Una prece stradale.

  • A tutti i conduttori di Maxiscooters che non tollerano avere un’altro motociclo davanti e devono affiancarti e romperti i coglioni per essere UNO e respirare meglio i gas di scarico dell’auto o camion che mi precede.
  • Agli automobilisti che pensano sia lecito cagare la macchina in mezzo alla strada in qualsiasi circostanza, specialmente in prossimità di bar e tabaccherie, a patto che inseriscano le doppie frecce che, secondo loro, gli evita di doversi ritenere degli imbecilli.

A costoro ed a molti altri:

Ma andate a fanculo. Stronzi

 

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Rapallo

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Ma quanto ha piovuto a Rapallo ? Il mare è marrone fino al largo di Santa Margherita, sintomo che il torrente Boate ha scaricato una enorme quantità di acqua fangosa. Ha appena smesso di piovere, un brutto temporale autorigenerante che ha insistito per almeno un’ora a giudicare dal radar.

La polla di acqua dolce fangosa galleggia sull’acqua salata, quest’ultima più densa e dunque più pesante. Più piove e più il Boate riversa acqua dolce in mare e più l’acqua fangosa si estende verso il largo. Così al largo non l’avevo ancora vista. Spero che non abbia fatto danni.

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Poi smetto.

Ma prima qualche migliaia di foto ripetitive e per nulla interessanti dalla finestra, perdipiù con il cielo grigio autunnale che piace solo a pochi che NON siano depressi.

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Autunno.

La banalità di questa osservazione dovrebbe farmi provare un senso diffuso e permeante di vergogna. Due temporali in poche ore.

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Questa mattina ero in un ufficio pubblico con delle persone quando è scoppiato il primo temporale.  Circola la notizia, apparsa sui giornali, che il maltempo di oggi, ergo il temporale, sia la coda della forte perturbazione che ha investito le isole britanniche, i paesi bassi e la Danimarca due giorni fa. Ovviamente non è vero; non c’è alcuna correlazione tra quel fronte e quello che sta arrivando da noi, annunciato da comuni temporali prefrontali. O meglio, una cosa in comune c’è; questo è clima tipicamente autunnale. Bisognerebbe prendere chi ha scritto quelle cazzate e picchiarlo con una bandierina segnavento, come quella che ho sul tetto.

L’incontro è servito a capire che stiamo cercando di rimediare ad un comportamento lacunoso perpetrato da parte dei gestori precedenti di una certa struttura che ora rischia lo sgombero coatto. O, come direbbero più o meno gli Inglesi “They let their dicks being eaten by the flies” che si può tradurre con “Si sono fatti mangiare il belino dalle mosche”.

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First colaction.

Cioè prima colazione in inglese antico. Mi si è presentato il caco più molle da quando mangio i cachi.

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Io credo ci sia da qualche parte una Lega contro i maltrattamenti ai cachi; per questo in particolare potrei passare dei guai. Ho dovuto mettermi gli occhiali per cercare di eliminare la pelle, quanto di più amaro e sabbioso in natura, dopo la sabbia.

cacoSono riuscito a fotografarlo, Miriam lo aveva ricomposto nella pellicola trasparente domopack, aveva così un aspetto indefinitamente perverso, ma non sono riuscito a mettere a fuoco bene in quale ambito si potesse collocare.  Comunque era, oltre ad essere il più mollo, anche tra i più dolci. Ho letto che i cachi fanno ingrassare perchè contengono più zuccheri dei Fondant di Romanengo e i Lindor rossi messi insieme.

E poi c’è la torta di mia suocera. Le ultime forniture arrivano bianche di zucchero vanigliato, poi nel giro di un giorno o due, assumono questa pigmentazione maculata.

torta

Ho pensato che potesse trattarsi di un fungo, uno di quelli che crescono sui muri o sulle pietre in Scozia e al Righi. Però il gusto della torta è apparentemente quello di sempre. Devo dire che così chiazzata, con quel delicato contrasto tra il bianco e il bruno scuro, la torta assume un certo fascino. Potrebbe ricordare la superficie della Luna o di qualche pianeta alieno dove crescono, appunto, i funghi. Anzi, dirò di più: da esporre al MOMA.

Nella seguente immagine ingrandita, si vedono dei particolari interessanti; ci sono delle venature bianche risalenti alla prima fase di spolveramento dello zucchero vanigliato dove sembrerebbe essersi prodotto un accumulo e dunque la superficie rugosa e scura della torta resta occultato.

Si potrebbe disquisire a lungo sugli elementi caratterizzanti la superficie della torta di mia suocera in questa versione variegata, ma ora la smetto di scrivere cazzate e vado al bar a bere un caffe.

La superficie della torta in dettaglio

La superficie della torta in dettaglio

 

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Rosso di sera.

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Bel tempo una SEGA.  Il Righi è immerso nelle nuvole, Miriam è <MODE LAMENTO ARTICOLAZIONI> ON e mi sembra già di sentirla. Tra le altre cose, la Mobotix in certe condizioni viene messa alla frusta; il chip che processa la foto o quel che cazzo è, va nel panico e produce dei quadratini modello Tetris di colore diverso rispetto allo sfondo. Nel 2005 appena acquistata la prima Mobotix, che poi è proprio questa che scatta queste foto, avevo scritto in Germania evidenziando questo difetto. Mi avevano risposto in modo vago, evidentemente se ne stropicciavano le balle tedesche. Deutsch Ballen (si dice proprio così, l’ho tradotto con Google). Il difetto fortunatamente si manifesta in modo discontinuo, effimero e temporaneo. Ecco la foto successiva.

 

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Visto ? I quadratini sono scomparsi quasi del tutto. La nebbia no. Ma ora vedo le gocce sul vetro in ufficio; ecco li, piove.

<MODE MI BAGNO IL CULO SUL SELLINO DELLO SCOOTER BAGNATO>

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Quasi tre anni.

Quando a Recco entrai  nella sala d’aspetto dal mio amico veterinario con la gabbietta ed al suo interno la mia gatta agonizzante sapevo come sarebbe finita. Mi sedetti silenzioso in un angolo, la gatta miagolava ogni tanto debolmente. Non era agitata e spaventata come le altre volte che era stata dal vet per controlli e vaccini. Quel giorno era immobile, con la testa appoggiata tra le zampe. Cercavo di darmi un contegno ma sentivo le lacrime che scendevano lungo le mie guance. C’erano un paio di clienti con altrettanti cagnolini, dopo poco che ero seduto mi notarono, si guardarono e smisero di chiacchierare. Quando fu il mio turno il mio amico mi accolse con un cenno di saluto, aprì la gabbietta ed estrasse la gatta che non si ribellò, la appoggiò sul lettino ed io la tenni ferma mentre lui guardava la radiografia. Non che ci fosse bisogno di tenerla ferma, da quando era stata male la notte precedente non si era praticamente più mossa, ma con i gatti non si sa mai, ci mancava pure la caccia alla gatta nello studio del veterinario.

Poche parole; non serviva una lunga descrizione della condizione critica dell’animale, ero stato la mattina stessa dal collega di studio a Genova che mi aveva lasciato poche speranze, ero andato a Recco nell’altro studio dove riceve il mio amico ed ora eravamo giunti all’epilogo. Mentre accarezzavo dolcemente la gatta sulla nuca, la mia faccia immersa nel suo mantello sulla schiena inzaccherandolo con le mie lacrime, il vet le fece una prima iniezione di sonnifero, la gatta non si accorse neppure dell’iniezione ed anzi si addormentò immediatamente con gli occhi chiusi. Poi una seconda iniezione, questa volta nella zampa anteriore. Due battiti cardiaci e poi un terzo, l’ultimo. Nessun movimento, solo un quasi impercettibile rilassamento del corpo.

gatta

Non penso proprio ci sia il paradiso dei gatti. A dire il vero sono molto scettico su quello degli umani, figuriamoci su quello dei gatti. Comunque sia, quella bestiaccia in sedici anni mi ha dato una costante dose di affetto che in certi momenti si è rivelata di fondamentale importanza, parlo degli anni prima del matrimonio, durante la “guerra chimica” contro la depressione. Straordinarie bestiacce.

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L’ora legale fa male.

Ai caproli. Si osservi la faccia stranita dei medesimi questa mattina, soffrono del jet leg e di digestione lenta.

In realtà questa foto è di ieri sera, conto delle balle come fanno i giornalisti bravi.

In realtà questa foto è di ieri sera, conto delle balle come fanno i giornalisti bravi.

Però; i caprioli hanno delle gran orecchie a sventola. Chissà da adolescenti come si prendevano per il culo reciprocamente.

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Pfm ed altri funghi

Ci sono già famiglie di trote.

Ci sono già famiglie di trote.

Dopo 50 mm di pioggia in 4 giorni la Pozzanghera Fangosa Menada è per 4/5 piena. Non ha raggiunto il massimo della capienza, dunque la tracimazione controllata non è ancora avvenuta.

Di questi ne voglio mettere altri 1.000

Di questi ne voglio mettere altri 1.000

Questo potrebbe essere edibile.

Questo potrebbe essere edibile.

Questi funghi sono impossibili da fotografare senza "bruciare la cappella.

Questi funghi sono impossibili da fotografare senza “bruciare la cappella”.

In italiano il termine cappella è ambiguo. Qualche secolo fa qualcuno ha buttato li, per caso, una frase del tipo “mi brucia la cappella” perchè aveva avuto rapporti sessuali non protetti e si era preso qualcosa di fastidioso. Da allora chi va per funghi deve fare dei giri verbali perchè non può dire “guarda che cappella perfetta” oppure “la sola cappella pesava un chilo” perchè è inevitabile per chi ascolta pensare subito al glande del malcapitato. E’ imbarazzante. “La cappella di questo fungo e sovraesposta” fa pensare ad un maniaco esibizionista che espone i propri genitali in maniera eccessiva. Insomma, qui invece si parla di funghi. Che cazzo.

Questo però non credo sia edibile.

Questo però non credo sia edibile.

Questo credo sia ancora meno mangereccio del precedente.

Questo credo sia ancora meno mangereccio del precedente.

Nessuno di questi attira dal punto di vista gastronomico.

Nessuno di questi attira dal punto di vista gastronomico.

Infine questi; probabilmente c'è chi li mangia, o li fuma.

Infine questi; probabilmente c’è chi li mangia, o li fuma, o se li ficca direttamente nel culo.

Ed ora basta con questi funghi del cazzo.

P.S.
Mi sovviene che mio padre, classe 1915, soleva dire “in ascensore se c’è una signora bisogna sempre scappellarsi.” E lo diceva seriamente, alludendo al gesto di togliersi il cappello a falde che lui indossava sempre, in segno di rispetto verso una signora. Una volta lo facevano tutti ed era scontato non rimanere in ascensore, o in una sala d’aspetto, con il cappello calato in testa. Ammetto che anch’io ho l’istinto di togliermi il cappello se mi trovo in ascensore con una signora. Ma l’ultima volta che l’ho fatto, questa si è messa ad urlare.

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Fa caldo e piove…

…dunque funghi a vagonate. Questi sono cresciuti su un vecchio gelso; i miei vicini rumeni hanno detto che in patria li mangiano e mi hanno chiesto se potevano prenderli. Ho fatto prima una foto. Se questa sera sento una ambulanza nelle vicinanze forse si sono sbagliati. Comunque sono molto belli da vedersi.

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Sembra che mangino anche questi, però prima tolgono la pellicina, poi li fanno bollire ed infine li friggono dopo averli passati nella farina.

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Io non mi fido, ma per ignoranza. Vorrei assaggiarli, penso che siano buonissimi preparati dai rumeni ma non ho avuto il coraggio di chiederglielo altrimenti, ospitali come sono, mi invitano a casa e quando esco so di aglio per un mese. Dovrei andarci vestito con la muta da sub ed il respiratore. Una volta ci hanno preparato degli intriganti involtini di verdure. Metà del ripeno era aglio concentrato. Il mio fiato è stato pestilenziale per mesi.

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Questo ultimo fungo peraltro è identico a quelli di meringa e cioccolato che ogni tanto compra mia suocera.  Ne posso mangiare all’infinito prima di fermarmi.

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