La mattina quando accende il telefono, Miriam scarica le notizie da una SfigApp che mostra solo le peggiori notizie dal mondo. Nella SfigApp ci sono anche le previsioni del tempo, sempre bruttissime. Allora diventa di umore medio-basso e va sul personale. Visto che ha recentemente verificato che ha ancora l’utero fibromatoso e sua madre anche, è evidente con chi Miriam se la deve prendere. Le ho suggerito di mandarle un pacco anonimo con dentro una sotta di vacca, tanto per cominciare. Poi potrebbe iniziare a contestarle la consistenza del polpettone (è duro, è mollo, è salato, è insipido, troppo aglio, troppe patate, troppo riso).
Quando si focalizza sulle condizioni fisiche dei suoi organi riproduttivi, le si apre il circuito relativo a mia bis-nonna. Mia bisnonna Erminia ha avuto 16 figli, è stata incinta quasi continuamente dal 1849 al 1870. Più alcuni aborti di cui non v’è traccia ma che è fisiologico ci possano essere stati.
E tutte le volte si domanda “ma come è possibile avere 16 gravidanze, sedici parti ?”.
Ed effettivamente nelle rare foto dove compare, la sua espressione non è delle più radiose, anzi sembra proprio stanca. Dei suoi sedici figli, 5 sono morti entro il primo anni di età, due sono morti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro quando avevano 7 anni, probabilmente di influenza. Insomma non è stata una passeggiata. Le cronache raccontano che quando i Menada andavano in chiesa, occupavano quasi tutti i posti a sedere tra figli, balie, governanti e supporti logistici.
Ho l’impressione di aver già scritto di mia bisnonna, comunque nessun problema, ogni tanto devo scrivere qualche belinata altrimenti non sono contento.