Cioè prima colazione in inglese antico. Mi si è presentato il caco più molle da quando mangio i cachi.

Io credo ci sia da qualche parte una Lega contro i maltrattamenti ai cachi; per questo in particolare potrei passare dei guai. Ho dovuto mettermi gli occhiali per cercare di eliminare la pelle, quanto di più amaro e sabbioso in natura, dopo la sabbia.
Sono riuscito a fotografarlo, Miriam lo aveva ricomposto nella pellicola trasparente domopack, aveva così un aspetto indefinitamente perverso, ma non sono riuscito a mettere a fuoco bene in quale ambito si potesse collocare. Comunque era, oltre ad essere il più mollo, anche tra i più dolci. Ho letto che i cachi fanno ingrassare perchè contengono più zuccheri dei Fondant di Romanengo e i Lindor rossi messi insieme.
E poi c’è la torta di mia suocera. Le ultime forniture arrivano bianche di zucchero vanigliato, poi nel giro di un giorno o due, assumono questa pigmentazione maculata.

Ho pensato che potesse trattarsi di un fungo, uno di quelli che crescono sui muri o sulle pietre in Scozia e al Righi. Però il gusto della torta è apparentemente quello di sempre. Devo dire che così chiazzata, con quel delicato contrasto tra il bianco e il bruno scuro, la torta assume un certo fascino. Potrebbe ricordare la superficie della Luna o di qualche pianeta alieno dove crescono, appunto, i funghi. Anzi, dirò di più: da esporre al MOMA.
Nella seguente immagine ingrandita, si vedono dei particolari interessanti; ci sono delle venature bianche risalenti alla prima fase di spolveramento dello zucchero vanigliato dove sembrerebbe essersi prodotto un accumulo e dunque la superficie rugosa e scura della torta resta occultato.
Si potrebbe disquisire a lungo sugli elementi caratterizzanti la superficie della torta di mia suocera in questa versione variegata, ma ora la smetto di scrivere cazzate e vado al bar a bere un caffe.

La superficie della torta in dettaglio