Genova come New York

Ed in due ben precisi momenti ! In due giorni di fila ! Dal desktop del mio laptop due screenshot. Non mi viene in mente una parola in italiano che faccia rima con screenshot.

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Lunedì 11 Marzo 2013

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Martedì 12 Marzo 2013

Non è commovente ? Adesso sfido chiunque a sostenere che le due metropoli sono diverse tra loro in tutto, denigratori e nemici di Genova.

Ad essere onesti nel primo ritaglio la copertura nuvolosa è leggermente diversa tra loro. Anche l’intensità della precipitazione è lievemente diversa. Ma sono proprio queste piccole diversità che rendono le due megalopoli così simili tra loro.

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Notizie dal fronte occidentale

L’influenza, o qualche forma simile, sta colpendo molte persone che conosco. Me e Miriam, per esempio, una coppia di nostri amici con un figlio, altre persone che sento a casa con febbre, tosse, mal di gola. D’atronde se da queste parti è normale che un giorno nevica ed il giorno dopo ci sono 15 gradi, ti possono capitare diverse cose. Ad esempio uscire in strada vestito come un Inuik, infilarsi in metropolitana e disidratarsi per il sudore, uscire all’aria aperta fradicio ed a quel punto indurire come un filetto di merluzzo della Findus, poi entrare in un ufficio e doversi spogliare prima di sciogliersi come neve al sole, coprirsi per uscire come se si andasse a caccia di foche alle Svalbard, riuscire e questa volta trovarsi in piena primavera e doversi spogliare di nuovo per strada. Il tutto in presenza di un vento teso che la mattina è freddo come arrivasse dalla Groenlandia, il pomeriggio come se arrivasse dai Caraibi.

Due annotazioni “altamente sticazzi”. La prima; una nostra amica gira con una macchina fotografica con la pellicola. Sostiene che la qualità delle immagini è imparagonabile a quella delle digitali. Se lo dice lei…

Roba da fratelli Lumière

Roba da fratelli Lumière

Però una confezione contiene 36 foto. Se ne sbagli una è sbagliata per sempre, dovrai comunque sviluppare e fare i provini, magari hai fatto tanta strada per fare una foto che può venire mossa, buia, chiara, ad minchiam. E poi per caricare la macchina ci si mettono svariati minuti, se per caso c’è freddo e vento hai le mani gelate e nel frattempo altre persone dotate di macchina digitale hanno già fatto 300 foto pro capite. Magari sono 299 foto brutte, ma una almeno gli sarà venuta bene ? Invece la nostra amica ne ha fatte 2 (due) e saprà come sono riuscite solo tra qualche settimana, quando sarà a 8000 km di distanza. Si, vabbene, fino a 15 anni fa era solo con le pellicole, non mi sono mai lamentato e nessuno si lamentava.

Sticazzi due. Mi hanno portato due “empanadas de pollo” in segno di amicizia. Un impresario di origini colombiane ogni volta che mi viene a trovare mi porta qualcosa di tipico della sua terra nativa. Si tratta di un grosso raviolone il cui interno è un incidente tra un camion di polli ed uno di patate. E’ contenuto in un materiale edibile composto da farina – acqua – uova – un polimero a scelta – segatura. Viene fritto nel solito olio del circuito frenante di un trattore da cava.

Muore subito o preferisce morire a casa ?

Muore subito o preferisce morire a casa ?

Però è buono, sarà a lungo andare una specie di de profundis delle funzioni epatiche, ma è buono. E viene presentata con delle vaschette che contengono un attraente salsina a base di pomodoro, altre verdure e l’inferno di fiamme e lapilli.  La salsina mi ha però sturato il naso per un paio di ore, ho pianto e riso, la mia lingua ha dato segni di instabilità, ho bevuto 20 litri di acqua.

 

Sticazzi tre. Domattina giro delle gallerie d’arte del quartiere di Chelsea. Un rettangolo di 9 blocchi, 700 metri da un lato per circa 200. Ci sono 136 gallerie d’arte moderna da visitare. Se qualcuno legge questi dati e pensa che io sia un cazzone sparaballe, magari lo sono ma ecco il link che dimostra che non sto contando una mussa.

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L’effetto serra sulle candele.

Devo ricordarmi di non lasciare più una elegante candela profumata all’interno di una graziosa lanterna porta candele sul davanzale di una finestra esposta a SUD durante una giornata di sole.

Miriam non sarà affatto contenta.

Miriam non sarà affatto contenta.

C’è qualcosa di sinistro in questa candela. Sembra mostrare la sofferenza umana, la tragedia della vita che lentamente e senza far rumore, cede alla violenza della natura, si ripiega su se stessa e fatalmente si ammoscia. Questa candela, comprata in un negozio fighetto, dev’essere anche costata un occhio della testa ma il ragionamento è stato “intanto la accendiamo solo quando c’è qualche occasione e poi non ne compriamo altre”. L’avevamo accesa a Natale per un paio di ore, aveva fatto la sua porca figura, emanava un delizioso e soave profumo di fiori, probabilmente cancerogena perchè quasi certamente fatta in Cina. Ma eravamo così felici che si fosse consumata poco, sentivamo che era pronta per il prossimo Natale. Ma la vita delle candele è imperscrutabile, legata ad un filo come lo siamo noi, i nostri animali da compagnia, anche quelli da cortile. Temo che questa candela sia diventata inservibile, e magari anche pericolosa. Però ha una certa classe, una sorta di affascinate aspetto inquietante ma invitante allo stesso tempo, come il pollo fritto. Potrei applicarle occhi, naso e bocca e farla diventare una scultura. L’Urlo di Muncandela. Mi affloscio ma non mi spezzo. Mi ammollo ma rimango in piedi. La lotta della candela contro il riscaldamento globale; cupi scenari di sofferenza. Esposta alla Biennale del Righi. “Uno dei primi lavori di Menado, (con la “o” che suona meglio) che poi troverà la sua definitiva dimensione artistica con il lardo sopra il calorifero, il burro sul radiatore e la margarina sopra il ferro da stiro.”

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C-piove in casa

A Genova continua a piovere ed ora piove anche nel bagno di casa.

GAFOM

Questa informazione partecipa al premio “sticazzi 2013“. La comunicazione è arrivata tramite mia suocera. Ho dovuto confessare a Miriam che è da almeno tre mesi che quando piove si ode una goccia che cade sul controsoffitto. Perchè non glielo avevo detto ? Perchè avrebbe dato in escandescenze. Si era già formata una macchia sul soffitto, ma considerando che il bagno ha già le pareti e parte del soffitto ricoperte da muffa nera, la cosa le era passata inosservata. Ho scritto una mail ai vicini avvisando che facilmente potrebbero constatare la presenza di umido nei loro bagni, che sono corrispondenti al mio. Uno di loro mi ha detto che ormai è abituato a girare per casa con le galosce.

Insomma, bisogna intervenire con una azione definitiva e radicale. Pensavamo di dirlo ad un nostro amico, che opera nel settore edile, pregandogli di non ridere; lui è al corrente delle nostre reiterate vicissitudini in una casa costruita con i piedi. Anzi no; lo invitiamo con la moglie una sera a cena e, subdolamente, al caffè gli chiediamo di andare sul tetto a dare una occhiata. Con una torcia elettrica se è buio.

Miriam è preoccupata perchè teme di assistere al solito teatro drammatico dei lavori in casa; ponteggi, gente che va e che viene, la casa che si copre di polvere, il pavimento pieno di impronte, durata illimitata dei lavori con la inevitabile impastatrice in cortile. Non ultimo la possibilità che da un lavoretto da nulla si scopra che bisogna rimuovere il camino, parte del tetto, parte del bagno, parte della casa, poi bisogna sbancare mezza collina e costruire uno sbarramento grande come quello della diga di Assuan.

Veneno, il nome sembra un errore di sintassi.

Veneno, il nome sembra un errore di sintassi.

Il tutto con una spesa pari a circa 3 milioni di Euro. Con la stessa cifra mi potrei comprare la Lamborghini Veneno, anzi quasi quasi la ordino e ci teniamo l’infiltrazione in casa.

Questa notte mi devo svegliare alle 2 per mettere avanti le lancette dell’orologio di un’ora. La cosa è impossibile per gli orologi digitali, non avendo le lancette. Devo anche cambiare le pile dei rilevatori di CO2, sticazzi effetto serra.

PS. Oggi è una giornata stupenda, sole, niente vento. La temperatura fatica a salire, ma da +1.9 siamo già arrivati a ben +4.5 e per mezzogiorno se ne prevedono quasi una decina. Nel parco ci sono 10 cm. di neve e se il mio raffreddore non peggiora tra un po’ andiamo. Sticazzi Central Park.

C'è davvero, non si vede ma si intuisce che c'è. Più o meno.

C’è davvero, non si vede ma si intuisce che c’è. Più o meno.

 

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Ma domani è primavera.

Così dicono i meteereoroerologici professionisti. Oggi invece è così.

Quasi quasi più tardi vado nel Parco a far foto.

Quasi quasi più tardi vado nel Parco a far foto.

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Non contenta.

Questo inverno per mia moglie continua ad essere motivo di, come posso dire… profondo scontento. Odia il freddo (dove freddo=T<20) e dunque detesta la neve. E’ da novembre che siamo inseguiti dalla neve, Righi, Basaluzzo ed ora NY.

Grunt !

Grunt !

Se provo a parlarle di global warming mi aggredisce con quello che ha a disposizione. MAI parlare di cambi climatici con Miriam in cucina, essendo la cucina piena di oggetti da taglio, forchette, pentole ed altri strumenti che potrebbe usare per colpirmi. Gliene posso accennare in ascensore, nei pochi secondi in cui occasionalmente ci possiamo trovare in ascensore, meglio se ci sono persone, perchè si vergogna di dare in escandescenze con degli estranei.  A me invece la neve piace, anche se più passa il tempo e più il mio naso, le mie ossa in genere patiscono le temperature rigide.

Bello, se solo fosse più caldo.

Bello, se solo fosse più caldo.

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Jenny Lawson

84th & Broadway

Barnes & Nobles, 84th & Broadway

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Jenny Lawson, scrittrice e blogger, teneva una serata in cui presentava il suo primo libro, cui sarebbe seguita la sessione di  Domande e Risposte con il pubblico ed infine la  firma del libro.

Ho letto il suo libro qualche mese fa, scoprendo che abbiamo alcune cosette in comune relativamente a certi comportamenti patologici legati a disturbi della personalità e del comportamento. Nulla di grave neh !? Però ci sono molte persone che non hanno idea di cosa siano depressione, panico, ansia e simili. Il suo libro mi è piaciuto molto, lei è davvero divertente. Devo dire che è piaciuta molto anche a Miriam.

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Jenny mentre parla del suo libro

Non potevo sorridere.

Non potevo sorridere. E poi così metto in risalto le mie rughe che mi fanno sembrare molto più interessante.

Durante il Q&A qualcuno ha chiesto quale sarebbe il miglior consiglio per scrivere bene. Jenny ha risposto che bisogna essere succinti, anzi la regola è che bisogna finire di scrivere il discorso, sia esso paragrafo, capitolo o argomento e poi ridurlo a metà, sempre. Condivido appieno, tuttavia le prossime righe sono una summa di sticazzi e chissenefrega da manuale. Eppure devo farlo, perchè inizio a dimenticarmi le cose, perdo dei dettagli che a ME piace ricordare. Dunque quella che segue è una accurata descrizione della serata, descrizione noioserrima per chi non ha tempo da perdere.

Miriam non è annoiata, ma la serata si è protratta oltre le sue aspettative

Miriam non è annoiata, ma la serata si è protratta oltre le sue aspettative

Al secondo piano della libreria, in un angolo, c’è un podio ed un centinaio di sedie. Arriviamo un po’ in anticipo; ci sono almeno 8 addetti della libreria ed un poliziotto che presidiano il posto. Ai lati ci sono due grossi scaffali per l’esposizione dei libri rigorosamente divisi per argomento. Curiosamente si fronteggiano “Sex & Love” da una parte e “Religion” dall’altra. Alle 7, le cento sedie sono tutte occupate da una moltitudine di persone molto eterogenea. Grande maggioranza di donne, dai 20 ai 60 anni di età, pochi i maschetti, una quindicina al più. Vengono raccolte le richieste di chi vuole farsi autografare il libro. Una signora mi chiede il nome ” Stèfano, S-T-E-F-A-N-O” dico io. “Ah, Stefàno” dice sicura la signora, mettendo come di consueto l’accento sulla A, perchè per gli anglosassoni non è concepibile che l’accento sia sulla E. “Whatever” rispondo rassegnato, la signora scrive il mio nome su un post-it e lo mette nella seconda pagina del libro, prima di restituirmelo. Finita la converenza, gli addetti annunciano che le persone sedute nella prima fila di sedie si possono alzare e mettersi in coda per la firma. Quando la persona arriva al tavolo, consegna il libro con il post-it alla signora che lo appoggia sul tavolo dove Jenny è pronta a prenderlo e firmarlo, segue la foto di rito, a cura di una ragazza che prende in consegna il cellulare o macchina fotografica del fan e scatta la foto per poi restituire al fan il suo mezzo elettronico. Una voce aveva pregato ai presenti di consegnare alla ragazza il telefono “switched on and ready to take a picture” per non perdere tempo. Era la mia prima serata di questo tipo.

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Yo, Stefano. (?)

Così adesso ho la prima dedica su un libro. Anzi no, in effetti è la seconda, ma questa è stata più simpatica di quella precedente. Nota; sul post-it ho aggiunto una mia nota del tipo “Tim Minchin a Londra è stato grande” perchè io so che Jenny Lawson è una fan di Tim Minchin, io stesso l’ho conosciuto perchè lei lo aveva citato sul suo blog.

Mi ha confessato che quando va a prendere la figlia a scuola lo ascolta a tutto volume in auto, ma deve ricordarsi di spegnere quando la figlia sale in auto perchè i testi sono, per così dire, molto poco ortodossi.

Sono stato ad un concerto di Tim Minchin a Londra, la settimana scorsa. Miriam era basita e meno male che ogni tanto le sfuggivano le parole delle canzoni. Ho anche fatto una foto con il telefono, ma potrebbe essere chiunque, data la scarsissima qualità della foto, anche Bazinga.

Tim Minchin performing at the Apollo Hammersmith, London, February 27, 2013

Tim Minchin performing at the Apollo Hammersmith, London, February 27, 2013

 

Nota finale. Questo post è tra i più noiosi e ridondanti che io abbia mai scritto. Per fortuna che questo è il mio blog e sul mio blog scrivo qualsiasi cazzata, questo mi pare sia già stato chiarito. A questo punto però aggiungerei una postilla in merito alla lunghezza della cazzata, ossia posso scrivere cazzate regardless la lunghezza e la noia che le medesime possono ingenerare.

Appendix only for Jenny.

Dear Jenny, it’s been a pleasure meeting with you. But I am not going to write on your blog, nor send an e-mail to you claiming “yo, remember me ? we met in NY at Barnes & Noble”. While on line waiting for you to sign your book for me, I though I could have told you “Hi, I am Stefano and represent your fans in the boot shaped country”. Eventually I did not say anything, people were lining after me and it would have been embarrassing for you to answer to this who-gives-a-fuck statement of mine so, no.

Anyway, in the utterly unlikely event you come across this shit, you maybe have noticed it is written in Italian. I do write my shitty blog in Italian for the reason I am Italian.

My wife was really impressed by you; she thinks you’re a sweet, kind, beautiful person who has made an enormous job with depression, panic, anxiety, turning into a positive, sincere and crystal clear person.  I believe all your fans think the same. By the way, my wife can boost expertise in depression and other fancy behavior disorders since she has to deal with me.

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Righi all over the world

New York. Oggi sono andato in uno studio legale per incontrare per la prima volta delle persone.  Mi è già capitato; trattandosi del primo incontro, mi accoglie uno degli anziani capi che da anche il nome allo studio accompagnato da un giovane rampante. Anche l’ultimo degli sfigati (come me) che si presenta ad un ufficio professionale, siano avvocati o architetti, viene accolto dai numeri uno. Poi si viene affidati ad un collaboratore com’è ovvio che sia, ma per un po’ all’inizio ci si sente importantissimi.

Alla fine dell’incontro ci sono quei minuti di cazzeggio in cui dichiaro di essere di Genova. Il capo, una settantina abbondante di anni portati con la grazia e la forza dei capi, mi dice “Ah, Genova, the Righi! It’s the most spectacular view, quite different from other Italian cities. I took the funicolare to the top, beautiful.”

Insomma, questa persona non solo conosce Genova, ma è stato al Righi. Non ho potuto fare altro che dirgli che io vivo al Righi. Avrei potuto anche dirgli che ho chiesto l’indipendenza e voglio essere l’imperatore del futuro stato del Righi & Bermuda, e che se mi viene a trovare quando sarò incoronato, lo nomino ambasciatore a New York. Ma ho preferito non farlo. Almeno però gli ho dato l’indirizzo web delle Righicam.

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Welcome

well
Mi sono comprato questo minuscolo quadretto in 3D. E’ di un neworkese che ironizza sui numerosi divieti che ci sono lungo le strade cittadine, sottendendo che in realtà ci si vive benissimo perchè chi vive a New York è dotato di ironia, sopportazione, tolleranza per il solo fatto di abitare nella citta ” che vive sull’orlo del disastro”. Cool (pron. cùl) ma anche mainstream. Slightly Vacaghèr sulle ortiche.

 

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Via dall’Euro

“Ma si, usciamo dall’Euro ed entriamo nella Dracma greca, o nel Dinar tunisino. Grandiosa idea talmente del cazzo che non ci sono parole per descriverla,  il vocabolo “cazzo” è niente rispetto a quanto servirebbe, ma in questo momento non mi viene in mente nulla di più. E poi, mi raccomando, un voucher alla settimana per tutti i maggiorenni per una scopata a spese dello stato nel miglior bordello a scelta del cittadino. Oltre naturalmente all’assegno di 1000 Euro che diventeranno a breve 1 miliardo di Lire Nuove. L’importante è farsi prendere per il culo da qualcuno, credergli ciecamente, qualsiasi coglionata dica.” 

Stavo per rispondere con queste righe ad un commento di un tizio su Facebook che auspica l’uscita dell’Italia dall’Euro. Ma poi ho rinunciato. Tempo perso, e poi non sono assolutamente sicuro di avere ragione perchè il sospetto che la presa per il culo sia globale e viaggi con i satelliti è forte. Insomma, potrebbe essere che noi italioti si venga raggirati in sede dei confini nazionali da qualche parolaio locale. Poi, sopra, qualcuno a livello europeo raggira i nostri raggiratori nazionali. Ma ancora sopra di lui c’è un altro raggiratore globale. Insomma non so a chi credere.

Detto questo, prima di fare come Depardieu che ha chiesto la cittadinanza russa, devo accettare che ogni tanto mi sgorga dalla pancia un senso di patriottismo che mi fa soffrire. E’ fatale che se uno poco poco tiene a qualcosa e vede questo qualcosa andare a rotoli, un po’ di scoccia. Stesso sentimento, ma su scala geograficamente ridotta, per Genova che io considero una città straordinariamente affascinate, se non fosse per i miei concittadini.

A mia discolpa faccio notare che la premessa di questo blog – mi rivolgo ai 5 besughi che leggono queste righe – è che scrivo cazzate, per principio, anche se occasionalmente provo a fare commenti di politica o di argomenti seri. Il risultato è quantomai scadente, d’altronde non ci si può aspettare granchè da uno che vota Giannino (io ho votato Giannino).

Prometto di concentrare la mia attenzione su argomenti futili, evidenziando elementi di scarsissimo interesse cercando in modo maldestro di essere pungente o – il cielo mi perdoni – spiritoso. Questa sera dovrei incontrare una persona speciale, cercherò di portarmi appresso anche Miriam per fare delle foto.

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