi, spero di non morire, spero di avere ancora una famiglia e delle disponibilità finanziarie quando tutto sarà risolto. Non ho modo di interferire con quello che questa situazione ha in serbo per me, qualsiasi cosa sia. La mia preoccupazione, per sciocca che possa sembrare, deriva dal fatto che a Basaluzzo il terreno comincia ad essere un po’ tanto secco e ci vorrebbe una bella giornata di pioggia. Invece la prima pioggia è prevista a 350 ore, appare in quelle elaborazioni che vengo pubblicate nonostante non abbiano alcun valore probabilistico, neppure statistico, neppure se riferito al lancio dei dati o alla lettura dei fondi del caffè.

I pastori e le pecore se ne sono andati. Gli scorsi anni si sono mossi da sud verso nord, arrivano da Capriata ed ora dovrebbero essere verso Pasturana.

Queste ultime settimane le mie mani hanno passato tanto tempo a contatto con disinfettanti vari ed acqua con detersivi, amuchina, alcool, acqua ossigenata. Molte ore a lavare le derrate alimentari e le provviste per la casa con guanti ed i citati prodotti. La pelle sta cambiando consistenza; i polpastrelli sono lisci come se avessi fatto un lifting, i dorsi sono rugosi come se fossero bruciati e le zone tra palmo e dorso sono percorsi da placche che si sfogliano e stanno perdendo sensibilità. Allora mi sono fatto imprestare da Miriam una di quelle creme emolienti fatte con le placente di mamme compiacenti e ginecologi facoltosi. Le detesto; hanno un odore spiacevole, come quello che esce da uno strofinaccio da cucina che inizia a fermentare. Ed ovviamente sono creme infinitamente unte e lasciano le mani che sembrano sporche, inavvicinabili, e mi verrebbe voglia di lavarmele di nuovo con un prodotto sgrassante per pavimenti, entrando in un circolo mortale. E poi l’unto si propaga ai tasti del laptop, al cellulare. Il grasso attira la polvere ed altre particelle solide creando un impasto che penetra ovunque ed è inamovibile. Mi ricorda il grasso che davo sulla catena della moto da Trial.

Domenica mattina delle Palme con epidemia in corso. Tutti a casa tutto fermo, gente che muore ed economia che sprofonda. Ma intanto, senza troppo rumore, un altro pezzo di ponte va al suo posto. Insomma, un po’ di ottimismo non guasta.

Un altro amico è rimasto invischiato nella colla inebriante del complotto. Mi ha mandato un lungo articolo, dove si racconta che, in breve, la nuova tecnologia G5 produce onde che interferiscono con il corpo umano che reagisce provocando delle tossine che non vengono espulse e dunque la gente si ammala e muore, altro che virus ! E’ una persona molto intelligente ma probabilmente sotto stress per questioni di lavoro. Responsabilità, grossi ed imprevedibili movimenti di quote di partecipazione della società dove lavora, ora la pandemia. Spero gli passi.

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Sabato in casa.

Facente parte della settimana in casa ovvero del mese in casa. Vebbè, si aspetta che aprano le gabbie, tra un altro mese, in modo da avere la seconda ondata di contagi. Se nella prima ondata si sono ammalati gli irriducibili ottimisti miscredenti ed indisciplinati, nella seconda chi si ammalerà ?

Quelle due macchie bianche sono, credo, i cani del pastore. Le pecore non si vedono ma probabilmente sono in un recinto provvisorio non lontano. Chissà perchè i cani preferiscono stare li piuttosto che vicino alle pecore, e non sono neppure vicini tra loro, ma distanziati di diversi metri. Più in lontananza si intravede la roulotte del pastore. In questa foto c’è anche una delle due carpe bianche, era da un po’ che non ne vedevo una.

Questo sono io travestito come uno dei Daft Punk due sere fa mentre entro in ufficio e vengo ripreso dalla webcam. Tornerò verso fine mese in ufficio con un compito ben preciso, devo aspettare la consegna di un certo numero di lettere luminose per scrivere un nuovo messaggio dalla finestra.

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Peigue.

Null’altro da segnalare per oggi.

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