Primavera

Intanto mi è sparito il cursore. Non è facilissimo scrivere su un computer senza il cursore. Uno da per scontata la presenza del cursore, come l’aria che respiriamo e la presenza di un saccente di sinistra nei dibattiti in Italia su qualsiasi argomento, inclusa la sperimentazione cinetica sulle frittelle di mele. Però oggi è caldo, sono uscito per mangiare un boccone e fa caldo, si sta bene, il cielo è azzurro, insomma è primavera. Però non posso stare senza cursore; sono dovuto uscire dal browser per riavere il mio cursore. Questa mattina avevo orecchiato una canzonetta allegra da discoteca, sono riuscito a capirne il nome, sono andato a cercarla su youtube ed ho trovato il video. Eccolo qui:

 

 

Ogni tanto (due/tre volte all’anno) mi trovo in qualche posto dove suonano musica tipo questa e la gente balla. Ma la “festa” alla quale io mi trovo, circondato da miei coetanei ultra cinquantenni, è sensibilmente diversa da quella che viene mostrata nel video. Intanto perchè l’acqua del mare in quel video sembra più calda, poi ci sono alcune differenze nella popolazione – o fauna – femminile che in questo video sembra numericamente prevalente. Ma meno male che non vengo invitato a feste come quella del video, perchè io morirei di infarto dopo pochi minuti che arrivo. Cado per terra, l’ambulanza, il vano tentativo di rianimarmi ed io che arrivo al pronto soccorso e vengo dichiarato morto, mentre alla festa continuano a ballare, indifferenti. Vorrei però esprimere il mio dubbio sulla possibilità che in natura possano esistere feste del genere. Vengono prodotte in laboratorio allo scopo di richiamare l’attenzione e fare cassetta, ecco. Non è possibile che, spontaneamente, si possa formare una concentrazione di gnocca così spaventosa. Non c’entra la legge dei grandi numeri, e tantomeno è vera la legge che così tanta figa si raggruppa grazie al floculante denaro. Si, il denaro è un discreto nucleo di condensazione per la gnocca, ma NON a questi livelli, non con questa intensità. Nemmeno se la gnocca fosse ferrosa e dunque magneticamente attraibile con una elettrocalamita cosmica, arriverebbe in una singola festa così tanta gnocca, va bene ?

Sticcazzimetro 1.5

Sticcazzimetro 1.5

Cosa volevo dire ? Sono stato dal parrucchiere. Volevo dirgli di non farmeli troppo corti, perchè altrimenti rischio di dover dormire in cortile. Invece mi sono nuovamente distratto ed ora ho i capelli corti.  Mi sono fatto una foto con il cellulare e l’ho mandata con SMS a Miriam che mi ha risposto “Oh no, ti ha di nuovo rapato a zero!” ma in realtà nella foto la mia nuova acconciatura si vede male. Sembro però uno di quei cagnetti con gli occhi storti e fuori dalle orbite, se ci metto anche un crescendo in rughe, occhiaie e segni senili sulla pelle, ho la possibilità di venir scritturato come comparsa in qualche film di mostri.

Ok, a fanculo l'autostima o quel poco che ne restava.

Ok, a fanculo l’autostima o quel poco che ne restava.

Va bene, va bene, ho scherzato. Ho modificato con Photoshop la foto precedente. Ecco l’originale.

Così va meglio.

Così va meglio.

 

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Alberi

Per tradurla in italiano, utilizzare un cazzo di dizionario on line.

Per tradurla in italiano, utilizzare un cazzo di dizionario on line.

Questa l’ho copiata da non so dove, ma la sento mia. Ovviamente è una allegoria riferita a cose decisamente diverse, non devo certo spiegarlo. Tuttavia io la interpreto alla lettera, perchè non ho figli, però pianto alberi. Non che gli alberi siano un succedaneo dei figli, alla stregua di come le uova di lompo non sono come il caviale o il prosecco Martini non è come il Dom Perignon. (nota: detesto lo champagne, non lo distinguo dal vomito. Per quanto riguarda il caviale, ne avrò mangiato casualmente 10 grammi da quando ho messo i denti da latte)

Posso dire di avere un fazzoletto di terra in Piemonte solo allo scopo di farlo diventare un bosco. Un boschetto, viste le dimensioni, ma pur sempre un piccolo luogo che darà ossigeno, ombra, riparo. Il mio convincimento è solido, ma certo riconosco i limiti della mia opera. I soldini che impiego nell’acquistare, mettere a dimora e proteggere i miei adorati alberi potrebbero andare in opere caritatevoli per i bisognosi, i sofferenti, i più sfortunati.  Nulla di tutto ciò; invece vorrei restituire al bosco un fazzoletto di terra che è stata destinata alla agricoltura per decenni, non ho alcuna antipatia verso la terra coltivata, ma preferisco il bosco. Vorrei abbassare la temperatura estiva della zona di qualche milionesimo di grado, nessuno se ne accorgerà, pazienza. Vorrei restituire alla fauna locale un posto dove vivere, nidificare, figliare. La cultura contadina piemontese è quella di eradicare tutto e arare quanto più possibile; not in back yard, asshole.

Per contro, quando io non ci sarò più che fine farà il mio bosco ? Verrà qualcuno che lo taglierà per vendere legna da ardere. E poi costruiranno una discoteca con un immenso parcheggio. Una discarica. Un eliporto per Eros Ramazzotti. Un outlet per chiodi di garofano e noce moscata. Allora perchè pianto alberi ? Non farei prima ad impiegare i miei risparmi in qualcosa di voluttuario ? Che minchia mi importa di chi, dopo di me, vivrà su questo pianeta e cosa se ne farebbe dei miei striminziti alberi ?

Ci devo pensare.  Sticazzi legnosi.

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Test musicale.

La mia intensa ricerca volta al miglioramento di questo sfigato di blog mi porta a sperimentare nuove forme di upload. In teoria, o quantomeno secondo le mie migliori intenzioni, cliccando il link qui sotto dovrebbe in qualche modo aprirsi un file MP3 e condurre per mano nella musica POP. Non so se si potrà aprire una finestrella, una finestrona, un tag o qualche altra cazzata inarrestabile, dipende dal browser usato, dal computer usato, dalla frequenza della corrente alternata utilizzata nel condominio, il numero di scarpe.

Dunque casse a paletta e click:  Disco !

Copyright ? Parliamone; questa canzone ovviamente non è mia, e non so quale regola infrango nel metterla qui, ma sicuramente contravvengo a qualche legge, regolamento, decreto, insomma non potrei. Il mio non è un sito commerciale e questo dovrebbe quantomeno dimostrare la mia buona fede. Oppure no, ecchecazzo.

Comunque la canzone è dei Buio Pesto, si chiama “Gho pinn-e e balle” e me la sono scaricata da un sito a pagamento, dunque ci sarà pure di qualche parvenza di legalità, anche se ne dubito. Beh, al diavolo, semmai i Buio Pesto saranno contenti se la trovano qui.

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Per completezza di informazione.

Questa foto era davvero necessaria

Questa foto era davvero necessaria

Vorrei mandare questa foto al National Geographic. Ci sono alcune forme vegetali sul muro che non riesco a riconoscere. Forse basterebbe mandarle al museo di Storia Naturale di Genova, ma mandarle al Nat Geo è più figo. E poi non vorrei che al Museo di SN di Genova ci fosse qualche spia che le mostrasse alla ASL e poscia mi togliessero l’abitabilità. Arrivano quelli di “Virus Letale” e mi sigillano la casa. Poi prendono Miriam ed il sottoscritto e ci internano nel reparto malattie infettive del San Martino perchè temono che noi si possa essere portatori sani di qualche forma epidemica di fungus pelosissimus. Poi potrebbero prelevare campioni del nostro tessuto e condurre una serie di test per arrivare a produrre una superspecie di cinquantenni catarrosi ma resistenti a qualsiasi forma di attacco terroristico biologico. Perchè dopo 13 anni vissuti in questa casa, se i licheni non ci hanno mangiati vivi durante la notte, evidentemente abbiamo sviluppato dei sistemi di difesa straordinari.

A proposito; non ci vado da anni, me lo ricordo come un bel museo non grande ma affascinante, ci devo tornare. Il museo di Storia naturale di Genova.

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Update guest gatto.

Sono diventati tre. Ossia, durante la nostra assenza il nostro eroe pare sia stato assediato da altri due gatti. Ne ho individuato uno tornando a casa poc’anzi, impediva al NEG (nostro eroe gatto) di entrare nel cortile. Quando sono arrivato lo sconosciuto era di fronte al cancello e NEG era, con una coda del diametro di un metro, su un muro esterno. Come tutti i gatti in clima di guerra fredda, si guardano a distanza, immobili, quasi indifferenti all’apparenza fino a che uno dei due perde l’aplomb e si muove, l’altro si comporta di conseguenza secondo il preciso codice dei gatti. Insomma, sticazzi. L’altro gatto è scappato al mio avvicinarsi, NEG invece s’è strusciato sulle mie caviglie come da rituale. Gli ho dato da mangiare, ma prima che finisse l’altro gatto di prima, un grosso e bel gattone nero pece è entrato in cortile, interrompendo lo spuntino di NEG la cui coda si è nuovamente gonfiata. Sono uscito e Nero è scappato. Poi NEG ha finito di mangiare e si è allontanato.

Questo raccontino partecipa al concorso “scriver patetico in poche insulse righe 2013”.

NEG si intravede tra la neve ed i fiori di albicocco. Che poesia di scroto.

NEG si intravede tra la neve ed i fiori di albicocco. Che poesia di scroto.

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Ed ora qualcosa di interessantissimo.

Con un valore “sticazzi” prossimo al quadrato negativo della distanza dal sole. A Genova in questi due giorni è venuta una sfiocchettata di neve. Molti si sono lamentati del freddo (inclusa mia moglie). Genova è a circa 44° 25′ di latitudine nord. Le cascate del Niagara sono a circa 43° 04′ latidudine nord, dunque sono più o meno distanti uguali dal polo. Ma queste sono le rispettive temperature minime, indicate come media mese per mese:

Cliccare sopra se non si vede un cazzettone.

Cliccare sopra avrà ben poche conseguenze.

A Marzo, mentre a Genova dovrebbe esserci una minima media pari a 8° centigradi, a Niagara la media notturna è di -4° centigradi, cioè 12 gradi in meno. Allora che cazzo vi lamentate, SCEMI ?

No, in realtà chi si lamenta ne ha ben donde. A parità di latitudine infatti conta molto la posizione del luogo rispetto a continenti e oceani. Chi ha studiato per anni conseguendo due lauree in “sticazzi meteorologici applicati alla polenta concia” e “balle nuvolose con locali rovesci pelosi” come me, lo sa. E già che sono fancazzista in questo freddo lunedì mattina, ho sovrapposto l’Italia alla costa est USA, perchè tutte le volte non mi ricordo quanto sono grandi e come si posizionano le due rispettive robe.

Come al solito, cliccando sopra l'immagine se ne provoca l'improvviso allargamento.

Come al solito, cliccando sopra l’immagine se ne provoca l’improvviso allargamento.

Nota: sono arrivato a sovrapporre le due immagini con un sistema casereccio che potrebbe aver dato luogo ad errori anche di grossa intensità. E chissenefrega.

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Update Goccia nel Bagno.

GAFOMVisto che durante la nostra assenza ha piovuto quasi senza sosta, appena entrati in casa mi sono ricordato di un nostro vicino il cui controsoffitto si era lentamente impregnato di acqua e, senza preavviso, gli era precipitato sul pavimento. Ho dunque ritenuto di dover praticare con il trapano alcuni fori nel controsoffitto in cartongesso del bagno. E’ uscita un po’ d’acqua, non tanta ma insomma è stato meglio farli. Ho provato a sostenere con Miriam che la nostra casa adesso è diventata un esempio di ecosostenibilità sofisticata. Possiamo fare la doccia con acqua piovana saltando così la costosa filiera di raccolta e distribuzione dell’acqua. Ha cercato di colpirmi con un cassetto della cucina, ma per fortuna non ci è riuscita. Adesso bisogna aspettare che smetta di piovere e poi cercheremo di porre rimedio all’infiltrazione.

Aggiornamento dell’aggiornamento.

Un lavoro di fino.

Un lavoro di fino.

Ho sentito una impresa che tempo addietro mi aveva fatto dei lavori (per ovviare a dei casini fatti da chi aveva costruito la casa) ed appena smette di piovere arrivano a fare un sopralluogo.

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Bel giorno per tornare nel paese del sole; con la neve.

Il 18 di Marzo, perdipiù.

Pioggia mista a neve, un po' di gelicidio, bella roba.

Pioggia mista a neve, un po’ di gelicidio, bella roba.

Ed è anche mancata la corrente per circa un minuto. Ancora con i postumi dell’influenzetta americana, con il jet lag e lo stordimento cumulato, ho immaginato Miriam che, raffreddatissima, si sveglia tra qualche ora e trova la casa fredda e al buio per il black-out. Guarda dalla finestra e si rende conto che non riesce ad uscire di casa per il ghiaccio, mentre invece mia suocera arriva perchè ha affittato una slitta trainata da cani. Si presenta con razioni di cibo per un paio di mesi e si piazza sul ballatoio con un megafono dicendo (in modo che sente tutta Righi)  “aprite – lo so che siete in casa – Miriam mangi troppo poco, è per questo che ti ammali. Stefano, dille tu che deve mangiare“. Questo è uno di quei momenti in cui benedico il fatto che non abbiamo armi da fuoco o termonucleari in casa. Miriam le userebbe contro sua madre.

Nevicata mista a pioggia con parziale gelicidio.

Nevicata mista a pioggia con parziale gelicidio.

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Bel giorno per prendere un aereo.

Chissà, se partiamo ?

Vabbè, semmai restiamo ancora un giorno o due.

Vabbè, semmai restiamo ancora un giorno o due.

Si, siamo partiti, un po’ di neve a NY è come il pomodoro sulla pizza; sanno che spesso c’è e sanno come comportarsi. Non è vero che i telefonini cellulari interferiscono con le strumentazioni di bordo degli aerei. Ma scherziamo ? Se fosse così facile disturbare i piloti e far cadere gli aerei,  lascerebbero che milioni di potenziali terroristi o, nella migliore delle ipotesi, distratti, viaggiassero sugli aerei con la sola raccomandazione “non accendeteli” ? Pare che le ragioni per vietare l’uso dei cellulari in aereo sia per riguardo rispetto a chi non usa il telefono (ma immagina il casino, anche sui voli notturni, gente che sbraita al telefono…) e poi economiche perchè non si sa come far pagare e con quale gestore, visto che una singola telefonata potrebbe coprire decine se non centinaia di km, chi mi fa pagare, come si compensano tra loro i diversi gestori diretti, roamers e balle varie.

Chi mi ha raccontato queste palle ? Me l’ha detto mio cuggino, a poi il figlio di un amico, pilota di linea ed infine l’ho letto su Internet e dunque per forza deve essere vero.

Forte di questa convinzione, a quasi 10.000 metri di quota ho anche attivato il GPS. In certi punti non funziona, ma, per esempio, su Parigi volavo a 505 Miglia/ora verso SE.

Negli ultimi minuti di volo da Londra a Genova ho imbracciato il telefono ed ho premuto il grilletto almeno due volte.

Il Monte Fasce con un piccolo cappuccio di neve.

Il Monte Fasce con un piccolo cappuccio di neve.

In questa successiva immagine invece si nota la neve che si infila nella turbina. A me non la si conta, non sono mica scemo; nessuno sa esattamente come mai quando piove o nevica dentro una turbina, questa non si spegne. Funziona così, sono tutti felici, ma nessuno ne riesce a dare una spiegazione logica. Infatti è evidente che se butto dell’acqua su una fiamma, questa fiamma si spegne. Invece i motori di un aereo continuano a funzionare. Credo che la scienza non sia ancora riuscita a dare una spiegazione alla cosa, forse è un miracolo. Ma tutti se ne stanno belli zitti, si vola e basta anche se piove.

Sopra La Riviera.

Sopra La Riviera.

Rieccoci. Ma è fantastico; mi è bastato guardare un pezzo di telegiornale della durata di pochi minuti, ed ho già il belino inverso (1/belino). Si, vabbè, esagero come spesso faccio. A mia discolpa però devo dire che alla mia delusione e scazzo del rientro ha contributo anche il fatto che sul taxi mi sono dovuto sorbire una lagnosissima canzone di Renato Zero. Sarà anche bravo, ma la sua canzone è iniziata a Piazza Corvetto. All’incrocio con Via Peschiera avevo già in mente di suicidarmi, arrivati a Manin volevo buttarmi fuori dal taxi in corsa. Poi ho desistito ed eccoci qua.

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Perchè non lo facciamo anche a Genova ?

Un plastico di Genova. Pagato dai genovesi che possono adottare un appartamento, una casa, un negozio o una strada pagando per la costruzione un piccolo contributo avendo in cambio un certificato di proprietà di un pezzetto del plastico. Questo è il plastico della città di New York, ci sono circa 895.000 casette alte pochi centimetri che riproducono fedelmente le vere case. Misura poco meno che 2.900 metri quadrati di superficie. Completato nel 1964 (per la World Fair) ed aggiornato due volte dopo di allora, l’ultima nel 1992. Adesso per trovare soldi e mantenerlo è stato lanciato un progetto che coinvolge i neworkesi.

Ci vogliono diversi minuti a piedi per fare il giro della passerella che circonda il plastico.

Ci vogliono diversi minuti a piedi per fare il giro della passerella che circonda il plastico.

Perchè farlo ? Perchè attira turisti. Perchè far contribuire i genovesi ? Perchè potrebbe coinvolgere emotivamente i cittadini su qualcosa di positivo, il che è sempre un bene. Perchè non verrà mai fatto a Genova ? Perchè belin, maniman.

Comunque questo è il link. Panorama of New York.

Dettaglio. Mancano un paio di nuove costruzioni recenti, ma il resto è riprodotto in forma maniacale.

Dettaglio. Per quanto poco conosco questa zone, facendo un paragone con Google Earth mancano un paio di grosse nuove costruzioni recenti, ma il resto mi sembra riprodotto in forma maniacale.

 

Altro Argomento. Mentre scrivo cazzate qui, ascolto la televisione US che da molta importanza all’elezione del Papa. NY1, CNN, CBS, ABC, FOX (questi ultimi sono trinariciuti repubblicani, salto il canale perchè sono inascoltabili) e decine di altri, tutti che da quando c’è stata la fumata bianca stanno facendo trasmissioni in diretta da Roma non-stop. Anche la prima che ho citato, New York 1 che è una televisione localissima che si occupa quasi esclusivamente di NY, ha una inviata a Roma che normalmente si occupa di intervistare poliziotti o gente che vive in quartieri come Broooklyn, Queens. Girando per i canali, Miriam ha beccato un network mai sentito prima, si chiama EWTN, Global Catholic Television Network. Miriam mi chiama e dice “Ma guarda quello che parla, assomiglia tantissimo a quel politico, come si chiamava ?” Indovina chi commentava insieme a due anchorman americani ? Rocco Buttiglione e, sorpresa delle sorprese, parla un ottimo inglese. Ciao Rocco, hayaddoin’ dude ?

Questa è una tastiera ed un PC americano e World Press è un software anglofono, dunque mi da errore alla quasi totalità delle parole. Se clicchi con il tasto destro si apre una finestrella che suggerisce le parole corrette. Per “Buttiglione” mi consiglia “ebullition”.

Anzi: adesso perdo un po’ di tempo correggendo le parole come mi viene consigliato. Le ultime righe dell’argomento Buttiglione vengono fuori come segue:

Miriam mi Malachi e dice “Ma guards quell Che parka, glossolalia antimissile a quell politico, come is Machiavelli ?” Indochina chi commencements Siemens a due anchorman american ? Rocco Ebullition e, soreness dell preserver, parka UN motto singles. Ciao Rocco, haymaking’ *dude ?

* Hayaddoin’ è Italo-broccolino e dunque non lo conosce.

Addendum. Tornando in argomento plastico, ecco le dimensioni di Genova e di Manhattan, tanto per avere un paragone delle dimensioni. In pratica, l’isola di Manhattan è lunga quanto lo è da Voltri a Nervi, più o meno.

Cliccare per avere la foto in formato originale (20 km. di larghezza) ATTENZIONE: ci mette una giornata a sacricare e poi probabilmente il vostro computer esploderà.

Cliccare per avere la foto in formato originale (20 km. di larghezza) ATTENZIONE: ci mette una giornata a scaricare e poi probabilmente il vostro computer esploderà.

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