Prendere provvedimenti.

Ho sempre meno speranze di recuperare la password per la webcam del Lido. Non sono sorpreso del tutto, ogni tanto ho dei momenti di oscuramento e mi dimentico cose essenziali, come salvare una password in un posto sicuro, ad esempio scriverla dove so che posso sempre trovarla. Farò altri tentativi nei prossimi giorni, ma a meno di improvvise illuminazioni, la webcam è inservibile, la password non è resettabile neppure mandandola ala casa madre in Germania, metterla a dieta di birra crauti e wurstel fino a che non si apre il menu di configurazione. Mi sento profondamente idiota, ma questa non è una novità.

In merito alla webcam di New York, dovrei trovare una anima gentile che va sul posto e che proverei a teleguidare per fare attivare TeamViewer, a quel punto dovrei essere in grado di accedere alla webcam e modificare la password di accesso FTP da remoto. Sto intensamente pensando a chi chiedere un impegno che, sebbene di modesta entità, è frutto di una mia patologia da webcam che nessuno può capire. Ci devo pensare.

Mentre il mondo si contorce su se stesso cercando di trovare un rimedio definitivo per uscire dal COVID-19, io con i miei ZERO anticorpi mi trastullo con questo cazzo di blog e compro su Amazon delle cineserie di basso valore ed ancor più bassa utilità. Se potessi le comprerei nel negozio sotto casa, ma certi articoli sono talmente cretini che nessun negozio, neppure uno gestito da cinesi, lo terrebbe a magazzino. Invece con Amazon arriva dopo 48 ore. Non mi soffermo sulla descrizione dell’oggetto a margine, ma sull’indirizzo della ditta che lo produce.

Se io scrivo un qualsiasi indirizzo in Italia basta la città, la via ed un numero civico. Anche noi abbiamo le “zone industriali” e le località, ma semmai all’indirizzo completo viene aggiunto un elemento identificativo. La mia cineseria viene prodotta in un luogo che ha bisogno di SETTE indicazioni, oltre a chiarire che il paese sovrano è la Cina. Leggo su un qualche sito istituzionale che Shenzen ha 13 milioni di abitanti, non riesco a trovare notizie su Gongming.

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Si, ma, a caghèr non ci andate ?

Tutte le webcam smettono di trasmettere, tutte. Passato un immediato senso di panico e distruzione, verifico il tipo di errore che mi danno: “password errata”. Vado sul sito di Aruba ed in effetti prima ancora di collegarmi mi si dice che la password è scaduta e va rinnovata. Ma quando mai le password scadono ? Ti rompono il belino per cambiarle ogni tanto per questioni di sicurezza e va bene, ma in genere non te le disabilitano di punto in bianco senza avvisarti. Allora cambio la password sul sito e poi anche alla webcam di Brignole ed alle 3 di Basaluzzo perchè altrimenti non possono trasmettere foto. Però la trasmissione delle immagini non va comunque a buon fine. Allora, con un principio di incazzatura mista ansia, vado sulla pagina di Aruba per aprire una segnalazione e mi compare un sintomo di intelligenza che per fortuna va oltre il pollice opponibile.

Gentile cliente,
in seguito ad aggiornamenti relativi alla sicurezza degli account Aruba, per continuare a gestire i suoi servizi, è necessario reimpostare la password associata all’username @aruba.it
Per reimpostare la password è sufficiente seguire l’apposita procedura: reimposta password. Dal momento del cambio password potrebbe essere necessario attendere fino a 24 ore affinché la modifica venga applicata a tutti i servizi. Riceverà ad ogni modo comunicazione via mail al termine delle operazioni.

Ma non potevate avvisare prima, ad esempio un cazzo di messaggio di posta elettronica ?

Adesso però ho due problemi che per il momento sono irrisolvibili; la password per accedere alla webcam di casa non funziona. Non posso averla cambiata senza essermela appuntata da qualche parte proprio perchè so come va a finire. La webcam senza password è da buttare via, inservibile.

E poi la webcam di New York. Anche li devo cambiare la password ma il sistema di accesso remoto non funziona. Da tanto tempo. Non ho mai avuto lo zelo di sistemarlo, tanto a New York ci vado ogni due mesi. Ci andavo ogni due mesi, adesso ci vado ogni 2 anni ? Ho la password ma non potendo accedere a New York per il COVID ed alla webcam per questioni di DNS dinamico da sistemare, quando torneranno on line le immagini ?

EDIT; le 3 di Basaluzzo e quella di Brignole adesso funzionano nuovamente. Magari ho qualche vaga possibilità di trovare la password di casa Genova, ma per sistemare la webcam di New York devo inventare qualcosa. Ad esempio aspettare di tornarci, spero nel corso del 2021.

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Era proprio Vov diluito.

La letteratura presente su Internet sembra diffusamente affermare che dopo circa 3 settimane dall’assunzione della prima dose di vaccino, ci si riempe di anticorpi in misura tale da garantire una dignitosa copertura, alias protezione dal COVID19. A volte mi salta la scimmia della curiosità ed allora ho acquistato in farmacia al prezzo di €19.90 un test che mostra se nel sangue ci sono anticorpi IgG e IgM. Si chiamano così, non ho idea di che cosa voglia dire, Miriam me lo ha spiegato più volte, mi fido sulla parola.

Risultato del test; un cazzo di niente. Le istruzioni dicono che il test è veritiero nel 94% dei casi, vuoi vedere che sono in quel 6% di letture sbagliate ? Allora sono andato in un’altra farmacia ed ho comperato un secondo test, casualmente di una ditta diversa. Zero.

Se non ho capito male, il vaccino non è efficace al 100% e dunque potrei essere tra quelli che fanno il vaccino e poi si prendono lo stesso la malattia. Anche il test non è efficace al 100%, io non sono efficace al 100%, tutta la vita e le azioni degli esseri umani non sono sicuri ed efficaci al 100%.

Infatti è anche possibile che quel liquido di colore giallino che mi hanno iniettato sia stato veramente Vov diluito, come avevo sospettato quando avevo visto la siringa. Il che spiega la febbre che mi è venuta la sera dopo l’iniezione. Tanti anni fa avevo bevuto un Vov in un rifugio in montagna e poco dopo, mentre risalivo le piste sulla seggiovia, mi sono sentito malissimo, pensavo di morire, forse il Vov aveva fatto reazione con il piloro.

Ecco, mi hanno fatto questo vaccino.

La sequenza qui sotto riportata viene salvata ad imperitura memoria perchè mi è saltato all’orecchio un vecchio motivo di una band che si chiamava Kool and the Gang, “Take my Heart” che ai tempi in cui si ascoltava in discoteca era perfetta per una interpretazione specifica che pochi al mondo possono capire.

Ooooh (you can have it)

POOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Yeah (if you want it)

POOOOOOOOOOOOOOOOO POOOOOOOOOOOOOO POOOOOOOO
Come and get it, baby

POOOOOOOOOO POOOOOOO POOOOOOOOOOOOOO POOOOOOOO

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Le foto della domenica sera.

Ordine sparso, così come sono caricate dal computer, commento laconico per ciascuna, nessun tentativo di fare lo spiritoso – brillante – acuto. Solo alla fine dico qualche stronzata altrimenti non sono io.

Questa è una delle Carpe Rosse.
Questa è una delle Carpe Bianche
Questa è una rana soapesa sulle alghe filamentose.
Queste sono due rane sulle foglie di ninfea
Soffioni (Tarassaco) unica foto ingrandibile.
Due carpe, una rossa ed una bianca, presumibilmente in fase riproduttiva, sopra le piante acquatiche.
Pratoline.
Tarassaco e Pratoline.
Una portacontenitori di colore rosa ed una nave della MSC.

Alcuni commenti aggiuntivi. Le rane oggi facevano davvero tanto rumore. Ho ordinato su Amazon un kg. di esplosivo che, opportunamente impiegato, dovrebbe far terminare il fastidioso gracidio. Le Carpe passano tanto tempo tra le Elodee, si scontrano tra loro perchè il maschio prende a testate la pancia della femmina per fare uscire le uova dalla figa e poi ci sburra sopra. La descrizione è presa testuale da Wikipedia. Le due foto delle singole Carpe sono stra-magnuscate perchè l’originale era molto offuscato. I colori dell’acqua sono assolutamente diversi dagli originali. Si, sono ripetitivo, quasi compulsivo, non soltanto concettualmente ma anche graficamente.

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I Soffioni.

Ovviamente su Internet l’argomento viene trattato abbondantemente sia nei dettagli scientifici che sociali. La popolazione mondiale sembrerebbe dividersi tra chi li ama e chi li odia. L’industria chimica pare abbia prodotto dei diserbanti specifici per il Tarassaco, veleni che non toccano tutte le altre specie viventi ma si accaniscono solo su di loro, prima li fanno soffrire e poi li uccidono consentendo la loro facile eradicazione. Su Youtube ci sono i tutorial sia per farli prosperare che per sterminarli.

Come sempre ormai, sono abbastanza sicuro di aver già scritto qualcosa se non identico, di molto simile e se non lo scorso anno perchè ero chiuso in casa a Genova, due anni fa e tutti gli anni precedeni in questa stagione.

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Gli effetti della gelata.

Modalità <MACHISSENEFREGA> ON

Gli alberi messi peggio sono le Acacie. Solo una minima parte mostra qualche timida fogliolina verde che è spuntata in mezzo alla totalità di piccole foglie bruciate. Equalmente messi male sono gli Ailanti, ma sono bestiacce e ho meno timori che secchino, certo che al momento sembrano davvero morti. Seguono gli aceri saccarini e gli aceri platanoidi che hanno le foglioline mezze avvizzite e non riesco a capire se stanno per bruciare definitivamente o se qualcuna ha ripreso a crescere. Mi sembra di aver visto qualche nuovo getto che spunta a fianco dei getti seccati. Avrei bisogno di un botanico, di una scala e dello Xanax. I Platani hanno preso una bella botta. Quello più grande ha invero molte foglioline sane nuove post gelata, ma quelli più piccoli per il momento sono gialli immobili. Le Quercie sembrano stare bene anche se alcune sono terribilmente indietro ed un paio, sofferenti la scorsa estate, hanno la metà superiore dei rami che sembrano proprio morti. I Carpini sembrano quelli stare meglio, anche il Siliquastro non se la passa male. Una delle Tuie invece è proprio seccata ma era messa già male prima della gelata. Gli Olmi hanno prodotto miliardi e triliardi di semi che in questi ultimi giorni sono volati ovunque, non sembrano aver patito. I due Faggi sono fermi ma i getti da qualche giorno hanno iniziato ad allungarsi e da qui a poco potrebbero sbocciare le foglioline. I Frassini stanno bene. I Tigli, fatto salvo un paio che sembrano non ne vogliano sapere di metter le foglie, hanno patito poco e sembrano in media ben messi.

Discorso a parte le tre nane americane; Redwood e Sequoia sembra abbiano minuscole infiorescenze che sembrano seccate, ma forse non lo sono e le due piante mi sembrano in discreta forma. Invece la Metasequoia è ingiallita, aveva messo su le foglioline belle verdi ma la maggior parte di queste ha assunto una colorazione che non mi piace, tipo autunnale, spero si riprenda. Le Quercie di Central Park invece sembrano ragionevolmente intatte, hanno piccole foglie e getti abbondanti.

Più in generale, più sviluppati erano i getti e più piccole erano le giovani foglioline, l’albero ha patito maggiormente la gelata. Per le unità messe peggio è presto per sciogliere la prognosi, ci vorranno ancora una decina di giorni per iniziare a tirare le somme di questa cazzo di gelata Aprile 2021.

Ed ora una sfilza di foto che documentano i danni del gelo dopo una settimana. Più le alghe e le rane, entrambe per nulla colpite dall’evento.

Tiglio.
Acero
La Quercia 5
Acero platanoide
Platano
Platano
Frassino, messo a dimora recentemente, sta bene per il momento
Acero
Acacia
Acacia
Alga Filamentosa
Rane.
Platano

Per la serie “c’è ancora molto da lavorare” il sistema di gestione delle vaccinazioni su piattaforma informatica della Regione Liguria ha qualche lacuna. Il medico di base di Miriam le aveva detto qualche settimana fa aveva le caratteristiche per essere classificata come “vulnerabile” e che pertanto sarebbe stata chiamata della ASL per la vaccinazione. Poi sono cambiate le regole e Miriam è stata chiamata dalla ASL per essere informata che della sua vulnerabilità se ne battevano la ciolla e che avrebbe dovuto iscriversi quando si sarebbe aperta la sua fascia di età. Però il suo medico di base si collega ancora oggi sul sito della Regione dove il nome di Miriam appare tra i “vulnerabili”, ossia dovrebbe chiamarla la ASL. Secondo la ASL Miriam dovrebbe ricevere il vaccino Pfizer perchè ha meno di 60 anni, ma sul sito della Regione viene dato per scontato che invece Miriam farà Astra Zeneca. Ho scritto una mail alla Regione per avere chiarimenti e non mi hanno ancora risposto se mai lo faranno. Allora Miriam teme che il 10 di Maggio quando proverà a prenotarsi nel suo gruppo, verrà rigettata in quanto da qualche parte risulta che sia vulnerabile e dunque avrebbe dovuto chiamarla la ASL che però ha detto che non la chiama. Un loop, un binario informatico morto. Miriam pensa che a Settembre, quando tutta la sua fascia di età avra già fatto la seconda dose, si accorgeranno di lei e la porteranno di peso alla Fiera Del Mare per farle una superfiala contenente Coca Cola, Astra Zeneca mista a Johnson & Johnson, ossia i vaccini maffi che nessuno più vuole fare.

Io con la mia brava prima dose di Vaccino Astra Maffo Zeneca, chiamato senza preavviso da un hub per essere inoculato con la dose di qualcuno che aveva rinunciato, dovrei avere un po’ di anticorpi tali da riprendere la mia intensa attività turistica sado-maso-burlesque-pelle & borchie pelose extraconiugale, prendermi una sfilza di malattie trasmittibili sessualmente e passare i prossimi mesi chiuso da Miriam dentro la cisterna dell’acqua irrigua a pane e acqua, dove qualche amico spero ogni tanto sfugga i posti di blocco e mi lanci Cipster e Birra.

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Appello.

Mi rivolgo al guidatore di una Land Rover Sport nera la cui targa inizia con la lettera F che ogni tanto mi supera mentre sto andando in ufficio la mattina presto.

Ti riconosco perchè guidi come un forsennato facendo lo slalom tra le altre auto e moto come se la tua stessa vita dipendesse da quanti veicoli superi in velocità. Sei stupido oppure cerchi di compensare la presenza del tuo minuscolo cazzo ?

Per il momento rivedere New York è ancora complicato. Biden non ha affatto intenzione di aprire agli stranieri, in particolar modo agli europei che stanno vaccinando a cazzo, i permessi vengono dati con il contagocce e ci devono essere motivi davvero gravi per poter andare in USA. Se proprio volessimo, dovremmo andare in qualche paese che non è nella lista nera, ad esempio l’Islanda. Se non ho inteso male, le persone vaccinate possono salire su un volo per gli USA e non vengono rispediti al mittente. Allora si tratterebbe di andare in Islanda – ammesso che sia possibile – passare due settimane tra vulcani e bagni nell’acqua calda e poi rientrare a New York puzzando di zolfo. Miriam si prenoterà per fare il suo vaccino il 10 di Maggio. Quasi certamente farà il Pfizer perchè ha meno di 60 anni, è possibile che farà la seconda dose prima di me, dunque il 2 di Luglio se nel frattempo non muoio potremmo andare in Islanda e da li fare il balzo in USA.

Se due anni fa avessi pensato che da li a pochi mesi mi sarei trovato a fare un discorso del genere, avrei pensato ad un episodio di demenza o qualcosa del genere. Ho chiesto all’amministratore del condominio se può andare a cambiare le pile degli smoke and CO2 detectors, quando si scaricano iniziano ad emettere un fischio lancinante ed una voce ripete “low batteries” fino a quando uno impazzisce e toglie la batteria mordendo il rilevatore di fumo oppure sostituisce quella batteria del cazzo. Biden ha ragione a non fidarsi degli europei ed impedire loro di entrare in USA. Uno per gli altri siamo tutti affetti da cialtronismo da vaccinazione improvvisata, speriamo cambi idea quando loro, gli americani, saranno tutti vaccinati.

Facciamo finta di essere a Genova, a casa. Sono nel punto in “alto” del pianeta. Essendo una sfera (quasi) ogni punto può essere il più alto rispetto ad ogni altro punto, visto dalla prospettiva giusta. Quanto è più in basso Basaluzzo ? C’è una domanda più inutile di questa ? Ma perchè sfracellarsi i neuroni con una puttanata simile ? Per fortuna ci pensa Internet con un sito web che calcola proprio questo. La distanza tra casa di Genova e la Pozzanghera Fangosa parrebbe essere di Km. 43,92. Dunque se io proseguissi per la tangente in una linea retta dopo pochi metri mi alzerei dal suolo perchè la Terra è curva. Arrivato sopra la Pozzanghera sarei a 151 metri di altezza. In effetti c’è una facile formuletta per calcolare questa inutile misura, formuletta che io ignoro perchè di scolastica memoria, il classico “problema” di geometria che non risolvo dopo aver riempito pagine di appunti, tutti sbagliati.

Il calcolo ad ogni modo è approssimativo. Tutti gli elementi che ho trovato on line potrebbero essere più o meno sbagliati, non tengo in considerazione le diverse altitudini di Genova e Basaluzzo, la distanza tra i due punti calcolata su Google è curvilinea mentre il calcolo potrebbe essere fatto su una retta ? Boh, e comunque

La mattina è ancora freddo. Domani ci sarà un’altra ispezione accurata agli alberi per vedere se c’è qualche ripresa tra quelli strinati dal gelo.

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Formaggio.

Ieri l’unità di crisi si è riunita d’urgenza perchè il pastore ha lasciato sul campo una capra ed una batteria rotta. Il sospetto è che la giovane capra sia stata abbandonata in quanto apparentemente ha dei problemi di deambulazione, mentre la batteria è quella che serve per elettrificare il recinto, presenta rotture e probabilmente non serviva più. Mando un messaggio al pastore, gli dico in modo gentile che dovrebbe tornare e prendersi sia la capretta che la batteria. Gli faccio capire che nel caso avesse abbandonato un animale handicappato, non è una bella cosa, mentre la batteria se la deve portare via perchè è una batteria.

Mi risponde che passa nel pomeriggio a prendersi entrambe. Porterà del formaggio come segno di riconciliazione. Io sono a Genova e seguo tutto telefonicamente con i vicini che mi hanno avvisato della crisi capra + batteria al piombo (rifiuto speciale pericoloso, codice CER 16 06 01)

Il pastore arriva ma non trova ne’ i vicini ne’ la capra. Telefono ai vicini che stanno arrivando, la capra è nel pollaio così non può scappare. Telefono al pastore. Aspetto con trepidazione l’evolversi degli eventi. Mi viene comunicato infine che il pastore è arrivato, si è preso capra e batteria ed ha lasciato il formaggio. Dividerò il formaggio con i vicini, mi sono immaginato una bella formaggetta candida di quelle che si comprano nelle malghe in alta montagna.

L’unità di crisi viene dismessa, si torna in DEFCON 1.

Il formaggio del pastore

A caval donato non si guarda in bocca. Il pastore è stato molto cortese a regalarci del formaggio. Tuttavia non posso esimermi dal notare che l’aspetto del formaggio è dissimile da quello che mi aspettavo. Anzi, ha un aspetto decisamente sinistro. Sembra il materiale che si deposita sul fondo della fossa Imhoff, potrebbe anche averne l’odore. I vicini lo hanno fotografato e riposto nel frigorifero, mi hanno detto che in serata lo avrebbero assaggiato.

Sono le otto di sera, ho mandato un messaggio ai vicini chiedendo se lo hanno assaggiato e se stanno tutti bene. Non ho ricevuto risposta, forse dovrei chiamare il 118. Le cose che immagino possano succedere avendo quel formaggio in casa sono tante e finiscono tutte tragicamente.

Questa è l’immagine satellitare di Google Earth ad oggi on line. E’ stata ripresa nell’Aprile 2020 e mostra un quadrato dove l’erba è marroncina. E’ il memento digestivo lasciato dal gregge che un anno fa dormì in quel punto.

Per fare una cosa totalmente inutile ho segnato anche il recintro entro il quale hanno capeggiato il gregge la scorsa settimana. Potrei azzardare un volo con il drone e scattare alcune immagini dall’alto, sperando che la batteria funzioni ancora e che io riesca a far volare il drone. Lo so che ci sono appena riusciti su Marte, ma quella è la NASA ed il Jet Propulsion Laboratory, si legge che sono bravini.

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Lo stato degli alberi.

Questa mattina giro di ispezione agli “alberi” ossia quelli che nel corso di questi anni ho messo a dimora nei dintorni di casa. Al mio sguardo assolutamente amatoriale e privo di qualsivoglia studio tutto può sfuggire. A volte non mi accorgo neppure quando un colpo di vento ne abbatte uno. Mi rendo conto che vedo i rami da molto vicino, ma da li a realizzare che è rovesciato per terra c’è bisogno di una capacità di elaborazione che non sempre è disponibile.

Stanotte ha piovuto un poco, allora per il mio giro indosso gli stivali verdi, gli stessi che ho usato per il maldestro tentativo di finire sul Guinness dei primati vestito da Gumby. Mi sento molto British come se ciò volesse significare chissà cosa.

Tutte le piante che avevano le foglie o i getti aperti al momento delle due gelate, hanno subito danni in qualche misura. Dunque circa 8 alberi su 10 mostrano foglioline secche o getti ingialliti e morti. Di questi 8, 5 mostrano segni gravi ed estesi, di questi 5, 2 mostrano segni di ripresa con nuovi getti aperti e foglioline dispiegate. In totale 3 alberi su 10 sembrano seccati in via definitiva, soprattutto acace e robinie, due aceri ed un paio di querce.

Durante il mio giro mi sono avvicinato al recinto con le pecore e le capre del pastore. Alcune mi hanno visto e si sono alzate per guardarmi meglio, ma la maggior parte di esse sono ancora straiate, quelle non sdraiate sono in piedi e si comportano in modalità diurna. Ho urlato “salve ovini” ricevendo ben poca considerazione. Ci sono anche i cani pastore. Mi guardavano distratti, ma dopo qualche minuto che ero li a farmi una riga di cazzi miei improvvisamente si sono alzati e sono corsi verso di me abbaiando. Non sembravano aggressivi ma ho avuto la sensazione che sindacassero la mia presenza. Cazzoni di cani, siete sul mio terreno, cosa vi cala la mia presenza ? Per fortuna tra me e loro si è frapposta la staccionata accessoriata con il pastore elettrico, una scossetta e sono corsi via.

Oggi non so cosa abbiano deciso i pastori, se restare o andare via. Il pastore Capo è gentile ma non ha tempo da perdere in chiacchiere, dunque non conosco i suoi programmi. Ieri sera quando sono rientrati dopo aver riempito di stronzi ed azzerato l’erba in un campo vicino, ho provato a scambiare qualche battuta con lui ma doveva insegnare alcune mosse di Judo ad una capra. Poi dai campi è sbucata una coppia di ragazzi, amici di Mubutu, che mi hanno detto che portano da mangiare ai cani. In effetti i botoli li hanno riconosciuti e hanno fatto un sacco di feste, sbranando la ragazza. Il ragazzo andando via mi ha detto che è sempre più difficile trovare ragazze disposte a farsi sbranare per amore dei cani.

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Bentornate, pëgoe.

Non è la prima volta che un gregge di pecore viene a far visita alla maestosa tenuta della Pozzanghera Fangosa, riempendola di merda. Non tanto la Pozzanghera, quanto i campi intorno.

Ho incontrato il proprietario del gregge, si chiama Cristian, accompagnato da due aiutanti di campo, Giovanni un rumeno che vive in Italia da 4 anni e Mumbutu un senegalese alto due metri che parla un ottimo italiano, non oso chiedergli la sua storia perchè temo potrebbe dirmi che è laureato a Dakkar in filosofia ed è arrivato in Italia su un barcone. Mi sentirei una merda.

Dormono qui, il pastore mi ha chiesto il permesso di pascolare sul mio prato. E’ come usufruire di un taglio dell’erba perfetto e di un altrettanto ottima concimazione.

In questa foto si nota appena, ma la capra in piedi si stava grattando e forse anche pulendo i denti grazie alle corna dell’amico sotto. La cosa è andata avanti per un minuto buono. Una sorta di “mi togli i punti neri” in versione caprina.

Si vede la brina su alcune pecore. Nota dolente; la mattina fa ancora freddo ed il platano di fronte a casa ha le foglioline decisamente bruciate. Spero rispuntino foglie nuove altrimenti ho perso la pianta. Stessa situazione per il gruppetto di Ailanti che mi sembrano nella stessa situazione. Oggi farò una ispezione più accurata per vedere la situazione in dettaglio.

Questo piccolo è nato da poco, secondo il pastore è nato ieri, ma quando ho fatto questa foto la mamma aveva ancora la placenta attaccata. Vedi il seguente disgustoso contributo fotografico.

Se fa schifo la tolgo.

In genere la placenta viene espulsa pochi minuti dopo il parto. Magari invece le pecore la tengono ancora nell’utero perchè ci sono affezionate. Mi sembra che dopo che si è staccata e sia caduta a terra, la mamma se l’è mangiata. I gatti lo fanno. La mia gatta lo aveva fatto, non penso abbia preso l’abitudine in famiglia. Non ho mai chiesto a mia madre se dopo che sono nato io ha mangiato la placenta. E’ una di quelle cose che i figli si dimenticano di chiedere alla propria madre. Comunue sia, ecco un dettaglio della placenta dell’ovino.

Condividi anche TU la foto di una placenta di pecora.

Addendum, errata corrige e quant’altro.

Ho svolto alcune ricerche; intanto la pecorella è nata alle 2 della scorsa notte. Poi questa non è la placenta bensì il cordone ombelicale. Non ha proprietà gastronomiche; ho chiesto ad un esperto del settore ristorazione se il cordone ombelicale delle pecore si mangia, ma pare di no. Nemmeno crudo ? No, nemmeno cotto. Allora ho fatto ricerche in merito alle proprietà cosmetiche, è noto che con la placenta si fanno delle ottime creme antirughe. Ho chiesto a Miriam se vuole provare questa notte a farsi una maschera facciale con il cordone ombelicale passato nel frullatore. Perchè il cordone è ancora la, e deve decidere prima che arrivino le formiche. Potrei andare a recuperarlo e metterlo nel congelatore, intanto ci pensa. Magari non glielo dico e le faccio uno sorpresa domattina a colazione. Pane tostato con patè di cordone ombelicale di pecora. Una delicatezza.

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