Sempre nebbia con la Righicam 3.

iloveNY Aggiornamento igrovisivo. La parola “igrovisivo” non esisteva fino a pochi istanti fa, ma ora si,  ritengo se ne sentisse la mancanza. Stante che tutti inventano parole ad minchiam, lo faccio anch’io.

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La buona notizia e che quella di levante invece si è asciugata. Sono due modelli diversi e mi sa che in quella del Centro ci vorranno ancora diversi giorni, adesso non sto a spiegare perchè, rientrerebbe nell’ambito del “sticazzi tecnoinutili”. Insomma c’è acqua che appanna la lente e si deve asciugare. Al più tardi ci penserò io quando rientro.

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Tippete.

ilnyTippete è il gatto di Beppe, Anna, Giorgio & Sofia.

Le scritte in inglese fanno figo.

Le scritte in inglese fanno figo.

Era da molto tempo che non mettevo una foto di gatti. Anzi, no, ma comunque sia, mettere foto di gatti è una pratica roccaforte di questo blog schifoso. La foto è di qualità meno che scadente, ma il mio telefonino è della generazione in cui la priorità fondamentale di un telefono era telefonare, non fare la macchina fotografica, il registratore, il GPS, il faretto notturno, la play station. Il mio naso sta meglio, non sanguina anche se una narice è sempre semitappata. Miriam teme che io abbia un cancro; è una ragazza sempre così positiva.

Per tornare al gatto, questa è la risposta di Giorgio, tecnicamente e ideologicamente ineccepibile in vero stile Cheezeburger.

tippete2

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Varie dai due lati.

ilny Le due Righicam Levante e Centro fanno ancora fatica a liberarsi dell’umidità accumulata durante le ultime piogge. Le immagini prodotte sono offuscate come se il Righi fosse immerso nella nebbia, magari qualcuno penserà che a Genova stia piovendo da giorni e giorni. In effetti piove spesso in questi giorni.

Il viaggio per gli USA è stato caratterizzato, come da tradizione, dall’incertezza delle condizioni meteo. Dopo settimane e settimane di sole, l’arrivo della prima e potente perturbazione ha coinciso con il nostro volo.

meteoge

Fino all’ultimo abbiamo temuto per la possibilità che il volo da Genova su Monaco venisse cancellato o dirottato su qualche altro aeroporto. Sull’avviso alle partenze manca una vocale “E” alla parola cancellazione che così sembra un po’ più internazionale, mentre il termine weather situation è un po’ artefatto, tipo Joe Dolce’s. Suonerebbe un poco più inglese se fosse declinato come weather conditions, ma insomma che pretese, si capisce benissimo cosa  vuol dire. (Vuol dire che chi compila gli avvisi ne ha per il belino)

La sera prima Miriam in ansia-da-possibile-mancato-decollo ha telefonato in aeroporto. Una signora davvero molto gentile e paziente le ha spiegato come funziona quando il tempo avverso potrebbe far si che i voli vengano cancellati o dirottati. Non l’ha affatto rassicurata perchè malauguratamente non aveva palla di vetro dove avrebbe potuto agevolmente leggere il futuro, ma finalmente una persona competente e cortese invece della solita scazzata che si sarebbe prodotta in un disarmante “…eh ma belin signora e che ne so se domani ci parte il suo volo, son mica mandrache ?!”

In compenso permane la metodica singolare di pulire i gabinetti quando arrivano o partono i pochi aerei che ancora frequentano il C.Colombo. Arrivano 6 voli del cazzo al giorno, perchè non aspettare di chiudere i bagni per la pulizia quando l’aeroporto è deserto ? E poi… pulizia ? In quello dei “signori” non sentivo l’odore di urina stantia multistratificata in un locale aperto al pubblico da quando facevo il servizio militare.

guaca

Avevo necessità di guacamole

Ma alla fine siamo partiti. Questa sera avveleniamo qualcuno con un pasta alla bottarga contrabbandata. Sono certo che anche qui c’è la bottarga, ma costerà un occhio della testa e magari non è sarda. Oggi ho leziosamente discusso con Miriam sull’opportunità di aprire un ristorante genovese a Manhattan. Secondo me non può funzionare; non bastano le troffie al pesto ed i pansotti al sugo di noci, le torte come la Pasqualina, la farinata nelle sue varie declinazioni, la focaccia con il formaggio di Recco. Credo che aprire e far funzionare un ristorante sia difficilissimo. I neworkesi sono avidi di cibo in tutte le sue forme ed etnicità, ma se qualcuno non ha già aperto un ristorante tipicamente genovese vuol dire che non basta. Una volta a New York c’era “Bravo Gianni” che univa specialità della Val D’Aosta con alcune liguri, ma è chiuso da tempo. Anche I tre Merli ha chiuso a New York la scorsa estate, forse riaprirà in un altro quartiere. Vabbè, strasticazzi al pesto.

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Webcam Levante annacquata.

La webcam di Levante s’è allagata. Anche quella di centro, porca miseria. Due su tre non era mai successo.  La pioggia spinta dal vento burrascoso s’è insinuata all’interno fino ad appannare il vetro che copre la lente. E’ la seconda volta che accade, anzi la terza; ci vorranno diversi giorni perchè il velo di umidità si dissolva, dipende dal tempo che farà i prossimi giorni.

Altro argomento. Qui a Genova piove a ramate e c’è un vento boia, una giornata più autunnale che tipica da 25 Dicembre. Invece a Reggio Emilia calma piatta e due gocce. A Reggio c’è una concentrazione di consanguinei unica, passo il Natale con parenti carissimi che scioccamente vedo solo una volta all’anno, oggi. Mi trovo bene con loro, perchè il sangue che scorre nelle vene è della stessa matrice. Ci accomuna una infinita saggezza, una acuta intelligenza, una serietà ed uno smisurato senso della misura.

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Io mi sono occupato di tagliare il mandarino perchè sono l’esperto in cazzate, purtroppo non tutti sapevano da che verso andava orientata la fetta, però ritengo che la foto sia venuta bene. Da sinistra, Stefano, Giuseppe e Giovanni. A parte il primo, sono affermati professionisti nel rispettivo campo lavorativo.

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Post vigilia. No, un attimo… cioè Natale !

censoredOggi ho ricevuto in regalo un articolo di abbigliamento che regalavo a mio padre quando ero bambino; un golfino a “v” con i bottoni. Invece questa foto è molto piaciuta ai nipoti. E’ la mia personale interpretazione dello spirito natalizio. Ad essere sincero, ma proprio sincero, il Natale  mi mette di norma di umore meno che mediocre, direi grigio. Ora più invecchio e più penso a gente sfortunata che mentre io festeggio è magari sola in un letto di ospedale, o in una casa di riposo senza nessuno che li va a trovare. Questo pensiero mi mette, se possibile, di umore ancora più buio. Ma sono un cazzaro certificato ed allora mi comporto come se tutto il mondo fosse concentrato in quella casa dove ci si riunisce da quando sono nato. Se alcuni tra i miei nipoti vedendomi così pensano che sarebbe bello avere un padre come me, non sanno di cosa stanno parlando.

Tanti cari auguri di buone feste a tutti.

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Vigilia.

Intanto un secondo passaggio in ambulatorio dove mi hanno rifatto il servizietto con il ferro rovente, oggi si che mi ha fatto male, ma per fortuna anche questa volta è durato abbastanza poco.

Simile, ma nel mio caso è rossastro.

Simile, ma nel mio caso è rossastro.

Poi già che c’eravamo mi hanno prelevato un campione di una roba che avevo nel naso e che sembra una gelatina trasparente con nuances giallo-rosse, poi faremo la TAC e via!

Mi sono venuti in mente quegli orrendi telefilm americani anni 70 ambientati in un ospedale; sistematicamente c’era il personaggio ospite della puntata che andava in ospedale perchè gli prudeva un piede e poi si scopriva che aveva un brutto male, anzi generalmente bruttissimo. Il più delle volte moriva a pochi minuti dalla fine della puntata. Ma come facevo a guardare quelle merde colossali ?

In questi giorni ricevo decine e decine di auguri di Natale da perfetti sconosciuti. Devo essere finito nella mailing list di non so chi,  sono in copia con innumerevoli altre persone, tutte sconosciute. La tentazione è quella di rispondere “ma chi cazzo sei ?” a tutti, ma non mi sembra cortese.

Ho anche gestito una conversazione surreale via SMS con uno sconosciuto che prima mi ha mandato la foto di una tazza da caffè a forma di seno (tetta) poi mi ha intimato di “togliere il pesce dal congelatore”. Gli ho fatto gli auguri di Natale dicendo che però mi chiamo Stefano e che secondo me il pesce era ancora nel congelatore. Non mi ha risposto. Poi ho scambiato quello del congelatore per un’altra persona che per fortuna si è identificata. Le ho parlato del pesce e mi ha chiesto cosa c’entra il pesce. Mi sono trattenuto a stento dal fare banalissimi doppi sensi, a parte una frase che le ho scritto “Ma perchè mi ha intimato di togliere il pesce dal congelatore ? S’è sparsa qualche voce su di me ?” che l’ha resa ancor più disorientata. Poi però ho scoperto di chi si trattava, o forse era un’altra persona. Insomma come spesso capita, faccio molta confusione.

Infine (sticazzi) non so come ma oggi ho cambiato la suoneria del telefono, che ha suonato ripetutamente senza che io rispondessi perchè ero tra altre persone e pensavo non fosse il mio telefono. La vigilia di Natale trascorre nel più normale dei modi; mi cauterizzano il naso, incasino il telefono, faccio figure barbine con conosciuti & sconosciuti, mi dimentico di fare gli auguri e ricevo telefonate da persone che capiscono perfettamente che io non ho idea di chi siano.

E poi; perchè – dico a tutti – i petardi non ve li sparate su per il culo ? Perchè se vi partono un paio di dita è mainstream, ma se ve lo fate esplodere nel retto magari viene meglio, finite su youtube.

 

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Antivigilia.

Alle 4 di questa notte mi si è aperta una piccola arteria nel naso. Ho prima rischiato di soffocare nel sonno per il sangue che mi colava in gola, mi sono tirato su ed ho inondato le lenzuola, poi il corridoio ed infine il bagno. Non pensavo potesse uscire così tanto sangue dal naso. Ero quasi tentato di fare una foto al lavandino ed allo specchio, alle piastrelle, al pavimento. Un po’ trash ma avevo le mani rosse di sangue e non ho avuto il sangue freddo di andare a prendere la macchina fotografica. In effetti sarebbe stato disgustoso. Sono andato al pronto soccorso. Per la strada c’erano diversi gruppi di adolescenti in età scolastica che vagavano in modo da sembrare fatti, carichi.  Al pronto soccorso mi hanno messo un tampone, sono tornato a casa, non ho dormito un accidente,  stamattina ho iniziato a sanguinare nuovamente e dunque sono tornato in ospedale dove mi hanno messo un ferro rovente dentro la narice. Mi ha fatto abbastanza male nonostante l’anestesia ma ora sembra sembra essersi fermato. Ovviamente avevo una roba di lavoro a Milano; vai a dire che non puoi partecipare perchè “…sono al pronto soccorso, mi cola sangue dal naso“. Suvvia, non è credibile, non mi avranno creduto. Forse avrei dovuto davvero fare qualche foto questa notte e mandargliela.In questi minuti però mi sta venendo un sonno atavico e credo andrò a dormire sognando un film di Tarantino.

sanguinolenti

sanguinolenti

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Insetti, mammiferi.

wasps

Ho aperto il mobiletto del cortile che uso per la legna da ardere intorno al quale lo scorso Settembre  c’era una certa attività di vespe. Ed ecco il vespaio; è una cosa che sembra aliena, non avevo mai visto nulla del genere, probabilmente perchè non avevo mai visto un vespaio prima d’ora, neppure da Angela padre e/o figlio. A Gennaio credo che dovrà essere rimosso, io di certo non lo tocco, ho paura che escano milioni di vespe che mi assalgono ed infine io muoio dopo una lunga agonia. In realtà – mi sono documentato – in questa stagione le vespe sono morte, ma dentro quella roba ci sono migliaia di uova che a primavera si schiuderanno.

gatto

Invece questo è l’altro visitatore che, puntuale, si presenta per la mattiniera dose di coccole e soprattutto croccantini drogati. Lo so che non dovrei dargli da mangiare, ma come si fa ? E poi è dello stesso colore delle ardesie sul muro e sulla scala, c’è affinità con il luogo, non posso scacciarlo dal Tempio.

Ci risiamo, non so cosa scrivere a fianco della foto più alta che larga e dunque rischio di lasciare lo spazio in bianco. Non so con chi prendermela.

Devo riflettere.

Sono salito sul tetto per cercare di tappare la fessura nel comignolo dalla quale passa l’acqua piovana che arriva nel bagno. Rientrando verso la finestra dell’abbaino sono scivolato sulle ardesie ancora umide e mi sono salvato solo perchè avevo messo la mano sulla persiana, se avessi perso la presa sarei caduto nel giardino dei vicini. Forse sarei sopravissuto, ma forse no. Adesso ho una mano dolorante, anche il braccio e la spalla sono doloranti per lo sforzo; altro che Chuck Norris, lui sarebbe caduto dal tetto e si sarebbe salvato in qualche modo senza neppure un graffio.

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Sabato a Genova.

E’ il primo Sabato che passo a Genova da mesi. E domani facilmente sarà la prima Domenica che passo a Genova da mesi. Pertanto sembrerebbe che questo in corso sia il primo fine settimana che passo a Genova da mesi.

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Vorrei salutare con la manina ondeggiante la signora che in via Edmondo de Amicis ha piantato la propria autovettura nera in doppia fila, con le doppie frecce, ed ha spalancato la porta mentre io sopraggiungevo in motorino. La cosa è avvenuta qualche giorno fa, ma mi sono dimenticato di accennarne perchè comunque è una situazione che fronteggio spesso. Ora che sono qui e non so cosa scrivere, mi sovviene. In corrispondenza al suo parcheggio del culo,  c’era un tabacchino, dunque mi sono chiesto cosa avesse avuto necessità di comperare la signora così urgentemente. Forse le sigarette ? Un tagliaunghie ? Dei fazzolettini di carta ? Delle pile ?

Uno di quei luoghi comuni che sottendono alla guida dinamica dei neworkesi dice che il tempo più breve registrato in natura è quello che intercorre tra il semaforo che diventa verde ed il taxista dietro di voi che suona il clacson perchè non siete ancora partiti. Anche qui a Genova vantiamo forse un record in tal senso. Quanto il semaforo diventa verde, l’automobilista di fronte a me viene disturbato nel suo torpore e dopo qualche decina di secondi inizia a realizzare che c’è qualcosa che a quel punto dovrebbe fare, ma senza ricordarsi cosa. Dopo altri dieci secondi ha un lampo e si ricorda che il semaforo verde implica che deve procedere. Dunque per prima cosa preme con molta cautela il pedale della frizione. Poi, altrettanto prudentemente, innesca la prima marcia, guarda talvolta nello specchietto e vede il mio sguardo di odio. Allora aspetta qualche secondo per accertarsi che la marcia sia entrata e solo dopo aver raggiunto la consapevolezza che non gratterà, solleva lentamente il piede in modo che la frizione inizi a fare presa e dunque il veicolo accenna ad un movimento in avanti. Il movimento del veicolo è il segnale che l’automobilista dietro di lui aspetta ed in conseguenza del quale inizia a propria volta a chiedersi “ma cosa cazzo devo fare adesso ? Ah, si procedere!”.

Questo ovviamente è un luogo comune; tutti si lamentano che chi procede è troppo lento e chi segue è troppo incombente. Tuttavia per anni ho pensato che al semaforo i miei concittadini fossero presi da qualche impulso sessuale irresistibile e dunque tendessero a masturbarsi, non rendendosi conto di quanto il semaforo diventa verde. E’ anche così che si formano le code. E comunque se qualcuno dietro si incazza e suona, questo li distrae, il loro coito va a farsi benedire e la loro ansia e nervosismo crescono portandoli a scelte ben precise alle prossime amministrative o politiche.

La signora di prima, invece, secondo me andava ad acquistare proprio le pile per il suo vibratore vagina/ano parlante che canta “Santa Klaus Is Coming To Town” durante l’uso. Questo la giustifica dall’aver commesso la solita infrazione di menefreghismo, cagando la macchina senza preavviso e gettandosi in mezzo alla strada. Se io avessi le pile scariche del mio vibratore parlante proprio sotto le festività, sarei di pessimo umore.

Non sono più abituato a passare i finesettimana a Genova. Da questa mattina sembrerebbero caduti quasi 15 millimetri di pioggia. Secondo me ne sono caduti di più. Arpal sottostima.

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Io speravo di poter salire sul tetto e cercare di mettere un tapullo in modo da fermare la percolazione dell’acqua dal camino fino al mio bagno, e invece nisba.

Ti piove in casa ???

Ti piove in casa ???

 

 

E comunque sia ho acquistato, per la modica somma di €10.-, questo simpatico ippopotamo di legno da un banchetto di cose intagliate africane alla fiera di Piazza Verdi, sticazzi e ancora sticazzi.

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Ritengo possibile che NON sia fatto in Cina in un sottoscala. Magari è fatto in Africa, in un sottoscala. C’è chi dice di comprare cose etniche e poi scopriamo che le fanno dei minori in uno scantinato a Prato.  No, questo simpatico artefatto di legno scuro è stato intagliato a mano da un artista nel Congo che si guadagna da vivere in questo modo. Invece il computer si che viene dal Far East.

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Il cuscino freddo di Basaluzzo.

In queste ore la pioggia cade su Genova e sui monti, anche a quote intorno ai 1000 metri. Invece a Basaluzzo, nevica.

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In teoria nevica sui monti e non nella bassa pianura. A meno che non si verifichino condizioni di inversione termica, colonna fredda e cuscino freddo, o due delle tre non necessariamente in questo ordine come se fosse antani. Chi non ha almeno un pochino di rudimenti di meteorologia non può capire; esprima pure la sua crassa bestialità mettendo su la faccia di chi non ha capito un cazzo ma fa finta di approvare, si fidi della mia immensa conoscenza in materia.

palo

Ho addocchiato un passero che si è servito dal tubo. FUNZIONA!

Fatto sta che a Busalla piove, a Ronco Scrivia Piove, poi ci si immerge nella pianura e a Serravalle nevischia, a Novi Ligure nevica, pochi km più a nord piove. Il palo sta benone nella sua livrea invernale, tra qualche ora sarà sciolta perchè siamo sopra zero e la precipitazione non è intensa, coreografica si, ma le strade sono abbastanza pulite, si circola bene, devo riempire questo spazio e come sempre non so cosa cazzo scrivere. Ah si; ieri sera in quel del Righi ho avvicinato Miriam che sonnecchiava cantandole nell’orecchio “Ciriciripì”, ossia un vecchio successo anni 50 che ascoltava mio nonno al “Musichiere”. Malauguratamente mi riferivo a CI-RI-PIove in casa, entra acqua dal comignolo ed ha riempito il controssoffitto nel bagno, ho dovuto praticare i soliti fori nel cartongesso per lasciare scaricare l’acqua, per fortuna nel piatto della doccia. Miriam non era entusiasta e ha espresso commenti acerbi su coloro che ristrutturarono la casa undici anni fa. Però la caldaia funziona nuovamente, la vita è un dare e prendere.

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Ecco dove volevo arrivare; la Pozzanghera Fangosa Menada, Pfm, bella nel suo vestito invernale. Prima o poi questa foto diventerà l’immagine ripresa dalla Basacam 3 e ci sarà una piccola tettoia in legno sotto la quale metterò delle balle di fieno per i caprioli. Ovviamente verranno accolti da un sistema di mine che interrerò nelle vicinanze. La Sagra del Capriolo della Pfm si avvicina.

Aggiornamento serale. La Basacam 2 con il palo illuminato ed un po’ di neve.

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