Il titolo è indubbiamente ambiguo, o meglio si presta a un doppio-doppio senso che però, chiarisco subito, non c’entra con quando qui di seguito esposto. (nel frattempo in televisione sento una pubblicità di una ricercatrice di un qualche laboratorio per la figa che ha studiato un nuovo detergente intimo che pare faccia miracoli).

Oggi il capo delle truppe rumene meccanizzate che tengono in ordine i boschi intorno a casa a Basaluzzo mi ha esposto la metodica preferibile per far germogliare le ghiande del Central Park (NYC). In genere i casi sono due; o metti le ghiande a terra e speri in bene, oppure le metti in un vasetto in ambiente protetto e controllato con alcuni accorgimenti per vedere se nasce qualcosa.
Allora abbiamo preso 12 vasetti con della terra acidofila (che pare la migliore per stimolare la ghianda a germogliare) e messo una ghianda per ciascuno, dividendole in 4 gruppi (corrispondenti ai quattro alberi) numerando ogni vasetto, innaffiando non troppo.

I vasetti cosi raggruppati sono stati messi in un ricovero attrezzi dove sono riparati dagli animali mangiatori di ghiande e dal gelo che prima o poi dovrà arrivare.

Infine un foglio di plastica trasparente manterrà stabile l’umidità della terra. Seguiranno controlli settimanali per vedere se spunta qualcosa.
Terminato l’argomento ghiande, ecco quello uccelli.

Ho fatto un aggiornamento al palo che si vede nella Basacam due. Ho tolto un nido di legno che fino ad ora aveva attirato solamente calabroni, ho lasciato quelli che offrono solo un po’ di riparo ai pennuti di passaggio ed ho aggiunto la seconda mangiatoia , dunque adesso la struttura si presenta come nella foto qui a fianco.
Nel frattempo Miriam sta guardando Romeo e Giulietta in televisione. I cattivi sono veramente cattivi, la gente in generale non soffre il freddo e non si lava. Mi viene spontaneo pensare alle condizioni igieniche di quell’epoca ed il contrasto stridente con la tizia che oggi reclamizza il superdetergente intimo. Secondo me Romeo non aveva idea di cosa avrebbe trovato nelle parti intime di Giulietta, sicuramente un odore insopportabile e forse anche una fauna saltellante che oggi dissuaderebbe chiunque dallo sfiorare la zona anche solo con un bastone. Forse il temine volgare “scopare” deriva da quei tempi in cui prima di congiungersi con la diletta bisognava letteralmente scoparle via tutto il materiale estraneo, si consideri che non c’era la Saugella e l’Infasil e l’intimo di Carinzia o come cavolo si chiama. Forse anche il sapone era raro, si lavavano con la cenere. Non so, sto inventando. Però Romeo e Giulietta alla fine muoiono, e l’opera teatrale si conclude tra gli sbadigli.