
Mancherebbero 84 ore a questo scenario e ci sono ancora discreti margini di cambiamento. Tuttavia se non intervenissero cambi radicali, quel “990” sopra la Liguria e quel geopotenziale di un bel blu marino potrebbero significare una discreta sciabolata di freddo e, semmai ce ne fossero le condizioni, neve a bassa quota.
Ovviamente i siti spazzatura che Miriam si trova sul telefono hanno già iniziato a suonare la grancassa del colpo-di-coda-che-ci-ucciderà-tutti. E Miriam mi manda messaggi colmi di preoccupazione mista rabbia, perchè ormai lei vorrebbe mettere la sua manopola interiore in posizione para-estiva e con queste prospettive deve ritardare l’operazione.
Io invece non sono preoccupato del freddo in se, tantomeno della possibile neve, ma degli alberi di Basaluzzo. L’anno scorso ha fatto una gelata tardiva che ha fulminato molte gagie ed un giovane acero saccarino. Adesso non vorrei si ripetesse questa storiella.
Naturalmente va da se che i miei margini di azione sono zero e dunque aspetto con rassegnazione e cinismo gli eventi del prossimo fine settimana. E quelli che verranno la settimana dopo, perchè ormai i modelli vedono freddo ad oltranza.
Altro argomento.
L’occasione non era felice. Almeno ho rivisto oggi diversi amici che non vedevo da 20 anni, forse anche 30. Ce lo siamo abbastanza menato, tipo “oddio ma quanto sei invecchiato, perchè tu sei invecchiato un casino, io no” E invece siamo invecchiati tutti, chi stempiato, chi ingrassato, chi mostra connotati diversi. Oltre al giropancia che è moltiplicato, la mia faccia ad esempio è incartapecorita, termine desueto che però a me suona preciso e caratterizzante come pochi altri. Sono gonfio o incartapecorito a zone alterne; la mia pancia ad esempio è gonfia, liscia e traslucida ma è circondata da due aree che invece si sono ristrette, rattrappite ed assomigliano per consistenza alla pelle di un vecchio mocassino che è stato troppo al sole. Che. Cazzo.