Pausa attività cerebrale.

Avrei voluto caricare il video con una musica specifica come, a titolo esemplificativo e non stocazzorologico, Dirty Back Road dei B-52’s ed invece per evitare noie con il copyright ho messo una delle insulse musichette gratis che puoi aggiungere quando termini l’upload del video su YouTube. Peccato. Il filmato perde spessore, il suo messaggio si vaporizza e disperde.

Questo video, visualizzabile in alta definizione, riprende un giocattolo che mi sono comperato qualche giorno fa in un negozio finlandese sulla 3rd avenue.

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Basaluzzo, due gocce e…

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Ecco che nell’opacità funzionale pomeridiana da jet lag, colgo un temporalino (immagine del radar qui a fianco) che, nato nelle colline intorno al Brugneto, si dirige verso Basaluzzo.  L’evento mi consente di mettere qualche solita foto sfigata, già vista in tutte le salse, della Pozzanghera Fangosa M. Era da qualche giorno che non lo facevo e provavo come un senso di disagio esistenziale, come quando finisco i biscotti all’anice oppure non trovo il mio yoghurt preferito perchè lo ha mangiato Miriam (segnatamente quello al mango, oppure quello alle fragole OGM, più dolci di quelle tradizionali)

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Cadono le prime gocce (nella foto qui sopra se ne vede una grossa che lascia la traccia). L’immagine della Pozzanghera mostra il cielo plumbeo e comunque soprattutto, sticazzi a tutte le quote.

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Salvo alcune foto meno che banali, spero che il temporale investa Basaluzzo e porti un po’ di pioggia benefica.

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Arriva il vento, inizia a piovere, provo a collegarmi direttamente alla Basacam 3, ma dopo un minuto il collegamento con le webcam si interrompe. Ma stracazzo; insulti diretti alla lobby telefonica, a Tronchetti Provera, a DeBenedetti ed a tutti coloro che li hanno anticipati e che sono seguiti a loro, prendendo stipendi milionari senza combinare nulla di buono. Fumante di collera, vado sul sito web 187 con il pregiudizio aziendale ai massimi livelli. Dopo aver navigato per alcuni minuti nelle pagine di “apri una segnalazione del cazzo che intanto ce ne strabattiamo l’acciuga” riesco a mandare una segnalazione. Poco dopo il collegamento viene ripristinato perchè riesco nuovamente a dialogare con la Mobotix. I casi sono due: o quelli della Telecom hanno ridato la possibilità all’utente di fare un reset della linea da remoto, oppure tutto ciò è stato casuale. Sono ottimista; per qualche tempo la segnalazione da remoto faceva effettivamente partire un reset, che equivaleva a premere un tasto sul main frame del massimo sistema telefonico. Poi il servizio era stato tolto, sospetto anche a causa dei nevrastenici come me, adesso forse è stato messo di nuovo a disposizione degli utenti.

Epilogo; il temporalino comunque ha virato leggermente traiettoria ed è sfilato verso sud, lasciando al suolo solo poche gocce.

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Nota notturna. A futura memoria, sono le ore 2:46 e sono sveglio perchè ho pensato – male – di non prendere la solita pastiglia per dormire. Per le prime 3-4 notti dopo il rientro da oltre oceano di norma prendo la pastiglia per dormire. Questa sera, pensando di fare cosa gradita al mio fegato, non l’ho presa. Mi sono addormentato a mezzanotte e mi sono svegliato verso le 1:20, sono stato colto da ansie universali e per non consumare le lenzuola mi sono messo al computer. Ecco, domani sarò rincoglionito molto più del livello medio di rincoglionimento genetico, anche di più del rincoglionimento agguntivo da scazzo dopo il rientro. Miriam ovviamente dorme serena. La invidio e non posso neppure fare la solita battuta, anzi no, per la serie luoghi comuni misogini ecco che “…avendo solo due neuroni, dorme perchè questi non si accorgono del cambio di fuso orario. ”

Adesso posso tornare a letto a fare esercizi di frittata.

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Rientro.

Solo due accenni marcatamente polemici, razzisti, classisti, perchè sono appena rientrato nella natia Genova ed ho subito abilitato la modalità  “pessimismo e fastidio”.

"Tendinastro"

“Tendinastro”

Aereoporto JFK, due settimane fa. Sono in coda per uscire dalla dogana, la coda si sviluppa a serpentina delimitata dalle solite fettucce retrattili, altresì chiamate tendinastro. Una di queste si è staccata e dunque si è aperto un varco. Arriva una signora non alta e non magra  di nero vestita che mi guarda, assume lo sguardo innocente e cerca di passarmi davanti approfittando del varco. Io la fermo e le dico “la coda inizia laggiù”. Questa mi guarda di nuovo, mette su una espressione sorpresa e leggermente scocciata, fa finta di non comprendere ma poi deve rinunciare al puerile tentativo di saltare qualche minuto di coda, non senza rispondermi qualcosa in napoletano stretto.  Perchè su 100.000 persone provenienti dai quattro angoli del pianeta che hanno il senso di capire tutto quanto c’è da capire in queste semplici circostanze, chi cerca di fregarti e di farti passare anche da scemo ?

Sono passate due settimane ed io sono di nuovo al JFK per prendere l’aereo Lufthansa per Monaco di Baviera, cancello 7. Stiamo lentamente avanzando verso il controllo prima dell’imbarco è c’è un ragionevole brusio, ma è tutto ordinato, civile. Al cancello 5, lato opposto del corridoio, c’è un altro aereo che sta imbarcando i passeggeri ma il vocio è corredato da grida e richiami, il volume è più alto di quello che si può riscontrare presso tutti gli altri voli del terminal (messi insieme), la gente non è in coda ordinata ma si presenta al controllo in ordine sparso. Guardo la fauna di quel volo e colgo qualcosa di orrendamente nazionale; ci sono numerose persone che sembrano uscite da un libro di Mario Puzo. Insomma, cazzo, è il volo Alitalia per Roma.

Piuttosto che passare da Roma e/o prendere un volo Alitalia, vado a New York in auto passando lo stretto di Bering su una chiatta. Oppure prendo un’altra compagnia dove il comandante non si rivolge ai passeggeri con un inglese talmente romanizzato che nessuno di madre lingua inglese lo potrà mai capire.

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Infrangerò una legge.

iloveNYSul Copyright, perchè quello che mi hanno dato per strada è leggermente diverso da questo che ho elaborato per affermare che anche noi al Righi, quando vogliamo, sappiamo fare un musical.

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Ho usato un programma di editor immagini nuovo, da poco scaricato da Internet, e credo di aver molto margine per migliorare la mia capacità di gestire il software e le sue numerose funzioni.

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Frastuono.

iloveNYLa parola ormai sembra uscita dal vulgo corrente, un vero peccato. Miriam oggi è stata a pranzo in un ristorante dove, solo il suo gruppo, erano 17 di genere esclusivamente femminile. Ma anche gli altri tavoli pare avessero l’assoluta maggioranza di donne. Mi è arrivato un breve filmato fatto con il telefonino che meglio di qualsiasi parola spiega di cosa stiamo parlando.

 

Ho volutamente modificato il video in modo da rendere irriconoscibili le persone, ma la colonna sonora è originale.

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Incrementare la propria autostima 2.0.

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iloveNYSi raggiunge il proprio scopo pubblicando fotografie laddove il fotografo è riuscito a cogliere i punti di forza della propria personalità, spiritualità, senso dell’umorismo, acume e, in ultima analisi, autentica bellezza caucasica.

Non sapendo cosa scrivere, questa mattina, nel quasi silenzio della terza strada alle ore 6, si dev’essere fermato al semaforo qualcuno con una Harley Davidson e l’impianto stereo a tutto volume che suonava “Sweet Home Alabama”. Quando ha sgommato verso uptown, il rombo assordante della motocicletta ha superato ampiamente i canti delle arie condizionate.

Inezia uno. Oggi visita a Governors Island, affittate le biciclette. Mollemente seduto su una panchina all’ombra, osservo un nucleo famigliare le cui donne sono interamente coperte di veli, stracci e pantaloni fino alle caviglie mentre non riescono a salire sulle biciclette e si allontanano spingendole. Osservo silenzioso chi ritiene di dover coprire qualsiasi parte del proprio corpo con qualche indumento specifico perchè lo vuole una moda o una religione, avendone uno svantaggio pratico, igienico, climatico. Mi faccio delle corbe enormi di cazzi miei, tuttavia mi domando quale parte del cervello di questa gente è stata prima disattivata e poi riattivata installando un software tarlato.

Inezia bis. Quando andiamo in giro con la bicicletta in estate,  mi porto dietro acqua ed una leggera giacca antipioggia. Miriam si porta dietro acqua, giacca antipioggia, un pile con le maniche, un pile senza maniche, un golf di lana, un golf di cotone, due sciarpe, un giubbottino di piuma d’oca, un giaccone imbottito, tre paia di calze di ricambio, un altro golf a maniche corte, i pantaloni della tuta da ginnastica, due anni di numeri di “Taglio & Cucito”, sua madre (solo se sta nello zaino). Stanco di dover girare con tale zavorra, mi sono comperato un secondo zaino marca “American qualchecosa since 1962”, è fatto in Cina e costa la cifra irrisoria di $11.99. E puzza di qualcosa tra la canfora ed il gasolio. Sul traghetto da Manhattan a Governors Island l’odore dello zaino ha iniziato a provocare degli effetti sul mio orientamento, ho iniziato a cercare gli scarponi da sci. Probabilmente la puzza è data da qualche materiale cancerogeno che altrove viene utilizzato per uccidere grandi estensioni di zanzare, o viene fumato.

Ho iniziato ad accorgermi  che la mia testa era così grande da non riuscire a grattarmi le orecchie, perchè a pensarci bene io ero Belzebù e volevo organizzare una partita a Badmington tra gli unicorni che vivono a Governors. Ho anche cercato di gettare Miriam fuori bordo, senza riuscirci, poi ho fatto sesso con un estintore a polvere. Tornato a casa, ho infilato lo zaino nella lavatrice condominiale con sapone ed ammorbidente profumato. Il resto della giornata per il mio zaino è trascorso al sole appeso alla maniglia di una porta. La situazione odore è migliorata ma sono sempre convinto di essere Ulisse che rientra dal fine settimana passato a Utica, Long Island.

Ed ora, una foto mediocre.

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Manhattanhenge

 

Ma la seguente foto, rubata da un sito web che si chiama Co.Create è molto meglio.

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Farò un figurone.

iloveNYArrivato a New York, ho trovato nella posta i bumper sticker (credo sia una dizione vecchia come me) di Bernie Sanders.

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Il cielo mi scampi dal parlare di politica. Però seguo la campagna presidenziale 2016 americana. Sanders mi piace, ho contribuito finanziaramente alla sua campagna con almeno $100,  adesso ho i suoi adesivi.  Devo ammettere che nei decenni passati mi capitò di osservare in Italia, applicati sui posteriori di auto, adesivi su Bush, Reagan, Clinton. Trovavo la cosa totalmente snob, una sorta di messaggio idiota del tipo “sono figo e non mi degno di raccontarti come ho avuto questi fighissimi adesivi, che tu non avrai mai perchè NON sei figo come me, certo potrai intuire che ho a che fare con gli Stati Uniti d’America“. Ho comunque la tentazione di esporre almeno uno di questi sul retro del furgone ad uso della comunità agricola della Pozzanghera Fangosa M. E’ un gesto che potrebbe alzare il mio tasso di provincialità paesana a valori di guardia. Frega un cazzo.

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Regata nelle acque ai piedi della statua della libertà. Ovviamente si parla di barche da qualche milione di dollari ciascuna. La maggioranza degli equipaggi ha uno skipper mangiarane (francese).

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Fa un caldo porco. L’isola di calore della citta di New York è alla massima espressione. Mentre sulla costa ci sono 24 gradi perchè il mare e l’Hudson freddi mitigano la calura, più ci si allontana dalle acque e più la temperatura sale, le arie condizionate sparano getti roventi a livello caviglie, ed ecco il risultato qui a fianco, e siamo all’undicesimo piano. A livello strada invece credo si superino i 40 gradi, che sembrano 400; ogni newyorkese possiede un impianto di aria condizionata. Molti genitori al figlio che compie 5 anni regalano un impianto di aria condizionata. Se la temperatura esterna supera i 20 gradi, ciascun abitante ed esercizio commerciale  è tenuto ad accendere. Se la temperatura esterna sale sopra i 25, si mette al massimo. Di notte nelle strade meno trafficate del fine settimana, rimbombano i compressori degli impianti di condizionamento. Nei ristoranti c’è, ovviamente, un clima da cella frigorifera. L’aria condizionata viene sparata ad altezza collo a folate prossime alla burrasca ed il wind chill fa il resto. Il tubo digerente è in difficoltà in presenza di queste condizioni climatiche estreme ed il risultato più evidente è la fiera dello stronzo-pongo. So che quest’ultima è una informazione che potrebbe risultare superflua, ma ritengo sia utile a formare la fotografia della situazione.

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L’ennesimo time-lapse.

Già visto molte volte; rispetto alle versioni precedenti, questa ha qualche giorno in più, è molto più veloce ma comprende la solita musica del cazzo di sottofondo, una di quelle senza copyright che ti fornisce YouTube.

 

 

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Che sia esplosa una Carpa ?

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La traccia biancastra. Ho letto che le Carpe depongono migliaia di uova alla volta. Se il maschio non aiuta la femmina ad espellerle, quast’ultima come fa ? Prima o poi deve liberarsene, dunque se la pressione aumenta oltre i limiti fisiologici, è possibile che escano tutte insieme, di botto. Alla stregua di come un palloncino si libera casualmente nell’aria in modo convulso sospinto dal getto di aria, la Carpa si libera nell’acqua della Pozzanghera lasciando una traccia di uova, la contrail non fertilizzata. Mi sembra una spiegazione totalmente plausibile.

Gastone. Eccolo durante la sua visita mattutina. Spero che aiuti a controllare la popolazione delle Carpe; adesso gli avanotti sono troppo piccoli, ma verrà un giorno in cui saranno perfetti per rappresentare un’ottima porzione per l’Airone Cinerino.

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Gastone ed i suoi amici.

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Con il mio potere di Amministratore di Sistema posso fare quello che voglio. E seguire in diretta la Pozzanghera scattando foto anche mentre Gastone prende il volo e se ne va.

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Salvo le foto di un evento totalmente banale.

Un temporale grandigeno a Genova. Un evento gradito che fa sperare che il riscaldamento globale non ci uccida entro 20 anni. Ovviamente molta gente, che non capisce un cazzo e che morirà per prima, si lamenta e blatera frasi sconnesse del tipo “siamo ripiombati in inverno”. Fanculizzatevi. Ecco le foto.

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Le seguenti due sono di Miriam, leggermente alterata di fronte a questo spaventoso evento naturale. Era a casa e doveva uscire, pensava di farsi venire a prendere da un taxi, no dall’esercito, no, dalla NATO con un elicottero che l’avrebbe sollevata e depositata in riva al mare.

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E per concludere, Basaluzzo che fa qualche millimetro buono per il verde. Il GIF animato che tutti vogliono.

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E per concludere veramente, un po’ di virghe di pioggia sugli Appennini.

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