Non diventano rossi, ma quasi.

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Questa è una pianta sempreverde, e come tale non diventa rossa. Puoi dipingerla usando vernice. Oppure forse se continua questo trend di immissione di CO2 in atmosfera, tra pochi anni diventerà rossa pure lei, ma per il momento i Lecci cambiano le foglie come tutti gli alberi, credo, ma senza l’ingiallimento e la caduta autunnale. Il Leccio perde le foglie vecchie a primavera sostituendo quelle esisitenti che semplicemente seccano, con le foglie nuove. Ma se hai il sole nel punto giusto anche un Leccio diventa rosso.

In onore del nostro Re Travicello e del colore che lo sostiene.

Dai, anche questa foto è carina.

Dai, anche questa foto è carina.

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Ghiande e uccelli.

Il titolo è indubbiamente ambiguo, o meglio si presta a un doppio-doppio senso che però, chiarisco subito, non c’entra con quando qui di seguito esposto. (nel frattempo in televisione sento una pubblicità di una ricercatrice di un qualche laboratorio per la figa che ha studiato un nuovo detergente intimo che pare faccia miracoli).

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Oggi il capo delle truppe rumene meccanizzate che tengono in ordine i boschi intorno a casa a Basaluzzo mi ha esposto la metodica preferibile per far germogliare le ghiande del Central Park (NYC). In genere i casi sono due; o metti le ghiande a terra e speri in bene, oppure le metti in un vasetto in ambiente protetto e controllato con alcuni accorgimenti per vedere se nasce qualcosa.

Allora abbiamo preso 12 vasetti con della terra acidofila (che pare la migliore per stimolare la ghianda a germogliare) e messo una ghianda per ciascuno, dividendole in 4 gruppi (corrispondenti ai quattro alberi) numerando ogni vasetto, innaffiando non troppo.

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I vasetti cosi raggruppati sono stati messi in un ricovero attrezzi dove sono riparati dagli animali mangiatori di ghiande e dal gelo che prima o poi dovrà arrivare.

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Infine un foglio di plastica trasparente manterrà stabile l’umidità della terra. Seguiranno controlli settimanali per vedere se spunta qualcosa.

Terminato l’argomento ghiande, ecco quello uccelli.

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Ho fatto un aggiornamento al palo che si vede nella Basacam due. Ho tolto un nido di legno che fino ad ora aveva attirato solamente calabroni, ho lasciato quelli che offrono solo un po’ di riparo ai pennuti di passaggio ed ho aggiunto la seconda mangiatoia , dunque adesso la struttura si presenta come nella foto qui a fianco.

Nel frattempo Miriam sta guardando Romeo e Giulietta in televisione. I cattivi sono veramente cattivi, la gente in generale non soffre il freddo e non si lava. Mi viene spontaneo pensare alle condizioni igieniche di quell’epoca ed il contrasto stridente con la tizia che oggi reclamizza il superdetergente intimo. Secondo me Romeo non aveva idea di cosa avrebbe trovato nelle parti intime di Giulietta, sicuramente un odore insopportabile e forse anche una fauna saltellante che oggi dissuaderebbe chiunque dallo sfiorare la zona anche solo con un bastone. Forse il temine volgare “scopare” deriva da quei tempi in cui prima di congiungersi con la diletta bisognava letteralmente scoparle via tutto il materiale estraneo, si consideri che non c’era la Saugella e l’Infasil e l’intimo di Carinzia o come cavolo si chiama. Forse anche il sapone era raro, si lavavano con la cenere. Non so, sto inventando. Però Romeo e Giulietta alla fine muoiono, e l’opera teatrale si conclude tra gli sbadigli.

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Se per qualche giorno smettesse di piovere…

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La terra è fradicia. Anche il terreno argilloso che di norma rimane indifferente all’acqua, adesso è intriso e non vorrei che qualche smottamento mi facesse smottare le collinette o addirittura la Pfm.

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Pfm che, stento a credere, è ancora indicata su Google Maps e nel frattempo è stata persino aggiustata la strada che ora è indicata in modo preciso.

Ho davvero il vago sospetto che un giorno arriveranno dei droni della Google Corp. e mi faranno pagare caro l’aver fatto aggiungere in un data base di miliardi di terabites la Pfm. Forse dovrei inventarmi un significato dell’acronimo più avvincente che non “Pozzanghera Fangosa Menada” per giustificare la presenza della Pfm. Alcuni esempi:

  • Participio Futuro di Minchia.
  • Precinto Federale Manicaretti.
  • Presidio Fastidioso Melmoso.
  • Prestazione Fumante Mayakovsky.

Ovviamente potrei andare avanti per ore aumentando l’entropia cosmica per nulla. Questi non mi suonano affatto migliorativi. Chissà, se fosse in Inglese sarebbe meglio. Ci devo pensare.

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Google maps.

Google Maps

Google Maps

Sono andato quasi a caso sulla pagina che consente a chiunque di aggiungere dettagli mancanti alle mappe di Google. Ho aggiunto quel pezzo di strada che porta ai vicini, dopo 48 ore mi è arrivata la notifica che la modifica è stata accettata ed ora la strada è aggiornata. Ad essere sincero avevo sbagliato grossolanamente le proporzioni facendo arrivare la strada molto più in la di dove arriva veramente. Ma evidentemente qualcuno ha verificato confrontando la mia aggiunta con la foto del satellite ed ha corretto l’errore. Adesso mi sono lanciato in una seconda correzione, o meglio aggiunta; provo con segnalare la Pfm – water reservoir, ma non credo verrà presa in considerazione.

Altro argomento. Ho avuto un confronto tecnico con chi cura il bosco e le pertinenze in merito alle 12 ghiande neworkesi. Avevo elaborato due idee che, ad una analisi più approfondita, si sono rivelate due sonore cazzate costose e poco pratiche. Al posto di mettere in pratica le mie idee sceme, verrà creata una area recintata delle dimensioni di 2 metri per 2 con pali e rete interrata per evitare che cinghiali, lepri e caprioli vengano a mangiare le ghiande prime e poi le auspicate piantine. La terra all’interno di questo quadrato verrà trattata in modo da renderla più soffice e  le ghiande verranno messe a formare un reticolo di 30 cm per 30 cm. Se le piantine si svilupperanno, verranno trapiantate nei loro luoghi definitivi ed a quel punto verranno singolarmente protette e dotate di gocciolatore per superare indenni le prime estati.

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Update Pfm. E’ su Google Earth. Mentre scrivevo le righe sopra ho sottoposto la Pfm che ho definito “water reservoir” per darle una dignità. Dopo pochi minuti mi è arrivata la conferma che la richiesta è stata accettata e dunque chiunque al mondo, ossia 3 miliardi di utenti connessi ad Internet, nel caso siano tremendamente interessati a questo dettaglio geografico, se scrivono sul motore di ricerca “pfm water reservoir” vengono portati proprio dalla Pfm. Ho il sospetto che tra qualche giorno quelli di Google si accorgeranno che il dettaglio geografico è meno che significativo e la cancelleranno e poi cancelleranno me da Google e mi faranno anche scrivere da un ufficio legale di Pasadena nella quale lettera mi si dirà di piantarla subito di sottoporre cazzate altrimenti mi bombarderanno. Miriam ha commentato la notizia con la sua solita flemma positiva; “faremo una brutta fine”.

Questa è la mail che mi ha confermato l'avvenuto inserimento della Pfm.

Questa è la mail che mi ha confermato l’avvenuto inserimento della Pfm.

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Cielo sabbioso.

Piove a dirotto ed il cielo è giallino per la presenza di sabbia che arriva direttamente dal Sahara. Succede non di rado; una delle ultime volte che ho visto piovere sabbia il cielo era davvero di un colore rossastro. Era il Novembre 2002 e mia madre sarebbe morta di mesotelioma di li a pochi giorni.

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Queste due foto invece sono così interessanti che le ho messe persino su Facebook suscitando l’entusiasmo dei collezionisti di stronzi secchi bovini. Si vede il torrente Lemme, che taluni si ostinano a chiamare fiume, lo scorso Gennaio 2014 ed oggi. Il corso è sensibilmente cambiato, uno Sticazzi sinusoidale qui sta proprio bene.

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Ed ecco a voi… la prossima allerta.

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Questa mappa è in scala un po’ grandina per dire chi verrà preso dalla macchietta rossastra. Non vuol dire che strariperanno i fiumi e che moriremo tutti, sembrerebbe una passata veloce che al limite blocca i tombini, ma sono curioso di vedere se – ammesso che la elaborazione non cambi nel frattempo – verrà data una nuova allerta per Lunedì.

Nel frattempo ecco un po’ di virghe di pioggia sul mar Ligure.

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Di nuovo Allerta 2.

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Dal sito web dell’ARPAL

A partire da questa sera di Giovedì 27 Novembre anno Domini 2014 e per le prossime 24 ore. Ad onor del vero non sembrano previsti accumuli eccezionali, ma visto che ci sono innumerevoli frane già cadute su strade e su case ed altre  ovunque che stanno appese per miracolo, strade già interrotte per metà carreggiata, rivi più o meno importanti che sono intasati in più punti dopo ultime piene e per i quali non c’è stato il tempo materiale di sgomberarli, anche una pioggia moderata o poco di più potrebbe causare straripamenti, altri danni e, se qualcuno capitasse nel punto e nel momento sbagliato, potrebbe trovarsi nei pasticci.

Invece oggi sono passato sul ponte della SP 160 che il torrente Riasco aveva cercato di portarsi via e stanno facendo un lavorone di sistemazione del greto, parlo di Basaluzzo. Però la stessa provinciale 160 è comunque interrotta e non si arriva a Gavi, bisogna prendere una deviazione che allunga la strada di qualche chilometro. Anche questa strada sembra aperta per caso; ci sono diverse frane ed in 2 punti diversi, metà della carreggiata è finita a fondovalle. Nel novese e nel gaviese questo autunno se lo ricorderanno per molti anni.

E dopo questa descrizione accurata che interessa solo me, un Summa Sti Cazzi Stradali è l’elemento che mancava al post.

Nel frattempo scopro che Miriam è andata a fare la spesa perchè domani si vede già barricata in casa con uno tsunami fuori dalla porta.

 

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Ecco che si intravede Natale.

Ma ho già ampiamente esternato su come la penso nel 2011, 2012 e 2013 e dunque mi limito a dire che spero passi in fretta. Sono invece più interessato alle previsioni da oggi fino a Lunedì, riporto uno stralcio del commento di un bravo e preparato metereologo che scrive anche su Facebook, si chiama Lorenzo Catania e ci siamo conosciuti ai tempi dei “Forum di Meteorologia” dalle cui fila sono usciti pochi, ma bravi professionisti:

In Russia inizia a fare più freddo, e di conseguenza l’alta pressione già presente in zona guadagna punti e si irrobustisce sempre più, generando un muro che nei prossimi giorni diventerà evidente bloccando completamente il passaggio delle perturbazioni oceaniche, e costringendole così ad ammassarsi sul bordo come vecchi fronti occlusi.
Non sarà comunque una barriera irresistibile, perché ciò che manca ai suoi piedi è una copertura di neve al suolo uniforme e spessa, che mantenga inalterate per lunghi periodi le condizioni favorevoli alla resistenza del gelo; tuttavia in alcune zone – anche nell’Europa dell’Est – si cominceranno a vedere le prime punte sotto i -10°C entro la fine della settimana.

Intanto più ad ovest il rubinetto groenlandese ormai butta a getto continuo, e purtroppo nei prossimi giorni sembra voler nuovamente puntare verso il Marocco, dove di recente ci sono già stati grossi danni per le piogge eccessive.
Aria fresca, umida, instabile e ricca di pioggia investirà le coste atlantiche del Nord Africa già domani sera, per poi ribadire con un’altra ondata nemmeno 24 ore dopo, aggravando una situazione già fragile.

Ovviamente la differenza di temperatura e umidità con l’entroterra del Sahara diventerà piuttosto forte, e questo favorirà la risalita (verso nord e verso l’alto) dell’aria calda desertica in direzione del Mediterraneo, strutturando così una bassa pressione molto ampia e profonda, che possiamo vedere bene anche nella mappa per venerdì a tarda sera quando sarà centrata nei pressi della costa portoghese.
Il richiamo caldo già giovedì sarà ampio, e investirà anche l’Italia e l’Egeo, portando qui vento, ancora temperature piuttosto alte e aria umida.

Inizialmente però le piogge non saranno abbondanti dalle nostre parti (fatte salve alcune zone che descriveremo di giorno in giorno), perché il ramo frontale dove si sfideranno l’aria fresca e quella calda rimarrà lontano almeno fino a domenica notte-mattina, quando invece la porzione del fronte visibile nel cuore dell’Algeria ci verrà sparato addosso dalla bassa pressione, portandoci temporali anche forti ed estesi.
Il dettaglio comunque è ancora tutto da scrivere; fatto sta che almeno parte del fine settimana sarà rovinato per molti di noi, e forse alcuni dovranno di nuovo tenere d’occhio i bollettini della Protezione Civile.

Sto cercando di trovare qualche commento in Rete che chiarisca  che questa situazione atipica è destinata a diventare la regola oppure se siamo ancora nel campo delle normali fluttuazioni. Tutto questo – e molte altre cose – mi portano a ringraziare il fatto di non aver figli. Il mio strizzacervelli afferma che io non voglio ancora vivere e che, emotivamente, sto dormendo. Avrà anche ragione, e tuttavia l’idea di avere un figlio mi spaventa come un grosso raviolone esistenziale che mi si blocca nel mio esofago esistenziale che non si contrae per la stenosi esistenziale. Ed io soffoco. These dicks.

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Transilvania

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C’è qualcosa di inquietante ed affascinante in questa foto della Righicam 2 Levante. Oppure no.

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Il lemme prima e dopo.

Non è una foto molto significativa; la risoluzione delle webcam è messa a dura prova e l’angolazione non rende l’idea molto bene, insomma bisogna crederci e lavorare un po’ di immaginazione.

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Si vede, male ma un po’ si vede la differenza prima e dopo l’alluvione. Nella foto in basso, rispetto a quella in alto, si nota come se avessero tagliato della boscaglia e si intravedono degli alberi abbattuti al suolo. Tra tutte le foto del “prima & dopo” questa vincerebbe il premio per la meno interessante. Comunque questo è quanto passa il convento delle Basacam.

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