La Fibra arriva in zona.

Ma secondo me il termine “zona” è ambiguo. Anche il Nord Italia è una zona. Ho scoperto che esiste una chat sul sito della Tim(ploro di darmi il telefono) il futuro in linea e questi cazzetti in salmì. Ho scritto ed ecco frammenti della conversazione.

  • 08:34:02 – Servizio Clienti 187: Buongiorno, in cosa posso esserti utile?
  • 08:34:27 – Buongiorno ! Domanda: esiste un modo per sapere quando arriverà la fibra nella mia strada ?
  • 08:39:20 – Servizio Clienti 187: ti informo che da verifiche la tua zona è coperta dal servizio Fibra con velocita’ fino a 200mega puoi verificare la copertura dal link https://www.tim.it/verifica-copertura#tab-verifica-fisso
  • 08:43:51 – Visto, interessante. Sembrerebbe che passi vicinissimo, però poi c’è questo tratto di 20 metri di strada in salita, qui pare che non sia ancora arrivata.
  • 08:44:44 – Servizio Clienti 187: da verifiche sui nostri sistemi la copertura è confermata, puoi provare ad effettuare un ordine on line per la conferma da parte del settore tecnico
  • 08:45:28 : I tecnici sono arrivati la scorsa settimana e secondo loro non c’è, ma mi hanno suggerito di chiedere al 187. Eccomi qui. Ossia nel tombino stradale arriverebbe il doppino grigio ma non la magica fibra arancione.
    08:47:28 – Servizio Clienti 187: ti invito ad effettuare la richiesta attraverso il nostro e-shop, in alternativa puoi rivolgerti al nostro servizio clienti 187

Avrei potuto scrivere “… scusi, mi sono sbagliato, questa è la chat della Casa del Formaggio perchè io credevo fosse quella del servizio clienti 187.” Ma invece penso che proverò il loro e-shop dove la “e” sta per echecazzo.

 

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Ed ora un po’ di blu invernale.

Mancherebbero 84 ore a questo scenario e ci sono ancora discreti margini di cambiamento. Tuttavia se non intervenissero cambi radicali, quel “990” sopra la Liguria e quel geopotenziale di un bel blu marino potrebbero significare una discreta sciabolata di freddo e, semmai ce ne fossero le condizioni, neve a bassa quota.

Ovviamente i siti spazzatura che Miriam si trova sul telefono hanno già iniziato a suonare la grancassa del colpo-di-coda-che-ci-ucciderà-tutti. E Miriam mi manda messaggi colmi di preoccupazione mista rabbia, perchè ormai lei vorrebbe mettere la sua manopola interiore in posizione para-estiva e con queste prospettive deve ritardare l’operazione.

Io invece non sono preoccupato del freddo in se, tantomeno della possibile neve, ma degli alberi di Basaluzzo. L’anno scorso ha fatto una gelata tardiva che ha fulminato molte gagie ed un giovane acero saccarino. Adesso non vorrei si ripetesse questa storiella.

Naturalmente va da se che i miei margini di azione sono zero e dunque aspetto con rassegnazione e cinismo gli eventi del prossimo fine settimana. E quelli che verranno la settimana dopo, perchè ormai i modelli vedono freddo ad oltranza.

Altro argomento.

L’occasione non era felice. Almeno ho rivisto oggi diversi amici che non vedevo da 20 anni, forse anche 30. Ce lo siamo abbastanza menato, tipo “oddio ma quanto sei invecchiato, perchè tu sei invecchiato un casino, io no”  E invece siamo invecchiati tutti, chi stempiato, chi ingrassato, chi mostra connotati diversi. Oltre al giropancia che è moltiplicato, la mia faccia ad esempio è incartapecorita, termine desueto che però a me suona preciso e caratterizzante come pochi altri. Sono gonfio o incartapecorito a zone alterne; la mia pancia ad esempio è gonfia, liscia e traslucida ma è circondata da due aree che invece si sono ristrette, rattrappite ed assomigliano per consistenza alla pelle di un vecchio mocassino che è stato troppo al sole. Che. Cazzo.

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Un po’ di rosso mattutino.

Clicca.

Ritengo di aver salvato almeno una decina di foto identiche a questa, ma tanto me le sono dimenticate. Ossia, invecchio. Si vedono, a cominciare da più lontano: Le Alpi, una cracia diffusa nell’aria forse da inquinamento oppure semplice foschia, il bosco peloso (come lo chiama Miriam) in livrea invernale.

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Altra neve.

Ma a New York.

Invece qui a Genova oggi è una bellissima giornata caldo-mediterranea e si sta benone. Oggi ho preso la macchina e mi avanzava una mezzoretta. Cosa fa l’italiano medio in automobile quando gli avanza una mezzoretta ? La porta a lavare. Gli spazzoloni dell’autolavaggio si sono fermati a metà, inchiodati e spenti. Forse un cortocircuito. A fatica sono riuscito a risalire in auto per toglierla da li, e mentre sto smoccolando e cerco di uscire senza infrangere gli specchi retrovisori, mi suona il telefono. E’ la Tim Rete Fissa da Roma ed un gentile funzionario mi contatta per fissare l’appuntamento per mettere la Fibra a casa. Gli ho risposto che se vuole posso programmare un appuntamento per il Marzo 2022, perchè prima di allora la fibra a casa mia non è previsto che arrivi. Dall’altra parte del telefono silenzio, l’uomo di Roma non capisce o non è settato per l’ironia. Allora gli spiego che ho già l’ADSL da qualche giorno ma non posso avere la Fibra perchè eccetera eccetera. L’uomo di Tim sembra aver capito e mi conferma che rinuncio alla Fibra. Ma mi propone di vestirmi da Peter Pan a soli 2 euro al minuto più 400 mila scatti alla risposta. No grazie, mi tengo l’ADSL senza strutto.

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La visione della Fibra da vicino.

Visto che la mia memoria è sempre più selettiva, mi appunto la complicata vicenda del telefono fisso perchè tra breve potrei dimenticarmi tutto e commettere nuovi errori. Una cronistoria.

 

  • 20 dicembre 2017. Contando sullo spirito natalizio che tutto avvolge come un gas, faccio richiesta al 187 per la fornitura di un nuovo numero telefonico. Mi chiedono se voglio la fibra, costa uguale ed è disponibile al mio indirizzo. Ma certamente, figa, voglio la fibra, mi sento proiettato verso il futuro e penso ad Elio E Le Storie Tese. ZF328 che mi parla dalla penisola della Kamchatka mi da anche il mio nuovo numero di telefono a 6 cifre come si usava negli anni 60.
  • 21 dicembre 2017. Dopo qualche cambio di data, ho l’appuntamento con il Tecnico il 12 Gennaio 2018.
  • 12 Gennaio 2018. Arriva un Tecnico con un router. Vorrebbe salire in casa ma gli dico che non ci sono neppure i fili che dalla strada portano al sottoscala condominiale e se ne va, deluso ed amareggiato, con le orecchie basse ed il router in mano.
  • Gennaio – Febbraio 2018. Contatto diverse volte il 187. Mi dicono che loro sono venuti ma li ho mandati via, sono offesi ed è solo colpa mia. Cerco di illustrare la situazione ad AA373 che mi risponde dalla Cina Meridionale ma invano. Mi dicono che verrò contattato ma i giorni passano e nessuno si fa sentire.
  • Febbraio 2018. Finalmente un Tecnico mi contatta e dopo qualche giorno si presenta in cantiere e capisce come è la situazione. Però è risentito, noi siamo stati cattivi perchè abbiamo toccato i fili originali della SIP insieme ad uno scatolotto che risale alle guerre Puniche e abbiamo messo tutto in un passo d’uomo nell’intercapedine. Non avremmo dovuto e la punizione potrebbe essere esemplare. Mi informa sulla trafila che devo fare per avere i fili da strada a sottoscala, passando attraverso l’intercapedine; richiesta preventivo alla Telecom di Pescara, dipartimento lavori stradali, sezione metà pubblico e metà privato, reparto fili. Attendo il preventivo. Arriva, accetto il preventivo. Aspetto la fattura del lavoro da eseguire. Ricevo la fattura da Pescara. Pago la fattura. Ma la Telecom non è tenuta per legge a farti arrivare i fili a casa gratuitamente ? No perchè sono cattivo. Aspetto che loro ricevano il pagamento. Chiamo due volte ma il pagamento si è perso su un conto corrente presso le Bahamas intestato al titolare di un bar per soli uomini. Trovano il pagamento e mi informano che il lavoro viene assegnato alla ditta sub appaltata. Verrò contattato dalla ditta.
  • 27 Febbraio 2018. La ditta arriva e ad un costo di circa €1.100 esegue il lavoro che consiste nel filare tre cavi telefonici per la lunghezza di circa 15 metri nelle canaline  che io ho fatto posare dalla impresa che ha ristrutturato la casa. Mi dicono però che da me NON c’è la fibra neppure a pagarla oro ed anzi mi devo rassegnare perchè arriverà tra diversi, imperscrutabili anni. Mi mettono appunto il doppino telefonico che è lo stesso che raccomandava Meucci nel suo “Manuale per avere la linea telegrafica senza che se la mangino quei topi del cazzo.”
  • 1 Marzo 2018. Adesso che ho i fili nel sottoscala condominiale, chiamo il 187. Non senza una certa difficoltà, spiego alla ignara addetta del call center che a questo punto vorrei davvero il telefono. Non sono ancora interessato a qualche offerta “parli con la cina a tre centesimi al minuto più ottomila scatti alla risposta del cinese di turno”. Mi accontenterei di una linea telefonica ma LU543 mi dice che era fissato per il 12 Gennaio ma io non ero pronto ed ho respinto l’addetto. Le racconto la trafila di Pescara, si commuove dalla periferia settentrionale di New Delhi. Mi fissa un appuntamento per l’8 di marzo.
  • 5 Marzo. Leggendo casualmente il sito web della Tim rete Fissa, scopro che il mio appuntamento è spostato al 12 Marzo e che il mio prossimo numero di telefono è inattivo da sei mesi. Io non ho fatto nulla, giuro. Chiamo il tecnico. Mi dice che la squadra che ha fatto il lavoro non ha comunicato al sistema che ha commissionato il lavoro di aver fatto il lavoro,  dunque il sistema ritiene inutile la visita della squadra successiva e blocca le operazioni mandando il loop la squadra di guastatori della TIM Rete Fissa che si aggira a bordo del Porter Piaggio rosso sul lungomare di Genova per giorni.
  • 7 Marzo. Mi arriva un SMS che mi informa che l’8 arrivano a mettermi il telefono.
  • 8 Marzo. Arriva il tecnico con il router. Sospetto che sia una trappola e gli faccio domande imbarazzanti, del tipo “ma come è fatta la fibra e quanto pesa a metro lineare” ma lui fa il pesce in barile e ad ogni buon conto gli spiego che la squadra precedente ha portato i fili nel sottoscala e lui dovrebbe collegarli ai fili già esistenti che salgono fino a casa. Capisce cosa deve fare ed ora ho telefono e ADSL. Mi da il numero di telefono nuovo che imparerò a memoria nel corso del 2019.
  • 11 Marzo. Mi arriva un SMS dalla Telecom che mi conferma l’appuntamento del tecnico per il 12 Marzo. Vado in confusione. Chiamo il numero di telefono di riferimento che era con l’SMS e dico che abbiamo già il telefono. RA849 che mi risponde da Nuuk (Groenlandia) non capisce perchè, se prima ho richiesto il telefono, adesso non lo voglio più. Insiste che i tecnici non possono essere già venuti perchè il sistema indica che devono ancora venire. Inizia a piangere, dice che sono malvagio e che odio la fibra. Le dico che ho già tutto che funziona e lei mi fa i complimenti, segnalerà la cosa al servizio operativo che i tecnici sono già venuti.
  • 12 Marzo. Verso le 8:30 del mattino mi chiama un tecnico Telecom che mi informa che stanno arrivando per mettermi il telefono. Provo a puntualizzare la situazione raccontandogli che ho già tutto funzionante e ieri avevo avvisato RA849,  ma insistono. Avviso Miriam che sta facendo un corso per imparare a far funzionare il nuovo citofono digitale, Miriam va a casa. Arriva il tecnico. E’ venuto per mettere la fibra, ma deve assegnarmi il numero che mi era stato dato il 2o Dicembre 2017, perchè quella è la mia richiesta originaria. Lui è programmato per darmi, con le buone o con le cattive,  quel numero legato alla fibra, e se io la accetto, devo disdire il numero senza fibra che ho da una settimana mandando un FAX allegorico ad un numero verde, perchè io avevo richiesto la fibra con la quale è associato quel numero ed il processo iniziato il 20 Dicembre 2017 non si può fermare. Gli dico che dei suoi colleghi sobri mi hanno detto che nella mia strada non c’è la fibra. Lui dice che nel mio cassetto, due strade lontano, c’è la fibra ma ammette di non sapere se arriva fino nella mia strada. Allora, gli dico, cosa belino mi mette la fibra in casa che poi non c’è in strada, dove cazzo vado a telefonare, a 200 metri da casa ? Miriam assiste alle telefonate muta e si sente male. Teme che con questa operazione rimarremo per sei mesi senza telefono, luce, gas e acqua perchè tutto si rifà alla mia richiesta del 20 Dicembre che non si può cancellare. Ci vorrebbe un DPR o un decreto attuativo del governo per cancellare la mia richiesta, oltre al FAX. Alla fine decido e comunico al Tecnico che non voglio la Fibra, perchè comunque non c’è, e che voglio mantenere il mio nuovo (quello vecchio) numero di telefono. Deluso per il viaggio a vuoto, il tecnico propone di vendermi l’Enciclopedia del Telefono Senza Fili ma declino l’offerta. Dopo circa 10 minuti ricevo una telefonata da Roma, nella quale un tecnico che parla come Thomas Milian mi chiede di confermare la mia disdetta al servizio fibra che avevo richiesto il 20 Dicembre 2017. Non sono malvagio, gli dico, e che proprio la fibra non c’è. L’addetto dichiara di aver compreso il problema e di attivarsi in modo che nel giro di qualche giorno avrò acquistato il pacchetto di maggioranza della Telecom e lo pagherò in buoni pasto.

Solo le ore 20 di Martedì 12 Marzo 2018 ed al momento sia il telefono che il servizio ADSL funzionano. Domani è un altro giorno, si vedrà.

Aggiornamento sulle webcam (che poi e quello che veramente conta).

La ex Righicam 2, quella di Levante, è stata mandata in Germania alla casa madre. Sono in attesa di notizie. Oggi approfittando della giornata di sole, sono salito sul tetto ed ho tolto le altre due ex, quella di centro e quella di ponente. Dalla prima sono usciti diversi ragnetti che avevano colonizzato il supporto, mentre dal  cavo di rete sono usciti diversi ettolitri di acqua. Ho provato a farla funzionare con un collegamento diretto sul router (si, quello della TIM Rete Fissa di cui sopra) ma il POE restituisce un orrifico lampeggio rosso che corrisponde ad un errore di corto circuito, dunque sembra avere lo stesso problema della sorella di Levante. Non ho ancora testato la decana delle ex Righicam, quella di Ponente, che quando l’ho spenta funzionava ancora. Non ha il POE bensì un sistema di alimentazione più arcaico, ci penserò i prossimi giorni.

Insomma, alla fine della fiera, due webcam fulminate nel giro di pochi giorni; mi viene il sospetto che ci sia stata qualche tempesta magnetica congiuntamente ad  uno sbalzo asincrono bipolar-cazzo-ne-so di corrente in conseguenza del quale si sia cagionato lo stesso danno su entrambe le webcam. Seguiranno aggiornamenti.

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Tracima, tracima.

Tracima, tracima. Una trentina di millimetri dopo altra pioggia ed un po’ di neve e la Pozzanghera è a tappo e l’acqua esce lievemente dal tubo del troppo pieno. E’ sempre bello vederlo.

Questa è pescata da Facebook, me l’ero completamente dimenticata e molto probabilmente l’ho già mostrata su queste pagine. Su facebook avevo (ho ancora) la pagina delle Righicam, che ho creato senza sapere cosa stessi facendo e dopo ho sempre trascurato perchè non sapevo a cosa potesse servire. Però in questi ultimi giorni due persone hanno scritto dei commenti sulla “chiusura” e dunque mi è arrivato un messaggio che sono andato a vedere ed è spuntato questo banner.

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Ho il telefono nella nuova abitazione.

Un successo. Dopo aver percorso tutti gli stadi di burocrazia delle Telecom, oppure Tim rete Fissa, parlato con tecnici di Pescara, ditte di Milano, aborigeni Australiani ed il servizio 187,  quest’ultimo abitato da persone sobrie ma anche dall’altissimo contenuto alcolico, gente simpatica, antipatica, competente o caccia-balle.

Oggi un tecnico preparato e cortese ha collegato un paio di fili nel sottoscala, attivato il mio nuovo numero di telefono e portato con se un Router che sembra della Giochi Preziosi, ma per il momento funziona ed è già predisposto per il servizio fibra che arriverà nel 2025. Secondo quanto dice il sito web della Tim, il mio nuovo numero è scollegato da sei mesi. Ho allora telefonato al 187 e la tipa che mi ha risposto inizialmente non trovava il mio nome, ne’ il mio codice fiscale, ne’ il mio indirizzo e tantomeno il mio numero di telefono nuovo. Le ho detto che, tanto per cominciare, io esisto, e poi un minuto prima avevo chiamato casa e mi aveva risposto una che diceva di essere mia moglie, ne imitava benissimo la voce, pertanto assumevo che il mio numero nuovo funzionava e che, al contrario, il suo computer era di una marca clonata e con un sistema operativo obsoleto, perchè io esisto ed il mio numero è funzionante.

Alla fine ci siamo chiariti; io esisto ma solo nel mondo immaginario che segue parallelamente il corso della storia, senza mai toccarla. Nel frattempo scopro che per disdire la linea telefonica vecchia del Righi devo chiamare il 187, ma prima vestirmi come un boscimano ed intonare una canzone rituale con la quale devo azzeccare una sequenza di note tali da far attivare telefonicamente il servizio di dismissione numero telefonico, un processo che richiede due mesi di tempo e diverse droghe allucinogene per parlare la lingua dei boscimani. Altrimenti devo mandare un FAX, che non ricordo più come si fa, e meno male che non devo mandare un telex o un cablogramma o dei segnali di fumo, fumo che esce dalle mie balle.

Questi sono i cavi di rete, lato router, che collegavano le Righicam Levante e Centro. Oggi ho iniziato a smantellare il groviglio di fili e di cavi che hanno consentito per circa 12 anni alle Righicam di trasmettere le foto su Internet.  Sono un reperto che penso conserverò, anzi, potrei marciarci sopra pubblicando foto del gruppo di continuità, delle canaline, delle viti ed infine creare il Mausoleo delle Righicam, farmi pagare profumatamente per accogliere i visitatori da tutto il mondo che vogliono vedere questi cimeli. Ci devo pensare.

Il Caos Sotto la scrivania del Righi

Altro argomento più meteo.

Un accenno di tromba marina sopra Sampierdarena. Clicca

 

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Chiusa anche la Righicam Ponente.

Annunciato sulla home page, cancellati i files delle immagini 24 ore, non guadagnerò più i milioni di dollari che facevo grazie alle pubblicità pornografiche embedded nelle immagini di Genova. La storia delle Righicam si chiude definitivamente.

Invece le Basacam preseguono nella attività divulgativa delle bellezze locali. La Pozzanghera, con le sue acque chiare e cristalline di inusuale bellezza, si è quasi scongelata e la neve nelle radure attorno si scioglie nella migliore tradizione mediterranea.

 

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Dove siamo finiti ?

Ovviamente non parlo della politica pur essendo, oggi, il lunedì dopo elezioni. Non è questo il luogo deputato a discutere di queste cose e poi non siamo finiti da nessuna parte, ci siamo già da anni. Piuttosto mi riferisco, brevemente, al mio nucleo famigliare. Il trasloco è terminato. Siamo stati accolti nella nuova magione da 4 giorni di pioggia, vento, gelo e neve continua. Io lo trovo di buon auspicio; adoro le giornate piovose e nevose e ventose come d’inverno dovrebbe sempre fare, per contro mi addolorano gli inverni secchi e tiepidi. E se la Primavera deve fare pioggia, che la faccia perchè è il salvacondotto per una estate normale. Miriam non è di questa opinione ma ha inserito la modalità <lamento invernale>.

Qui non sentiamo cantare le civette, ma i gabbiani. I primi che abbiamo sentito nel cuore della notte sembravano bambini che hanno appena messo una manina nell’acqua bollente mentre un medico gli fa una iniezione ed un altro gli scopre il prepuzio per vedere se il frenulo resiste bene alle tensioni. Insomma sembravano grida strazianti da film dell’orrore. Poi, con l’abitudine, tengono compagnia e tutto sommato li troviamo simpatici. Ce ne sono tre sul tetto di fronte che in questi giorni credo stiano accoppiandosi. Non so perchè siano in tre, ma sono cazzacci loro. Oltre alla fauna locale, ci sono altre sostanziali differenze, ma tutto sommato il cambio ha più aspetti positivi che negativi. Anche qui le strade sono tenute abbastanza alla cazzo, ma non come sul Righi, adesso ridotto ad una discarica.

Questa è una parte della vista che potrebbe interessare una webcam. Passata la tempesta siamo stati omaggiati di questo tramonto. Questa esatta inquadratura non andrebbe bene, ci devo studiare. Devo prima superare una certa dose di difficoltà tecniche, non ultima la disponibilità di un servizio telefonico fisso che ad oggi non ho ancora causa l’incontro con tutte le difficolta citate nel manuale “Avere la Linea fissa in un paese in via di sviluppo” con la differenza che noi forse non ci stiamo più sviluppando, ma anzi stiamo facendo “immensi passi indietro da gigante” (cit.).

 

Intanto ho salvato questa foto di Rapallo ed il golfo del Tigullio con la neve.  Non si sa mai, stante il trend climatico generale, potrebbe essere l’ultima volta che nevica a Rapallo nel corso della vita della webcam e magari anche della mia.

Clicca

Anche questa è una delle varie foto che ho salvato sul telefono. In questi ultimi giorni ho passato diversi momenti di blackout. Notturno della Pozzanghera con ghiaccio e luna. Chissà le carpe.

Adesso devo trovare il tempo e la voglia per modificare la home page di stefanome.it. Non ho ancora chiaro cosa voglio fare, probabilmente aggiungerò dei link di qualche sito porno al posto delle foto delle ex Righicam.

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La neve di primavera.

Ed anche il ghiaccio. Ecco una collezione di foto delle webcam. Se dovesse continuare a nevicare ne arriveranno altre, fino a saturazione di tutti i server di World Press nel pianeta.

I ghiccioli della Brignole cam

La Pozzanghera in notturna con neve. Clicca

La neve fa bene alle pianure. Punto. Non mi spiego l’atollo di neve sul ghiccio, che rimane un po’ li, cambia dimensione e forma e poi sparisce. Clicca

Se clicchi qui, non succede nulla di particolare.

Ed ora ecco il solito accenno polemico e risentito, da primo della classe,  sulla enorme dose di cazzate che ho sentito e letto in giro su questa botta di freddo. Molti (non tutti) nostri venditori di notizie sono ormai peggio degli analoghi americani meteo catastrofisti locali. Con la differenza che i nostrani sono molto meno preparati ed oltre a lanciare allarmi ed anatemi, dicono inesattezze e cazzate totali, o meglio non sanno di cosa stanno parlando.

 

 

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