E’ il nome di un liquore che mi regalato il titolare di un ristorante cinese – giapponese – thailandese.

Grappa cinese
E’ sempre molto gentile, io sono un cliente settimanale e ci conosciamo da anni. E’ una persona molto gradevole ed il suo ristorante ha molto, meritato successo. Lo scorso anno mi aveva regalato una bottiglia di un liquore che al proprio interno aveva una roba tipo una radice o un topo morto o una placenta, comunque di colore biancastro.
Quando l’ho assaggiato mi sono reso conto che i cinesi conquisteranno il mondo; una civiltà che sopravvive a questo tipo di liquore può conquistare la galassia.
Non mi era parso alcunchè di umano, una sostanza che potrebbe ricordare il sangue di un alieno. O l’alcool dei siluri. (non ho idea di cosa sia, ma ho letto questa definizione da qualche parte e mi è piaciuta) La bottiglia è ancora in ufficio, non so cosa fare.

Alcool per i siluri ?
Questo invece, Natale 2012, si presenta in una elegante fiaschetta in ceramica. C’è una scritta in ideogrammi che potrebbe significare “Pulire bene il filtro dell’iniettore prima di rabboccare il livello. Attenzione alle alte temperature, indossare sempre gli strumenti di protezione individuale”. Mi sembra anche di sentire dell’odore di antitarme uscire dal tappo. Non posso resistere; adesso la apro e l’assaggio. Mi ha detto che è “grappa” il che è una appropriazione indebita di marchio DOCG, ma altro che un distillato non può essere, 39°. Ma distillato di cosa ? Qualche scarto della lavorazione del bronzo, o l’olio di trafilaggio da cilindri di motori marini, la rimozione delle incrostature in una camera di verniciatura…
Allora, sulla confezione c’è una etichetta in italiano che recita gli ingredienti: Acqua, Sorgo, Grano, Orzo, Pisello.

Il tappo non è a tenuta
Dopo aver tolto il cappuccio di carta ammiro il disegno. C’è una faccia che non è proprio quella di uno che ha appena avuto una bella esperienza. Forse è la faccia che mi verrà dopo averlo assaggiato. Nelle pubblicità della Martini mettono delle belle gnocche oppure George Clooney, qui mettono un mostro che sa di avvertimento. Però, devo ammettere, bello il tappo di plastica, sembra proprio quello dei solventi.
OK, lo assaggio.
Santo cielo, che schifo. Non ero prevenuto, ma questo è talmente terribile che non so come descriverlo. Lascia in bocca una serie di gusti, tutti orrendi, che vanno dal sudore ascellare all’alcool che usavo da ragazzino per i motori a ricino, qualcosa del gasolio per riscaldamento, cipolle andate a male, l’odore di quando si tolgono le interiora a qualche animale, un disinfettante che usano nei gabinetti dell’Autogrill. E poi, naturalmente, ripensando ad un ingrediente così come riportato sulla confezione, ossia “Pisello” mi viene in mente cosa altro potrebbe dare qual sapore salato un po’ così che non oso immaginare. E’, sul serio, imbevibile. Non voglio sembrare ingeneroso verso chi mi ha fatto un regalo. Apprezzo il gesto senza riserve, ma ci divide una barriera culturale spaventosa e sono pronto ad arrendermi ai cinesi quando ci vorranno invadere. Il contenuto è, secondo il mio discutibilissimo gusto, da versare nel lavandino seduta stante sperando che non muoiano tutti i pesci dell’alto Tirreno.
Altro Argomento (però correlato)
Tanti anni fa, ma TANTI, andai a fare un giro per i deserti di Perù, Bolivia e Cile. Avevamo una guida molto simpatica, anzi ne avevamo due all’inizio, ma una è stata arrestata alla frontiera tra Bolivia e Cile. Comunque, eravano un gruppo di 8 amici ed una coppia si era portata dall’Italia un quarto di forma di Parmigiano. Per farla breve. La nostra guida detestava il Parmigiano a tal punto che quando ne sentiva l’odore doveva scappare. Quando ci accampavamo per la soste, ci guardava da lontano inorridito e ci chiedeva come potevamo mangiare una roba così puzzolente, a suo dire disgustosa. Mi sento meno colpevole verso il liquore fatto con il Pisello.