Cercavo un numero sulle Pagine Gialle…

… e m’è cascato l’occhio su questa pubblicità in bella evidenza. Ho copiato tre immagini salienti e le ho incollate insieme. Ben fatto EasyJet,  come messaggio subliminare non c’è male, ma mi domando: è rivolto al pubblico femminile o a quello maschile ? Cioè, è lei che vedendo la pubblicità è invogliata ad andare a Cipro per farsi dare una ricaricata/grattata o è lui che va a Cipro per trovare una lei disposta a farsi ricaricare/grattare ? O forse il messaggio è relativo semplicemente all’igiene intima ?

Un po' di igiene intima non guasterebbe, anche in vacanza.

Un po’ di igiene intima non guasterebbe, anche in vacanza.

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Statistiche dicembre 2012

Ecco la mia solita statistica;

Sticcazzimetro 1.5

Sticcazzimetro 1.5

 

 

 

 

 

 

 

 

Premesso quanto sopra, nei giorni  12, 13 e 14 Dicembre, giorni di neve a Genova, ci sono state 12, 37 e 17 mila visite. Esticazzi bianchi e gelati.

E nessuno dica che conto balle sulle visite

E nessuno dica che conto balle sulle visite

 

I numeri aggiornati al 31 Dicembre 2012:

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Grafico visite giornaliere:

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Grafico visite mensili:

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Stante che il servizio di statistica raccoglie i dati combinandoli nelle più svariate maniere, ho chiesto l’elenco delle parole chiave o delle frasi che vengono scritte sui motori di ricerca e che consentono ai navigatori in rete di arrivare al sito stefanome.it.

Ho tolto dall’elenco quelli ovvi, singolarmente presi o accoppiati come genova webcam righi e simili. Ma tutti gli altri, cosa scrive la gente per arrivare a stefanome ed alle sue webcam ? Ecco l’elenco in ordine alfabetico. Ossia, ripeto, ci sono stati navigatori che, non so se volutamente o a caso, sono arrivati alle webcam scrivendo sui motori di ricerca quanto segue:

  • alghero in tempo reale
  • antigua port cam
  • bollettino neve piste val di fassa
  • brallo di pregola
  • Costa Fortuna Webcam
  • culi cagliari
  • esticazzi forum
  • ha dimenticato di spegnere la webcam
  • il mondo delle sirene
  • la temperatura adesso a milano
  • LINEA TELEFONICA GRACCHIA QUANDO ACCESO adSL
  • modellismo rapallo
  • non leggo la mia posta con alice in svizzera
  • rifugio ciampinoi
  • rumegies
  • se il cavo e troppo sottile l’adsl non funziona bene
  • telefona fastweb

 

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Global warming.

Sono certo sul fatto che il genere umano stia contribuendo in modo sensibile al cambiamento del clima sul pianeta. Non so in che misura, non so quanto concorrano altri elementi esogeni come il Sole, l’esistenza di cicli naturali. Non lo sanno neppure gli enti nazionali e multinazionali che stanno cercando di capirci qualcosa. Di fatto l’umanità vive alla giornata; le previsioni del tempo oltre i 5 giorni sono generalmente frutto di elaborazioni matematiche del tutto aleatorie, figuriamoci quelle a medio e lungo periodo.

Dal sito WEB dell'ARPA Piemonte

Dal sito WEB dell’ARPA Piemonte

Questo grafico rappresenta la misurazione costante della temperatura a Basaluzzo rilevata da una stazione meteo gestita dall’ARPA piemontese da 4 al 7 Gennaio 2013. E’ normale che la mattina del 5 Gennaio il termometro segni 0°, ma è da assoluta fiction cinematografica che a mezzogiorno ne segni quasi 19.

“Vento di caduta” è la spiegazione ufficiale. Si vabbè, il vento di caduta nella Pianura Padana è sempre esistito e può succedere che anche a Gennaio ci siano delle improvvise giornare relativamente tiepide rispetto alle medie del periodo. Ma se è vero che queste giornate sono sempre accadute, non è affatto consueto che la incredibile sequenza avvenga per almeno 4 giorni di fila con temperature più vicine ai 20° che ai 4°, pari alla massima che ci si dovrebbe aspettare a Basaluzzo per la prima decade di Gennaio.

Tutta questa pappina solo per salvare la cartina e guardarla ogni tanto distrattamente. Credo che si possa tranquillamente ignorare quello che dicono i centri di studio;  gli allarmi, lo scioglimento delle calotte polari, la desertificazione e tutto quanto il resto. Non ci sono neppure remote possibilità che possa avvenire qualche cambiamento in positivo ad opera del genere umano, siamo solo in grado di procedere nella stessa direzione sperando singolarmente che ci rimangano in tasca dei soldi ed un po’ di salute prima che i nostro personale ciclo di vita abbia compiuto il proprio giro. Nel frattempo, se con il nostro comportamento riuscissimo a non rompere i coglioni ai nostri vicini ma anzi se riuscissimo a fare qualcosa di positivo per la comunità, saremmo tutti un po’ più felici.

E dopo questo sbotto, andate tutti a cagare sulle ortiche; la città è tappezzata di manifesti con la facciona di Bersani con un sorriso che mi piace proprio poco. Ma non potevano scrivere il nome e basta ?

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La macchina da guerra.

Sono sicuramente ripetitivo, ma questo è il mio blog e mi ripeto quanto voglio, ma questo è il mio blog e mi ripeto quanto voglio, ma questo è il mio blog e mi ripeto quanto voglio.

Hanno aperto un bar splendido in centro, ricavandolo in un palazzo con i soffitti perfettamente affrescati, un gioiello che il mondo ci invidierebbe, se non fosse per il trattamento che viene riservato ai clienti. Mia moglie e sua madre, uscite questo pomeriggio per riprendere il filo delle litigate giornaliere, hanno toccato con mano la maleducazione di chi voleva mandarle via perchè erano le 5 meno un quarto, un quarto d’ora prima della chiusura in questa città tentacolare. Sono riuscite a prendere un cappuccino ed un bicchiere di acqua perchè mentre erano al banco, il tizio del bar s’è premurato di abbassare la serranda di un terzo ed affermare che non poteva fare una spremuta perchè la spremiagrumi era rotta.

Quando hanno cercato di uscire, il tizio ha detto che per alzare la serranda bastava spingere, poi per fortuna è arrivata una signora che, scusandosi, ha aiutato mia moglie e sua madre ad alzare la serranda.

La macchina da guerra per far scappare turisti (investitori e consumatori) è a pieno regime. Non sono tutti così per fortuna, io frequento bar dove dipendenti e titolari sono gentilissimi,  ma il caso di questo bar in cui sembra che ti facciano un favore se ti servono, non è isolato. Recentemente ho avuto modo di notare che anche una ragazzina di 13 anni, appena fuori Genova, si può rendere conto che “nei negozi sono così gentili…”.

E lo credo; questo devo proprio riconoscerlo; noi siamo abituati in modo tale che ovunque andiamo, scopriamo che tutti sono più gentili, disponibili, allegri. E’ una fortuna alla quale evidentemente non vogliamo rinunciare.

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Oh no, un gatto nel cortile.

Mi telefona Miriam con il fiatone; “c’è un gatto in cortile!”. Il fiatone non è perchè il gatto la sta rincorrendo e lei scappa, ma perchè Miriam lo ha accarezzato e la sua allergia è esplosa in un minuto. Nonostante la manifesta incompatibilità tra i due mammiferi, il meccanismo di solidarietà per poveri gatti è già scattato ed il felino è già stato rifocillato.

Ha sicuramente cercato di uccidermi, e prima di me ha inseguito mia moglie per uccidere anche lei.

Ha sicuramente cercato di uccidermi, e prima di me ha inseguito mia moglie per uccidere anche lei.

In effetti quando arrivo a casa Miriam non c’è e l’animale attende qualcuno pazientemente su un muretto di confine. Su questo muretto la nostra gatta passava delle ore, si vede che il posto piace ai gatti. La bestia appena mi vede mostra tutta la sua aggressività, strusciandosi alle mie caviglie. Non è un gatto randagio, è ben nutrito, il pelo è perfetto, è un maschio di non più di un paio di anni di età. Miagola ed è abituatissimo agli umani. Ora che ci penso, se non sbaglio lo avevo visto qualche tempo fa nel giardino dei vicini, rimasti da poco orfani dei loro adorabili cani, entrambi morti di serena vecchiaia nel giro di pochi mesi. Ed avevo visto anche una ciotola con roba da mangiare. I miei vicini sono attualmente assenti, torneranno a breve, ed ecco che la bestiaccia ha subito cercato compagnia ed affetto nelle vicinanze.

Si pone un problema; mai e poi mai saremmo in grado di mandarlo via. Posso nutrirlo ed accudirlo ma non deve entrare in casa, primo perchè Miriam dopo solo pochi giorni a contatto con un felino, resterebbe senza fiato con il naso che cola e gli occhi gonfi.

Miriam durante il suo ultimo attacco allergico.

Miriam durante il suo ultimo attacco allergico.

Ma poi non deve entrare in casa perchè quando un gatto entra in casa ne prende possesso.  Trattandosi di un evidente gatto domestico, forse è scappato da qualche casa. Però se fosse vissuto in una casa i suoi proprietari gli avrebbero – credo – fatto fare quel lavoro senza il quale tenere un gatto maschio in casa è impossibile. Forse invece è semplicemente un girovago che trova ospitalità in giro per le case del Righi.

Adesso bisogna aspettare che lui decida cosa fare; può decidere di andarsene spontaneamente, può decidere di andare e tornare a suo piacimento e di condividerci con i nostri vicini, potrebbe installarsi nel cortile in pianta semi-stabile e voler entrare in casa. E per far questo potrebbe anche mettersi a miagolare di notte quando dovesse freddo e dovesse piovere. Non sarebbe un problema dargli del cibo; certo una ciotola di croccantini all’aperto attira piccioni, corvi, merli, ricci e formiche e altri gatti, il cortile e piccolo e rischia di diventare sovraffollato, ma chissenefrega. Sto già pensando di comprare una cuccia per cani di piccola taglia da tenere in cortile e dotarla di una coperta a guisa di giaciglio, ma non è detto che il gatto gradisca queste attenzioni. Potrei mettere la cuccia vicino alla caldaia in modo che prenda un po’ di calore…

Ecco, non se ne va.

Ecco, non se ne va.

Adesso aspetto che torni Miriam, poi vederemo che atteggiamento assumere. Già che ci siamo, potremo ingabbiarlo e portarlo da un veterinario per fargli fare qual lavoretto che invece andrebbe fatto a molte persone di cui si legge sui giornali, altro che i gatti …

Questa  operazioncina gli impedirebbe di ingravidare femmine randagie a nastro come fanno tutti i gatti maschi, non alimentando il numero dei molti randagi destinati a sofferenza. Inoltre, forse, lo terrebbe estraneo alle lotte territoriali. Però quest’ultimo aspetto non mi convince; è un animale da strada, perchè togliergli le balle e non dargli la chance di diventare qualcuno nel mondo dei gatti ?

Ora che ci penso, ad una mostra del fai-da-te qualche anno fa avevo comprato una tagliola pagandola un nonnulla, l’avevo scambiata con la ghigliottina che mi aveva regalato mio padre che aveva ceduto il suo kit per costruire una bomba atomica.

Tra qualche giorno prevedono pioggia e freddo; o lo uccido prima, o – se non se ne va – rischiamo di sentirlo piangere sempre più debolmente nel buio della notte. Una scena strappalacrime che i gatti sanno imbastire alla perfezione. So come funziona dopo decenni di convivenza con i gatti; allora ecco che piove e decidiamo di farlo entrare, ma SOLO se resta chiuso nel bagno. Una volta nel bagno la merdaccia continuerebbe a miagolare fin quando non lo si fa uscire, ed a quel punto in pochi secondi si piazza sul letto a 30 centimetri dal naso di Miriam. E poi, dopo la Micia e dopo quello che abbiamo sofferto quando è morta abbiamo detto “basta gatti”.

 

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Altro che microonde.

L’arma finale di William Ruiz. Anni di test nel cortile di casa sua, ed ecco il risultato:

Anni di studi

Anni di studi

Questo è lo strumento definitivo per cuocere la carne alla perfezione. Si tratta di un bombolone di ferro, privo del fondo, al cui interno vengono appesi i filetti di carne. Si prepara un letto di brace ardente, si mette direttamente sulla brace un grosso pentolone di ferro contenente acqua e dunque si colloca il bombolone direttamente sopra la brace ardente a ricoprire il secchio. Il coperchio del bombolone contiene dei ganci ai quali si appendono le fette di carne. Si chiude il bombolone con il coperchio con appesa la carne e si attende pazientemente per qualche ora che il calore diffuso ed umido cuocia la carne alla perfezione. Per aggiungere un certo saporino di affumicato, all’interno del bombolone si lasciano cadere sulla brace dei pezzetti di legno precedentemente imbevuti in qualche intingolo a base di olio e salsa di cui però ignoro la provenienza.

A me sembra un'arma potenzialmente pericolosa.

A me sembra un’arma potenzialmente pericolosa.

Questo è il prototipo in dettaglio. Pare che ne stia costruendo uno simile per la ragazza del figlio più giovane. Di origini colombiane, lavora da 30 anni (ossia da quando ne aveva 15) poi s’è messo in proprio, adesso è diventato “corporate” ossia la sua ditta individuale è diventata dello Stato, secondo un meccanismo che mi ha spiegato e che credo sia un importante raggiungimento. Penso che sia simile a passare da “accomandita” a S.r.l. ma con qualche elemento in più che comunque sticazzi in salmì.

Tutti gli anni, verso Natale, passa le notti a cucinare e porta in dono a clienti ed amici una generosa porzione di questa carne, il suo sugo speciale, riso e patate, il tutto cotto nella sua creazione. Parlando di altre cose, gli ho chiesto se è entrato nella lista delle ditte accreditate presso lo Stato per gli interventi di urgenza “dopo Sandy”. Mi ha detto di no perchè le ditte che hanno preso l’incarico si sono trovate a lavorare in condizioni terribili per la presenza di nugoli di ispettori di almeno quattro enti diversi che controllano anche i chiodini ed ingombrano il cantiere. Mi dice che le ditte sono state in alcuni casi multate perchè gli operai si erano tolto il caschetto di protezione per andare in bagno. Quello che c’è di buono è che le ditte vengono pagate a stato avanzamento lavori ogni mese.

Sticazzi con avvitamento sul pannello di plywood.

 

 

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Cari, CARI concittadini…

New York, dall’ inviato del kaiser.  Ieri in metropolitana mi siedo a fianco di una famigliola, padre, madre e due figlie femmine poco più che adolescenti, che scopro sentir parlare in italiano con l’inconfondibile familiare accento genovese. Belin belin belin…

Esco dal treno ed affronto la scala che sale verso la strada, davanti a me una signora anziana e dietro una delle due figlie della suddetta famigliola. La scala è stretta e non si può superare la signora che arranca un pò più lentamente di quanto non avrebbe probabilmente fatto quando aveva 20 anni. Verso la metà della rampa, la ragazza dietro di me sbotta in un “oh issa, oh issaaa” urlato in modo che la signora potesse sentire bene ed anche i suoi congiunti in cima alla scala, che ridacchiano compiaciuti. Il tono di voce è tale che il significato non poteva essere frainteso  anche in una lingua straniera. “sei lenta, mi stai ostruendo la strada e togliti un po’ dal belino”

Quante volte in questi anni mi sarò trovato in metropolitana o per salire su un autobus a New York in questa situazione ? Tantissime. Quante volte qualche altro passeggero ha manifestato fastidio ? Nessuna. Non una singola volta.

Cara famigliola genovese in vacanza; siete degli stronzi. Meglio, siete dei grebani, degli incivili burini figli di una culturetta locale decaduta, volgare, stupida, provinciale e per nulla divertente. Il piccolo dramma cittadino è che siete in tanti, siete la maggioranza qualificata dei genovesi e siete la causa principale della rovina di Genova.

C’era una volta un tempo in cui, quando vedevo le strade del Righi inondate di spazzatura e quando vedevo i pochi turisti che affrontano la funicolare trovarsi nel degrado, scrivevo al comune di genova. Sono anni che non lo faccio più perchè sono arrivato alla conclusione che è inutile. Alla stragrande maggioranza dei miei concittadini va bene così. E la loro incivile insofferenza e maleducazione di fronte ai più deboli è parte integrante della loro cultura del menefreghismo e del mugugno, che vorrei capire come possa ancora essere considerato un simpatico elemento caratteriale da parte di molti.

Cari concittadini; affondate pure nella spazzatura, nella maleducazione, nel progressivo ed inarrestabile isolamento dal resto del mondo, nel traffico veicolare di chi a Genova passa e fugge via portanto altrove soldi e benessere.

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Nei quartieri belli.

Un mio cugino che vive a Roma ha sposato, una quarantina di anni fa, una splendida ragazza di New York, oggi una affascinante donna. Mi ha dato l’indirizzo di dove viveva da bambina, e sono andato a curiosare.

L'incrocio Nord-Est tra Park e 81.

L’incrocio Nord-Est tra Park e 81.

Park Avenue at 81st street è un indirizzo prestigioso, anzi di più. Ho fatto alcune foto dall’esterno e poi ho bussato al portone, mi ha aperto un portiere vestito come un generale di corpo d’armata dell’esercito prussiano con vicino un semplice ufficiale. I portieri dei condomini vestono in modo pomposo all’inverso della distanza dal Central Park. Sulla Fifth (adiacente al Parco) sembrano degli ambasciatori in visita ufficiale, sulla Park (che non è a fianco del parco nonostante il nome) sono dei semplici alto ufficiali, poi si passa alla giacca e cravatta e dunque a maglie e girocolli. Non credo di aver mai visto un portiere sulla York (a fianco dell’East River, opposto al Parco) ma potrebbe essere vestito in canottiera e pantaloni alla zuava, con l’indirizzo del condominio tatuato su una chiappa.

Alla mia richiesta di poter scattare qualche foto mi hanno risposto che l’amministratore non lo consente, dunque nisba. Mi sono sentito un umilissimo bovino che prova a fare una foto a casa dei veri ricchi ma viene respinto con sdegno e deve ritirarsi in buon ordine.

Nota: voglio anch’io Darth Vader come portinaio al Righi. Non ho il portiere ma adesso lo voglio ed anche armato con un fucile M4.

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Il dito pollice.

Mi sono accorto che è più importante di quello che pensavo. Nella costa est degli Stati Uniti l’aragosta costa più o meno come il pollo. Dunque ogni tanto si può mangiare aragosta senza venir colti da quel senso di colpa tipico di quando si ha la sensazione di sprecare i soldi.

Tante, un vero genocidio.

Tante, un vero genocidio.

Dalle parti della costa est USA è sbagliato pensare che solo un reddito abbondante possa concedere al bovino umanoide di mangiare aragosta. Qui ci sono gli allevamenti e le catene di fast food che servono aragosta. Se io volessi vantarmi dicendo “figa, quando sono a New York mangio aragosta” è come se dicessi “tette, quando sono a Basaluzzo mangio pollo bollito”. Bisogna, certo, prendere la metropolitana ed andare a far spesa in un mercato del pesce in una zona della città non tanto rinomata, altrimenti, soprattutto sotto Natale, i prezzi decollano. Alla fine, con l’equivalente di 20 Euro a testa ci si toglie la voglia di aragosta per un bel po’.

La bollitura dell’animale è una pratica che preferisco non fare perchè non sono dotato di una pentola abbastanza capiente da metterci una aragosta intera, non vorrei doverla cuocere metà per volta:  prima la immergo con la testa e poi quando la testa è cotta la inverto e la immergo con la coda ? Oppure la devo spezzare in due da viva e comprimerla dentro una pentola troppo piccola mentre questa povera bestia si agita. E poi l’odore di pesce che invaderebbe il quartiere, gli schizzi che arriverebbero fin sul soffitto e renderebbero la cucina un locale da sigillare con una colata di cemento come il reattore di Chernobyl. No; questi mercati hanno sistemi per cui l’uccisione si consuma in pochi istanti e spero senza agonia. Soffre di più un pesce preso all’amo, un tacchino che devo inseguire con la scimitarra in mano, tutti gli acari che schiaccio nel letto quando mi giro.

Dunque si compra l’aragosta già bollita, la si mette in forno per riscaldarla solo un pochino, si scalda il burro salato in modo che si sciolga dentro una scodellina ed il gioco è fatto. Insomma, non proprio, bisogna prima rompere le chele e la corazza per tirar fuori la carne. Ed è qui che mi faccio male. Le chele non solo sono dure, ma sono piene di spunzoni taglienti. Chi fa questo di mestiere ci mette pochi istanti senza subire danni. Io ci metto molto più tempo e mi riempo le mani di piccole lacerazioni e taglietti, tra cui uno nel pollice vicino all’unghia.

Disgustorama.

Disgustorama.

Ho dovuto mettermi un cerotto, anzi due perchè il punto del taglio lo impone. Non è una medicazione riuscita bene nonostante mio fratello sia ginecologo. Lui generalmente non mette cerotti alle pazienti, non che io sappia almeno. Non credo ci siano cerotti utilizzati in ginecologia, oh, magari sbaglio e di cerotti ad uso intimo ne sono piene le farmacie.

Un pollice incerottato non funziona sul tablet touch screen. Ci sarà una app che riconosce il cerotto e, sospettando qualcosa di losco, non consente la digitazione. Quando si ha una mano totalmente impegnata in altre faccende e si ha solo il pollice per rispondere ad una chiamata, non si riesce a rispondere. Ho scoperto che la superficie del touch screen sente quel minimo di umidità e calore che non può mancare in tutte le dita sane. Forse avrei potuto usare il mio simil dito centrale, che oltre ad essere senza unghia, potrebbe avere le caratteristiche che il table riconoscerebbe. Tutto sommato sono felice di non aver provato. Bisognava che il cerotto fosse leggermente umido. Come inumidire un cerotto ? Mettendosi il dito in bocca. Ma è antigienico. Dove trovare altra umidità a portata di mano ? Nel NASO, ma il pollice è troppo grande e la narice troppo piccola. Allora si può tentare poco sotto l’osso sacro. C’è però il rischio che, costretto tra i glutei, il cerotto si sfili. Inoltre la mano diventa a quel punto socialmente inaccettabile, vietata la stretta ed anche il high five (che odio). Un buon compromesso credo potrebbe essere rappresentato dalle facilities offerte in tal senso del mondo femminile; c’è più spazio di manovra, il rischio che il cerotto si sfili è limitato, si può far finta di niente durante l’operazione, può anche essere divertente.  Certo, anche in questo ambito ci sono dei rischi sanitari, ma molto meno. Il tricomonas è inodore e l’humus tende a formare una pellicola resistente,  anticamente veniva usato come il bianco d’uovo, tranne per fare le omelettes. Bisogna però sinceramente dire che la collaborazione che si ottiene alla richiesta di contribuire all’umidificazione del dito incerottato è tutta da verificare. Ecco perchè alla fine mi sono tolto il cerotto, ho fatto prima.

Ieri sera siamo stati in un ristorante turco, una mia amica alla fine ha preso un dolce. La spiegazione data dalla cameriera sulla natura del dolce è stata quantomai approssimativa. Non era cattivo, una tavoletta grigiastra di consistenza indefinibile, anche il gusto lasciava trasparire elementi di difficile identificazione. Di nuovo interrogata sul soggetto, la cameriera ha ammesso che non aveva idea di cosa fosse, ma le ricordava quando si ruppe l’urna contenente le ceneri dello zio morto un anno prima. Ora, seriemente, amici turchi; non penserete davvero di entrare nella CEE se non volete dire come fate i vostri dolci, vero ?

Sticcazzimetro 1.5

Sticcazzimetro 1.5

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La situazione è grave ma non seria.

Premessa; non me ne frega un beato cazzo di esporre a terzi quello che penso della situazione italiana e tantomeno mi interessa sapere cosa chiunque possa pensare di quello che io penso. Non voglio discutere sulle mie idee, non possono che essere sbagliatissime perchè affondano le proprie radici nella mia profonda ignoranza sulle cose del mondo. Mi rivolgo ai 4 gatti che sfogliano queste pagine: sopportate questo inutile, errato, sciocco sfogo e passate oltre.

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Un amico mi ha mandato per conoscenza un comunicato emesso da un gruppo di persone che vorrebbero metter su una lista politica. Non conosco queste persone, o forse il nome di uno dei promotori mi dice qualcosa ma non saprei dove collocarlo. Il loro manifesto parla di valori che non posso che condividere, il tono è quello di chi pensa di poter rinnovare, far rinascere, far crescere questo paese, c’è tanto da fare, da costruire e così via. Non si è trattato di un messaggio elettorale mascherato da parte di questo mio amico, era solo per informazione visto che lui conosce uno dei promotori, lo ritiene una validissima persona. Ho ringraziato per avermi messo in copia; pur esprimendo perplessità sulla iniziativa, ho chiesto di poter essere messo al corrente qualora ci fosse altro materiale in merito.

Non sono stato sincero con il mio amico; in realtà sono convinto che l’unica eventuale strada da percorrere per cambiare radicalmente il destino di questo paese sia una guerra civile. Una vera guerra civile, con violenza diffusa, morti per le strade, decapitazione totale del parlamento e del governo. Punto. Ma una insurrezione, per avere successo, dovrebbe avere un comune denominatore, un collante ed una base emotiva tra i cittadini che si chiama amor patrio, che in Italia non c’è. Dunque non credo che in Italia ci sarà mai una rivolta popolare. E, nella sciagurata ed assolutamente irrealistica ipotesi che ci fosse, finiremmo dalla padella nella brace; non abbiamo un ricambio di classe politica che potrebbe insediarsi e governare in modo equilibrato, salterebbe fuori qualche capopolo di bassa lega sostenuto da delinquenti generici. Meglio di no.

Il nuovo, il diverso che avanza ? Non può esistere. O è l’ennesimo gruppetto di volti noti che cercano di riciclarsi inventando un sacco di frottole per ottenere consenso tra i cittadini,  oppure è populismo di bassissimo valore, con idee tra il confuso e l’idiota. No a questo, no a quello. Qualche slogan strillato da personaggi in cerca di notorietà. In definitiva secondo me ci resta, e ci teniamo,  una classe amministrativa e politica la cui maggioranza di individui consiste in delinquenti. Perchè secondo me chi ha un ruolo pubblico e non butta la propria anima nel lavoro per il bene comune è, seppur con diverse sfumature, un delinquente oppure uno stronzo, o entrambe le cose.

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