Le 5 querce di Central Park crescono lentamente. Alcune, molto lentamente. Nelle foto si vedono a malapena perchè la recinzione rende ancor meno efficace la foto che di per se non riesce a dare il senso, qualsiasi senso. In più devo scacciare il sentimento pelosetto che mi viene se penso che questa cascina ha comunque un destino effimero; quando io passerò a miglior vita la casa e le piante che la circondano verranno ereditate da nipoti che potrebbero decidere di vendere tutto ed i nuovi proprietari potrebbero decidere che al posto delle querce ci starebbe proprio bene un prato, un eliporto, la centrale termica di un sincronizzatore molecolare, un buco profondo una decina di metri rifasciato in piastrelle a due colori. C’è anche la minaccia di un cambio climatico che potrebbe rendere la pianura piemontese un deserto, in questo caso al posto delle querce ci potrebbero essere cactus, fichi d’india, il tutto circondato da quei cespugli spinosi che nel film di Far West ogni tanto attraversano le strade sospinti dal vento.
Oh, che cazzo. Oh, what the fuck.

Q1. Si è subito sdoppiata in due rami. Nella foto non si riesce quasi a vedere.

Q4. Questa è diversa dalla Q3 e Q4, in effetti sembra la più quercia di tutte. E’ la più piccola delle 5.

Q5. Simile alla Q4 ma molto più cresciuta. Le foglie sono lobate e lunghe, la differenza rispetto le roveri locali è sensibile.
In questi giorni ci sono 18 gradi all’alba e 38 verso le 3 del pomeriggio, totale 56, che non vuol dire assolutamente nulla.
Per tornare alle Querce, la 1 fa storia a se, la 2 e la 3 sono figlie dello stesso albero, mentre la 4 e la 5 sembrano anch’esse parenti ma di un albero diverso. Ho le fotografie di tutti gli alberi ed è probabile che riesca a risalire al genitore con una buona dose di fantasia.
Spesso le piante messe a dimora investono nella crescita delle radici invece che dei rami. Non conosco le abitudini nelle querce però.
Anch’io spero che sia così. Prima le radici e poi i rami. Però non sono affatto preparato in materia, adesso devono superare questa estate un po’ tanto calda, poi si vedrà.