Aeroporto di Genova (news)

La ragazza che mi ha fatto il check in è molto gentile, premurosa e graziosa. Ma ci ha messo 20 minuti a darmi le carte di imbarco perchè non ha il lettore del passaporto e dunque deve digitare tutto a mano sul terminale. Poi si è inceppata la stampante. Ha dovuto aprirla, disincastrare il rullo e poi stamparle due volte. Poi si è bloccata la stampante che produce le targhette da mettere sui bagagli, in questo caso ha dovuto lasciare la propria postazione scusandosi  –  si inceppa sempre, nessuno per il momento sembra volerla sostituire –  e chiedere  asilo ad una delle sue colleghe che gestivano altre code. Code lunghissime perchè le postazioni erano poche e poi perchè la sala del check in è stata progettata per contenere 50 passeggeri, non 200. In più non ci sono segnali o sistemi per regolarizzare il flusso e l’incolonnamento, dunque ci si arrangia come si può.

Poi ho provato a mangiare al ristorante. Il posto è infrequentabile per un preciso motivo: l’odore di cucina è talmente forte che impregna i vestiti. E visto che io passo dall’aeroporto di Genova ogni 2 mesi, posso dire che non è un caso, ma è quasi sempre così. Forse hanno risparmiato sui ventilatori di aspirazione o il progetto è stato fatto da uno chi si nutre con pillole per astronauti e non ha mai frequentato un ristorante o una cucina in vita sua,

Sala d’imbarco; avrei voluto caricare il cellulare ma non ci sono prese di corrente. Quello di Genova è l’unico aeroporto che io conosco che non ha prese di corrente nele sale di attesa dove i passeggeri possono caricarsi il computer o il cellulare.

Insomma, ogni volta che devo passare attraverso la miserrima stanzione aeroportuale di Genova mastico amaro. Però adesso non mi arrabbio più; perchè evidentemente sono solo nel ritenere che i vertici dell’aeroporto andrebbero azzerati e sostituiti da persone che hanno a cuore l’immagine di Genova e che si vergognano di quello che vedono e di quello che subiscono i passeggeri, soprattutto quelli stranieri.

In generale, l’aspetto dell’aeroporto di Genova ricorda quello di una piccola stazione ferroviaria provinciale degli anni 60. Disorganizzato, triste, maltenuto, vecchio, freddo sguarnito, poco accogliente. Tra due settimane tornerò e ritirerò la mia valigia su quel nastro trasportatore sporco, sgangherato, fatiscente, dalla cui apertura sull’esterno entra il fumo del trattore che tira i carrelli con le valigie.

Però ho preso la rivista “Aeroporto di Genova News”, che è gratis e che serve per dire quanto siamo bravi e forti. Ne ho lette poche pagine, forse c’è un errore ed è riferito a qualche altro aereoporto, dev’essere così.

Mavaffanculo.

 

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5 Responses to Aeroporto di Genova (news)

  1. Di says:

    Travel safe.
    Do you know, I’ve never landed in Genova Airport … always Malpensa. Not for reasons of aesthetics though. Meanwhile, when I fly home to New Zealand in November, I land at Dunedin Airport after trekking through some of the North Island with friends. I wonder if Dunedin’s ‘city’ airport is still way out in the country and surrounded by cow fields. Oh yes … let’s see what has changed.

    • admin says:

      Probably you will not recognize the cows you used to know. Their sons will be there, looking at your aircraft quite pissed, as their oldies used to do. But love your cows; rather then sea gulls, they normally do not fly into the airplanes engines.

  2. Mig1 says:

    Io non posso dire di aver girato il mondo, ma ho visto un po’ di aeroporti europei. Tutti molto più grandi, tecnologici e puliti del nostro. Monaco, Madrid, Parigi, Londra.. ma che lo dico a fare? Persino Malpensa (che fa schifo) è meglio di Genova.
    Recentemente sono stato in Perù…. ti garantisco che lì gli aeroporti sono peggio del nostro!

    E’ davvero un peccato che non investiamo di più sulle infrastrutture e sui trasporti… e dire che Genova ci vive, con il trasporto!

    …ehi ma questo è diventato un blog internazionale!!! Complimenti!

    For non-italian-speaking people only: I’m too lazy to write my post’s translation. Please use google translate, or simply ignore me, thank you.

  3. Massimo says:

    …..stavo finendo di leggere il tuo post da New York, quando mi è saltato all’occhio questo.
    Devi sapere che lavoro anche in Liguria ed a Genova, mi occupo di una piccola parte della gestione della formazione del personale dell’aeroporto.
    Al di là del fatto che ogni volta che arrivo e parcheggio l’auto, mi trovo sempre davanti una marea di tassisti che urlano tra loro come folli e non riesco mai a capire che c…..zo stiano facendo, ho visto anch’io altri aeroporti, ma un casino simile mai.
    Non parliamo poi dell’interno: effettivamente ti prende l’angoscia a vederlo e il paragone con una stazione delgi anni ’60 è perfetto ! Pensa che lungo il corridoi degli uffici al terzo piano, i poster che raffigurano aerei vari parcheggiati nel piazzale, sono tutti degli anni ’70: il tempo si è misteriosamente fermato in quella zona!
    L’organizzazione del personale è quella che è: non ti stò a raccontare negli uffici il casino che devono gestire quotidinamente.
    Ma giustamente, anche questa è Italia !

    • admin says:

      Anche questa è Italia ? Si, va bene, ma l’aeroporto di Olbia è uno spettacolo in confronto, anche quello di Torino se non ricordo male, e quello di Pisa. No, non si tratta dell’Italia, i nostri eroi locali che scrivono su ridicoli giornaletti autogestiti e pagati anche da te dicendo quanto sono bravi in realtà sono sciatti, poveri, miseri, senza idee senza volontà e auguro loro una improvvisa peristalsi intestinale gassosa a 100 km dal bagno più vicino.