Non se n’erano mai andati.

Eppure mi sembrava di averli cercati bene. Probabilmente erano nascosti sotto le ninfee, oppure in una macchia di piante acquatiche. Credo siano nati la scorsa primavera, fossero del 2019 sarebbero più grossi. Ero convinto fossero stati mangiati da Gastone ed i suoi amici, o da serpenti d’acqua, coccodrilli. Mangiati dai genitori ? Mi mancava qualche tassello, ma non vedendo neppure l’ombra di un pescetto, immaginavo qualche estinzione di massa dovuta ad una serie di concause.

Ne ho stimati una quarantina, ma ho ampi margini di errore. Non si sono neppure spaventati più di tanto, ho potuto fotografarli senza nascondermi. Ma durante tutta l’estate perchè se ne sono stati nascosti per sbucare dal nulla oggi ?

Quei puntini neri che si vedono distribuiti in modo abbastanza omogeneo sull’acqua sono insetti. Piccoli, neri che vivono anche ammassati in gruppi numerosi. Forse le piccole carpe li mangiano, ma sto inventando, non ne ho idea.

Questo esemplare alla borsa delle carpe può valere migliaia di euro, centinaia di migliaia di euro, forse milioni. Ha la testa rossa, una fascia arancione, il corpo bianco ed il dorso punteggiato di macchie nere. Il ventre è a strisce verdi e blu, ci sono le luci di posizione lampeggianti ed ha gli interni in alcantara. Diesel e benzina con ecobonus perchè è un Euro5.

Nel frattempo mi giungono dalla televisione gli echi della diretta con Trump che parla dal balcone della casa bianca. E’ veramente un pagliaccio, un venditore di fumo, un bugiardo monumentale. Chissà cosa gli hanno iniettato per farlo guarire dal COVID in una settimana. E poi naturalmente ecco puntuali gli aggiornamenti sull’epidemia. “La situazione desta preoccupazione” è ormai la frase di default. Che palle.

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Buongiorno.

Questa foto, ieri sul far della sera, mostra un campo vicino a casa. L’agricoltore che lo stava compattando mi ha visto, ha girato il trattore ed è venuto di gran carriera a salutarmi. In realtà ha cercato di investirmi, mi ha inseguito con il compattatore ma io sono salito su un albero e dunque ha desistito. Avrà si e no una settantina di anni, persona cordiale ed onestissima, famiglia di lavoratori della terra da molte generazioni. Ha un cancro, di quelli rari e difficili da estirpare, forse deve essere operato di nuovo, ne parla come se dovesse andare a farsi togliere un dente, tanto, dice, prima o poi comunque si deve morire. E mentre mi diceva queste cose, io ero li ai bordi del suo campo che aveva fresato seminato e compattato con cura e devozione. Mi sentivo l’aria ebete di chi non sa come rispondere e si sente inutile e vuoto, ho abbozzato un sorriso che voleva essere pieno di comprensione, ma credo sia venuta fuori solo una espressione ebete.

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New York.

Immagine dal New York Times del 8-10-20. Per gentile concessione un cazzo, l’ho scaricata e basta.

Ovviamente New York mi manca. Ma altrettanto ovviamente io vivo in questo vivace paese europeo che si affaccia sul Mediterraneo, i problemi qui sono innumerevoli e mi preoccupano ben di più di quanto non mi proccupino quelli d’oltre Oceano. Mi pare che i grattacapi generati dal COVID a New York siano molto simili a quelli che abbiamo, per dire, a Genova. Non fanno abbastanza tamponi, il tracciamento dei contagi è difficile, i dati sono contrastanti, le scuole sono a rischio, non si trova la quadra su ristoranti e palestre, si parla di nuovo lockdown, di nuove restrizioni. Ci sono aree dove i residenti per motivi religiosi e culturali fanno enorme fatica a mettere in pratica le norme per evitare il contagio.

La foto che ho rubato dal New York Times mi sembra magnifica. E’ New York, non può essere in nessuna altra parte del mondo. Il marciapiede mi dice che è New York, le persone mi dicono che è New York. E’ stata scattata nel quartiere a cavallo tra Brooklyn e Queens abitato esclusivamente da Ebrei Ortodossi. Qualche anno fa l’ho attraversato a piedi; per la strada camminavamo Miriam ed io ed eravamo gli unici non-di-loro. Ci sono solo Ebrei Ortodossi, le scritte sono in ebraico, non c’è una persona che sia vestita senza l’abbigliamento tradizionale, anche chi guida gli autobus, chi pulisce le strade, donne e bambini, negozianti, pedoni (pochi) Ho letto che pare che neppure a Israele ci sia una concentrazione così assoluta di Ebrei Ortodossi, immersi esclusivamente nella loro cultura e tradizioni.

Per un po’ il sindaco ha fatto finta di non vedere che l’uso delle mascherine era inesistente, il distanziamento sociale neppure per sbaglio, feste, luoghi di culto affollati. Adesso però ha dovuto calcare la mano perchè i contagi hanno iniziato a salire di nuovo. Non senza qualche screzio, hanno iniziato a rispettare le indicazioni. Non perchè gli scorsi mesi ne sono morti tanti (tanti davvero), ma perchè la polizia ha iniziato a pattugliare le strade. Nella foto si vede un gruppetto di maschi, credo di grado religioso basso, ad eccezione del tipo il cui cappello a torta si intravede appena spuntare da dietro i ragazzi, quello dev’essere un rabbino importante. E poi tre della polizia di New York.

Ripeto, questa fotografia per me è eccezionale. Ma se quelli del NYT vengono a sapere che ho pubblicato su Internet una loro foto, si incazzano ?

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Qualche foto.

Inizio con il Monviso. La foto è, naturalmente, meno che mediocre. Il panorama invece era bello, peccato che la macchina ed il fotografo siano molto meno che mediocri. Se comprassi una macchina più aggiornata resterebbe il fotografo scarso, pertanto posso concludere affermando che cambiar macchina fotografica sarebbe una spesa inutile.

Questo è un Noce. Nato da una noce nella mini aiuola delle acidofile. C’era la noce attaccata alle piccole radici, altrimenti per me potrebbe essere qualsiasi vegetale esistente, anche un licheno. L’ho trapiantato in un posto dove potrebbe crescere senza rompere le palle ai rododentri. Ha fatto fatica, le foglioline esistenti sono seccate, ma poi ha messo un microgetto ed in due settimane s’è rinverdita. Nella stessa aiuolina delle acidofile ci sono anche due baby querce che per il momento restano li.Stica.

Oggi il tramonto è stato bello un po’ ovunque nel NW italiano, Ovviamente questa affermazione non vale un cazzo di nulla; cosa ne posso sapere dov’è stato un bel tramonto. A Genova è stato bello.
Anche a Basaluzzo il tramonto non è stato male. Sono ricomparse le scie chimiche con le quali il Grande Complotto sta uccidendoci lentamente, insieme al COVID generato dal 5G.
Il bosco che dalla casa arriva fino alla provinciale. I colori erano belli. Nella foto scattata con il cellulare i colori sono spariti, poi con un editor ho pompato i parametri ed ora la foto assomiglia vagamente all’esistente.
Questa è l’alba dell’8 Ottobre. Foto ritoccata male, volevo si vedesse un po’ il verde del prato ed invece sembra un minestrone con prevalenza di spinaci passati male.
Anche questa è ritoccata ma il minestrone è meno aggressivo.

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Come se fossero Antani.

Qualche termine è stivato in un mio cercuito neuronale, perchè un neurone a caso mi dice che il termine mi è famigliare. A parte saccarosio ed altri zuccheri studiati a scuola, alcuni concetti devono aver già attraversato i miei bulbi oculari, più o meno compresi ed abbandonati in uno scaffale o banco di memoria pieno di polvere. Per il resto, questa sezione del libro di Arboricoltura che sto leggendo è una formidabile superscazzora brematurata. Tuttavia sto imparando molte cose, per esempio che il legno generalmente è duro e se la temperatura sale oltre i 200°, probabilmente l’albero muore. Se ti cade un ramo in testa potrebbe essere molto doloroso, se inciampi in una radice e ti fai male alla caviglia, si innesta un percorso che dal segmento mnemonico delle imprecazioni a sfondo religioso arriva fino alla bocca.

Visto che la cisterna di accumulo della pioggia ha superato i due metri di capacità, e stante che la richiesta di acqua del praticello e degli alberi è prossima allo zero, avvistata la possibilità di alzare un po’ il livello della Pozzanghera, ho travasato un po’ di acqua. Mi ero messo la sveglia sul telefono per spegnerla dopo 3 ore ma non l’ho sentita, dunque non ho idea di quanta acqua sia andata nella Pozzanghera. Domani mattina verifico. Nel frattempo mi sono perso per calcolare di quanto si alza il livello della pozzanghera per un metro di acqua della cisterna. Avrei dovuto misurare esattamente quanta acqua c’era nella cisterna, qual’era il livello della Pozzanghera prima e dopo il travaso. Non l’ho fatto per manifesta indolenza.

Il problema si pone in questi termini; se io verso 36 metri cubi o 36.000 litri di acqua che su una superficie di 36 metri quadrati occupano un metro di altezza, su una superficie di circa 460 metri quadri, di quanto si alza il livello nella Pozzanghera ?

Posto così è da bastardi come alle medie. In realtà la correlazione tra litri della cisterna e della Pozzanghera è secondaria. Se per alzare di 1 millimetro il livello della Pozzanghera occorrono 460 litri di acqua, se ne verso 36.000 il livello si alzerà di 36000/460 ovvero 78,26086956521739 millimetri. Rotolando nella forma maniacale, per ogni centimetro di acqua nella cisterna versata nella Pozzanghera, il livello di quest’ultima di alzerà di 0,78 millimetri.

Qui a fianco, non senza essermi litigato abbondantemente con l’incolonnamento, a sinistra la tabella, a destra queste righe stupiderrime, ecco come funziona (salvo errori, omissioni, stordimento ed intossicazione da sostanze psicotrope)

Un centimetro di acqua nella cisterna, pari a 360 litri, alzerà il livello della pozzanghera di 0, 78 millimetri (poco meno di 8 decimi di millimetro). Per alzarla di un millimetro servono almeno 2 centimetri di acqua della cisterna. Per alzare il livello della Pozzanghera di circa un centimetro, ne servono 13 della cisterna. Infatti la superficie della Pozzanghera è 12,77 volte maggiore della superficie della cisterna. Poi ci sono arrotondamenti.

Infine se io tolgo dalla cisterna 2 metri di acqua, alzo il livello della Pozzanghera di 15 centimetri e mezzo circa, mentre – per concludere questa raffazzonata esposizione – se la svuoto completamente aggiungo poco meno di 22 centimetri.

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Bolle.

Nell’immagine, molte bolle.

Se la goccia di pioggia è abbastanza grossa, quando cade nell’acqua crea una bolla di aria che galleggia per qualche secondo. Dopo la pioggia dell’altro ieri, una giornata di vento forte, questa mattina calma, poi di nuovo vento ed ora pioggia. Direi che un commento così laconico potrebbe far venire il latte alle ginocchia a chiunque, anche a coloro che invece ritengono di essere indenni dal latte alle ginocchia. A ben vedere nessuno è al riparo dal latte alle ginocchia.

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Siamo più o meno a sessanta.

Che poi è più o meno la mia età. Questo è il dato della stazione ARPA di Basaluzzo. Fuori è buio pesto, piove a ramate che sembra stia passando un treno sul tetto, tira vento e spero non tiri giù alberi. Dovrei uscire di casa con una torcia elettrica per andare a controllare il mio pluviometro a tubo, ma forse un’altra volta. La tentazione di avventurarmi nell’ignoto è forte, ma è meglio aspettare l’alba di domani.

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Racconto sottotraccia.

In questi giorni una bassa pressione centrata sulla manica (English Channel) spinge forti venti meridionali che portano piogge intense anche nel NW italiano. Anche a Basaluzzo. Anche sulla Pozzanghera Fangosa. Io sono abbastanza sollevato come dopo quella cosa che mi sembra di ricordare si chiama orgasmo. Come divagazione, ecco un racconto breve volutamente sottotraccia. Non inisisto nel dire che è vero, è infatti uno studio per un telefilm di quelli a basso prezzo con attori di serie B che ogni tanto Miriam guarda in televisione prima di cadere in catalessi.

Diciamo che Miriam un mese fa coglie su Internet la notizia secondo cui i medici consigliano vivamente di fare due vaccini che in genere si fanno tutti gli anni o quasi come routine. Ma quest’anno è davvero importante farli perchè in qualche modo fanno da spalla alle difese immunitarie contro una eventuale aggressione del COVID. Vero, non vero ? Ma Miriam metabolizza questo messaggio e si mette al lavoro.

Incidentalmente, uno dei due è il normale vaccino antinfluenzale che in genere si fa a Novembre, il secondo è contro l’infezione polmonare batterica.

Miriam si attacca al telefono e scopre che nessuna farmacia ce l’ha e soprattutto non si prevede che arrivi in tempi brevi. Se ciò non bastasse, le farmacie non prendono comunque le prenotazioni in quanto non le prendono e basta.

Miriam guarda su internet, cerca una farmacia in un’altra nazione, si attacca nuovamente al telefono, chiama e ne trova una che invece prende le prenotazioni. Scambio di e-mail di conferma.

Dieci giorni fa ci viene comunicato che il vaccino antipneumococcico è arrivato. Saliamo in macchina con borsetta frigo e ghiaccio all’interno. Passiamo la frontiera, raggiungiamo la farmacia. Ci vengono consegnate tre dosi, rientriamo e due giorni dopo, noi e sua madre veniamo vaccinati contro i batteri polmonari.

Tre giorni fa arriva una mail dalla suddetta farmacia straniera che anche i tre vaccini antinfluenzali sono arrivati.

Ieri ripartiamo, destinazione farmacia straniera. Miriam è residente presso la Pozzanghera Fangosa e dunque può passare le frontiera, io no in quanto sono residente a Genova ed i Liguri sono bannati dall’ingresso in questa nazione foresta. Se avessimo eletto il rappresentante magnifico e solidale dei 5 stelle e partito democratico, questi avrebbe mosso con truppe armate verso la nazione nemica e li avrebbe costretti a ritrattare la loro posizione xenofoba. Invece no. Durante il viaggio valutiamo la strategia migliore. Miriam propone di chiudermi nel portabagagli. Se venisse aperto dalla polizia di frontiera io devo abbaiare e pretendere di essere un cane. Oppure io scendo prima e l’aspetto sul ciglio della strada, ma il tempo minaccia pioggia. Alla fine decidiamo di dire semplicemente la verità. Se va bene, passiamo entrambi, altrimenti io scendo dall’auto e Miriam prosegue. Non escludiamo la possibilità di venir tradotti al commissariato locale, ma andiamo verso il nostro destino. Invece, lo studio della strategia non serve perchè alla frontiera non ci chiedono neppure i documenti.

Arriviamo in farmacia e mi paleso “buongiorno, (mie generalità) ci avete scritto che i vaccini sono arrivati”. Momento di silenzio, imbarazzo ed una serie di ah, eh, uh, da parte della commessa che ci chiede di aspettare un attimo e va nel retro bottega. Ritorna con una persona anziana, presumibilmente il titolare. “Siete Italiani, vero ?” Mi trattengo dal peggiorare la mia situazione escamando un “Belin, faccia un po’ lei !” di conferma.

Il farmacista ci racconta che le autorità il giorno prima hanno requisito e messo sotto sequestro tutte le dosi disponibili del vaccino in tutte le farmacie del paese. Possono essere vendute solo a cittadini nazionali, e noi siamo forestieri, e con certe caratteristiche di età e salute. Mia suocera rientra come età, io no, ma intanto siamo stranieri ed il problema non si pone.

Non abbiamo discusso minimamente la questione, mentre loro si guardavano con espressioni interrogative, io gli ho detto che capivo la situazione e mi rimettevo alla loro decisione. Gli ho chiesto solo di indicarmi un negozio che vende la raclette, visto che abbiamo fatto il viaggio e siamo già mascherati, ne avrei svaligiato uno.

Il loro brainstorming dietro il bancone è durato un paio di interminabili minuti. Alla fine hanno definito le loro procedure amministrative interne per ovviare al problema, non se la sono sentiti di mandarci indietro a mani vuote, anche perchè in effetti non ci avevano avvertiti in tempi utili del cambio di regime. Nessuno li ha obbligati, il loro è stato un gesto estremamente gentile e per nulla scontato e tantomeno dovuto. Adesso abbiamo i vaccini, che probabilmente arriveranno anche per i foresti tra quindici giorni, e comunque noi aspettiamo a fine ottobre per inocularci. (abbiamo anche una sfilza di campioni di creme per il viso, Miriam è contenta ma il messaggio sublimare è chiaro; ne hai bisogno perchè sembri un mocassino).

E’ stata una giornata altamente surreale in tempi di COVID, forse potevamo evitarci il pellegrinaggio ma Miriam quando si tratta di salute vuole tutto e subito. E lo ottiene. Però abbiamo cercato un negozio di formaggi e non lo abbiamo trovato, in quella cittadina ci sono soltanto farmacie e banche.

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Più o meno 40.

Il pluviometro a tubo della Pozzanghera indica 39 mm, non posso credere che il pluviometro della stazione ARPA di Basaluzzo sovrastimi, però io non posso che credere nel tubo. C’è da dire con forza che in genere i tubi non mentono.

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Le Carpe Ringraziano.

Precipitazione in corso, rovesci intensi, per il momento è tutta manna dal cielo.

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