Due foto banali con spiegazioni.

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Questa, che potrebbe sembrare una foto anonima, è in effetti una foto anonima. L’ho salvata perchè ha colto un raggio di sole che illumina Corso Gastaldi e Costa d’Orecchia (mi pare). Poi un altro raggio illumina una nave in rada. Lo dico se qualcuno pensa di offendersi.

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Anche questa è una foto priva di interesse, ma si vede Gastone poco prima che spiccasse il volo in direzione Ovest. Qui era nella sua zona di pesca preferita, e gli auguro di aver fatto un buon breakfast.

Nota ittica; non ho ancora visto avanotti 2017. Immagino ci siano ma nascosti tra le piante acquatiche.

Nota meteo; spero davvero che nei prossimi due giorni piova un po’. Sono previsti fenomeni temporaleschi e dunque l’aleatorietà della previsione è massima.

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GIURA che non la metti su Internet.

Ma io sono uno spergiuro laddove il mio mentire serve ad una giusta causa, per esempio ricordare e salvare questa immagine di Miriam che sfoggia un seno da quinta/Duplo Ferrero. Ho copiato l’idea da qualche altro insano che lo ha fatto prima di me e, devo ammettere, molto meglio.

Adesso devo solo diffonderla tramite Facebook, ed è fatta.

Nota tecnica. L’ottenimento di un risultato ottimale non è affatto facile. Il braccio da solo non garantisce che la proporzione sia plausibile, nel senso che il Duplo risulta troppo vicino alla macchina da ripresa, in questo caso il mio telefono. Per incrementare la distanza tra telefono e Duplo ho dovuto avvicinare il telefono al mio naso e, come risultato, l’allineamento non è perfetto e la dimensione delle Duplotette è eccessiva. In questa sede di sperimentazione ho pertanto richiesta l’assistenza di terze persone. allontanando la distanza tra obiettivo e Duplo, le Duplotette risultano di una dimensione migliore.

 

 

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Le immancabili foto al tramonto.

La pozzanghera da una diversa angolazione. Il livello dell’acqua è sceso, le alghe emergono, ora che gli USA sono usciti dal trattato di Parigi sul clima, non succede nulla.

Questa è l’ultima piantumazione, anno 2017. Un centiaio di umili acacie, o robinie (non ho ancora capito la differenza). Quelle morte sono state rimpiazzate ed ora sembrano tutte in buona salute

Questo è il campo a nord della pozzanghera. Gli anni precedenti era tagliato. Poi ho realizzato che nell’erba alta vivono animali di tutti i tipi, allora taglio un anello intorno e lascio l’erba intatta. Per aggiungere una nota di architettura sofisticata rurale, il bordo è tagliato lasciando una forma ondeggiante, soluzione che mi rende molto orgoglioso e spero di finire pubblicato sulla rivista “campi e prati d’elite” edito da Condè Nast.

Altro argomento.

Come se non fossero bastate le pompe sulla Righicam 2 rimpiazzata, ecco due foto conclusive dell’installazione. Mi soffermo su aspetti tecnici che mostrano come il montaggio sia stato eseguito al risparmio, in modo approssimativo e destinato ad un veloce deperimento.

 

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Il masticone periodico delle statistiche.

Disclaimer. Sono conscio del fatto che le statistiche prodotte dal provider potrebbero essere appataccate, ossia sbagliate, fuorvianti. In più, è possibile che le mie elaborazioni siano anch’esse fatte alla cazzo e dunque il risultato finale è una serie di numeri totalmente inventati.

A fine Maggio – meno un giorno – il sito stefanome.it è stato visitato 24.686.991 volte. Il grafico delle visite mensili è il seguente.

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Il grafico è cliccabile, ossia si può vedere in dimensione originale che è poi una cagata inutile da fare. Sembra che ci sia uno zoccolo duro di poco meno che 140.000 visite mensili. E poi, tabella seguente, ho fatto una ricerca che non so bene cosa vuol dire; in teoria mostrerebbe quali sono le pagine e le immagini più viste.

Il periodo preso in considerazione è dal 1 Gennaio 2017 a ieri, 30 Maggio 2017. Osservando la tabella a fianco, si potrebbero trarre numerose considerazioni perlopiù inventate di sana pianta e far diventare questo abbozzo di polpetta avvelenata, un polpettone avvelenato di pagine e pagine di informazioni inutili. Ad esempio:

  1. La webcam più vista in assoluto è quella di Righicam Ponente, seguita con molto distacco da quella di Levante ed infine quella del Centro. Seguono quelle di Basaluzzo e di Rapallo. Ultima, quella di New York.
  2. La pagina lqf (Lascio questo forum, una colossale cretinata) totalizza 440 visitatori, roba da matti.
  3. La GAFOM (Give A Fuck O Meter) 66 visite.
  4. Mi sorprende il numero delle visite al blog. Non riesco a comprendere come sia possibile, secondo me è sbagliato.
  5. Le visite alle webcam non avvengono tramite l’apertura del sito stefanome.it ma da vi si accede direttamente, ossia da altri siti che mettono il link alla foto e non al mio sito. Quelli che ho intravisto tagliano le indicazioni che la MIA foto riporta sul bordo superiore e le mostrano come “… le nostre webcam”. Ma siete proprio dei ciaciaroni.
  6. Miriam verifica le foto delle webcam poco meno di una volta al giorno.
  7. Una sola volta in 5 mesi qualcuno ha guardato una pagina che parla della bassa pressione islandese, pagina che in verità cerca di prendere per il culo una certa categoria di partecipanti ai forum meteo.

Ho il sospetto che molte visite siano in realtà dei crawlers, che non ho ancora capito bene cosa sono ma credo che ogni volta che toccano una pagina, il contatore sale. Poi scopro che le webcam sono visitate da me e qualche sparuto visitatore che ci capita per sbaglio.

 

 

 

 

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Nuova inquadratura della Righicam 2 – Levante.

Sono andato avanti e indietro sul tetto decine di volte, alla fine il risultato non è esaltante sia per quanto riguarda la sistemazione pratica e sia per l’inquadratura. Sono soddisfatto medio. Dovrò risalire sul tetto con una pistola di silicone ed altri strumenti perchè sento di dover migliorare alcuni dettagli che potrebbero allungare la vita della webcam stessa.

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Assomiglia a quella della precedente webcam, ma ho perso di vista la bandierina segnavento ed anche il tetto è sparito, altrimenti per inqudrarli mi tocca abbassare troppo e finisce che vedo il tetto, i lecci e poco altro.  Non va bene.

Durante il montaggio ho mantenuto la webcam on-line e per qualche minuto, mentre stringevo i dadi, si è visto quanto segue:

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Non sarebbe affatto male. Si vede una valle laterale della Val Bisagno ed i monti che la costeggiano, il forte Ratti, la cava abbandonata, il Biscione. Quando venimmo a vivere qui si vedeva il Bisagno, adesso gli alberi sono cresciuti e nisba.

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Palo Medio.

220 centimetri di palo in nera vetroresina, ma circa 50 saranno ad un livello più basso della attuale posizione perchè la sbiliguda insomma ne ho per l’acciuga di spiegare, un metro e mezzo buono di guadagno di altezza che dovrebbe consentire una migliore visuale della città vista verso levante.

Ci sono ancora alcuni elementi da far quadrare e da sistemare, ma buona parte del lavoro è stato fatto ed ho solo un taglietto in un dito, tradotto in altri termini,  un successo di sicurezza sul lavoro.

Il fissaggio del palo al tetto sarà un successo perchè ho trovato il sistema giusto da Pistone, ci vado da quando avevo 14 anni, una garanzia. Il fissaggio della webcam al palo invece mi rende ancora un po’ perplesso. La mobotix vende un supporto apposito per pali ed è una roba totalmente teutonica, chiaramente ideata da un ingegnere tedesco perchè probabilmente supererebbe indenne uno tzunami, piuttosto che cedere si porterebbe dietro il tetto e la stessa casa. Purtroppo però lo stesso tetto non lo reggerebbe, è costruito in acciaio e pesa una tonnellata, è talmente pesante e voluminoso che modifica il magnetismo terrestre e rischia di deviare il pianeta fuori dalla sua orbita. Viaggia come carico speciale solo di notte. Non va bene. La mia versione per contro impiega materiali bio e umili come il legno e delle viti in ferro dolce, quello che arrugginisce in meno di un minuto da quando inizia a piovere. E’ un chiaro esempio di fai da te con poco studio e molto spera-in-Dio, ma conto su una durata decorosa prima che il tutto si disgreghi mandando la Webcam direttamente al Porto Antico in volo durante una tramontanata.

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Sono monotono.

Mi rendo perfettamente conto che insisto a parlare della Righicam 2, e questo mi provoca la sgradevole sensazione di essere inutile, banale, supericiale. Potrei invero commentare sul G7, sugli attentati, sui nostri problemi umani che partono dal riscaldamento del pianeta fino a restringere il campo alla disfunzionale Europa, la ultradisfunzionale e corrotta Italia, alla provinciale Liguria, alla bistrattata Genova, al dimenticato Righi, alla dispersa strada dove abito e dove il verde urbano è diventata terra di nessuno ivi inclusa la rumenta.

Ma perchè poi ? Su Internet ci sono migliaia di persone che scrivono, perlopiù a vanvera, di tutti i problemi, del perchè ci sono i problemi, di chi causa i problemi e di come, finalmente, risolverli.

Allora lascio agli altri discutere sulle cose serie e mi rinchiudo nella mia banalità di questo sciocco blog e fanculo il resto. In fin dei conti è o non è questo il blog delle Righicam ?

Questo è l’ultimo screenshot delle immagini orarie durante il periodo Andy Warhol della Righicam 2 M10, ora a riposo. L’ho salvato con un briciolo di commozione. No, non è vero ma insomma sono le ultime immagini della seconda webcam di Genova. A quei tempi infatti, quando entrò in funzione, c’era la Righicam Ponente, la Levante e nessun’altra. Poi sono arrivate quelle del Comune di Genova ma ci sono voluti anni perchè qualcuno a Tursi si convincesse che servivano a qualcosa. Nel frattempo ne sono arrivate molte altre, private e pubbliche, ad immagine fissa e in streaming.

Per tornare al pratico, nel clamoroso Brico di Silvano d’Orba ho trovato un palo di vetroresina alto 220 centimetri più tutte le staffe per fissarlo al comignolo ed alzare così la Righicam 2 Levante di quanto dovrebbe bastare per migliorare la vista su Genova.

Quando la webcam svetterà attiranto i fulmini di mezza Europa, contatterò lo scoppiettante rivenditore Mobotix per un settaggio on line ad hoc, perchè i tentativi che ho fatto per migliorare la qualità delle immagini notturne non hanno sortito l’effetto sperato.

 

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Righicam 2 Levante di nuovo on line.

Poteva andare molto peggio, invece quasi tutte le funzionalità della Webcam sono state ripristinate. La nuova M24 funziona, trasmette le foto agli orari giusti.

E’ ancora in modalità fa un po’ schifo.

nel senso che le immagini notturne fanno davvero cagare, anche per le riprese diurne devo correggere esposizione e luminosità, il cielo ad esempio risulta spesso sovraesposto. In più, non ultimo, quel leccio che domina la parte sinistra della foto è cresciuto tanto da impedire buona parte della visuale. Non so se mai i giardinieri del Comune verranno a potarlo, considerato lo stato di abbandono della strada e considerato che il Papa non viene al Seminario, faccio prima a sopraelevare di un paio di metri la webcam. Devo attrezzarmi; oggi visita al Brico di Capriata d’Orba dove hanno tutte le attrezzature per onanisti del fai da te.

Nel giro di qualche giorno dovrei aver aggiunto migliorie significative alle immagini.

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Prove tecniche (di trasmissione)

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Dopo due o tre tentativi di collegamento andati a buca, un po’ di fili spellati due volte e qualche imprecazione sulle ardesie, adesso dialoga con il router. Non è ancora nella sua forma migliore, devo fare qualche aggiustamento di settaggi e poi devo pensare alle balle delle trasmissioni. Sono anche abbastanza sicuro che di notte farà schifo, fino a quando lo Stefano di Meteo System non si collega direttamente al mio computer e setta dei parametri che per me sono misteriosi.

Poi devo sopraelevarla di un metro circa dal camino, per questo devo metter su un palo di legno o di ferro ed attaccarcela attirando tutti i fulmini del Righi.

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Alacrità.

In realtà ho verificato sul dizionario, o si chiama vocabolario, ed è davvero una parola desuetissima come lo sono io. Avrei l’occasione di fare uno scherzo a coloro che copiano la foto e la mettono sul proprio sito millantandone la paternità, sostituento l’immagine con il solito CAZZO o altra foto volgare, ma scelgo di non farlo, io sono una persona seria.

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