

Giorni di temporali ed acquazzoni, virghe ovunque. A Basaluzzo un paio di millimetri scarsi.
Foto inesistenti sul server delle immagini genovesi. A turno scompaiono le immagini di Rapallo, del Lido, di Brignole.

Ad una approfondita analisi del problema, posso dire che non ho capito una fava ma non dipende da me, è Aruba che da i numeri. Provando via FTP, non mi fa accedere alle directory, dunque non ci riescono neppure le webcam ed in più chissà se nel frattempo mi sta clonando la carta di credito e sta acquistando un set di posate da 24 persone in corna di cervo.
Adesso proverò a contattare il customer care e vedo se riesco a parlare con un essere umano e se mi danno retta.
UPDATE.
Quelli di Aruba sono stati molto rapidi, sia prima al telefono e poi dopo con la segnalazione via modulo on line. C’era qualche forma di trombino ostruente o disallineamento della cervicale portale ma adesso sembra tutto risolto.

Una cinquantina di litri per metro quadrato di Pozzanghera e piante circostanti nella seconda metà di Luglio è materiale per una bella erezione meteorologica con orgasmo pluviale.
Invece a Genova verso le sette di sera è arrivata una sventolata durata 10 minuti, da ovest, probabilmente un grosso cumulo che si è smontato facendo cadere al suolo tutta la colonna di aria fredda e pioggia. Downburst, ecco come si chiama.
Dopo aver mostrato una certa competenza in questa fulminea ed improvvisa dissertazione, il mio ego si è gonfiato di qualche frazione di millibar ma per la tranquillità del bilancio antropico universale, adesso mi sento già la merdetta di sempre.
Dopo 7 mesi passati respingendo i ripetuti attacchi telefonici di commerciali TIM che mi hanno tartassato i maroni proponendomi un fibra che non c’era, qualche giorno fa dei tecnici hanno passato effettivamente dei cavi di fibra nella mia strada ed oggi è arrivato un tecnico in casa che ha avviato il servizio.
Però;
Insomma, per le strade stanno facendo passare canaline, tubazioni, cavi di fibra ottica. In osservanza a norme vigenti ho passato fibre ottiche in tutta la casa, in tutto il condominio, poi arriva il tecnico che sembra sia il futuro in linea, e mi aumenta la velocità premendo dei bottoni nell’armadietto che c’è in una strada a pochi passi da casa.
Ed inoltre.
Sono sempre più convinto che Via De Gasperi e via Righetti dovrebbero essere presidiati dai vigili costantemente. Talvolta ci sono, ma troppo raramente. Oggi sono stato superato da due maxi-scooter che andavano ad una velocità abnorme rispetto al carattere urbano delle strade in questione. Questi due imbecilli, e tutti quelli come loro, dovrebbero essere interdetti alla guida di qualsiasi veicolo a motore per molto tempo. Ovviamente li ho ritrovati al semaforo, ed ho avuto modo di osservarne il volto. L’impressione che mi hanno dato è proprio quella di un tizio che guida ad una velocità che è inversamente proporzionale al numero di neuroni disponibili per poter affermare di essere autocoscienti.
Ma a Basaluzzo piove.
E me ne strapazzo la ciolla di coloro che possono lamentarsi del fatto che non c’è il sole. Questa pioggia, guardando al mio orticello, arriva al momento giusto, manna per i miei alberi, centimetri per la cisterna di raccolta della piovana, centimetri – spero – per la Pozzanghera.
Infine.
Dal vivo era molto bello; un temporale con un moderato rovescio di pioggia che evidenziava i diversi profili dei rilievi facenti parte del gruppo del Beigua. Questo è quanto di meglio sono riuscito a fare. Una foto che fa cagare.

Qui no.
Mentre in riviera si inebriano con temporali a ripetizione, qui a Basaluzzo il clima è ottimo ma se qualche goccia venisse non mi dispiacerebbe. Anche in pianura ci sono temporali che fanno scorribande ovunque, tranne nel buco basso alessandrino, caldo e secco.
Mi segno che. Oggi ho tagliato l’erba del pratone, ed è la terza volta nel 2018. Buon segno. Il pratone è quello che periodicamente mi costringe a mandare a fanculo coloro che mi dicono “… potresti farci una buca da golf!” ben sapendo che non gioco a golf, mi fa cagare e non intendo iniziare. Guidando il trattore ho fatto scappare milioni di grilli, temo che non pochi siano rimasti nella fresa, ora sono concime. Mentre sollevavo nugoli di insetti, sono stato circondato da una pattuglia di rondini e da due altri pennuti molto colorati; credo tutti si siano ingozzati di cibo. Passavano a volo radente, non più di un metro sopra il suolo, a velocità sostenuta, immagino per prendere al volo i grilli durante il loro brevissimo salto allungato. Dopo un’ora circa e molte catture, se ne sono andati tutti. Probabilmente a cercare un Alka Seltzer se non a vomitare nel bosco.
Riepilogo. Ho circa 15 punture di insetti accumulate in circa 10 giorni. In almeno tre posti mi sono grattato a sangue ed ora ho delle croste che bruciano e prudono. Applico il contenuto di un tubetto che contiene un preparato di aloe e ammoniaca che dovrebbe far passare il prurito. O forse puzza e basta.
Potrei risalire all’autore di questa frase, risalente al 1964 circa. Ho letto il nome e l’ho dimenticato all’stante, ma la frase mi ha colpito. Qui su queste paginette parlo della Pozzanghera e di pochi altri argomenti molto personali e di nessun interesse. Infatti non voglio imbarcarmi in qualche dissertazione su come va il mondo, l’Italia, Genova e coloro che ci abitano. In via ironica affermo che tifo per l’estinzione di massa, ma è chiaro che è una provocazione infantile, l’analisi per arrivare ad una conclusione del genere non è stata fatta e dunque l’affermazione, fosse sincera, sarebbe segno di molta superficialità e qualunquismo.
Sono assiduo frequentatore di facebook da cui attingo informazioni che mi possono interessare partecipando a gruppi e seguendo testate di informazioni. E, incidentalmente, sparando cazzate con amici. Ne ho meno di 100 e questo rappresenta un sintomo di misoginia, almeno secondo i parametri dei “social networks”.
Per venire alla frase vigolettata, secondo me è la sintesi di quello che involontariamente vedo e leggo su Facebook. Pur avendo eliminato amicizie di persone che propugnavano idee malate su politica e società, ne ho mantenute alcune che mi permettono, direttamente e indirettamente, di avere una finestra aperta su quello che la massa, più o meno nuda, pensa.
Ho il sospetto che chi formula il proprio vivere sociale su questi precetti, avrebbe bisogno di una ben più intensa e sana attività sessuale, dovrebbe smettere di bere e fumare roba cattiva, dovrebbe cercare di frequentare gente più evoluta.
Basta, finisco qui. A me questo post serve per ricordarmi la frase.
Sono certo di aver pubblicato qualcosa di identico la scorsa estate, o quella ancora prima. Basaluzzo; siamo in estate e di giorno fa molto caldo, almeno per me. Ormai le massime si sono definitivamente alzate di 2-3 gradi rispetto a quelle di una ventina di anni fa. Comunque sia il caldo giornaliero fa coppia con un bel freschino notturno.

L’umidità relativa di conseguenza sale di notte, senza raggiungere il punto di rugiada apparentemente, ma in effetti la mattina il prato è bagnaticcio, buon segno ed ottima cosa. Quanto dico è per lasciare ai posteri il fatto che ho qualche nozione di fisica dell’atmosfera e meteorologia. Nozioni superficiali che talvolta esondano in dissertazioni totalmente assunte e senza una base accademica. Insomma simil-pelle.
Queste condizioni si hanno quando Basaluzzo si trova nella parte orientale della sella anticiclonica, sia essa di matrice oceanica che africana. Tra qualche giorno il promontorio si sposterà verso oriente ed allora saranno cazzi. Caldo afoso, escursione termica ridotta, sofferenza pura. Io che di giorno chiudo tutte le finestre per non fare entrare il caldo e di notte le apro per fare entrare il fresco relativo notturno. Miriam che contrasta entrambe le azioni con scuse fumose, ma lei va a dormire prima di me e quando dorme potrei buttare giù un muro che lei non lo sentirebbe. Insomma, regime estivo con diverse visioni della temperatura attesa.
Faccio il punto, ecco che la mia dissertazione prosegue raggiungendo punti di noia elevati.

Adesso: la lingua maledetta di caldo investe soprattutto la penisola Iberica. Dove siamo noi l’aria arriva da nord-qualcosa, calda ma senza eccessi.

Tra 96 ore, sabato. Previsioni molto più aleatorie, ma se si avverano ecco che siamo nel mezzo della lingua rossa. Vento zero, accumulo di umidità, pessimismo e fastidio.

Questa mappa invece è a +180 ore, insomma il lancio dei dati in modalità salcazzo. Se però si avverasse sarebbe una decisa simulazione del tempo tardo estivo, quasi autunnale. I giornali annuncerebbero cataclismi e tragedie perchè potrebbe fare temporali estesi, violenti. O forse no perchè a 180 ore di distanza i modelli producono mappe astratte. Si vedrà.
Un campo di Crepis Setosa Haller f. oppure Podospermum Lacinatium. Ma potrebbero essere diverse altre specie vegetali che sulla app non vengono presi in considerazione. In termini più grezzi, fiorellini gialli che come conclusione del proprio ciclo riproduttivo mettono in mostra i semi, pronti ad essere portati in giro per il pianeta dal vento. A metà campo si vedono i Pioppi Cipressini, uno degli esperimenti meno riusciti della mia pulsione a mettere alberi a terra ed alcune acacie, esperimento ancora in corso di avvio che però lascia sperare in un attecchimento migliore. Dietro, un campo di un vicino che lascia perlopiù incolto. Quando acquistai casa lo contattai per chiedergli se era interessato a vendermelo. Mi sparò un prezzo a metro quadro simile a quello di un appartamento in via Montenapoleone a Milano, o la 5th Avenue sopra il Parco a New York. Mentre scattavo questa foto sono stato visitato da diversi insetti che non sono stato in grado di riconoscere perchè a parte api vespe e zanzare, tutti gli altri conosco poco. Tutti quelli che fanno rumore e sono grossi appartengono alla famiglia dei burdiglioni, o citroni. Mia classificazione personale.
Il Brugneto in questi ultimi due giorni ha prodotto bei cumuli temporaleschi. Non riescono ad arrivare nelle colline, ma sono belli da vedere. E la quattrocentesima volta che pubblico la foto del temporale sull’Appennino, uno uguale all’altro, e dico le stesse stronzate.