Da salvare.

Se non succede qualche cataclisma, questa foto dovebbe diventare consueta negli inverni a venire. La salvo perchè si nota lo Chaberton illuminato dal primo sole mattutino.

Ne avevo salvata anche una della Pozzanghera ghiacciata, inizialmente non mi sembrava un evento da conservare nella memoria storica.

E invece no, la metto perchè si intravvede un piccolo cambio di cinesata; ho tolto le lampade solari sul molo e quella sul palo e ne ho messa una supersofisticata sempre sul palo (asta) delle bandiere.

Questa dovrebbe garantire una luce più intensa nelle ore notturne. Si deve ancora caricare, il sole di oggi capita proprio a fagiolo, poi dovrò programmarla. Questa lampada che costa una ventina di euro ha 4 diverse modalità di funzionamento la cui scelta si effettua grazie ad un minuscolo telecomando fornito con l’acquisto. Insomma continua il tentativo di vedere il molo illuminato di notte.

Le cinciallegre hanno impiegato poco tempo per scoprire i semi di girasole, il consumo si è subito portato a livelli medio-alti.

Tutto quanto riguarda questo post, ma anche tutto ciò che ho scritto negli ultimi mesi, forse anni, forse da quando sono nato.

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Non succede, ma se succede…

Questa frase a corredo di questa mappa di previsione circola da 24 ore sui siti che trattano meteorologia, con particolare riferimento agli amanti della neve che abitano nel NW italiano. Basaluzzo, fino a 40 cm di accumulo al suolo.

La fonte è autorevole, tuttavia per ammissione della stessa, queste mappe spesso sono imprecise soprattutto quando figurano neve a basse quote. Basta un piccolo errore di calcolo che lo zero termico si alza di un paio di centinaia di metri, la neve cade sui monti ma in collina e pianura piove. Vale lo stesso discorso come per la variante OMICRON; staremo a vedere.

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Bonanza vaccini.

In ottemperanza alle disposizioni che interessano i cittadini bovini e ruminanti di rabbia, ero prenotato per la mia terza dose di vaccino anti COVID-19 il 29 Dicembre 2021, esattamente un giorno dopo lo scadere dei miei 6 mesi trascorsi dopo la seconda dose. Poi è stato deciso di accorciare di 1 mese il termine minimo di attesa. A me si sarebbe aperta la possibilità di vaccinarmi con il secondo richiamo (terza dose) il 29 Novembre 2021.

Circolano racconti di persone che si sono collegate al sito delle prenotazioni ed hanno cercato di anticipare la propria, cancellando quella esistente e cercando una data più vicina per poi scoprire che la prima data libera era molto più avanti rispetto a quella cancellata un istante prima sul sito web. Persone che sono state rimosse dal database, documenti cancellati, anagrafica inesistente, password errata, utente non registrato, paziente trasferitosi nel Burkina Faso. Decidiamo che è meglio andare di persona e chiedere se e come posso anticipare la prenotazione.

Prima tappa; sala chiamata dei camalli. Di fronte all’ingresso molta gente si accalca secondo le modalità “imbuto” con distanziamento simil pecorina, come se distribuissero focaccia e vino bianco gratis. “Si” mi dice una ragazza del servizio di vigilanza “ma la norma dei 5 mesi va in vigore domani (il 24) ed oggi non possiamo farglielo. Se torna domani si mette in coda, facciamo passare 3 prenotati ed uno senza prenotazione”. Stante la ressa da scena del Titanic, decidiamo di andare nel secondo centro vaccinale, quello del Teatro della Gioventù.

Anche qui molta gente ma molto più ordinata. Spintonato da Miriam, non ho neppure chiesto informazioni e mi sono messo in coda. O la va o la spacca; ho compilato il solito foglio, in accettazione mi hanno assegnato un numero, ho atteso che lo chiamassero, ho mostrato il mio tesserino sanitario, mi hanno fatto il vaccino e tanti saluti. Moderna, mezza dose perchè la dose intera pare troppo potente e molta gente dopo una prima dose intera aveva iniziato a volare interferendo con il traffico aereo.

Insomma, sono stato vaccinato con la terza dose un mese e 6 giorni di anticipo sulla mia scadenza di legge vigente in quel momento. Sono svicolato attraverso le maglie del Sistema durante un aggiornamento del software ed un po’ di incertezza tra gli addetti su chi si poteva vaccinare. Probabilmente quando hanno letto la mia cartella e le mie precedenti vaccinazioni sul computer non se la sono sentita di respingermi, per compassione.

Adesso così abbiamo i Green Pass Super, o qualcosa del genere. Ci permettono di andare a ballare in una discoteca affollata, bere il caffè attraverso il naso, primeggiare nello sputo dei semi di pateca, viaggiare nell’iperspazio. Forse possiamo davvero iniziare a preconfigurare la manifestazione di intenti di volare negli USA, anche se al momento si aspetta ancora che Biden dica che tipo di nuove e più stringenti precauzioni dobbiamo prendere per essere ammessi, tipo indossare indumenti di gomma e/o bere candeggina di fronte ad un ufficiale dell’Immigrazione. E’ una situazione dinamica.

Quando la temperatura esterna è attorno allo zero, metto il selettore di temperatura sul massimo del caldo, ma dalle bocchette dell’aria del pick up esce un fiotto prossimo allo zero assoluto a causa dell’effetto Venturi Bipolare.

Percorro il tratto casa – farmacia di Basaluzzo in stato di ipotermia. All’altezza del distributore di benzina verso Novi inizia ad uscire il primo tepore. Dopo circa un Km. dalle bocchette escono fiamme dell’inferno e bisogna spostare la leva del selettore verso l’azzurro altrimenti arrivato in centro a Novi vengo servito con le patate. Vengo accompagnato con un rosso corposo.

Ho raccolto un po’ di legna da ardere; bruciare legna nel camino di casa è uno dei metodi più rapidi per aumentare la temperatura media del pianeta pur avendo la casa fredda. In genere i camini di casa scaldano meno di un cazzo, tutto il calore si disperde dal camino e prima di ottenere qualche sensibile contributo di calore bisogna deforestare un ettaro di bosco.

Poi, quando hai perso le speranze, si mette in moto il ventilatore che scambia calore ed in pochi minuti nei 5 metri quadri di fronte alla bocca del camino ci sono 100°. Tutto il resto della casa ? 10°.

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Oggi è freddino.

Questa mattina la temperatura è scesa ancora un po’, bene. Forse la Pozzanghera non sosterrebbe ancora il peso di una persona, dunque per il momento nessuna data per la prova del campionato – femminile – di pattinaggio artistico Bassa Val Lemme.

Ecco la tradizionale immagine del’alba che riflette sul ghiaccio. Poi ovviamente la temperatura durante il giorno aumenta con il sole (sale con il sole non suona bene).

Questo invece è proprio Gastone che forse aspetta che il sottile strato di ghiaccio si sciolga per cercare di prendere qualche rana, o carpa.

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Sotto Zero.

Che bello vedere a Basaluzzo in questa stagione la linea del diagramma cartesiano della temperatura che scende sotto lo zero. Sulla Pozzanghera credo si siano formate le prime sottili e momentanee tracce di ghiaccio, ma non sono sicuro, dalle foto mattutine non si capisce bene.

Questa mattina mi sono trovato a passare davanti all’ingresso del centro vaccinale del Teatro della Gioventù. Ero con Miriam che tra una settimana ci andrà per la sua terza dose di vaccino anti COVID. C’era poca gente in coda, Miriam già che c’era ha chiesto ad un addetto se per caso avesse potuto anticipare la dose ed entrare lo stesso. Le è stato risposto di si. Io ho fatto la terza dose la scorsa settimana (vale la pena salvare la memoria di come è andata, un giorno di questi lo farò).

Mentre parlavo con Miriam su cosa preferiva fare, guardando le persone che entravano in accettazione (che adesso diffusamente si chiama “triage” che fa figo, sono contento che qui in via Cesarea ci sia ancora scritto l’obsoleto ma chiaro termine “accettazione”). Sono stato folgorato dal pensiero di quanto siamo fortunati nel poter fare il vaccino gratis, accolti da persone sorridenti, in un luogo ordinato e pulito, gestito da un sistema nazionale che – almeno in questo caso – garantisce a tutti un vaccino contro il virus.

In tema di vaccinazioni, riporto qui un contributo audio che mi è arrivato tramite WhatsApp dove, molto lievemente, viene rappresentata una dichiarazione a favore della vaccinazione.

Come non includere una foto dei colori autunnali durante il tramonto come se ne sono viste fino alla nausea ?
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Superfluosità Domenicali.

L’airone bianco sta diventanto un frequentatore della Pozzanghera. In effetti il posto è ameno ed offre molte facilities tra cui pesce fresco e rane, tranquillità, vista.

I due bird feeders o dispensatori di semi per uccelli ed il loro supporto nuovo di zecca. Non sono ancora stati scoperti dalle cinciallegre, ma lo saranno a breve. Ieri ho visto uno scoiattolo grigio, quelli così detti “americani”, molto diversi dai locali scoiattoli rossi. Il primo è ben più grande, grassoccio, la coda invece è più piccola rispetto a quella dell’autoctono rosso.

Infine ho scoperto la possibilità di provare a far crescere dei ginepri striscianti in quella collinetta dove i due precedenti tentativi di far crescere qualcosa sono miseramente falliti.

Questa foto mi è stata trasmessa dal vivaista dopo che gli ho parlato del Ginepro nano.

E poi apro una produzione artiginale di Gin, vendo in nero evadento le tasse sull’alcool e finisco sui giornali come si faceva ai tempi del proibizionismo.

Foto tardo pomeridiana dell’Airone (non è Gastone)

Non credo che “superfluosità” sia una parola vera, ma è il concetto che conta.

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Cambi di prospettive.

Sia il telefono che il servizio dati sono stati ripristinati a Basaluzzo. Già che festeggio la rapida soluzione del problema, ho modificato l’orientamento della webcam della Pozzanghera.

La scelta deriva dalla intensa necessità che provo di voler mostrare anche il piccolo filare di giovani Tigli sulla destra. Dall’inquadratura è scomparso il segnavento recentemente allestito e che dunque dovrei spostare. Per il momento provo un totale disinteresse, una decisa apatia all’idea di impegnare le mie personali risorse umane per una cosa così poco utile, quel segnavento si vede già poco e se lo dovessi spostare si vedrebbe anche meno.

Ultimamente la Pozzanghera è frequentata da un Airone di colore bianco che quando mi vede si alza in volo e compie diversi giri sperando che io me ne vada. Meno timido di Gastone, apparentemente.

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Oscuramento delle Basacam.

Da qualche giorno il telefono era muto, adesso è muto anche internet. Avevo fatto una segnalazione qualche giorno fa, oggi ho chiamato il 187 ed una ragazza gentile mi ha detto che la segnalazione era in corso e che oggi i tecnici sarebbero intervenuti.

Mi sa di bugia; il dialogo mi sembra risponda alla volontà di voler rassicurare il cliente senza avere elementi concreti. La ragazza, accento straniero, magari è a Bucarest o a Tirana, non sa neppure dove sia Basaluzzo e che cazzo stiano facendo i tecnici. Ha di fronte a se un computer che difficilmente fornisce indicazioni puntuali. Sospetto che il protocollo sia quello di tenere buono il cliente raccontando una sequenza di cazzate standard. Nel frattempo qualcosa si dovrà pur muovere, ma alla lentezza tipica dell’azienda di monopolio che prende il cliente per il bavero e per il culo alternativamente.

Cattivi !

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Oggi Pizzata.

Ho già sicuramente scritto questo preambolo; ogni tanto mi parte il trip della focaccia pizzata, in piazza Paolo Da Novi c’è un forno che la fa benissimo. Le signore al banco sono cortesi ma genovesi, dunque bisogna fare pochi salamelecchi, parlare chiaro senza perdere tempo, sorridenti ma senza smancerie. Quando avevo chiesto la focaccia pizzata un po’ di tempo fa, una commessa mi aveva detto “ce l’ho anche secca”. Io le avevo risposto qualcosa tipo “mi dispiace non so cosa dirle, comunque prenderei quella” ed avevo additato la pizzata tradizionale, quella pericolosissima che se non stai attento ti cola sui pantaloni, calze, scarpe e poi perfora il suolo come l’acido del mostro in Alien. Lei non aveva risposto ma sospetto che non avesse pienamente colto l’allusione maldestra. Mi aveva lanciato una occhiata da incenerire un albero, il dubbio mi resta.

Oggi le ho chiesto 4 slerfe di focaccia pizzata e 4 slerfe di focaccia al formaggio. Le si è illuminato il volto. Il termine slerfa probabilmente è stato evocativo, le ha ricordato la sua infanzia quando giocava a fare la saldatrice e dava fuoco al salotto e sua madre le dava una slerfa e poi la chiudeva in cantina con mani e piedi legati. E poi le avrà ricordato la sua adolescenza, quando giocava a sadomaso e si faceva legare nel letto dall’amichetto che poi la prendeva a ceffoni picchiandola con un gatto morto.

Ogni sei mesi per lavoro partecipo ad una riunione che prima avveniva di persona, da due anni invece avviene on line. Solo dalla prossima, con la presunzione che saremo ancora vivi, chi vuole si può presentare a Milano per partecipare in carne & ossa. Ogni volta che partecipo mi domando a che pro, visto che la mia opinione conta meno di un picocazzo, questo però è un altro discorso.

Uno dei partecipanti vive e lavora ad Hong Kong ed il suo lavoro comprendeva frequenti viaggi all’estero. E’ stata convocata la prossima riunione. Lui ha risposto così.

Thanks. 19th Jan works for me although I will sadly still be imprisoned in Fortress Hong Kong and won’t be able to attend in person.

Regards

Anche leggere queste cose mi fa pensare ad un brutto sogno, qualcosa di surreale, un racconto distopico. A proposito, ho imparato il termine in USA ai tempi del primo anno di Trump, veniva spesso usato dalla stampa liberale per descrivere il suo governo. Mi sembra sia diventato di moda anche qui.

Una distopìa, o anche anti-utopiacontro-utopiautopia negativa o cacotopia[1], è una descrizione o rappresentazione di una realtà immaginaria del futuro, ma prevedibile sulla base di tendenze del presente percepite come altamente negative, in cui viene presagita un’esperienza di vita indesiderabile o spaventosa. Ponendosi in contrapposizione ad un’utopia, una distopia viene tipicamente prefigurata come l’appartenenza ad un’ipotetica società o ad un ipotetico mondo caratterizzati da alcune espressioni sociali o politiche opprimenti, spesso in concomitanza o in conseguenza di condizioni ambientali o tecnologiche pericolose, che sono state portate al loro limite estremo.” (Wikipedia)

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Combinazioni.

Ieri la caldaia ha smesso di funzionare. Pur facendo il reset suggerito nel libretto delle istruzioni, l’errore si ripresentava. Ovviamente si è guastata quando le previsioni del tempo indicano un repentino abbassamento delle temperature con neve a basse quote nei prossimi giorni. Panico: il freddo in casa viene a breve distanza dopo la salute nella classifica delle ansie che destabilizzano e rendono erratici i comportamenti di Miriam.

Questa mattina è venuto il tecnico. Il filtro che serve per deacidificare l’acqua di condensa si era intasato e come conseguenza si era verificato un accumulo di umidità nella camera di combustione, ciò aveva portato al fulminarsi della candeletta di accesione la quale restituiva un messaggio alla centralina che causava il blocco del funzionamento.

A Basaluzzo abbiamo una caldaia pressoche identica della stessa marca. Un malfunzionamento simile è stato diagnosticato dal tecnico di Novi Ligure e risolto in 15 minuti, oggi sono servite quasi due ore e continue lamentele ed imprecazioni.

Il tecnico di questa mattina infatti era un no-vax. Già indossava la mascherina portandola sul mento ed asseriva che gli facevano male le orecchie. Io non lo avevo intuito, ma Miriam è stata più diretta e glielo ha chiesto. Il tipo ha risposto “se le dicessi che non ho fatto il vaccino lei cosa farebbe ?” e si è lamentato che deve fare il tampone ogni 48 ore. Un suo amico lo scorso marzo ha fatto il vaccino e dopo una settimana è morto. Quando le big pharma saranno contente dei propri guadagni, smetteranno di far fare i vaccini. Miriam è diventata di tutti i colori, lo avrebbe aggredito e non solo verbalmente ma ha scelto di andarsene.

Io mi sono trattenuto dal commentare, intanto perchè come ho già detto è perfettamente inutile discutere con chi crede nel complotto dei vaccini, ma soprattutto perchè ci doveva riparare la cazzo di caldaia.

Cosa si può rispondere ad una persona che ti dice apertamente che non ha fatto e non farà mai il vaccino ? Alla luce della impossibilità di trovare un linguaggio comune, direi che la si può mettere sul banale.

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