Martedì.

Il potere di adesso” è il titolo di un libro scritto da un tedesco che dopo una vita di depressione una notte scoprì che il segreto per vivere sereno era non pensare al futuro, ma concentrarsi sul momento che uno sta vivendo. Ossia, io in questo istante sto scrivendo delle cazzate inutili e di nessun interesse al mondo e di tanto dovrei essere sereno e felice.

C’è del vero e del saggio in quanto scrive Tolle (il nome del tedesco dei neo vincitori della coppa del mondo di pallone) Se mi concentro sui bombardamenti a Gaza o sull’epidemia di ebola in Alto Volta scommetto che io sono estremamente felice. Ma vallo a dire a dei circuiti neuronali del cazzo che non funzionano e ti rendono la vita difficilissima facendoti, in più, scendere l’autostima a zero perchè è oggettiva la mia condizione di beneficio rispetto a qualche miliardo di individui della mia specie che in questo vero istante e per il resto della loro vita se la passeranno malissimo.

Martedì è meglio di Lunedì, almeno nel mio mondo di umore artificiale. E per dare un senso a questo post, pubblico una bella foto di un amico che non conosco personalmente ma con il quale ogni tanto scambiamo impressioni e foto, da anni.

arcobaleno 1

In Liguria abbiamo arcobaleni a cielo sereno. Non abbiamo gli occhi per piangere ma le nostre verdi valli dell’entroterra quando non sono pelose invernali sono verdissime estive, come in questa foto. Ovviamente la pioggia ha prodotto l’arcobaleno e le nuvole producono la pioggia, ma in questa foto per una combinazione di geometrie il cielo sembra completamente sereno ed ovviamente non lo era. Grazie Roberto.

Qualche sera fa ero ad una reception (non vuol dire una sega, leggasi matrimonio). Ho intravisto tre persone, un amico e due conoscenti che parlottavano tra di loro. Ho messo su la faccia beota con il sorriso modello “ehi amici come butta” e mi sono diretto verso di loro pronto ad aggiungere forzatamente la mia presenza. Non che loro ne sentissero il bisogno, ma in queste occasioni si fa così. Ci sono dei nuclei di condensazione sociale che si formano casualmente e se uno non nasce con l’attitudine a fare da nucleo di condensazione, deve unirsi a qualche gruppo già formato altrimenti la sua carica elettrica non gli consentirà di scambiare una sola parola per tutta la serata. Mentre però mi avvicinavo al trio, ho captato uno stralcio di conversazione: “… ho giocato 4 punti sotto fino alla quindici ma poi sono finito fuori dal driveway e allora…”

Ed allora, senza cambiare la mia espressione beota,  ho virato di pochi gradi, quanti ne bastavano per sfilare vicino a loro e dirigermi verso il tavolo del buffet. Era una scelta obbligata.  Io non gioco a Golf e dunque sono escluso da qualsivoglia gruppo di persone che tra di loro parlano di Golf. Quando due golfisti si trovano, parlano solo di Golf e si capisce che il 100% delle loro attività neuronali in quel momento sono focalizzate nel parlare di Golf, lo vedi dalla loro espressione, gli occhi dilatati, il fiato corto. E se provi ad introdurti nella conversazione potresti anche avere una scollatura vertiginosa e due tette da capogiro, ma non riuscirai mai ad interrompere la discussione golfistica. Puoi anche presentarti dicendo “mi avanza un milione di euro che regalo al primo di voi stronzi che mi rivolge la parola” ma otterrai solo sguardi di antipatia mentre i due discutono su come cazzo hanno fatto il loro strafottutissimo approccio alla buca numero 69.

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One Response to Martedì.

  1. Retarted says:

    Quali siano le condizioni per essere sereni è funzione del singolo individuo, credo. Dubito esista una ricetta universale, tanto più come quella: in qualche modo nega la possibilità la progetti a lungo termine che sono quelli che in genere, se raggiunti, appagano molto l’essere umano.
    Quanto al Golf… che cazzo è il Golf? Molto meglio il cibo. Certo che anche tu avresti potuto provare un sorriso al mandarino, forse ti avrebbero notato. Forse.

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