
Approfittando di una visita in riviera, ho rimesso la webcam rapallina nella posizione originaria. Il viaggio è stato contestuale ad una altra visita non lontano.

Cliccabile.
Ed ora una storia allegorica.
In un villaggio di un paese lontano, la fortuna locale consisteva nella frutta che vi cresceva rigogliosa e buonissima. Il mondo intero veniva espressamente per la frutta; da decenni nel mondo intero le persone mangiano la frutta con il gelato, ma in quel villaggio non avevano mai voluto comperare una gelatiera. Allora un signore straniero scrisse al principe locale “Ti regalo io una gelatiera, è molto utile per il turismo“. Ma dopo sei mesi non era ancora giunta ancora una risposta. Il signore straniero scrisse nuovamente al principe “Probabilmente non hai mai ricevuto la mia precedente lettera. Sono disposto a regalarti una gelatiera, nulla volendo in cambio.”
Ma anche a quella seconda lettera, la risposta tardava ad arrivare. Al telefono non rispondevano, sembravano disinteressati. Dopo qualche mese finalmente arrivò una lettera dal principe: “Caro signore, ma che bello avere una gelatiera. Però devi chiedere il permesso all’Ente Area, alla Sovrintendenza, devi presentare una valutazione di impatto ambientale, un progetto, una relazione di compatibilità paesaggistica, carte da bollo, passare attraverso la Regione, la Provincia, l’ATO, pagamento anticipato dei diritti di segreteria, cazzi & barattoli.”
“Ma sticazzi quante menate per una gelatiera che è grande ed impatta sul territorio come… una gelatiera.” Però il signore straniero seguì tutta la trafila, ottenne tutte le carte. Ma dopo 4 anni il permesso del principe (per mettere una gelatiera che veniva regalata e senza alcun beneficio indotto per il donatore), non era ancora arrivato. Allora il signore scrisse “E va bene, fa lo stesso, regalo la gelatiera a qualcun’altro.”
Dopo 48 ore il principe annunciò: “siamo pronti” ed arrivò il permesso, e l’appuntamento con gli addetti e gli operai del Comune, e la stampa per la grande inaugurazione. Il signore straniero il giorno fatidico mandò due suoi incaricati per fare l’ispezione finale al sito dove doveva essere installata la gelatiera da li a pochi giorni. Quel giorno pioveva e gli incaricati arrivarono alla stazione. Nessuno li attendeva. Nessuno rispondeva al telefono. Trovarono però un abitante locale che gli mostrò il luogo della gelatiera. “Ma cazzo, non c’è la corrente elettrica, neppure il contatore e nemmeno la linea elettrica che dovrebbe alimentare il contatore !”
“Io non ne so nulla” disse l’abitante locale che aggiunse “Stiamo aspettando la corrente in quel posto da tre anni ma per il momento non si sa perchè, tutto ciò che abbiamo è un contatore posticcio appeso con del fil di ferro ad una ringhiera a trenta metri di distanza lungo un sentiero, impianto totalmente fuori norma ed anche pericoloso, e non sappiamo quando verranno a terminare i lavori.”
“Ma razza di idioti incompetenti e dilettanti” sottolineò uno dei due incaricati del signore straniero” abbiamo dovuto sbatterci per avere i permessi a destra e a manca, quando il principe si è deciso ci hanno messo una fretta boia per un appuntamento inderogabile, noi arriviamo e non solo non c’è un cazzo di nessuno a spiegarci come stanno le cose, ma scopriamo che la gelatiera allo stato delle cose ce la possiamo infilare su per il culo, a meno che non ne regaliamo una a pedali, che funziona senza corrente elettrica. Ecco, forse non siamo stati abbastanza chiari nel progetto; abbiamo si nominato la corrente elettrica ma senza specificare che serviva per far funzionare la gelatiera. Forse hanno pensato che la gelatiera funzionasse a vapore e la corrente servisse per ricaricare il vibratore anale, che non essendo propedeutico al progetto era inutile.”
Morale; i due incaricati del signore straniero hanno buttato via mezza giornata. A chiosa di tutto questo e per consolarci, ci siamo infilati in un piccolo bar sulla spiaggia, abbiamo chiesto due strisce di focaccia. L’anziano barista ci ha sorriso sardonico, ha prima allargato le braccia, poi ha indicato il cielo. Quando piove la focaccia non arriva perchè ci viene poca gente. Oltre alla focaccia mai arrivata quel giorno di pioggia, la torta di riso era finita, non ci restava che prenderlo nel culo, dopo la webcam. Pardon, la gelatiera.

Ma per tornare alle cose di Rapallo, qui esterno in merito al misero coperchietto di plastichetta che protegge la lente della Mobotix dalle intemperie. Sono certo di aver già esternato, ma non importa. Insomma, con quel che costa e con la tecnologia impiegata, cosa ci vuole a farne uno in un materiale meno delicato, chessò in vetro ? Allora grazie alla mia straordinaria manualità, sego il coperchio del plastichino e vi incollo una roba seria, tipo uno skylight giapponese che incollo alla parte inferiore ed il gioco è fatto. Il vetro non si graffia e non ingiallisce. Devo ancora applicarlo alla Rapacam, aspetto che la colla asciughi.Taccagni di Mobotix, quanto vi costerebbe fornire un coperchio migliore?

Cliccabile.