Jenny Lawson

84th & Broadway

Barnes & Nobles, 84th & Broadway

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Jenny Lawson, scrittrice e blogger, teneva una serata in cui presentava il suo primo libro, cui sarebbe seguita la sessione di  Domande e Risposte con il pubblico ed infine la  firma del libro.

Ho letto il suo libro qualche mese fa, scoprendo che abbiamo alcune cosette in comune relativamente a certi comportamenti patologici legati a disturbi della personalità e del comportamento. Nulla di grave neh !? Però ci sono molte persone che non hanno idea di cosa siano depressione, panico, ansia e simili. Il suo libro mi è piaciuto molto, lei è davvero divertente. Devo dire che è piaciuta molto anche a Miriam.

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Jenny mentre parla del suo libro

Non potevo sorridere.

Non potevo sorridere. E poi così metto in risalto le mie rughe che mi fanno sembrare molto più interessante.

Durante il Q&A qualcuno ha chiesto quale sarebbe il miglior consiglio per scrivere bene. Jenny ha risposto che bisogna essere succinti, anzi la regola è che bisogna finire di scrivere il discorso, sia esso paragrafo, capitolo o argomento e poi ridurlo a metà, sempre. Condivido appieno, tuttavia le prossime righe sono una summa di sticazzi e chissenefrega da manuale. Eppure devo farlo, perchè inizio a dimenticarmi le cose, perdo dei dettagli che a ME piace ricordare. Dunque quella che segue è una accurata descrizione della serata, descrizione noioserrima per chi non ha tempo da perdere.

Miriam non è annoiata, ma la serata si è protratta oltre le sue aspettative

Miriam non è annoiata, ma la serata si è protratta oltre le sue aspettative

Al secondo piano della libreria, in un angolo, c’è un podio ed un centinaio di sedie. Arriviamo un po’ in anticipo; ci sono almeno 8 addetti della libreria ed un poliziotto che presidiano il posto. Ai lati ci sono due grossi scaffali per l’esposizione dei libri rigorosamente divisi per argomento. Curiosamente si fronteggiano “Sex & Love” da una parte e “Religion” dall’altra. Alle 7, le cento sedie sono tutte occupate da una moltitudine di persone molto eterogenea. Grande maggioranza di donne, dai 20 ai 60 anni di età, pochi i maschetti, una quindicina al più. Vengono raccolte le richieste di chi vuole farsi autografare il libro. Una signora mi chiede il nome ” Stèfano, S-T-E-F-A-N-O” dico io. “Ah, Stefàno” dice sicura la signora, mettendo come di consueto l’accento sulla A, perchè per gli anglosassoni non è concepibile che l’accento sia sulla E. “Whatever” rispondo rassegnato, la signora scrive il mio nome su un post-it e lo mette nella seconda pagina del libro, prima di restituirmelo. Finita la converenza, gli addetti annunciano che le persone sedute nella prima fila di sedie si possono alzare e mettersi in coda per la firma. Quando la persona arriva al tavolo, consegna il libro con il post-it alla signora che lo appoggia sul tavolo dove Jenny è pronta a prenderlo e firmarlo, segue la foto di rito, a cura di una ragazza che prende in consegna il cellulare o macchina fotografica del fan e scatta la foto per poi restituire al fan il suo mezzo elettronico. Una voce aveva pregato ai presenti di consegnare alla ragazza il telefono “switched on and ready to take a picture” per non perdere tempo. Era la mia prima serata di questo tipo.

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Yo, Stefano. (?)

Così adesso ho la prima dedica su un libro. Anzi no, in effetti è la seconda, ma questa è stata più simpatica di quella precedente. Nota; sul post-it ho aggiunto una mia nota del tipo “Tim Minchin a Londra è stato grande” perchè io so che Jenny Lawson è una fan di Tim Minchin, io stesso l’ho conosciuto perchè lei lo aveva citato sul suo blog.

Mi ha confessato che quando va a prendere la figlia a scuola lo ascolta a tutto volume in auto, ma deve ricordarsi di spegnere quando la figlia sale in auto perchè i testi sono, per così dire, molto poco ortodossi.

Sono stato ad un concerto di Tim Minchin a Londra, la settimana scorsa. Miriam era basita e meno male che ogni tanto le sfuggivano le parole delle canzoni. Ho anche fatto una foto con il telefono, ma potrebbe essere chiunque, data la scarsissima qualità della foto, anche Bazinga.

Tim Minchin performing at the Apollo Hammersmith, London, February 27, 2013

Tim Minchin performing at the Apollo Hammersmith, London, February 27, 2013

 

Nota finale. Questo post è tra i più noiosi e ridondanti che io abbia mai scritto. Per fortuna che questo è il mio blog e sul mio blog scrivo qualsiasi cazzata, questo mi pare sia già stato chiarito. A questo punto però aggiungerei una postilla in merito alla lunghezza della cazzata, ossia posso scrivere cazzate regardless la lunghezza e la noia che le medesime possono ingenerare.

Appendix only for Jenny.

Dear Jenny, it’s been a pleasure meeting with you. But I am not going to write on your blog, nor send an e-mail to you claiming “yo, remember me ? we met in NY at Barnes & Noble”. While on line waiting for you to sign your book for me, I though I could have told you “Hi, I am Stefano and represent your fans in the boot shaped country”. Eventually I did not say anything, people were lining after me and it would have been embarrassing for you to answer to this who-gives-a-fuck statement of mine so, no.

Anyway, in the utterly unlikely event you come across this shit, you maybe have noticed it is written in Italian. I do write my shitty blog in Italian for the reason I am Italian.

My wife was really impressed by you; she thinks you’re a sweet, kind, beautiful person who has made an enormous job with depression, panic, anxiety, turning into a positive, sincere and crystal clear person.  I believe all your fans think the same. By the way, my wife can boost expertise in depression and other fancy behavior disorders since she has to deal with me.

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2 Responses to Jenny Lawson

  1. Di says:

    You met her!! I do enjoy her blog posts.

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