Attenzione; la noia può essere letale.

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manh

Mi riferisco alla noia di vedere foto mediocri di New York, ripetitive, banali e di qualità meno che tollerabile. Ne potrei mettere a centinaia, a milioni in queste due settimane di trasferta nella città-che-non-dorme. Quei pochi che forse non sono io, sono avvisati.

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A proposito di correre.

iloveNYSull’aereo da Genova per Monaco c’erano almeno 4 persone che andavano a New York per correre la maratona. Uno che viaggiava da solo e tre dello stesso nucleo famigliare; mamma, papà, una figlia. La figlia vive in Spagna ed era arrivata da pochi giorni a Genova. A New York avrebbero incontrato un altro figlio che sarebbe arrivato da Singapore, dove vive. Il figlio ha concluso in 2 ore e 46 minuti, insomma è quasi un professionista. Il padre ha terminato in 3 ore e 53 minuti. Moglie e figlia hanno corso insieme; 4 ore e 49 minuti la figlia e 4 ore e 58 minuti la madre. Tutti sotto le 5 ore; ma che bravi.

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Questa se non sbaglio è la vincitrice mentre passava al 17 mo miglio di gara. I primi passano quasi da soli, poi arrivano gli altri 47.000 quasi in blocco.

La maratona di New York è difficile da spiegare in termini di emozione, non solo per i corridori ovviamente, ma anche per gli spettatori.

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Io appartengo alla categoria degli spettatori che verso mezzogiorno vengono colti da freddo e fame e si dileguano alla ricerca di un ristorante. Altro che tifo ad oltranza.

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Devo cambiare PR ?

iloveNYCome la maggior parte delle persone di successo, anch’io vengo seguito da una squadra di esperti di pubbliche relazioni che cura le mie apparizioni su Vanity Fair, The Economist e tutte le maggiori testate e quotidiani di tendenza pubblicati al Righi.

Meno male che sono bellissimo, altrimenti sai che faccia da pirla che mi veniva ?

Meno male che sono bellissimo, altrimenti sai che faccia da pirla che mi veniva ?

Pertanto non mi sono meravigliato  quando il team manager mi ha portato il copricapo a guisa di Minion nella foto qui a fianco e mi ha suggerito di presentarmi alla solita riunione delle Nazioni Unite così conciato.

In effetti il servizio di sicurezza, quando ho cercato di entrare, mi ha inseguito  sparandomi, ma per fortuna mi sono dileguato nel traffico. Che cazzata. Era su una bancarella per strada e non ho resistito. C’era una serie di gadgets fatti a Minion; la copertina dell’IPhone (ma non ho un IPhone) i preservativi (ma non trombo) le presine per i cachi troppo maturi (ma è finita la stagione).

A pensarci bene, qualche bambino sottopagato che lavora 18 ore al giorno in un sottoscala in Cina lo avrà fatto con le sue mani,  un cretino con del tempo da perdere lo trova su una bancarella a 10.000 km di distanza e, per fare una cosa spiritosa e mettere la propria cazzo di foto su un blog merdoso, lo compra. Di quei 10 Euro che l’avrò pagato, a lui giungerà l’equivalente di qualche chicco di riso. Si, il sistema non funziona benissimo.

Comunque con quel copricapo mi sento proprio a mio agio. E’ di lana esterna, mentre l’interno è foderato di caldo pile. Che poi sarà pile ricavato dallo scarto di lavorazione di qualche industria petrolchimica che, sempre in Cina, ne sta uccidendo a migliaia con fumi tossici, ma intanto i cinesi sono miliardi, sono così tanti che non riescono nemmeno a contarsi.

Altra considerazione idiota. Questo blog è fornito gratuitamente da Word Press, ossia una organizzazione non lucrativa gestita da volontari che mette a disposizione di chiunque il software e le istruzioni. Ho pagato all’inizio una trentina di Euro non so a chi per una funzione collaterale credo una tantum. Anche in questo caso c’è qualcosa che non mi torna. Non è come Facebook che è invasa da pubblicità, o come Whatsapp che dopo un anno di fornitura gratuita costerà a tutti un euro all’anno, che moltiplicato per i milioni di utenti fa una cifra che ripaga gli sviluppatori e gli azionisti.

Il piano è che, secondo loro, la democrazia di Internet passa anche attraverso la possibilità concessa a chiunque di scrivere e farsi leggere, non importa quale sia il proprio reddito. E, direi, indipendentemente dal QI di chi scrive, altrimenti ci fosse una selezione io non sarei qui a scriver troiate. Dunque non so se ci siano dietro la Spectre o la NSA o le multinazionali delle patatine che covano per sapere cosa dico e cosa mangio la sera, ma grazie di esistere. Se non ci fosse il mio blog, perderei sicuramente più  tempo a fare cose serie.

esti A parte il codice “sticazzi”, ho la sensazione di aver già scritto le cose sopra (ad eccezione del cappello, spero).

La mia memoria sta velocemente peggiorando, l’ho notato soprattutto negli ultimi mesi. Cosa stavo dicendo ?

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I delfini!

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Siamo stati ad una serata di beneficenza all’Acquario di Genova e con l’occasione abbiamo visto per la prima volta la nuova vascona dei delfini. Miriam (nella foto la prima a sinistra) quando vedrà questa foto commenterà “sembro grassa, soprattutto in confronto ai delfini, il nero mi gonfia, ho i capelli in disordine”.

Strano che qualcuno non si sia ancora lamentato sostenendo che queste serate provocano stress ai delfini. Sicuramente lo stress è venuto a noi per il caldo porco che c’era nella sala. Comunque Miriam si è innamorata dei cetacei che in effetti hanno fatto ripetuti passaggi a vedere chi cazzo c’era nell’acquario asciutto, che poi è il nostro habitat visto da chi vive in una vasca piena d’acqua. Io penso che la loro sorpresa sia almeno pari alla nostra nell’osservarci dai rispettivi lati del vetro.

In effetti negli USA c’è un movimento di opinione che vorrebbe liberare tutti i delfini, orche ed altri mammiferi rinchiusi nei delfinari. In effetti se ci pensi bene, vivono in una grossa piscina e ci restano per un bel po’ di anni. Ma in genere un animale in gabbia se non si adatta, muore. Gli zoo spesso sono molto peggio. Io non credo che – questi delfini – stiano così male, mangiano e giocano; se li liberassero nel porto di Genova morirebbero divorati dai topi in pochi minuti. Se li liberassero in mare aperto ? Forse morirebbero lo stesso. Sono tutti nati in cattività (credo). Al buffet hanno servito crostini con il musciamme; qualcuno ha notato un briciolo di ironia.

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Almeno a tavola non hanno servito una “fantasia di mare con trancio di cetaceo finito per sbaglio nelle reti di una tonnara ed allora già che c’eravamo piuttosto che buttarlo via ve lo abbiamo servito in agrodolce” ma hanno servito dei “belini molli di cane”, che poi ad una più attenta analisi sarebbero risultati involtini con la carne di qualche specie terrestre.

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Oh, insomma, sticazzi pinnati, mammiferi anzi cetecei.

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Una prece stradale.

  • A tutti i conduttori di Maxiscooters che non tollerano avere un’altro motociclo davanti e devono affiancarti e romperti i coglioni per essere UNO e respirare meglio i gas di scarico dell’auto o camion che mi precede.
  • Agli automobilisti che pensano sia lecito cagare la macchina in mezzo alla strada in qualsiasi circostanza, specialmente in prossimità di bar e tabaccherie, a patto che inseriscano le doppie frecce che, secondo loro, gli evita di doversi ritenere degli imbecilli.

A costoro ed a molti altri:

Ma andate a fanculo. Stronzi

 

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Rapallo

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Ma quanto ha piovuto a Rapallo ? Il mare è marrone fino al largo di Santa Margherita, sintomo che il torrente Boate ha scaricato una enorme quantità di acqua fangosa. Ha appena smesso di piovere, un brutto temporale autorigenerante che ha insistito per almeno un’ora a giudicare dal radar.

La polla di acqua dolce fangosa galleggia sull’acqua salata, quest’ultima più densa e dunque più pesante. Più piove e più il Boate riversa acqua dolce in mare e più l’acqua fangosa si estende verso il largo. Così al largo non l’avevo ancora vista. Spero che non abbia fatto danni.

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Poi smetto.

Ma prima qualche migliaia di foto ripetitive e per nulla interessanti dalla finestra, perdipiù con il cielo grigio autunnale che piace solo a pochi che NON siano depressi.

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Autunno.

La banalità di questa osservazione dovrebbe farmi provare un senso diffuso e permeante di vergogna. Due temporali in poche ore.

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Questa mattina ero in un ufficio pubblico con delle persone quando è scoppiato il primo temporale.  Circola la notizia, apparsa sui giornali, che il maltempo di oggi, ergo il temporale, sia la coda della forte perturbazione che ha investito le isole britanniche, i paesi bassi e la Danimarca due giorni fa. Ovviamente non è vero; non c’è alcuna correlazione tra quel fronte e quello che sta arrivando da noi, annunciato da comuni temporali prefrontali. O meglio, una cosa in comune c’è; questo è clima tipicamente autunnale. Bisognerebbe prendere chi ha scritto quelle cazzate e picchiarlo con una bandierina segnavento, come quella che ho sul tetto.

L’incontro è servito a capire che stiamo cercando di rimediare ad un comportamento lacunoso perpetrato da parte dei gestori precedenti di una certa struttura che ora rischia lo sgombero coatto. O, come direbbero più o meno gli Inglesi “They let their dicks being eaten by the flies” che si può tradurre con “Si sono fatti mangiare il belino dalle mosche”.

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First colaction.

Cioè prima colazione in inglese antico. Mi si è presentato il caco più molle da quando mangio i cachi.

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Io credo ci sia da qualche parte una Lega contro i maltrattamenti ai cachi; per questo in particolare potrei passare dei guai. Ho dovuto mettermi gli occhiali per cercare di eliminare la pelle, quanto di più amaro e sabbioso in natura, dopo la sabbia.

cacoSono riuscito a fotografarlo, Miriam lo aveva ricomposto nella pellicola trasparente domopack, aveva così un aspetto indefinitamente perverso, ma non sono riuscito a mettere a fuoco bene in quale ambito si potesse collocare.  Comunque era, oltre ad essere il più mollo, anche tra i più dolci. Ho letto che i cachi fanno ingrassare perchè contengono più zuccheri dei Fondant di Romanengo e i Lindor rossi messi insieme.

E poi c’è la torta di mia suocera. Le ultime forniture arrivano bianche di zucchero vanigliato, poi nel giro di un giorno o due, assumono questa pigmentazione maculata.

torta

Ho pensato che potesse trattarsi di un fungo, uno di quelli che crescono sui muri o sulle pietre in Scozia e al Righi. Però il gusto della torta è apparentemente quello di sempre. Devo dire che così chiazzata, con quel delicato contrasto tra il bianco e il bruno scuro, la torta assume un certo fascino. Potrebbe ricordare la superficie della Luna o di qualche pianeta alieno dove crescono, appunto, i funghi. Anzi, dirò di più: da esporre al MOMA.

Nella seguente immagine ingrandita, si vedono dei particolari interessanti; ci sono delle venature bianche risalenti alla prima fase di spolveramento dello zucchero vanigliato dove sembrerebbe essersi prodotto un accumulo e dunque la superficie rugosa e scura della torta resta occultato.

Si potrebbe disquisire a lungo sugli elementi caratterizzanti la superficie della torta di mia suocera in questa versione variegata, ma ora la smetto di scrivere cazzate e vado al bar a bere un caffe.

La superficie della torta in dettaglio

La superficie della torta in dettaglio

 

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Rosso di sera.

rosso

 

Bel tempo una SEGA.  Il Righi è immerso nelle nuvole, Miriam è <MODE LAMENTO ARTICOLAZIONI> ON e mi sembra già di sentirla. Tra le altre cose, la Mobotix in certe condizioni viene messa alla frusta; il chip che processa la foto o quel che cazzo è, va nel panico e produce dei quadratini modello Tetris di colore diverso rispetto allo sfondo. Nel 2005 appena acquistata la prima Mobotix, che poi è proprio questa che scatta queste foto, avevo scritto in Germania evidenziando questo difetto. Mi avevano risposto in modo vago, evidentemente se ne stropicciavano le balle tedesche. Deutsch Ballen (si dice proprio così, l’ho tradotto con Google). Il difetto fortunatamente si manifesta in modo discontinuo, effimero e temporaneo. Ecco la foto successiva.

 

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Visto ? I quadratini sono scomparsi quasi del tutto. La nebbia no. Ma ora vedo le gocce sul vetro in ufficio; ecco li, piove.

<MODE MI BAGNO IL CULO SUL SELLINO DELLO SCOOTER BAGNATO>

ON

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