Gina, ‘tacca’l fax!

currentrap

Messaggio agli utenti

Rapacam ferma e, come spesso accade, qualcosa si blocca nel cuore della notte perchè nel cuore della notte ENEL e/o TELECOM fanno dei lavori che provocano oscillazioni nella qualità del servizio e – ZAC – la linea si interrompe.

Ho già detto quanto sopra cento volte e tutte le volte devo aggiungere che mi sto inventando tutto, so ‘na sega del perchè saltuariamente la Rapacam non riesce più a trasmettere. Il messaggio di scuse è on line, questa volta con un briciolo di pragmatismo e sincerità che, nel mondo popolato da ipocrite facce da culo, non fa mai male.

Ah, dimenticavo; la frase “gina, tacca l fax” era pronunciata ad altissimo volume da qualcuno di una azienda del Bresciano quando tirava su la cornetta del telefono e sentiva il classico fischio del fax. Costui rispondeva al centralino e lo faceva in modo molto professionale con voce educata e priva di accento, poi sentiva il fischio e non immaginava che qualcuno fosse all’ascolto e dunque veniva fuori liberamente la sua natura e urlava la frase con un fortissimo accendo che sembrava Gene Gnocchi quando faceva il cronista Rubagotti in Mai Dire Gol.

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Beh ?

Eclissi bagone ?

Eclissi bagone ?

Ci scusiamo del disagio per colpa di un qualche insetto che sta oscurando parte della visuale. Spero se ne vada da solo, oppure sarà peggio per lui quando torno a casa.

PS. Cosa avevo detto ? Ecco il grafico degli accessi prima, durante e dopo aver pubblicato una foto che ritrae un seno nudo.

Seno, coseno e cotangente.

Seno, coseno e cotangente.

 

PPS: il bagone sulla lente della Righicam Ponente se n’è andato.

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Martedì.

Il potere di adesso” è il titolo di un libro scritto da un tedesco che dopo una vita di depressione una notte scoprì che il segreto per vivere sereno era non pensare al futuro, ma concentrarsi sul momento che uno sta vivendo. Ossia, io in questo istante sto scrivendo delle cazzate inutili e di nessun interesse al mondo e di tanto dovrei essere sereno e felice.

C’è del vero e del saggio in quanto scrive Tolle (il nome del tedesco dei neo vincitori della coppa del mondo di pallone) Se mi concentro sui bombardamenti a Gaza o sull’epidemia di ebola in Alto Volta scommetto che io sono estremamente felice. Ma vallo a dire a dei circuiti neuronali del cazzo che non funzionano e ti rendono la vita difficilissima facendoti, in più, scendere l’autostima a zero perchè è oggettiva la mia condizione di beneficio rispetto a qualche miliardo di individui della mia specie che in questo vero istante e per il resto della loro vita se la passeranno malissimo.

Martedì è meglio di Lunedì, almeno nel mio mondo di umore artificiale. E per dare un senso a questo post, pubblico una bella foto di un amico che non conosco personalmente ma con il quale ogni tanto scambiamo impressioni e foto, da anni.

arcobaleno 1

In Liguria abbiamo arcobaleni a cielo sereno. Non abbiamo gli occhi per piangere ma le nostre verdi valli dell’entroterra quando non sono pelose invernali sono verdissime estive, come in questa foto. Ovviamente la pioggia ha prodotto l’arcobaleno e le nuvole producono la pioggia, ma in questa foto per una combinazione di geometrie il cielo sembra completamente sereno ed ovviamente non lo era. Grazie Roberto.

Qualche sera fa ero ad una reception (non vuol dire una sega, leggasi matrimonio). Ho intravisto tre persone, un amico e due conoscenti che parlottavano tra di loro. Ho messo su la faccia beota con il sorriso modello “ehi amici come butta” e mi sono diretto verso di loro pronto ad aggiungere forzatamente la mia presenza. Non che loro ne sentissero il bisogno, ma in queste occasioni si fa così. Ci sono dei nuclei di condensazione sociale che si formano casualmente e se uno non nasce con l’attitudine a fare da nucleo di condensazione, deve unirsi a qualche gruppo già formato altrimenti la sua carica elettrica non gli consentirà di scambiare una sola parola per tutta la serata. Mentre però mi avvicinavo al trio, ho captato uno stralcio di conversazione: “… ho giocato 4 punti sotto fino alla quindici ma poi sono finito fuori dal driveway e allora…”

Ed allora, senza cambiare la mia espressione beota,  ho virato di pochi gradi, quanti ne bastavano per sfilare vicino a loro e dirigermi verso il tavolo del buffet. Era una scelta obbligata.  Io non gioco a Golf e dunque sono escluso da qualsivoglia gruppo di persone che tra di loro parlano di Golf. Quando due golfisti si trovano, parlano solo di Golf e si capisce che il 100% delle loro attività neuronali in quel momento sono focalizzate nel parlare di Golf, lo vedi dalla loro espressione, gli occhi dilatati, il fiato corto. E se provi ad introdurti nella conversazione potresti anche avere una scollatura vertiginosa e due tette da capogiro, ma non riuscirai mai ad interrompere la discussione golfistica. Puoi anche presentarti dicendo “mi avanza un milione di euro che regalo al primo di voi stronzi che mi rivolge la parola” ma otterrai solo sguardi di antipatia mentre i due discutono su come cazzo hanno fatto il loro strafottutissimo approccio alla buca numero 69.

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Lunedì.

Buio abbastanza pesto come spesso capita il Lunedì, e solo per questioni chimiche. Fanculo, va’. Tra le cose che riesco a fare perchè non c’è opposizione neuronale, spiccano queste cazzate.

Concetto già espresso precedentemente.

Concetto già espresso precedentemente.

A proposito di deja vu (ci dev’essere un accento da qualche parte) ecco qui.

nuvolone

Era quel temporale di qualche giorno fa, questa foto un po’ migliore delle altre fatte con il telefono.

nuvolone2

Ecco, ne ho ancora 82 dello stesso soggetto e poi ho finito.

A conclusione di una giornata grigia, la ginnastica è stata disturbata dal felino rompiscatole che ha occupato il materassino sul quale mi muovo a fatica tutti i lunedì tardo pomeriggio. La bestia si è persino sistemata sulla mia pancia in occasione degli esercizi da sdraiato, facendo le fusa e la “pasta” con le zampe.

gattr

E non se n’è ancora andato alle 19:25, evidentemente gli piace dormire li, nel cortile e sul materassino

 

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Contrasto & luminosità.

mattina

Questa è la solita foto delle colline di Novi Ligure al mattino viste da Basaluzzo. Non è la prima che pubblico e non sarà l’ultima. (se questo provoca a qualcuno noia o depressione non sono fatti miei)

Qui è un po’ migliore – forse – ma ho dovuto incrementare la saturazione, oppure diminuire la ritorsione o mag-nichifare il flussostato bitonale.

due

Anche questo è un risultato mediocre, anche meno. Dal vivo era molto più bello. I colori erano più carichi, il cielo era magnifico con le sue nuvole appena sfiorate dal primo sole mattutino. Ma non riesco a far fare alla macchina fotografica quello che vorrei, o sovraespongo il cielo o sottoespongo il terreno, mai che riesca a fare le cose per bene.

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La solita zuppa.

Fangosa. La Pfm dopo i tue temporali si è un po’ rimpinguata di acqua e la vegetazione aumenta prepotentemente la propria presenza con specie acquatiche (credo).

pfmluglio

Intanto le pecore hanno rasato per bene il prato.

prato

E le minilepri ringraziano per le piogge recenti.

minile

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Tette.

Prima che un fulmine di questo temporale che sta arrivando mi colpisca , voglio fare qualcosa che tutti i maschi eterosessuali gestori di un blog prima o poi sono tenuti a fare per una serie di ragioni che qui non sto ad elencare. Clichè, stereotipi e soprattutto il fatto che le Tette esercitano una azione irresistibile sul maschio e gli accessi si moltiplicano.

Tette.

Tette.

Ora il diluvio può cominciare.

bricurrent

current1

bricurrent (1)

… e per concludere la sequenza, ecco qui:

bricurrent (2)

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Cumulonembo

Il cumulonembo (abbreviazione Cb), al plurale cumulinembi, è una nube a sviluppo verticale che si sviluppa in condizioni di instabilità atmosferica; è la più spettacolare e imponente tra le nubi. http://it.wikipedia.org/wiki/Cumulonembo

“Una nube a sviluppo che si sviluppa” suona abbastanza orrendo, ma questo cumulonembo savonese era particolarmente spettacolare:

pon_21

Mentre con molta fatica mi trastullo per riuscire a raggiungere una qualche forma di stabilità di funzionamento dei miei ricettori dopa-sensibili, il tempo estivo versione 2014 mostra caratteristiche insolite. Ma Basaluzzo è verdissima e questo mi basta; in sintesi, la quintessenza dell’espressione “badare solo al proprio orticello”.

Per il resto nulla o poco da segnalare. O meglio, il concetto di “poco” già di per se soggettivo, viene ulteriormente esasperato da fattori chimici con il risultato che se anche avessi scalato l’Everest, avrei provato la stessa emozione di star seduto su una sedia fissando un muro vuoto. Però ormai riesco a dissimulare molto bene il mio stato recando – credo – ben poco disturbo alle persone che mi circondano, inoltre devo segnalare che la funzionalità “ironia” per ragioni che non conosco è quasi sempre attivata, e percepisco che l’ironia svolge sul mio umore la funzione delle gocce di Olio Gomenolato nel naso quando si ha il raffreddore.

wham

C’è anche questa foto da cellulare del nuvolone di ieri. Il Savonese sconvolto dalla caduta di un meteorite, l’inizio dell’estinzione della vita sul pianeta, o almeno nel ponente ligure.

nuvolone2

wham2

PS. Aggiungo questa foto senza nessun tipo di commento:

gatto

PS2. Oggi sono stato in un ascensore. Prima di me dev’esserci stato un cane. Morto, a giudicare dall’esagerato odore, ho dunque immaginato una signora anziana che da qualche settimana si trascina al guinzaglio il cadavere del cane morto circondato da un nugulo di mosche, però lei non se ne è accorta perchè ci vede poco. Anche il marito non se ne è reso conto ma perchè dorme in salotto, da circa un anno, probabilmente è deceduto pure lui. Oddio che storia triste.

PS3. La cucina italiana vista dagli stranieri.

Poutaneska. Ci sarà qualcosa di polacco. Con il pollo ed il file a la cream è inquietante. E poi spaghetti con la pizza, un must.

Poutaneska. Ci sarà qualcosa di polacco. Con il pollo ed il file a la cream è inquietante. E poi spaghetti con la pizza, un must.

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Brutte notizie; gli Olmi.

Si forma una macchia scura nel centro

Si forma una macchia scura nel centro

Poi si forma un buco.

Poi si forma un buco.

 

Infine il buco si allarga e la pianta è condannata.

Infine il buco si allarga e la pianta è condannata.

Invero la pianta è condannata prima che si formi il buco. Ho abbattuto tre olmi che stavano completamente seccando e si vede il progredire del danno provocato da insetti che iniziano a mangiarsi la pianta dalle radici, oppure dai rami a seconda dello stadio di sviluppo dell’insetto. Almeno così ho letto. Tagliare gli alberi colpiti non serve a fermare la malattia che si propaga senza che ad oggi si siano trovati metodi per fermare il contagio. Gli olmi stanno morendo sistematicamente in tutto il Piemonte meridionale ma credo anche nel resto dell’Europa. Nei buchi c’era liquido pieno di materiale organico, credo la linfa che si accumula nella cavità con le segatura e le deiezioni degli insetti. Tristezza, nel mio bosco ci sono molti olmi e si stanno formando delle zone con solo arbusti e sterpaglie. Ho messo qualche giovane pianta di altre specie ma è un lavoro costoso ed inutile, i vuoti lasciati dagli olmi spero saranno riempiti da altri alberi che crescono abbondanti nella zona, querce e robinie; queste per il momento non sono attaccate dalla malattia delgi olmi.

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Il consulente bio…

… scatta foto bellissime di animali che frequentano il reame basaluzzese.

Una mini-lepre, anche un mini coniglio, dipende.

Una mini-lepre, ma anche un mini coniglio, dipende.

Non ho ancora chiaro se questo è un coniglietto inselvatichito o una mini lepre come taluni chiamano questo roditore che si lascia avvicinare abbastanza da vicino.

Colombaccio

Colombaccio

Questo ha fatto il nido in un pero di fronte a casa,  ad altezza uomo, immagino che quando ha costruito il nido non abbia considerato la nostra presenza. Credo si sia pentito ed ora quando inevitabilmente gli passiamo vicino sembra che sbarri gli occhi senza neppure muovere le palpebre.

Ma perchè hai fatto il nido proprio a 3 metri dalla porta di casa ?

Ma perchè hai fatto il nido proprio a 3 metri dalla porta di casa ?

Questa sotto invece è una tortora africana, ossia una tortora originale, non le patacche nostrane che si sono ingrigite ed imborghersite.

Tortora Africana

Tortora Africana

L’ennesimo pennuto che ogni anni si fa qualche migliaia di km in volo per arrivare a Basaluzzo dai monti dell’Atlante, poi a Settembre se ne torna a casa.

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