A proposito di pompe.

Ho ordinato la pompa del pozzo che rimpiazza quella che si è fulminata. Il rivenditore è a Casale Monferrato, sono andato su Google maps per cercarlo.

Ed ho trovato questo; credo siano le cosidette “Casermette” dove io ho fatto il CAR qualche decennio fa (Centro Addestramento Reclute).

Dall’immagine sembra che il luogo sia stato abbandonato da anni, sono cresciuti alberi & arbusti, ai tempi erano prati che noi coscritti tenevamo in ordine.

Quando un ufficiale mi lesse la destinazione mi vennero due colpi al cuore. Ero stato destinato al “Genova Cavalleria” e di primo acchito pensai di tornare a Genova, non sapevo dove fosse il Corpo, ma Genova era chiaro. Invece mi venne subito spiegato che il Genova Cavalleria era una caserma operativa a Palmanova del Friuli, dove passai alcuni mesi densi di avventure soprattutto grottesche e per nulla educative. Sticazzi dodici mesi.

Io capisco fare opposizione, ma a Genova il partito dei detrattori e del “NO” a tutti i costi mi irrita alquanto. Su Facebook, unico social che seguo, basta che venga deciso di muovere una aiuola e subito questo gruppo di rompicoglioni parte con la critica preconfezionata. Ogni tanto rispondo ma vengo regolarmente fanculizzato. Non c’è modo di discutere con chi è convinto di avere ragione grazie ad un surplus di intelligenza. Invece di perdermi in discussioni, allego l’immagine qui a fianco. Non tutti la capiscono, ma comunque in genere la discussione finisce.

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Ed anche Marzo ce lo siamo fumato.

Per almeno altri dieci giorni, di pioggia neppure l’ombra. Ma lamentarsi è inutile, preoccuparsi pure. Spero piova decorosamente ad Aprile, o Maggio.

Sono in fase di rinnovo del passaporto, dunque ho scannerizzato tutte le pagine che contengono almeno un visto di ingresso ottenuto negli ultimi 10 anni. Ho colto un elemento che mi era sfuggito; su due timbri l’ufficiale dell’immigrazione americana ha scritto la data nel formato Giorno/Mese/Anno. In USA scrivono Mese/Giorno/Anno, perchè talvolta sono strani, come quando usano la temperatura in Fahrenheit e il sistema Imperial per le misure. Quei due ufficiali chissà perchè lo hanno scritto in quel modo per loro inconsueto.

I was born February seven, nineteen sixty-one. Contenti loro…

EVAF. Sono diversi giorni che sto studiando il sistema per arrivare a mettere in pratica l’obiettivo prefissato. Sono partito con un metodo, poi un secondo, un terzo ed infine, durante una fase di insonnia notturna, un quarto metodo. Molte volte mentre procedo faticosamente verso un processo di elaborazione di qualche progetto, mi accorgo che parto dal metodo più complicato e costoso che ci possa essere. Solo quando mi accorgo che c’è un percorso molto più facile da seguire, mi rendo conto che i sistemi precedenti erano incredibilmente complicati, time consuming e money consuming e mi sorprendo per come ho impiegato – anzi sprecato tempo per metterli su carta. Questa è una delle mie tare mentali; mi complico la vita quando devo elaborare qualche soluzione a problemi anche poco complessi. Per raggiungere un obiettivo, compio giri centrifughi faticosi e sempre più lontani dalla soluzione che spesso è facile o quantomeno ben più facile dai miei primi percorsi.

E’ davvero così; credo derivi da una forma di ansia che mi porta a cercare la soluzione perfetta a scapito della linearità del percorso. Ma la notte a me talvolta porta consiglio ed in questo caso un paio di ore di insonnia mi hanno suggerito un percorso ben più facile per arrivare a destinazione. Seguiranno aggiornamenti.

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Sono uova di rana.

Questo.

Su gentilissimo suggerimento pervenutomi, ho scritto un Tweet ad un esperto di Biologia e la risposta è stata rapidissima. “Cordone gelatinoso” è perfetto come descrizione. Ma come fa una rana a produrre cordoni così lunghi, non oso chiederlo, cercherò in rete.

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La vista sarà magnifica.

La scala pesa una tonnellata e tirarla su è stato impegnativo. Però da lassù c’è una bella vista. Ho chiesto a Miriam di farmi delle foto mentre assicuravo la scala al palo e mentre mi riprendeva, canticchiava una musica drammatica facendo la telecronaca della “tragedia, cade dal palo e muore”.

Nella foto non sembra, ma una volta su, sembra di essere molto in alto e da li si vedono un sacco di cose che dalla Panchina Zen non si vedono; altre colline, monti, la Corsica, la Sicilia ed il Piton del la Fournaise a Reunion. Stante che per montare la webcam e tutto il resto mi serviranno due mani contemporaneamente, e considerando che se non mi aggrappo alla scala o al palo, precipito, ho recuperato l’imbragatura che serviva per fare le ferrate, ci sono le due estensioni per attaccarsi al cavo, ma per il palo sono troppo lunghe ed allora ho fatto ricorso ad un fai-da-te che comporta due gasse alle quali affido la mia vita, in pratica.

Adesso devo rapire la figlia dell’elettricista per fargli fare il lavoro di messa in opera del cavo di rete, a lui basta arrivare fino alla Panchina Zen, da li in poi ci penso io.

Questa foto mi ingrassa, mi fa protendere il mento in avanti, mi mostra impacciato e privo di quell’aria sexy che ho in genere. Credo che in quella posizione, anzi molto più in alto, ossia con i piedi sul gradino più alto della scala, passerò diversi quarti d’ora. Quando il lavoro sarà completato, toglierò la scala sperando di non dover risalire troppo frequentemente per le rifiniture.

Elettricista che dovrà anche fare la parte elettrica della pompa del pozzo 2. La pompa si è fulminata, andrò a prendere la nuova pompa ed intanto porterò quella esistente a far riparare. Ho misurato l’acqua nel pozzo; arriva a -14 metri sotto il campo. In tempi di abbondanza sale fino a -9, ma adesso di più non fa, bisogna ringraziare e prendere quello che viene.

Chissà cosa stava facendo questo quasi topo con le orecchie vaporose. Sembrava fissare una nocciola inesistente. Ma il muso premuto tra due mattoni ? L’aria di Basaluzzo ha effetti collaterali tipo pazzia, comportamenti ossessivi compulsivi. Dovrei approntare una sorta di vaschetta per acqua, d’estate vengono spesso a bere nelle piccole pozzanghere che si formano vicino ai rubinetti della cisterna. Ma no, che vadano a bere dalla Pozzanghera, altro che.

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Questo.

Oggetto che potrebbe sembrare un ramoscello o una pianta, che cazzo è invece ? Pensando fosse un rametto ho provato a prenderlo e mi è rimasta tra le dita una sostanza che sembra muco, come se fosse una lunga bava di qualche grosso animale. Oppure cose ben più peggiori. A questo, che poi a veder bene potrebbe essere un tubo, si accompagnano pare dei piccoli insetti neri, oppure larve, oppure non ne ho idea.

In questa foto sopra, l’oggetto è in un angolo sopravento della Pozzanghera dove si accumulano tutte le cose che galleggiano e dunque rendono più difficile l’dentificazione. Sono due tubi di muco che salgono dal fondo e poi si distendono in romantiche volute.

E’ questo che io pensavo fosse un rametto. Qui si vede meglio il percorso che questo oggetto compie. Presumendo che parta dal fondo, corre orizzontalmente poi si impenna verso la superficie e si abbandona alla tenue corrente.

Particolare. Sembra ad una prima, sommaria e sicuramente azzardata analisi, un tubicino di qualche specie di materiale nasale con all’interno dei minuscoli animaletti neri.

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Anche oggi sole.

E parecchio vento. Spero le radici dell’erba abbiano assorbito in fretta quei sette millimetri caduti ieri, perchè oggi questo stau vivace da Nord seccherà la terra inesorabilmente. Prossima pioggia ? Boh.

Mare dei Caraibi dopo la mareggiata. Perchè le onde tirano su chissà quale sabbietta che giace sul fondo quando il mare è calmo.

Questo è un primo set di materiale che dovrebbe servire per un nuovo sistema di EVAF (Esternazione Via Ampia Finestra) Vedremo.

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In attesa della pioggia.

Che non arriva. La pompa del pozzo si è fulminata e nel pozzo c’è qualche metro di acqua. Meglio del solito dito sabbioso nel posto più doloroso, ma alla fine potrebbe rivelarsi il minore dei mali (mi riferisco al dito).

Conforto da questa immagine dove non si vedono i prati senza neve. Si vede lo Chaberton, innevato anche sul versamte italiano. Anche li un po’ di neve riesce a svalicare quando arriva dalla Francia, dunque sembra normale.

In realtà un po’ di acquerugiola mista a sale da mareggiata sta cadendo in questa ultima ora, il radar non la vede, forse è solo acqua di mare.

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Esistenziale.

“La nebbia agli irti colli, piovviginando sale, mi si bagnano le bale”. Questa è la prima cosa che mi viene in mente le rare volte che a Genova viene questa nebbia che qualcuno chiama caligo dal latino “cenere”. O qualcosa del genere. Dovrei cercare le foto delle webcam del Righi che in almeno due occasioni immortalarono questo raro evento. Dall’alto era davvero uno strano spettacolo.

Una festa di compleanno di un caro cugino che compie settant’anni si è rivelata una ghiotta occasione per mostrare quanto sono immaturo. Infatti mentre gli altri invitati ridevano spontaneamente mostrando il loro “inner child”, io restavo serio percependo il ridicolo che mi permeava ma senza inconsciamente accettare che il più bambino, inconcludente ed incompleto anziano ero proprio io. Complicato.

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Almeno le api.

Lo scorso anno avevo appeso al muro due “casette per api”. Non le api da miele bensì delle api solitarie o selvatiche che non vivono in alveari da centinaia di individui ma conducono una vita più riservata, non producono miele ma sono delle straordinarie impollinatrici. Mi ero fatto convincere che offrire un riparo a questi animaletti è cosa buona e giusta, aiuta la natura eccetera. Però non avevano avuto un grande successo, allora avevo pensato di togliere queste casette odiose ed inutili e bruciarle nel camino e/o passarci sopra con il trattore più volte.

Invece quest’anno le casette sembrano riscuotere un discreto successo, ho contato una decina di api tutte insieme. E’ questa forse l’unica nota positiva nel mezzo di quella che è ormai una siccità perdurante.

Infatti e forse non a caso il pozzo dall’ultima verifica eseguita l’11 Febbraio ad oggi ha dato zero acqua. Probabilmente il livello dell’acqua all’interno della falda non arriva al sensore superiore e dunque la pompa non si accende. Devo approfondire ma nel frattempo vaffanculo, vaffanculo & vaffanculo.

Di fronte ai problemi climatici, sarei tentato di rifugiarmi nell’alcool o nelle sostanze psicotrope in senso generale.

Invece leggo di astronomia, e pur capendoci all’incirca un po’ meno di un picocazzo, l’argomento mi affascina. Questi disegni che vagamente ricordano due preservativi sono invece la rappresentazione della nascita e sviluppo dell’universo. Sto leggendo un libro, la descrizione dei primi istanti di esistenza dopo il Big Bang mi ha confuso. In 10 alla meno 30 secondi l’universo ha raggiunto più o meno le dimensioni attuali. Ossia

0,0000000000000000000000000000001 secondi

Poi c’è stato un periodo durato circa 380.000 anni durante i quali non è successo praticamente un cazzo e poi sono iniziate le basi per la formazione di stelle e derivati. Io leggo di sera per addormentarmi, ma questa nozione mi ha stordito e ci ho messo un po’ per prendere sonno. Il COVID mi ha conciato proprio bene.

Mi sembra proprio che il numero di persone frustrate, rabbiose e provocatrici che scrivono sui social networks stia aumentando. In un gruppo che segue una vecchia rivista di fumetti americana, hanno pubblicato una vignetta che a me sembrava inoffensiva. Ed invece è scoppiato un putiferio di commenti tra liberali e repubblicani. Ho chiesto spiegazioni e questo tizio mi ha insultato. Non so perchè gli sia girato il berettino, leggendo un suo commento appena dopo, sembrerebbe che costui sia molto arrabbiato e che nutra un forte risentimento verso gli Americani. In genere rispondo con una citazione a caso dei Monty Phyton, sia in inglese che tradotta in italiano, questo genera un po’ di incertezza nella controparte e la cosa in genere finisce li. A questo invece ho risposto ringraziandolo e poi mandandolo a cagare. Se seguirà qualche altro carteggio, ne darò conto.

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Ora è scirocco.

Oggi il vento è girato un po’, da Libeccio a Scirocco. E’ una informazione assolutamente inutile come tutto questo blog e comunque questo paragrafo serve solo a fare da cappello ad una serie di foto modeste che ho scattato, tutte molto simili tra loro.

Quando ero adolescente, lo scirocco era il preciso annuncio di una perturbazione atlantica. Oggi è il preciso annuncio di una bella sega, ma questo è il clima del 2023, se vi pare.

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