Formiche Vs. semi…

… a Basaluzzo ho un parco seminato a prato di circa 150 metri quadri. D’estate io non annaffio l’erba in quanto ritengo che pretendere di avere un prato all’Inglese nel sud del Piemonte sia come se io mi mettessi il Kilt pretendendo di essere Scozzese di Aberdeen.

Dunque, dopo oltre 60 giorni di temperature infernali e zero pioggia, il prato è secco (eufemismo; è una merda secca).

Allora approfittando delle prime piogge autunnali ho gettato un po’ di semi tipo prato stabile. Solo che ho scatenato un trillione di formiche che hanno inteso il mio gesto come un generoso contributo alle loro scorte alimentari per il prossimo inverno.

Queste piccole bagasce prendono i semi, li accumulano all’ingresso dei loro nidi e poi  le trasportano nei rifugi sotterranei. Insomma, ho seminato per nulla. Io non faccio parte di qualche gruppo “salvate le formichine sono anch’esse creature del Signore eccetera” e neppure  “bagasce formiche adesso vi applico 200 anni di chimica industriale e vi anniento”.

Dov’è l’equilibrio ? Intanto non è così che si semina un dannato prato, qui come in Scozia. Il seme si interra, scemo, e le formiche apportano materiale organico ad un terreno che sembra fuoriuscito dalla bocca di un inferno argilloso. Dunque ben fanno le formiche a prendersi i semi, la prossima volta fai le cose come si deve.

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Un po’ di serietà…

… da qualche tempo i giornali ed i telegiornali hanno preso l’abitudine di chiamare le perturbazioni e le alte pressioni con dei nomi di fantasia. Io sono un appassionato dilettante e so bene che agli uragani (tifoni e cicloni) vengono dati prima un numero e poi un nome.

Ci sono ragioni storiche e pratiche molto precise per dare dei nomi agli uragani. Qui in Italia dare il nome ad una perturbazione è una gratuita cialtronata. Ancor peggio è dare un nome di fantasia ad una alta pressione. Siamo i primi al mondo e resteremo gli unici. E’ una coglionata degna del peggior provincialismo ciaciarone da superstizione contadina fineottocentesca. E tutti i nostri media vanno dietro a questa moda del cazzo, priva di qualsiavoglia base scientifica, priva di alcun riconoscimento da parte degli enti Europei e nazionali che sarebbero preposti a dare un nome, in via del tutto eccezionale, a perturbazioni particolarmente forti che arrivano dalle nostre parti.

Ma qui in Italia siamo diversi e ce ne freghiamo di una disciplina codificata che non permetterebbe intrusioni da parte di incompetenti, no; qui basta che uno stronzo qualsiasi, privo di titoli di studio e di una benchè minima esperienza si inventi questo troiaio da clown di strada ed ecco che tutti i nostri bravi redattori a strillare “arriva POPPEA”. Voi siete degli imbecilli ignoranti.

Cosa fare ? NIENTE. In questo paese di citrulli (e disonesti) siamo già contenti di sentire le previsioni del tempo balbettate da presentatrici che di alta pressione conoscono solo quella esercitabile sulle loro copiose tette e dunque d’ora in poi saremo tutti felici e adoranti nel sentirci prendere per il culo da chi si inventa dei nomi di fantasia anche per le nuvole, il suo picocazzo e la sua italica furberia.

Volete dare un nome allo sbuffo di vapore che appanna lo specchio del vostro lavandino dopo che avete fatto la doccia ? Chiamate SAZO’ il mago ! Da un nome a tutte le cose!

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Benedetta Pioggia…

… in questi giorni a Basaluzzo ha piovuto. Oltre 40 millimetri in circa 4 giorni, non pioveva da oltre due mesi.

 

Bisogna essere cretini o fondamentalisti religiosi per negare l’evidenza delle profonde modifiche che noi umani stiamo apportando all’atmosfera terrestre.

Piuttosto, le conseguenze pratiche del riscaldamento planetario, a livello locale sono ancora incerte. Si parla di eventi estremi sempre più frequenti, caldo e freddo sempre più alternati indipendentemente dalla stagione. Comunque sia, i lunghi periodi di siccità in Piemonte sono sempre più frequenti. Ho messo a dimora negli ultimi tre anni circa 450 piante; noccioli, pioppi, querce, carpini, tigli, platani, aceri, cedri e acacie.

Un Acero Campestre spellacchiato dopo questa stracalda e secca estate del cazzo.

 

Meno male che ho una cisterna che raccoglie le piogge primaverili e soprattutto un pozzo che mi hanno permesso di irrigare le giovani piante, altrimenti sarebbero morte. Ma non dovrebbe essere così; la pioggia pur con le sue fluttuazioni stagionali dovrebbe garantire la sopravvivenza delle specie autoctone una volta messe a dimora, salvo poche irrigazioni estive per rinforzare le radici e nulla più. Invece questo Luglio e Agosto ho dovuto irrigare una volta alla settimana per impedire che gli oltre 30° seccassero definitivamente gli alberi.

 

Insomma, mi rivolgo a tutti coloro che si sono già lamentati per la pioggia di questi giorni; ma andate a fare in culo.

 

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Risultati del sondaggio.

Il sondaggio era fatto tramite un programma gratuito. Gratuito fino a 100 risposte. Dopo le 100 risposte si paga. Non per rispondere al sondaggio, IO avrei dovuto pagare 25$ al mese. Ha ha, ma siamo matti? Ed allora ho chiuso il sondaggio. Vi avevano partecipato in 127. Ecco i risultati del sondaggio:

  1. Da quanto tempo visiti le webcam: il 79% le visita da più di 2 anni. Cari! Vi voglio bene! Ma voglio bene anche al 20% che conosce le righicam da più di un mese fino a due anni e anche a colui o colei (1) che le conosce da meno di un mese.
  2. Come hai saputo di “stefanome”: il 73% tramite un motore di ricerca, condiviso in parti quasi uguali tra un motore specifico per webcam e Google. Gli altri su siti pornografici.
  3. Quanto frequentemente -bro & sista- visiti le webcam del righi e le consorelle: nessun gruppo prevalente, ma riconosco che la domanda era malposta, anzi trasversoposta. Il 33% le visita diverse volte alla settimana ed il 30% più di una volta al giorno. Non so bene cosa voglia significare, ci vorrebbe un esperto di stocastica.
  4. Napoleone: il 91% ha risposto che è stato sconfitto a Waterloo, ma io intendevo la stazione londinese, dunque avete sbagliato. Napoleone è stato sconfitto in Belgio. Mentre era al bagno. E seguiva sull’Ipad Inghilterra-Prussia.
  5. Quali webcam visitate. 8 persone su 10 accedono al sito per guardare le webcam genovesi, il 14% visita la webcam di Basaluzzo e il 9% quella di Rapallo.
  6. Quanti anni avete, oh voi che visitate le webcam? Il 48% ha più di 50 anni. Il 46% è compreso tra i 25 anni edi 50. Un risicato 6%  ha meno di 25 anni e più di 16. Nessun visitatore che abbia meno di 16 anni. Il mio è un servizio per persone mature, altro che bambinetti.
  7. Che cosa fate di bello nella vita. Ossia, ma fatti un po’ i fattacci tuoi. Il 46% è dipendente, il 25% è autonomo, il 2% studia, il 27% fa dell’altro.

Che dire? Grazie a coloro che hanno partecipato al sondaggio, grazie a quelli che avrebbero voluto farsi sondare ma si sono trovati il sondaggio chiuso. Per questi e per tutti gli altri, se ci tenete ad una sonda potete andare al reparto gastroenterologia, endoscopia digestiva di un qualsiasi ospedale.

 

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Bentornato a casa…

…stamattina ho rimesso piede nella nativa Genova dopo oltre un mese di assenza. Da anni ormai per avere un barlume di senso di pulizia, ordine, organizzazione, modernità devo rientrare  dopo aver passato tanto tempo in un paese del terzo mondo. Allora Genova mi sembra pulita, ordinata. Altrimenti mi rendo conto che, facendo il confronto con una cittadina simile si, cara Genova, sei proprio una  M-E-R-D-A.

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Your book cover goes Betty Boop…

…whether exposed to humidity.

See the impressive curls ?

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Si, cavolo, si sfuoca da sola…

Dalla sede di Basaluzzo.

… la Righicam 3 ovvero quella centrale perde il parametro di nitidezza e l’immagine risulta sfuocata. E credo di avere il raffreddore. Il tutto per neppure 15 millimetri di pioggia.

Per sopra ho usato un font che si chiama Yanone Kaffeesatz Light e che chissà come mi compare nell’elenco. Ma chi ha un font del genere?

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Bene…

… sono riuscito a cambiare font di scrittura.

Allora; sul volo New York – Londra lo Steward mi ha rovesciato sui pantaloni e sul Kindle che stavo leggendo un bicchierone contenente Scotch-on-the-rock. Si è scusato cento volte. Il Kindle non ha subito danni. Il whisky non era per me, detesto il whisky, soprattutto sui pantaloni in aereo.

Devo ripristinare lo “SK meter”.

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Far su qualche soldo girando con un gatto in testa.

Il signore in questione gira per le strade di Lower Manhattan con un gatto in testa e, per farsi fotografare, chiede un piccolo contributo in denaro, un dollaro che gli ho dato volentieri perchè amo i gatti.

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Pop art con una collana di mia moglie.

Volevo metterla su Facebook, ma poi ho pensato: sticazzi, la metto qui che faccio prima. Ho pasticciato un po’ con un programma di grafica scaricato gratuitamente dalla Rete senza sapere bene cosa facevo. Il risultato però mi piace.

La collana è quella specie di verme che ha comprato su una bancarella.

 

 

 

Ora che ci penso, ho immortalato il momento.

 

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