Misciù.

Misciù è il gatto di Daniela. Vivono in una casa al primo piano nel centro storico. Misciù ha 18 anni ed è una gatta. Qualche sera fa Daniela ha invitato un po’ di amici. La sua casa ha un soppalco con un divano, sopra il divano avevo addocchiato questo cuscino nero che mi era parso potesse anche essere un gatto, ma non ricordavo che Daniela, pur facendo parte di una famigli di gattari da almeno due generazioni, ne avesse uno.

Mentre eravamo tutti a chiacchierare, il cuscino si è alzato, ha percorso lentamente la scala per scendere dal soppalco e senza curarsi della gente e della confusione è andato in bagno. Dopo qualche minuto è uscito dal bagno, ha percorso il breve corridoio fino al soggiorno, lentamente con un passo da gatto anziano si è infilato sotto il tavolo dove c’era il buffet, poi tra i due divani ha annusato silenziosamente alcuni dei presenti, ha verificato alcuni elementi di arredo fermandosi a riflettere più volte, si è diretto verso la scala, è salito, si è messo nella identica posizione di prima e si è accucciato riassumento il connotato del cuscino.

Ovviamente non ho resistito, sono salito sul soppalco per comunicare con il cuscino. Io adoro i cuscini. Cioè i gatti; quando si è accorto della mia presenza mi ha fissato con lo sguardo sereno dei gatti anziani, ho avvicinato la mano mettendogli il dito a distanza dal suo naso in modo che potesse allungare il muso e odorarmi. Mi ha scontrato il dito con il naso, evidentemente è un po’ orbo. Questo spiega anche il suo incedere molto prudente. Gli ho sommessamente grattato la testa; mi ha dato l’impressione di sopportare benevolmente il gesto.  Non ho insistito e sono sceso in soggiorno.

Dopo una mezz’ora circa, il cuscino ha ripetuto l’escursione in bagno. Stesse modalità, stesso ampio percorso. Percorre la scala con dei salti precisi e sicuri, poi arriva sul soppalco e si ferma vicino al divano. Lo fissa per circa mezzo minuto immobile come se stesse puntando un piccione; non so se prende fiato dopo aver percorso la scala o se si è dimenticato cosa è andato a fare sul soppalco e sta cercando di ricordare. Infine sale sul divano e si acciambella.

L’intera sequenza si è ripetuta almeno altre quattro volte, fino a quando non siamo andati via.

Misciù.

Misciù.

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Solo una annotazione meteo.

Giovedì prossimo (21 Febbraio 2013) inizia a nevicare e smette solo dopo 4 giorni. Cadrà più di un metro di neve e moriremo tutti di dissenteria intestinale.

E questo è solo sabato, quando ormai saremo sepolti.

E questo è solo sabato, quando ormai saremo sepolti.

Aggiornamento; i RUN di lunedì 18 mattina rincarano la dose delle precipitazioni e della durata. Non è ancora chiaro a che quota si posizionerà l’sobara dello zero termico sulla Liguria, in altri termini non si sa se nevicherà sulla costa, a che altezza dal livello del mare.

Aggiornamento; RUN di lunedì sera. Belin, hanno abbassato di 200 metri lo zero termico, da 400 ora siamo a 200 metri, vuol dire neve a zero metri sul mare.  Si ricomincia la passione dell’attesa, nevica SI, nevica NO. Che palle.

 

 

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Focaccette fritte.

Ieri ad una serata a buffet è andato tutto bene fino a quando non hanno servito delle minuscole focaccette – della dimensione di 4 cm. per 4 cm. – ripiene di stracchino in forma liquida, rovente. Quando si prende dal vassoio l’attraente focaccetta tra le dita non sembra pericolosa, si avverte del calore ma evidentemente la pasta con cui sono fatte è molto coibente, dunque la si addenta avventatamente, provocando la repentina fuoriuscita dello stracchino ad oltre 150°. La pressione dei denti sulla struttura della focaccetta ne provoca la deflagrazione su tutti i lati e dunque lo stracchino schizza in tutte le direzioni. Mentre si ha la percezione del disastro che sta capitando, si deve mettere in piedi una unità di crisi che comprende la gestione della parte di stracchino che sta ustionando la lingua, il palato e le gengive. In una civiltà medievale forse ci si potrebbe piegare in avanti, sputare tutto per terra urlando dal dolore ed imprecando nei confronti di vari soggetti a scelta. La serata non lo consente e dunque si cerca di mantenere un contegno soffiando aria dalla bocca semiaperta e cercando di metterla sul divertente. Ma intanto il resto della focaccetta, restata tra le dita, cola liquido incandescente sulle dita, sulla stessa mano, inizia a puntare verso il polso e finisce sul pavimento. E considerando che l’altra mano stringe un bicchiere, la situazione è sempre più complicata. Io ho infilato il residuo di focaccetta fumante nel bicchiere, poi sono andato a cercare un fazzoletto di carta con il quale mi sono pulito la mano, ho messo il fazzolettino nel bicchiere ed ho nascosto quest’ultimo su un tavolino appartato. Ho immaginato il disgusto e la sorpresa del cameriere che ha trovato questo reperto al momento di rassettare il tavolo.
Molti altri avventori hanno avuto avventure analoghe. Ne ho visto uno la cui focaccetta morsicata ha percolato lo stracchino incandescente sul vestito della signora che aveva di fronte. La colata di stracchino fuoriuscita da una focaccetta inavvertitamente morsicata da un altro signore si è scaricata sulla sua cravatta e sulla giacca. Ovunque nella sala si sono notate persone che si sono trovate in analoghe condizioni. Bocca e dita ustionate, stracchino rovente su vestiti, scarpe, colletti, mani, pavimento.
Ma la serata ha fruttato molti soldi alla causa; “Medici senza frontiere” ed un canile che rischia di venir smantellato, i cani messi su una chiatta che viene mandata in mare aperto ed affondata da un u-boot tedesco al largo di Portofino.

Altro Argomento. Questo è il lavoro di una artista, Isadora Bucciarelli, lavoro esposto al Palazzo Imperiale qui a Genova. Bravissima.

polpo

 

Altro Argomento. Mi è stato gentilmente chiesto se voglio fare il “rappresentante di lista” alle prossime elezioni. Ecco la mia riposta.

Caro (…) vorrei ma preferisco di no e ti spiego perché. In occasione delle ultime elezioni mi capitò che quando entrai nella scuola dove c’è il mio seggio, mi apprestai a salire le scale per raggiungere le urne al primo piano. Tre persone chiacchieravano amabilmente nell’androne ma, pur con tanto spazio disponibile, erano messe in modo tale che per passare bisognava necessariamente chiedere se cortesemente si potevano spostare in modo da consentire l’accesso allo scalone. Queste persone mostravano in bella mostra un grosso badge della loro appartenenza politica. Insomma era evidente che la loro posizione era studiata per obbligare chiunque a chiedere loro di spostarsi e dunque notare il pataccone sui loro vestiti. Al momento di uscire dopo aver votato, le medesime persone erano nella medesima posizione. A distanza di un metro in tutte le direzioni avrebbero potuto collocarsi e chiacchierare senza intralciare. Per passare non ho chiesto permesso, ho dato una runsa a due di quelli abbastanza brusca da far quasi cadere uno dei due. Ho chiesto scusa ma li avrei presi a schiaffi.  Ecco; se io devo fare il rappresentante di lista e scontrarmi contro questi imbecilli, va a finire che finiamo alle mani e questo non è bello. Scusa, ma non posso assumere ruoli perché non sopporto questi individui ed i loro metodi di propaganda all’ultimo momento.

 

 

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Tutti i pennuti di Basaluzzo

Sono ormai diverse le foto della webcam di Basaluzzo 2 che colgono pennuti. Qualcuna la salvo io, la maggior parte mi arriva da Paolo. Per non stare a pubblicarle tutte, ne pubblico una, in bianco e nero, con incollati tutti i pennuti (a colori) messi nella posizione della foto originale di provenienza. Salvo la mangiatoia dove devo un po’ spostarli altrimenti sarebbero sovrapposti. E’ chiaro ? NO ?!?

tutti

Ovviamente, cliccando sopra la foto, la cosa si ingrandisce a dismisura, così i vari pennuti si vedono meglio.

Quando mi arriveranno altre foto con pennuti colti in volo o in riposo, aggiornerò semplicemente questa immagine senza scrivere altri, noiosissimi, post.

Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2013, circa 23 pennuti nella foto.

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Ancora il gatto.

Tra le numerose patologie comportamentali che affliggono le più o meno consapevoli persone, quella di fare foto ai gatti mi sembra proprio veniale.

bestia bestia2

 

L’ospite che ci ha adottato part time ogni tanto arriva, miagola qualche volta, non è detto che mangi ma sicuramente vuole un po’ di attenzione, due coccole, ed ora anche qualche forma di cooperazione a scopo ludico. Ed ha anche iniziato a mordermi, segno che sta prendendo le misure per capire se sono disponibile a giocare oppure se reagisco male. Infatti mi morde e poi scappa. Capisce che non lo inseguo con fare aggressivo e ritorna sui propri passi.

Altro argomento. Miriam si è presentata a casa con un bel paio di pantaloni di pelle. Costavano originariamente €220, ma li ha presi a €19,5. Hanno il caratteristico colore “infezione gastrointestinale” e la fanno sembrare pronta per una rissa in un bar del mid-west americano. Era molto preoccupata che le facesse venire il cosidetto culone; non è così ma sono certo che se li metterà una volta ed al primo sguardo incerto di qualche persona che incontra finiranno in un armadio per sempre. A quel punto cercherò di riciclarli per farne fondine per le pistole, una bandiera da mostrare in una webcam, dei fazzoletti da naso, un coprivolate per la mia automobile, un paio di mutande per me ed un reggiseno per lei. Un tappetino per il mouse. Una custodia per il vibratore. Un portafoglio. Un citofono.

Altro argomento. Mi sa che a breve dovrò organizzarmi per il quarto trasloco di ufficio in 10 anni. Siamo partiti in tanti, grande ufficio, segreteria, servizi agli utenti, strumenti sofisticati. Poi ci sono state le prime defezioni di persone che hanno trovato di meglio, hanno litigato, hanno messo il lavoro in secondo piano rispetto alla famiglia, sono andati in pensione, sono andati all’estero. I traslochi sono arrivati perchè il padrone di casa ci ha mandati via o perchè abbiamo dovuto ridurre le spese riducendo lo spazio. Dalla ventina originale ora siamo rimasti in 4, tra poche settimane saremo in 3. E noi tre ci siamo guardati ed abbiamo immaginato lo scenario di altri traslochi fino a quando non ne rimane uno solo. Come Highlander.

GAFOM

E dunque mi sa che ciascuno se ne andrà per la propria strada. Potrei prendermi un camper usato e metterci il mio ufficio, così se devo traslocare accendo il motore e me ne vado con tutto.  Questa battuta è tra le più tristi e del cazzo che avrei potuto fare. Non solo; il fatto che io debba traslocare e tutto quanto sopra descritto ha un valore di “e chissenefrega” talmente basso che ho paura che se un visitatore occasionale o casuale legge queste righe, senza porre in atto delle misure di prevenzione adeguate, potrebbe causare un black out a tutto il quartiere in cui vive.

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San Valentino

Ho mangiato un etto di cuoricini al cioccolato. Veramente avrei preferito i cremini, ma erano finiti perchè adesso ci sono le ovette di Pasqua. Trovo insostenibile che i cremini vengano sic et simpliciter sostituiti dalle ovette per diversi motivi. Innanzitutti i cremini non sono legati a qualche particolare ricorrenza, dunque non regge l’assunto che adesso devono essere sostituiti da altri prodotti. Secondo, i cremini sono facili da accedere perchè la stagnola che li ricopre è di immediata rimozione grazie alla forma cubica, mentre le ovette sono un casino. Allora ho preso i cuoricini, che non sono male ma non all’altezza dei cremini, questo va detto chiaramente.

Intendo dire proprio questi.

Intendo dire proprio questi.

Ho cercato anche una immagine dei cuoricini, ma non l’ho trovata

 

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Quel gatto…

… è sopravissuto alla neve ed oggi è tornato. S’è fatto fare coccole da Miriam che poi è gonfiata come un dirigibile per l’allergia, non ha disdegnato un po’ di croccantini e un po’ di scene sulla neve. L’ho già visto diverse volte correre verso uno dei Liquidambar, saltarci sopra per farsi le unghie. Stavolta ha lasciato le sue tracce.

Lascia stare il mio Liquidambar.

Lascia stare il mio Liquidambar.

Quel gondone è arrivato di corsa,  ha fatto un ultimo balzo e poi si è messo, sedere in terra, a farsi le unghie anteriori sulla corteccia. Poi dev’essere saltato via. Oppure è ancora sull’albero. Adesso torno in cortile e gli sparo.

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Overdose da neve.

Ho dato una occhiata al sito di statistiche che tiene i conti di quanta gente visita il sito stefanome.it. Ogni volta che accenno a queste statistiche MI PREME.

Mi preme rimarcare come io abbia dei dubbi sulla veridicità dei dati raccolti dal servizio. Osserviamo con attenzione il seguente grafico.

Leggere con attenzione

Ho detto con attenzione, cazzo.

Il 9 Febbraio sembra esserci un leggero aumento delle visite. Può darsi che, in previsione della neve, ci sia stato chi ha controllato se le webcam funzionassero a dovere. Il 10 Febbraio le visite scattano in alto. Ma era il giorno prima della prevista nevicata, perchè mai qualcuno vorrebbe guardare le webcam di un posto dove è certo che non solo non nevica, ma c’è il sole ? E dunque Lunedì 11, giorno della neve. Mi sarei aspettato il picco delle visite e invece no, meno della metà del giorno precedente. Non trovo alcuna ragione perchè tutti guardino le webcam il giorno prima della neve e non il giorno della neve. Secondo me c’è qualcosa che non funziona e non è la prima volta che ho notato questa apparente contraddizione in analoghi eventi precedenti. Infine arriva il 12 Febbraio. Visite precipitate. Questo mi sembra più plausibile, forse l’overdose di neve del giorno precedente ha convinto i visitatori abituali a concentrarsi su altro, ad esempio un bel sito di carpenteria metallica o di cioccolato e di vendita on line di cosmetici a base di placenta di elefante.

GAFOM

No, c’è qualcosa che non mi torna. E giuro che non tornerò più sull’argomento, uno dei meno interessanti che mi possa passare per la testa.

 

Altro argomento. Facebook. Un amico commenta sul clima della zona dove vive. Una amica del mio amico commenta anch’ella sul commento del mio amico. La foto che costei ha nel profilo è quella di una gran gnocca, troppo gnocca. Mi è venuto in mente di chiederglielo; “scusa, ma sei proprio tu quella gnocca nella foto del profilo ?”.

Ovviamente non l’ho fatto.  Primo perchè una banale curiosità verrebbe fraintesa con il solito “me la daresti, nel caso te la chiedessi ?” e non è questo il caso. E se lei fosse molto meno attraente ed avesse messo una foto scaricata da Internet. Insomma si aprono scenari imbarazzanti o tristi. Tutto ciò considerando che non sono fatti miei, però in fondo se una mette una foto in cui appare così gnocca, se lo può aspettare che uno, genere maschile, glielo chiede prima o poi. Oh no ??

Potrei mandare un messaggio al mio amico, ma devo chiarire bene che non ho intenzione comunque di attaccare discorso con costei, è solo una curiosità. Ma lui non mi crederebbe. Ci devo riflettere.

faceball

Ecco, ho scritto ed avuto risposta. In effetti non ho un cazzo da fare e perdo tempo con queste stronzate. Sono a Basaluzzo, dovevo incontrare una persona per fare un lavoro, questo besugo è venuto prima di me, poi mi ha telefonato e mi ha detto che ha già visto e poi mi farà sapere. Bel gondone, lo sa che io arrivo da Genova, se me lo diceva prima non arrivavo così presto. Così a mezzogiorno andrò a mangiare da “Effetto Minchia”. No, naturalmente non si chiama così. E’ un self service dove si mangia benino che è vicino ad un negozio che vende mobili per camere da letto che si chiama “effetto notte”. Da li in poi il passo è breve. Quando Truffaul ha diretto quel omonimo film nel 1973, c’è stato un fiorire di riferimenti; effetto notte in primis ma anche effetto succhio (una ditta che vende aspirapolveri) effetto tette (reggiseni) e naturalmente effetto minchia (o cazzo ma è più volgare). Alcune delle persone che conosco e con le quali mi incontro proprio in quel self service per il pranzo di mezzogiorno sanno a cosa mi riferisco se dico loro “ci vediamo da effetto minchia”.

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Il Festival di Sanremo MI FA CAGARE.

Il festival di Sanremo MI FA VERAMENTE CAGARE

Adesso sono stanco e vado a dormire, ma mentre ascolto come sottofondo una ultramediocre donnina che canta una merda in napoletano, non posso che esprimere questo personale concetto. Tornerò sull’argomento, adesso spacco il televisore e poi chiudo Miriam a chiave nel bagno, così la smette di imprecare e farsi del male guardando il festival più stronzo, provinciale, grezzo, burino e vergognoso della galassia.

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Ieri sera dunque Miriam stava lamentandosi ad alta voce. Io non sono lontano dalla televisione quando sono a scrivere coglionate su Internet e la sentivo. Ha resistito saltando da canale a canale fino all’ingresso di Toto Cotugno e della sua devastante “lasciatemi cantare”. Non credevo alle mie orecchie; mi ha dato la stessa sensazione di quando pesti una cacca di cane, fai di tutto per togliertela dalla scarpa, pensi di esserci riuscito ma dopo qualche tempo scopri con orrore che c’è ancora un pezzo attaccato. L’incubo che ritorna. I commenti di Miriam che ho colto a caso sono stati “Oh no, questa lagna canta 2 canzoni” ma anche “c’è persino uno che gioca a pallone”. Le ho fatto notare che ho letto on-line che avrebbero invitato anche Carla Bruni (stronza ed anche altro). Il danno e la beffa per noi strabeoti italiani, per fortuna in via di estinzione e di smembramento tra i nostri vicini. Chissà se quando saremo ridotti a provincia conquistata ci lasceranno perpetrare questo scempio che è il Festival della Canzone Italiana. Probabilmente si, come lasciano che le scimmie si masturbino negli zoo.

Al diavolo il festival del patetico strillare, sei come una busa di vacca compressa nel sacchetto dell’aspirapolvere, non so bene come, ma questo paragone per me calza bene.

Non vorrei essere frainteso.

Non vorrei essere frainteso.

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Ecco qualche foto a memento perpetuo.

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Omaggio alla Righicam 3, Centro.

Omaggio alla Righicam 3, Centro.

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Durante la neve

Durante la neve

Dopo la neve

Dopo la neve

 

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